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La globalizzazione dei mercati ha provocato effetti economici complessivi complessi. Il venir meno delle barriere di carattere protezionistico alla libera circolazione delle merci ha alimentato il diffondersi di comportamenti anomali, tra questi figura la dilagante imitazione dei prodotti e dei marchi aziendali di alcuni paesi europei da parte di produttori specialmente dell’area asiatica. Gli effetti negativi di questo fenomeno sono particolarmente preoccupanti per i settori produttivi del cosiddetto “made in Italy “e per i distretti produttivi locali che ne costituiscono l’ossatura portante. 2897). Pi in particolare l’articolo 16 ha introdotto una regolamentazione dell di indicazioni di vendita che presentino il prodotto come interamente realizzato in Italia, quali made in Italy Italia italiano o simili, prevedendo una sanzione penale per l indebito di tali indicazioni di vendita ovvero di segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione.Inoltre stata introdotta una sanzione per la condotta del produttore e del licenziatario che maliziosamente omettano di indicare l estera dei prodotti pur utilizzando marchi naturalmente riconducibili a prodotti italiani, modificando la precedente disciplina in materia. Con riferimento alla norma in esame il Ministero dello sviluppo economico ha emanato una circolare esplicativa. 1441 ter). Pi in particolare sono state previste norme che mirano a rafforzare la tutela della propriet industriale e gli strumenti di lotta alla contraffazione, anche sotto il profilo penale (v. ).Tra le pi significative si ricordano:le sanzioni in caso di mendace indicazione di provenienza o di origine;l’estensione della disciplina delle sotto copertura alle indagini per i delitti di contraffazione.Per quanto riguarda la materia della propriet industriale la legge 99/2009 ha introdotto modifiche al relativo Codice (decreto legislativo 30/2005), incidendo su profili sia di natura sostanziale sia processuale.Per quanto riguarda i profili sostanziali le modifiche riguardano, tra l il diritto di priorit per i brevetti di invenzione e per i modelli di utilit e i limiti alla protezione accordata dal diritto d ai disegni e modelli industriali.Con riferimento ai profili processuali si segnala, tra le altre modifiche, l del riferimento all del rito societario per i procedimenti in materia di propriet industriale e di concorrenza sleale e l delle controversie devolute alle sezioni specializzate.Inoltre la legge ha delegato il Governo ad adottare disposizioni correttive o integrative del richiamato Codice, anche con riferimento ai profili processuali. A tale previsione, acquisiti i pareri parlamentari sullo schema di decreto iniziale (atto n. 228), stata data attuazione con il decreto legislativo 131/2010. 33/2010.I settori del Made in ItalyDurante la XVI legislatura sono state emanate alcune leggi che riguardano specifiche produzioni del made in Italy. 2624) sono state introdotte disposizioni in materia di commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri (anche con riferimento alla riconoscibilit e tutela dei prodotti italiani).In particolare la legge istituisce, in tali settori, un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti, che evidenzi il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione assicurando cos la tracciabilit dei prodotti stessi.Inoltre si consente l dell’indicazione in Italy esclusivamente per i suindicati prodotti (oltre che per i prodotti conciari e del settore dei divani) le cui fasi di lavorazione, come individuate dallo stesso provvedimento, abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano.Infine, si prevedono sanzioni amministrative pecuniarie e il sequestro e la confisca delle merci nel caso di violazione delle disposizioni del provvedimento, che se reiterata o commessa mediante attivit organizzate soggetta a sanzione penale. 2 dicembre 2010 hanno precisato che la legge 55/2010 non pu considerarsi applicabile sino a quando non saranno adottate le necessarie norme attuative previste dall 2 della legge medesima.Con riferimento all’attuazione della legge 55/2010 e alla proposta in sede di Unione europea del marchio di origine obbligatorio per i prodotti importati da paesi extra UE, la X Commissione della Camera nella seduta del 16 novembre 2010 ha approvato il testo unificato (8 00096) delle risoluzioni 7 00411, 7 00426 e 7 00430.La legge 8/2013 ha, poi, dettato le nuove regole per la definizione,
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la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti di cuoio, pelle e pelliccia (Commercio dei prodotti di pelle, cuoio e pelliccia), ove si prevede che, per i prodotti ottenuti da lavorazioni in Paesi esteri che comunque utilizzano la dicitura italiana dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia”, l’etichetta debba indicare lo Stato di provenienza.La Commissione d’inchiesta sulla contraffazioneNella seduta del 13 luglio 2010 la Camera ha approvato, con limitate modifiche, il testo unificato Doc. XXII, n. 12 16 A, istituendo una Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale. Nella seduta del 22 gennaio 2013 stata approvata la relazione conclusiva della Commissione, oltre alla relazione sulla pirateria digitale in rete. Durante la propria attivit la Commissione ha approvato altri documenti:Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare;Relazione sulla contraffazione nel settore del tabacco;Relazione sulla contraffazione nei settori del tessile e della moda.La proposta di regolamento sul Made inUna proposta di regolamento relativa all del paese di origine di alcuni prodotti industriali (come viti, bulloni, utensileria, tubi e rubinetterie, pneumatici, ceramica, tessili) importati da paesi terzi stata presentata dalla Commissione europea il 16 dicembre 2005 (COM(2005)661).La proposta non mai stata discussa dal Consiglio.Il Parlamento europeo in sessione plenaria: in data 11 dicembre 2007, ha adottato una dichiarazione nella quale si ribadiva il diritto dei consumatori europei ad un accesso immediato alle informazioni relative agli acquisti; il 25 novembre 2009 ha votato una il 21 ottobre ha approvato una chiedend che alcuni beni importati da paesi extra UE indichino chiaramente il paese d’origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata, che vengano erogate sanzioni in caso di violazione delle norme e che si utilizzi l’inglese sulle etichette ovunque nell’Unione.Il 23 ottobre 2012 la Commissione europea, nell il programma di lavoro per il 2013, tenendo conto dell che da anni si registrava in Consiglio, ha indicato tra le proposte legislative pendenti da ritirare quella sul in 17 gennaio 2013 il Parlamento europeo in sessione plenaria ha approvato una ulteriore richiede la presentazione da parte della Commissione europea di una nuova proposta legislativa.Proposte UE su sicurezza dei prodottiIl 13 febbraio 2013 la Commissione europea ha presentato due proposte di regolamento sulla sicurezza dei prodotti.
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