ugg stivali outlet altro fallimento di Papa Francesco

Che cosa dir adesso Papa Francesco dell’ennesimo scandaletto a sfondo sessuale che ha per protagonista un religioso? Bergoglio non doveva ripulire la Chiesa cattolica dalla lobby gay e dai rischi di abusi su vittime innocenti? Eppure, non un semplice “don” quello che l’altro giorno ha patteggiato un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa, con l’accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Il monsignore in questione si chiama Pietro Amenta, pezzo da novanta del Tribunale della Rota Romana la cui giurisdizione si estende sia ai contenziosi che riguardano i residenti della Citt del Vaticano, sia alle cause dei fedeli di ogni parte del mondo. Sebbene sia conosciuta soprattutto per i matrimoni annullati, la Sacra Rota il tribunale ordinario della Santa Sede e i magistrati, detti prelati uditori, sono nominati direttamente dal Pontefice.

Amenta, quindi, uno che di solito giudica gli altri, stabilisce il verdetto, colpevole o innocente, inferno o paradiso, ma stavolta in un tribunale c’ finito lui e la sentenza lapidaria: molestie nei confronti di un neo diciottenne.

Il prelato, classe 1962, avrebbe allungato le mani, forse anche qualcosa di pi fin nelle parti intime della vittima, un giorno di marzo dell’anno scorso in una piazza di Roma, San Giovanni di Dio, che gi dal nome evoca spiritualit e assistenza (lo spagnolo Giovanni di Dio ha fondato l’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli), in realt annotano i carabinieri, spesso frequentata di notte da persone che si prostituiscono.

IL DON IN BORGHESE

sera, sono quasi le nove. Alla prima palpata il giovane, uno studente di liceo di origine romena, gli ha urlato: che fai? Il ragazzo non sa che l’uomo che gli si avvicinato cos tanto da poterlo tastare un sacerdote, perch Amenta non indossa l’abito talare, ha una giacca beige a righe, potrebbe essere chiunque. Oltrettutto, racconta il liceale, questo signore continuato a toccarmi anche dopo che gli ho gridato di fermarsi Il molestato talmente furioso che si mette a inseguire il molestatore, fa intervenire i vigili, mentre l’altro capisce che per lui la situazione si fa complicata: non sai chi sono io. Adesso me ne vado

Arrivano i militari e il monsignore tenta una strampalata difesa: stato solo uno struscio perch la piazza era invasa dai banchi del mercato. Si passava stretti stretti L’esperto di Diritto ecclesiastico si scusa, ma il ragazzo decide di andare avanti con la denuncia, ingaggia l’avvocato Alessandro Olivieri (difensore, tra gli altri, di Pino Pelosi detto “la rana”, l’ultima persona che vide Pier Paolo Pasolini vivo), e partono le indagini.

Sesso gaio e vita borderline: non la prima n l’ultima volta per il Vaticano, che sta cercando di risollevarsi dallo scandalo dei preti pedofili. Stavolta, per c’ il dettaglio non trascurabile che coinvolge la Sacra Rota, dove di recente c’ stato un boom di nozze da annullare perch il coniuge si scoperto omosessuale. Strana coincidenza, dicono i detrattori, i quali fanno notare come la lobby gay abbia avuto un certo peso, in passato, nel tribunale ecclesiastico. Lo stesso che, negli ultimi anni, per garantirsi ulteriore potere, non ha esitato a trasformarsi nella curva sud degli ultras bergogliani. Possibile che gli altri uditori non si siano mai accorti delle frequentazioni del collega? Per porre fine a una situazione imbarazzante per la Chiesa dovuto intervenire un altro tribunale.
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TRIESTE. Fine settimana di serenità in casa Alma Trieste, la pausa forzata per il rinvio della sfida con Roseto, un occhio al Montenegro e all’esordio di Green e il consueto lavoro “dietro le quinte”. Il presidente Gianluca Mauro fa il punto della situazione passando la domenica più emotivamente placida dell’ultimo periodo.

Il filotto vincente è già significativo oppure tanta acqua ancora passerà sotto i ponti di questa stagione?

Troppo presto per definire gerarchie. Le squadre attrezzate si intravvedono ma alcune come Treviso, per esempio, attendono di vedere calibrato il roster con ulteriori tasselli. Ci sono sorprese liete come Udine e Montegranaro e altre piccole delusioni ma il bello deve ancora venire.

Chi l’ha sorpresa di più in questo inizio di stagione nell’Alma Trieste?

Non ci sono grosse novità e far nomi sarebbe ingeneroso rispetto ad un impatto rilevante in ogni componente del roster. Certo, si vedono enormi passi avanti in Baldasso, in Janelidze e paradossalmente in uomini di affidamento come Da Ros e Fernandez. Per esempio la capacità del “Lobito” di governare i palloni che scottano delle partite mi sorprende positivamente. Come un bambino che attende l’arrivo di Babbo Natale, io nutro curiosità nel vedere Cavaliero e Bowers al top della forma.

La partita con Guido Rosselli e il suo procuratore sembrerebbe persa. così e dove finirà secondo lei?

Abbiamo parlato con il procuratore e la partita non mi sembra chiusa. Il giocatore ha un’età in cui deve fare una scelta di vita, non dettata dai soldi ma da situazioni che lo possono far star bene. Dove finirà Rosselli non lo so anche se nulla si muoverà prima che la Virtus Bologna trovi l’adeguato sostituto. Vorrei non leggere più commenti a sfondo polemico su un presunto ruolo da mercenario qualora scegliesse una destinazione diversa da Trieste. Il giocatore non ha mai rilasciato dichiarazioni tendenziose, è intelligente e qualsiasi sia la volontà sarà giusto accettarla senza appendici polemiche.

