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Ragazzi, devo smettere di concludere il pezzo della gara precedente facendo il ‘frate indovino’, perché se no non so più cosa raccontarvi dopo. Comunque, gran bella gara, direi la più bella di quest’anno; come detto sono stati abbandonati gli spazi ristretti degli stadi di baseball e si è tornati per la prima volta dell’anno in un stadio di football. Il risultato è stato visibile e immediato; il tracciato molto più ampio, gli allunghi decisi, le curve veloci e l’abbondanza di traiettorie hanno dato una ‘smossa’ ad una classifica che meritava un po’ di sano rimescolamento ma che, con la massima soddisfazione di tutti noi, ha lasciato una generale cortissima e piena di possibilità per i principali attori del campionato. Ha vinto Roczen (finalmente). Gliel’ho chiamata la settimana scorsa e gli ho portato fortuna; si è avvicinato al main event quasi in sordina, ma poi nella finale ha fatto ‘il Dungey 2016’ e non ha sbagliato niente, dalla partenza all’arrivo, coronando con la prima vittoria dell’anno, una progressione impressionante da Anaheim 1 ad oggi.

Partenza praticamente subito in testa, conduzione di gara super regolare, con la quale ha ‘tirato il collo’ al buon Tomac, il quale è riuscito ad avvicinarsi sino a meno di due secondi dal tedesco, ma un ‘rischio di vita globale’ in un tratto di whoops a cinque giri dalla fine probabilmente per un calo di energie gli ha tolto convinzione e decisione lasciando anche la posizione a Dungey.

Già, Dungey. Sì, è arrivato secondo direte voi, quindi ha perso !
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! Beh, non saprei. Io sono notoriamente tifoso suo e di Roczen, e in anni che lo seguo con attenzione, non l’ho mai visto aggredire con tanta decisione e redditività pista e avversari in una rimonta come la sua di Glendale. Partito intorno alla decima posizione ha messo in mostra finalmente quale fosse la velocità in grado di esprimere e il sorpasso Seely Milsapps per me è stato l’apoteosi della serata. Rimane il pilota in pista, più capace di imporre alla propria moto qualsiasi traiettoria decida di prendere e comunque, alla fine del suo duro lavoro, solo poco più di quattro secondi lo separavano da Kroc. Perde cinque punti nella generale, ma rimane saldamente e meritatamente al comando del campionato.

Dietro a Dungey e Roczen, il nuovo allievo di Aldon Baker, Jason Anderson occupa la terza posizione nella generale; il pilota Husqvarna, che sembra non voglia proprio decidersi a centrare una partenza decente, è costretto a guidare sempre con il ‘rischiometro’ a fondo scala e diciamocelo, per chi guarda è un gran divertimento. Ciò nonostante si comprende perfettamente che il vincitore della gara di esordio, ha delle potenzialità di piazzamento ben maggiori dei quarti quinti posti che sta continuando a collezionare.

E’ il turno di parlare del ‘buon vecchio’ Chad Reed. Indubbiamente si è difeso coi denti, su un tracciato che da lento e tecnico come nelle prime cinque gare è diventato più scorrevole e veloce; cambiamento che richiedeva quella maggiore reattività, in carenza della quale il pilota Yamaha ha dovuto subire più del solito la brillantezza dei suoi giovani avversari. Adesso si torna a San Diego, a girar nello stretto. Un’idea ce l’ho, ma stavolta la tengo per me, non voglio esaurire le idee.

Ah, dimenticavo domenica tutti a Ottobiano per l’ultima degli Internazionali d’Italia!
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! Ci vediamo lì, che torno un po’ a sporcarmi le scarpe di terra.