Qualora Rosselli dovesse finire a Bologna sponda Fortitudo, la squadra di Boniciolli diventa la favorita?

La Fortitudo Bologna era già la favorita ad inizio campionato, se poi le situazioni disegnano scenari diversi, fa parte dello sport. Logico quindi considerare l’eventuale innesto di Rosselli come un ulteriore elemento di rafforzamento per i felsinei.

Trieste cercherà qualcuno sul mercato o attenderà serenamente l’occasione, sempre che si prospetti all’orizzonte?

Abbiamo parlato di situazioni relative al campo ma è di preponderante importanza anche la gestione societaria. Alma Arena, foresteria e bilancio parziale.

Parto dal fondo: il bilancio parziale è allineato ai numeri della scorsa stagione, per cui molto dipenderà dal nostro percorso nei play off. Qualora auspicabilmente arrivassimo fino in fondo, ci sarebbe discreto fieno in cascina, altrimenti chiuderemmo in sostanziale pareggio. Per l’Alma Arena attendiamo con una certa pressione i lavori che il Comune ha promesso di realizzare in tempi brevi; siamo da marzo senza uno spogliatoio, non vorrei con il nuovo anno ritrovarmi questo problema irrisolto. La foresteria è all’inizio di un percorso virtuoso, stiamo valutando 2 3 ragazzi nuovi e stiamo per chiudere collaborazioni con società locali. La proiezione di avere 1000 giovani sotto l’egida Alma potrebbe essere un obiettivo raggiungibile in tempi brevissimi. Tutto ciò potrebbe

essere sintetizzato in questi termini: se non ci sono intoppi, per i prossimi 5 anni di gestione sportiva Trieste potrà godere di stabilità sul fronte cestistico, senza trascurare il consolidamento e il radicamento nel territorio.
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Mio fratello ha 28 anni, quattro anni fa cadde in una forte depressione aveva mille paure ma quella pi opprimente era non voler vedere e parlare con nessuno e non voler in alcun modo andare a lavoro. Tutto questo successe xk non riusciva pi a sostenere lo studio universitario conciliato con il lavoro (almeno pensiamo sia la causa scatenante). Dopo aver assunto farmaci prescritti da un neurologo e dopo aver avuto qualke seduta da uno psicologo x circa 3 mesi uscito da questa depressione. Da allora non ha assunto n farmaci e n ha effettuato altre sedute da alcun specialista. A febbraio del 2009 dopo la separazione dalla sua compagna e non per sua volont ha inizialmente reagito normalmente ma in estate ha iniziato ad avere forti sbalzi d’umore arrivando addirittura ad ottobre ad iscriversi a numerosi corsi serali( palestra, danza, piscina, ecc) tanto da esser iper impegnato durante l’intera settimana. All’improvviso, dopo un paio di giorni di insonnia, mio fratello ha avuto un “black out”, ripiombando in depressione con aggiunta di forte aggressivit allucinazioni, frasi disconnesse. Abbiamo contattato un neuropsichiatra che come diagnosi ha dato: depressione psicotica e bipolare consigliando il ricovero presso una struttura adeguata,e prescrivendogli alcuni farmaci (se avete bisogno mi informo dei nomi dei farmaci)uno di questi sicuramente uno stabilizzatore di umore. Ma il giorno successivo stato ricoverato xk ritenuto pericoloso in casa dopo un episodio particolarmente pericoloso.

Da quello che descrive i sintomi, l’andamento e la ripetizione delle fasi di malattia potrebbe trattarsi di qualche cosa che non stata diagnosticata precedentemente.

Adesso ricoverato, spero in psichiatria, quindi saranno i medici ad instaurare un trattamento adeguato.

Una volta fatta la diagnosi, cio che stato inquadrato il disturbo in una sindrome ben precisa, allora potr chiedere informazioni ai suoi medici o anche qui.

Se vuole pu indicarci i farmaci che ha preso e che prende adesso. Mi ripetono sempre che quando avr smaltito tutto il sonno “arretrato” potranno avere un colloquio con mio fratello e potranno capire realmente cosa ha. Probabilmente l’En solo uno dei farmaci somministrati. Parla di “forte aggressivit allucinazioni” ecc: in queste condizioni impossibile instaurare un colloquio.

Tenga presente che i tempi dei disturbi psichiatrici e della loro cura sono abbastanza lunghi.

L’importante, una volta arrivati alla diagnosi e impostata la terapia, sar che suo fratello la continui per il tempo necessario e si faccia seguire da uno specialista psichiatra con regolarit e allora vedr che certe situazioni non si ripeteranno. Il motivazione stata la stessa di sempre: “tuo fratello ha bisogno di regolarizzarsi e recuperare il sonno perduto, una volta fatto ci proveremo ad avere un colloquio con lui.” Spero solo che questo tempo trascorso a sedarlo non sia tempo “perso”, ho paura che pi il tempo passa e pi potr avere effetti deleteri sulla sua psiche.

Scusa se vi scrivo nuovamente dopo circa 1 mese e mezzo ma credevo che le cose si stessero incanalando nella strada giusta mentre sembra che mio fratello ritornato nella stessa situazione di partenza.

Mio fratello ha avuto questo diagnosi:

Sintomatologia caratterizzata da instabilit del tono dell’uomore con note depressive di disistima e di scarsa efficaenza e momenti di disforia con aumentata reattivit all’ambiente e alle situazioni. L’ideazione a tratti incoerente e inficiata da tematiche delianti a sfondo persecutorio.esami ematochimici e urinari: valori nella normaFunz. tiroidea: nella normaEcg: ritmo sinusale Fc 90 b/min pr nei limiti Qrs verticale turbe minori rv.Valutazione psicodiagnostica TCI

inoltre prende i seguenti farmaci:

DEPAKIN 500 mg: 1/2 colaz e 1 a cena

FEVARIN 50 mg: 1 dopo colazione

RISPERDAL 1 mg: 1 compressa colazione e 1 a cena

HALCION 0,25 mg: 1/2 prima di coricarsi (se bisogno)

Faccio presente che Halcion l’ha preso per ben 25 gg consegutivi, ora sotto consiglio del psicologo ( xk si fa seguire da uno psicologo e da uno psichiatra) Halcion nn lo prende da 2 gg xk potrebbe portarlo alla dipendenza. Nelle controindicazioni di questo sonnifero vi scritto che se preso x qualche settimana pu portare cefalee e dolori muscolari.

Visto che mio fratello dice sempre che ha un forte mal di testa e notiamo che fa tutto in modo rallentato, vi chiedo pu essere colpa del HALCION? o dipende da altri farmaci.

Inoltre noto che ultimamente mio fratello ha i muscoli o nervi facciali tesi, infatti quando parla delle volte sembra che i nervi vicino alla bocca si contraggono. questo da cosa dovuto??

Ed in ultimo vi chiedo, visto che siete gli unici a poter dare consigli, come possiamo aiutarlo visto che ci dice sempre che vuole stare nel letto ( non vuole uscire ne da casa e neppure alzarsi x il semplice “stare in casa”). Sembra che si rassegnato dice che vuole andare in comunit o in qualche monastero, dice che ha paura di tutti anche di noi familiari.
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Vincenzo Montella si salva all’ultimo con l’Atalanta: 1 1, corsa per l’Europa League non compromessa. L’obiettivo ora decisamente alla portata. E il mister difende la prestazione dei suoi, che non ha convinto tutti quanti: “Credo che stasera abbiamo fatto una grande gara. Siamo un po’ in calo, ma siamo riusciti a recuperare questa partita e credo che il risultato sia giusto. Abbiamo messo in campo altre caratteristiche,
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loro hanno fatto soffrire tante altre squadre essendo stati molto continui. Il punto preziosissimo, siamo in vantaggio sia con la Lazio, irraggiungibile, ma anche con la Fiorentina che dietro di un punto. stata molto importante la disponibilit di tutti per i cambiamenti di modulo e di ruoli in campo”. Ma le dichiarazioni pi importanti sono quelle relative al suo futuro: “Allener qui anche l’anno prossimo. Faremo la tourn in Cina,
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dove giocheremo due o tre partite. Partiremo per il ritiro il 3 4 luglio”.

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Storia e ricchezza di Samarcanda sono legate alla sua strategica posizione: crocevia commerciale e culturale lungo la via della seta, in cui per secoli si sono intrecciate influenze, merci e idee, in arrivo sia dall che dall Oriente.

“A muovere i commercianti che venivano qui da paesi lontani ci racconta la guida turistica Armida Nazarian non era soltanto la volontà di vendere le loro merci, ma anche la sete di conoscenza, il desiderio di scambiarsi progetti ed idee, in un incontro unico tra culture, tradizioni, religioni e lingue in questo scambio di idee e di influenze affonda le radici la tradizione della produzione della carta. La tecnica, originaria della Cina, venne poi affinata dagli artigiani di Samarcanda, che da allora se la sono tramandata di generazione in generazione, come nel caso di Zarif. Oggi come già mille anni fa, il legno degli arbusti di more è l principale di questa carta dalla consistenza e la trama uniche.

allora la nostra carta si riconosceva per il suo rumore inconfondibile ci dice Zarif Muhtarof, stropicciando dei fogli della sua carta, che sono appesi a essiccare.

Superficie liscia e brillante regalarono a questa carta anche il soprannome di di seta Nota per la sua qualità sopraffina, fu nei secoli la base di numerosi manoscritti arabi e persiani.

emiri, sultani e vizir potevano permettersi di acquistarla torna a dirci Zarif . Per questo era chiamata anche regale Quando la maneggio ho l di avere per le mani un tesoro, un tesoro che viene dal passato. Le carovane in transito sulla Via della Seta si rifornivano qui e la portavano in Asia, in Estremo oriente, in Europa

Principale piazza di scambio erano allora i tanti bazar di Samarcanda. Oggi come allora vi si trovano colorati ingredienti dalle radici antiche, che nei secoli si sono ritagliati un posto nella cucina locale: pietanze che grazie alla loro varietà di colori e sapori, portano anche in tavola lo straordinario passato di questa città.

Samat è uno dei tanti commercianti che affollano il mercato con i loro banchi. la Via della Seta che ci ha portato spezie come noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero ci racconta, mostrandoci i suoi prodotti.

Ben oltre la tavola e i banchi del mercato, l di mondi e culture si consumava a Samarcanda sullo sfondo di un feconda, commistione: quella tra note e musiche. Erede di questa antica tradizione è fra gli altri lo strumento che Bobur sta andando a recuperare da un liutaio.

Intagliato nello stesso legno dei rovi di more che viene utilizzato anche per la carta, nel suo aspetto assomiglia al liuto ed è noto come Rabab o, più comunemente, Rubab.

il mio Rubab ci dice orgoglioso Bobur, mostrandoci lo strumento che ha appena ritirato in un atelier di artigiani . Questo strumento, grazie alla Via della seta, si diffuse all in diversi paesi dell Centrale nel legno e poi rivestito di pelle di pesce, il Rubab ha una lavorazione molto sofisticata. La confezione di ogni esemplare richiede ancora oggi fino a un anno di tempo.

Subito imbracciato il suo strumento, Bobur si unisce poi a un gruppo tradizionale, per un concerto in strada, che attinge alle musiche dei suoi avi.

“Queste canzoni che riflettono la nostra storia mi toccano al cuore e ricordano le mie origini ci dice commosso, prima di salutarci.

Restando sull Via della seta, ci dirigiamo ora verso Bukhara, un altro importante centro che sorge lungo questo storico asse commerciale. Nel prossimo episodio di Uzbekistan Life visiteremo la città e vi faremo scoprire la sua ricca eredità di manifatture.
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Dopo aver visitato Farfalia, la casa delle farfalle di Monopoli, abbiamo chiesto ai ricercatori di Polyxena di rispondere a 22 domande, fra curiosit e caratteristiche legate a questi meravigliosi animali.

1. Perch non bisogna toccare loro le ali? Che cosa quella polverina che rimane sulle dita?

Le farfalle hanno quattro ali, due anteriori e due posteriori. Le ali sono ricoperte di microscopiche scagliette colorate. Toccando le ali con le dita si rischia di rimuovere tali scagliette e quindi di eliminare le importanti colorazioni. In questo modo si compromette il riconoscimento reciproco e la capacit di mimetizzarsi con l Infine, toccando loro le ali, rischiamo di spezzarle o danneggiarle.

2. Le loro ali sono trasparenti?

Le ali delle farfalle sono delle membrane trasparenti ricoperte di scagliette colorate. Alcune di queste, nei maschi, si trasformano in androconi, cellule sensoriali capaci di emettere i feromoni, sostanze chimiche utili ad attrarre le femmine.

Nel mondo ci sono oltre 158000 specie di lepidotteri (tra farfalle e falene). Le specie di lepidotteri diurni, le farfalle appunto, in Italia sono 290. In Puglia se ne contano ben 122.

5. Come vedono? Come si orientano?

Le farfalle, cos come le falene, hanno una vista ben sviluppata. Possiedono occhi composti, come quelli degli altri insetti, costituiti da centinaia, talvolta migliaia, di piccole lenti (ogni unit detta ommatidio). Le antenne sono ad ogni modo l di senso pi importante, e recepiscono informazioni sia tattili che chimiche. Sono spesso usate dai maschi per captare i feromoni della femmina, anche ad alcuni chilometri di distanza.

6. Come comunicano con gli altri esemplari? Emettono dei suoni?

Le farfalle comunicano tra di loro principalmente con segnali chimici, che captano attraverso le sensibilissime antenne. Anche l per vuole la sua parte. Infatti, i colori delle ali sono fondamentali per individuare e corteggiare il partner. Le farfalle non emettono suoni. O meglio, non li emettono per comunicare tra loro. Acherontia atropos (una grande falena chiamata testa di morto ad esempio, estremamente ghiotta di miele ed solita imitare lo stridio dell regina per le api operaie quando si introduce nei loro alveari per farne manbassa.

7. Usano le zampe per trovare il cibo?

Immaginate di infilare un dito in una torta per vedere se buona. Sarebbe bellissimo no? Nelle farfalle succede pi o meno questo. Riescono a distinguere la tipologia della pianta, tastando con le zampe le foglie (un po come quando vediamo le mosche strofinarsi le zampe). Sulle zampe sono presenti dei sensori che indicano alla farfalla se la pianta su cui si posata, ad esempio, o no per deporre le uova.

Principalmente l si ciba di nettare, la parte liquida e zuccherina presente all dei fiori. Inserendo la loro particolare bocca, la spiritromba o proboscide, aspirano il nettare come se usassero una cannuccia. E mentre si cibano di questo delizioso alimento, si le zampe di polline. In questo modo, possono cos svolgere anche il loro ruolo di importanti impollinatori.

Quando per sono allo stadio larvale, usano un apparato masticatore, divorando le foglie della pianta nutrice, dove la femmina ha deposto le uova. Questo finch non sono diventati talmente grandi e sazi che formeranno la crisalide, mettendo da parte le energie per la metamorfosi in farfalla. Cambier cos completamente il suo corpo e anche il modo in cui manger

9. E vero che bevono le lacrime degli animali? Bevono dalle pozzanghere?

Si, molto spesso possibile incontrare le farfalle adulte riunite intorno a pozzanghere di fango. Come ogni buona dieta che si rispetti, alternano i contenuti zuccherini dei fiori ai sali minerali che possono recuperare dal terreno bagnato. In Madagascar presente invece il una falena che si ciba delle lacrime degli animali.

10. Esistono farfalle vampiro che succhiano il sangue?

Non sono molto diffuse,
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ma esistono. E un comportamento esclusivo di alcune specie di falene del genere Calyptra. Diffuse dall agli Urali, sono in grado di i mammiferi. Avendo una proboscide modificata, per penetrare nei frutti e succhiare il succo, stato dimostrato che, in condizioni particolari, possono occasionalmente cibarsi di sangue.

Nelle giornate di pioggia non riusciamo ad osservare farfalle in volo. Cercano infatti un riparo nella vegetazione, sia per evitare che la pioggia rovini le ali, che per scongiurare di appesantirle bagnandosi. Quando fa freddo invece, gli individui adulti trovano anche riparo in zone protette, come cataste di legna o in anfratti nei muri, attendendo l di temperature pi calde.

12. Prima di accoppiarsi le farfalle si corteggiano? I maschi combattono fra di loro?

Gli individui di sesso opposto si destregiano in vere e proprie parate di corteggiamento. Si riconoscono utilizzando pi l che la vista. I maschi emettono sostanze odorose, i feromoni, per segnalare alle femmine le loro presenze. Le danze di corteggiamento dei maschi servono a diffondere il pi possibile i feromoni nell

Accade anche che le farfalle, cos come per proteggere un territorio, si appostino sui punti pi alti delle chiome degli alberi, per pattugliare il territorio e controllare il passaggio di intrusi o individui della stessa specie.

L pu durare, a seconda delle specie, da pochi secondi a diversi minuti, anche ore! Questo spesso avviene in volo, con le parti terminali dell in contatto. Dopo l difficile che il maschio e la femmina si incontrino nuovamente. In alcune specie, ad esempio nel genere Parnassius, il maschio costruisce una struttura rigida al termine dell per evitare altri accoppiamenti. Una di castit naturale.

14. Quali sono gli stadi di una farfalla?

Il ciclo di vita di una farfalla prevede quattro stadi. Partendo dall deposto da una femmina sulla pianta nutrice, si svilupper poi una larva: il bruco. Il bruco si ciber delle foglie della pianta nutrice, aumenter la sua dimensione finch non creer una crisalide o pupa (nella foto sotto). Da qui, dopo un po di tempo, sfarfaller un individuo adulto, pronto per far ricominciare il ciclo vitale.

Numerose farfalle hanno bisogno, per sviluppare il loro ciclo vitale, della simbiosi con alcune specie di formiche. In particolare, avviene in diverse specie appartenenti alla Famiglia dei Licenidi, le piccole farfalle blu che popolano i nostri prati. Quando raggiungono un determinato stadio larvale, si spostano dalla pianta nutrice al suolo e l mimano i suoni e gli odori delle larve di formica. Cos vengono cos portate nel formicaio e vengono accudite nel nido fino allo sfarfallamento. E solo allora le formiche si accorgono di aver accolto estraneo in casa

In realt una farfalla nasce non appena emerge dall poi subisce una serie di trasformazioni nell della sua vita. Uno di queste la possiamo osservare dopo che l emerge dalla crisalide. Appena fuoriuscita, ha le ali accartocciate che deve iniziare a stendere, pompando l il liquido che scorre nel suo corpo, fino a rendere rigide le ali. Questa operazione dura all un

18. Le farfalle volano tutte nella stessa maniera?

No, alcune hanno un volo leggero, altre sono forti volatrici e sbattono in modo molto potente le ali. Differente anche la modalit del volo: alcune hanno un volo lineare, altre pi zigzagante. Possono anche avere un numero di battiti differente: il Macroglossum stellatarum,
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la cosiddetta falena colibr batte le ali a circa 70/80 battiti al secondo. Ma non ci sono problemi: questo battito d non scatener uragani dell parte del mondo

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In queste acque, sommerso in questo mare antico, c’è un tesoro di storia e di storie come in poche parti al mondo. Siamo nelle aree marine protette della Campania. Dalle coste del Cilento alla Costiera prima Amalfitana e poi Sorrentina per arrivare nel Golfo di Napoli ai Campi Flegrei e infine a Ischia, questo mare conserva il più delle volte celate alla vista dell’uomo ville romane, ninfei, peschiere, ville marittime, statue, moli di approdo grandi e piccoli e tanto, tanto ancora da scoprire. Siamo al culmine dello splendore dell’epoca di Augusto Imperatore. Questo viaggio multimediale realizzato grazie a un press tour finanziato dalla Regione Campania vuole dare il suo piccolo contributo per far conoscere questo patrimonio archeologico costiero e subacqueo e permettere a chi lo visiterà di innamorarsi di tanta meraviglia.

Esiste uno straordinario patrimonio storicoarcheologicoche però giace sommerso nel mare della Campania e in particolare nelle sue Aree Marine Protette, e in queste Aree il turismo subacqueo restauna delle attività collegate al turismo sostenibile di maggiore attrattiva.

Il territorio di Punta Tresino costituisce il confinemeridionale dell’area gravitante intorno alla città di Paestum, e più volte fu oggetto di contese con la vicina Velia, ma entrambe furono fedeli alleate diRoma fornendo uomini e navi nel corso delle guerrepuniche. In mare lungo la costa compresa tra Agropoli e Punta Tresino sono stati effettuati, nel corso deglianni, numerosi rinvenimenti subacquei per opera di subacquei locali, purtroppo privi di idonea documentazione topografica. In questo ipotetico tour costiero incontriamo, partendo dalla spiaggia di Santa Maria di Castellabate in località Lago, una serie diimpronte semicircolari molto regolari semisommerse che documentano lo sfruttamento del banco roccioso di arenaria per una cava di macine e/o rocchi dicolonne. Il santuario doveva trovarsinel primo terrazzamento laddove in seguito è stata realizzata la torre di avvistamento (1335). Il promontorio e gli isolotti de “Li Galli” si contendono secondo gli studiosi la sede delle Sirene (Ligeia, Leucosìa e Partenope), figure mitologiche (mezze donne mezze uccello) che ammaliavano i navigantiportandoli al naufragio, in realtà una trasposizione dei pericoli derivanti da bassofondali, da scogli affioranti e da gorghi marini.

L’arcipelago de “Li Galli” viene infattigeneralmente identificato con le isole Sirenussai citate dagli autori antichi e in particolare Strabone. Per l’età romana lo stesso Strabone descrive il golfodi Napoli come una unica città con un susseguirsi ininterrotto di ville da Miseno fino a Punta Campanella e in penisola restano tracce di questa ricca edificazione con innumerevoli resti murari, ninfei, peschiere, banchine di attracco e cunicoli scavati nella falesia che confermano quanto descrittoci dagli autoriantichi. L’articolazione degli spazi e la struttura di queste dimore lussuose rappresenta un unicum nell’architettura romana. Dallo studio delladisposizione degli ambienti, per lo più senza unoschema rigido, infatti,
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si percepisce che tutto era in funzione dell’adattamento degli spazi alla fruizione del paesaggio. Bagno dellaRegina Giovanna, due tipici esempi di ville marittime, suddivise tra un settore residenziale ed un settore marittimo.

Gli scavi sommersi di Baia, tra storia e leggende contemporaneeLa collina di Posillipo divide geograficamente l’areanapoletana gravitante intorno al vulcano del Somma Vesuvio dall’area gravitante intorno alla caldera flegreai cui margini si estendono fino al promontorio diMiseno.

La villa appartenne ad un ricco e discusso personaggio, Marco Vedio Pollione, arricchitosi secondo gli storici antichi con mezzi illeciti e famoso per una smodatapassione per l’allevamento delle murene. lasciò la villa in eredità a Ottaviano Augusto, che apportò una consistenteristrutturazione per adeguarla a villa imperiale. La villa, oltre alla zona residenziale propriamente detta, aveva un esteso settore marittimo di cui si conservanoal livello del mare numerose strutture tra cuiparticolarmente celebre è il ninfeo conosciuto come “Scuola di Virgilio”, del quale oggi non resta molto ma èugualmente noto grazie a stampe e incisioni dei secoliscorsi. In attesa della conclusione degli scavi e dell’istituzionedi itinerari subacquei, l’area archeologica è visitabilecon l’ausilio di una barca dal fondo trasparente.

Ischia, il fenomeno geologico dei VentsA distanza di sette anni dall’inizio delle ricognizioni subacquee e delle successive campagne di scavo nella baia di Cartaromana a Ischia, l’archeologa e Sub Alessandra Benini, direttrice di cantiere della spedizione, fa per l’ANSA un primo bilancio sui risultati ottenuti e sulle prossime aspettative. afferma Benini stanno riscrivendo parte della storia e della topografia antica di questa settore dell’isola. La tradizione storiografica ha da sempre visto l’isola di Ischia in età romana come un’isola semi abbandonata o comunque di scarsa rilevanza archeologica sia nel quadro dell’edilizia aristocratica, preponderante invece nella vicina terraferma flegrea, sia dell’ambito dei commerci marittimi. grazie alla presenza di una ampia banchina portuale. Poco lontano, invece, affiorano, tra gli scogli del fondale e l’edilizia moderna, i resti di una villa marittima. Con questi primi risultati si stanno quindi restituendo all’isola d’Ischia tutte quelle caratteristiche topografiche tipiche delle altre piccole isole tirreniche”. è una società nata nel 2002, con lo scopo primario di realizzare attività turistiche culturali nel rispetto dell’ambiente. Nel corso degli anni passati ha effettuato con professionalità vari servizi: assistenza a l’ormeggio, trasporto passeggeri, lavori subacquei. già dal 2004 lavora a stretto contatto con la Sovraintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, nella baia di Cartaromana in Ischia con scavi archeologici subacquei. Nella convinzione della bellezza del progetto e della grande capacità ricettivo/turistica dell’isola d’Ischia, da Settembre 2011 a Ottobre 2011 sotto la direzione della Sovraintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, la società ha iniziato una nuova campagna di scavo con l’obiettivo di portare alla luce nuove testimonianze dell’antica civiltà romana della città Aenaria.
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ugg and ugg australia Alla Scala la prima con l’Andrea Ch due milioni spettatori in tv

Sono stati oltre due milioni gli spettatori che hanno assistito in diretta su Rai1 e RaiHd all’Andrea Chénier che ieri ha aperto la stagione della Scala. Esattamente sono stati 2.077.000 con l’11,1% di share, e uno share nel quarto d’ora iniziale del 15,43% con un audience di 1.943.000. Un risultato decisamente positivo, considerando che l’opera di Umberto Giordano è decisamente meno popolare della Madama Butterfly andata in scena lo scorso anno, vista da 2 milioni 600 mila spettatori.

Dieci minuti ininterrotti di applausi e qualche isolato diniego da parte di un pubblico in grande maggioranza entusiasta hanno salutato alla Scala ‘Andrea Chénier’, l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, capolavoro del verismo italiano che ha inaugurato questa sera la stagione del teatro lirico milanese, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. Una serata speciale come tutti i 7 dicembre scaligeri, senza le alte cariche dello Stato, ma con la presenza di alcuni membri del governo, come i ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, dell’Economia Pier Carlo Padoan e della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, la sottosegretaria Maria Elena Boschi. E poi il commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics e altri, oltre ai sovrintendenti dei teatri di Vienna e di Lucerna e stilisti, attori, esponenti del jet set milanese e internazionale. Alla chiusura del sipario, generale è stato il consenso, con calorosi battimani, grida di ‘bravi!’, lanci di fiori e di coriandoli dorati dal loggione. Gli applausi hanno accomunato tutti gli interpreti, ma sono stati più intensi per Anna Netrebko (Maddalena), ormai beniamina del pubblico scaligero avendo riscosso grandi consensi in altre due prime inaugurali: nel Don Giovanni del 2011 e nella Giovanna d’Arco del 2015. Lei veterana, ha duettato col marito debuttante alla Scala, Yusif Eyvazov, apprezzato Chénier. Ai consensi per entrambi è stato accomunato l’altro protagonista Luca Salsi nel ruolo di Gérard.

Ma l’ovazione è stata per Chailly che non ha lasciato spazio ai tradizionali applausi dopo le sei romanze in omaggio al volere di Giordano e al “suo ritmo serrato del tempo teatrale, quasi fosse una sceneggiatura cinematografica”. E sono stati applauditi anche il regista Martone e gli autori di scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak, luci Pasquale Mari e coreografia Daniela Schiavone oltre agli altri componenti la compagnia di canto. E’ evidente che, al di là della direzione d’orchestra e delle voci,
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è piaciuta la regia, fedele alla rappresentazione di una vicenda di ‘amore e morte’ inserita in un contesto storico preciso: la Rivoluzione Francese. Martone ne ha magistralmente affrescato i contrasti: l’ancien régime e la rivoluzione, l’amore e la gelosia, il giusto riscatto della libertà e i crimini commessi in suo nome. Sono tensioni che il regista ha messo in scena, ma senza mai perdere lo slancio vitale dell’opera. E se Chailly ha voluto esaltare la continuità e il senso ritmico della musica di Giordano, Martone lo ha assecondato ricorrendo a un impianto girevole per evitare le tradizionali pause per i cambi di scena. I quattro quadri che compongono l’opera si succedono così l’uno all’altro con la sola soluzione di continuità dell’intervallo fra il secondo e il terzo. La regia ‘dei contrasti’ appare subito, con la scena della festa nel Castello di Coigny, nel 1789, tra stucchi dorati, specchi, mobili Luigi XV, con i rappresentanti della nobiltà immobili come statue di cera in un museo, quasi fosse il diorama di un’epoca passata, morta. Solo servi e lacchè sono persone viventi, quelli che faranno il futuro della storia. La nobiltà si anima per danzare (una gavotta), come i passeggeri del Titanic pochi minuti prima del naufragio. E’ qui che il poeta Chénier incanta con i suoi versi sull’amore la giovane Maddalena, ed è qui che il servo Gérard, segretamente innamorato della ragazza, getta sprezzante la livrea e abbandona il castello denunciando l’ arroganza dei ‘signori’ e l’ingiustizia sociale.

Ma la ruota della vita gira, insieme alla scena sul palcoscenico: passano 5 anni e a Parigi impera il ‘Terrore’. La scena ricorda il Pont Neuf, con i suoi mascheroni e le botteghe parigine, fra Tricolori e berretti frigi. Gérard, che è uno dei capi della Rivoluzione, ritrova Maddalena, ridotta in povertà e affronta Chénier che la protegge. Con lei è determinato e violento, ma la reazione della giovane, che ricorda le proprie vicissitudini (‘la mamma morta.’) e lo respinge con dignità lo fa riflettere ancora la regia dei ‘contrasti’ sui crimini che spesso accompagnano l’anelito di libertà delle rivoluzioni. La scena gira ancora, e compare il tribunale, con la sua folla “curiosa e avida di lacrime”, dove Gérard tenta fino all’ultimo, senza riuscirvi, di salvare il poeta rivale. E l’ultimo giro è riservato alla fine del dramma,
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con Maddalena che decide di morire con Andrea. Con lui sale sulla carretta. Sullo sfondo la sagoma inquietante della ghigliottina.

ugg womens boots Alla polacca Breslavia l’Oscar del turismo europeo

La rivincita delle L 2018 della European Best Destination (EBD) si chiude con alcune conferme ma soprattutto con delle grandi sorprese. Gi a partire dai vertici della classifica.

Sul podio di quello che potremmo definire del turismo europeo infatti, troviamo nazioni importanti. Solo che sono rappresentate dalle citt che non ti aspetti. Wroclaw (Polonia), Bilbao (Spagna) e Colmar (Francia): ecco le magnifiche tre. A cui si aggiungono, qua e l altre citt medio piccole; se non proprio minuscole. Scorrendo la graduatoria non mancano, comunque, metropoli e capitali. E c anche un po d Milano al sesto posto. Ma stavolta la parola d sembra essere soprattutto una: tranquillit Il trionfo della dimensione umana.

Un segno di come stanno cambiando le abitudini di molti viaggiatori. Perch a costruire la top 15 sono stati direttamente gli utenti che hanno partecipato alla tradizionale consultazione online che stabilisce qual la European Best Destination. A lanciarla, all di ogni anno, l organizzazione europea con sede a Bruxelles che, interpellando i principali uffici del turismo del Vecchio Continente, seleziona le destinazioni su cui si ripongono le maggiori aspettative per i successivi dodici mesi. Non necessariamente le pi visitate, ma quelle che hanno saputo promuoversi al meglio. E, come visto, non sempre l direttamente proporzionale alla tradizione e alle dimensioni geografiche della meta.

Il vero nome della miglior destinazione europea 2018 che succede a Porto (vincitrice nel 2017) probabilmente dir poco a parecchie persone: Wroclaw, in Polonia. Ma se la citiamo con il nome italiano, diventa pi riconoscibile. Si tratta, infatti, di Breslavia; una delle citt emergenti dell Unione Europea. Nonostante sia tra le pi antiche. Conosciuta anche come la “Venezia polacca”, per via degli oltre cento ponti sospesi sul fiume Oder e sui suoi numerosi affluenti e canali. Che uniscono le varie zone di Breslavia e la collegano a ben dodici isole (tra cui spicca la Cattedrale, uno dei siti d sacra medievale meglio conservati d Anche se il simbolo di Wroclaw l Piazza del Mercato (Rynek), con le sue case colorate. Seguita dall Palazzo del Municipio, in stile gotico rinascimentale, e dalla Centeniall Hall, capolavoro architettonico d Novecento. Un pacchetto culturale completato da teatri, sale da concerto, musei, festival musicali e cinematografici. Ma Breslavia non solo cultura. La citt piena di aree verdi: dal giardino zoologico a quello botanico, passando per la centralissima Promenady Staromiejskie e per una decina di parchi e giardini.

Seconda piazza per la citt pi grande e conosciuta dei Paesi Baschi: Bilbao. Altra destinazione in cui la protagonista l Chi non conosce il museo Guggenheim o la sua Galleria di Belle Arti. Ma in comune con la vincitrice ha anche la presenza dell con il Mar Cantabrico e il fiume Nervi (che sfocia proprio nel Golfo di Biscaglia) che abbracciano la citt basca. Immancabile una visita nel Viejo il centro storico. Il suo Museo del Giocattolo attira ogni anno migliaia di visitatori. E ci si pu trovare persino una mini replica della Statua della Libert Il motivo? Semplice: il suo progettista, Auguste Bartholdi, era nato proprio a Colmar.

Per trovare la prima capitale della graduatoria bisogna scendere fino al quinto posto: Riga, in Lettonia. Si conferma, dunque, la tendenza che vuole valorizzare le realt minori. La citt baltica per la prima volta inserita nel novero delle “European Best Destinations”. Merito del suo rapporto con la natura che non stata sacrificata dal tessuto urbano ma, al contrario,
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valorizzata: isole, spiagge, foreste e colline fanno parte a tutti gli effetti delle sue attrazioni. Cos come l romanica, barocca, rinascimentale, liberty: un frutto della convivenza tra culture diverse durante la sua lunghissima storia. Prima di lei, per troviamo in quarta posizione un luogo dove la natura il piatto forte quasi esclusivo: Hvar, in Croazia; pi volte indicata tra le pi belle isole d Ma Hvar nei piani degli organizzatori del premio vuol essere solo il simbolo di un sistema, come quello croato, che ha fatto della tutela dell un vessillo. E che annovera perle come Zara, Dubrovnik, Zagabria, Opatija, Spalato, Rovigno, Vis.

Discorso simile si pu fare per altre due destinazioni selezionate dall Bohinj, in Slovenia (al decimo posto) e Kotor, in Montenegro (al dodicesimo). Nel primo caso si tratta della meta turistica sostenibile che, per tradizione, viene inserita nella rosa delle finaliste su indicazione della rete EDEN (il progetto con cui la Commissione Europea individua le localit pi attente al turismo ambientale). In questo silenzioso paesino delle Alpi Giulie slovene le principali attivit offerte ai visitatori sono i mille sport che si possono fare a diretto contatto con le sue foreste e i suoi laghi. Da segnalare un importante Festival internazionale dei fiori di campo. La baia di Kotor, invece, rappresenta il Montenegro pi selvaggio: mare cristallino, spiagge, paesaggi mozzafiato. Suggestivo il carnevale che si svolge qui ogni estate, con la sfilata delle barche addobbate a festa.

Le coloratissime case della Petite Venise di Colmar, Alsazia

E le big d Presenti ma relegate alle posizioni di rincalzo. Quella che si piazza pi in alto la nostra Milano (sesta), unica citt a rappresentare quest l che per deve restituire la medaglia d conquistata nel 2017. Nonostante, dunque, l Expo che in passato le aveva fatto da traino stia iniziando a scemare riesce lo stesso a mettersi alle spalle le grandi capitali del Vecchio Continente, quelle raggiunte ogni anno da milioni di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Subito dietro la citt meneghina troviamo un trittico composto da Atene (settimo posto), Budapest (ottava) e Lisbona (nona). Pi indietro Praga: undicesima. Chiudono la classifica tre giganti: Parigi (tredicesima posizione), Vienna (quattordicesima) e Amsterdam (quindicesima). Loro non hanno certo bisogno di presentazioni. Ma possono ugualmente celare luoghi ancora poco battuti dal turismo di massa. Ecco perch al di l della casella occupata, sono ormai delle habitu dell Best Destination Award. Posti da vedere, sempre e comunque.
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Vola a Berlino per il Festival Internazionale del Cinema, unico film italiano in concorso, “Figlia mia”, pellicola interamente realizzata in Sardegna ed opera della regista Laura Bispuri, inserita da Variety tra i dieci talenti europei da tenere d’occhio nel 2018.

Al centro del racconto la storia di Vittoria (Sara Casu, giovanissima interprete di Alghero) che nell’estate dei suoi 10 anni scopre di avere due madri: Tina (Valeria Golino), madre amorevole che vive in rapporto simbiotico con la piccola e Angelica (Alba Rohrwacher), una donna fragile e istintiva, dalla vita scombinata.

Rotto il patto segreto che le lega sin dalla sua nascita, le due donne si contendono drammaticamente l’amore di una figlia. La bambina vivr un’estate di domande, di paure, di scoperte,
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ma anche di avventure e di traguardi, un’estate dopo la quale nulla sar pi come prima.

Sullo sfondo le bellissime immagini dell’Isola, che ha visto Cabras come set principale, seppur alcune scene siano state girate anche a Riola Sardo, San Vero Milis e Oliena.

“Figlia mia un viaggio in cui tre figure femminili si alternano, si cercano, si avvicinano e si allontanano, si amano e si odiano e alla fine si accettano nelle loro imperfezioni e per questo crescono”, spiega Laura Bispuri, per la seconda volta in concorso a Berlino dopo il suo apprezzato film d’esordio “Vergine giurata”. “Tornare a Berlino aggiunge una grande emozione, sento un legame profondo con questo festival di cui ho sempre apprezzato l’alto impegno politico e il gusto cinematografico”.

La pellicola, una produzione Vivo Film e Colorado Film con Rai Cinema e realizzata con il sostegno della Regione Sardegna,
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sar nelle sale dal 22 febbraio.

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