stivali ugg roma analisi in 30 minuti da una sola goccia di sangue

Mentre i test pi sangue richiedono la spedizione di un flacone di sangue a un laboratorio per l e diversi giorni di attesa per i risultati, un nuovo dispositivo inventato da un team di ingegneri e di studenti dell di Rhode Island utilizza solo una goccia di sangue, prelevata da un polpastrello, in un dispositivo portatile che fornisce i risultati in meno di 30 minuti. sviluppo un passo importante nella diagnostica, in cui il test pu essere eseguito in una clinica,
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in uno studio medico, o anche a casa ha detto Mohammad Faghri, professore URI di ingegneria meccanica e responsabile della ricerca. pazienti non dovranno pi attendere con ansia per diversi giorni per i loro risultati dei test. Potranno avere i risultati sulle loro analisi del sangue mentre camminano nella sala d del medico ed i risultati saranno pronti prima di uscire. Con la nuova tecnologia lab on a chip, una goccia di sangue viene posta su una cartuccia di polimero plastico pi piccolo di una carta di credito e inserito in un biosensore delle dimensioni di una scatola da scarpe, contenente uno spettrometro in miniatura e una micro pompa piezoelettrica. Il sangue passa attraverso la cartuccia in piccoli canali di 500 micron ad un sito di rilevamento dove reagisce con i reagenti precaricati che consentono al sensore di rilevare i biomarcatori certi di malattia. Rispetto ai dispositivi simili in sviluppo altrove,
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il sistema di URI molto pi piccolo, pi portatile, richiede un piccolo campione di sangue, ed meno costoso. Mentre il sensore costa circa $ 3.200, ogni test costa appena 1,
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50 dollari, che il costo per la cartuccia di plastica e i reagenti. I ricercatori hanno sviluppato per prima la cartuccia per la rilevazione della proteina C reattiva (CRP) nel sangue, un metodo per aiutare i medici a valutare il rischio di malattie cardiovascolari e vascolari periferiche. Dal 2002 al 2004 (gli unici anni per i quali sono disponibili dati), il numero di test CRP pagato da Medicare triplicato passando da 145.000 a 454.000, e si stima che questi numeri siano quadruplicati da allora. Faghri ha detto che ulteriori cartucce possono essere progettate per rilevare i biomarcatori di altre malattie. I ricercatori stanno gi lavorando per costruire il dispositivo per rilevare i livelli della proteina beta amiloide,
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che pu essere utilizzata come predittore dell Il dispositivo pu anche essere costruito per rilevare gli agenti patogeni virulenti, compresi l l B e l La prossima generazione del dispositivo integrer un sensore portatile in grado di ridurre i costi di produzione. Faghri prevede anche un ulteriore miniaturizzazione dell che pu essere adattata come applicazione smartphone. Integrando il biosensore nella cartuccia e utilizzando la potenza di calcolo del telefono, nonch la sua capacit di comunicazione wireless, Faghri ritiene che i pazienti possano essere in grado di condurre gli stessi test e che i risultati trasmessi immediatamente all del medico tramite il loro telefono cellulare. Tra i tanti altri vantaggi, ci dovrebbe contribuire a ridurre significativamente i costi sanitari. gi facendo progressi verso la prossima generazione del sistema e non passer molto tempo prima che possiamo cominciare a commercializzare ha detto Faghri.
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ugg offerte Amazon e volantino Euronics 23 novembre

Vi state chiedendo quali potrebbero essere le offerte Media World per il Black Friday 2016? Una domanda da un milione di dollari cui si potrà rispondere con una certa precisione solo nel momento in cui il megastore rosso deciderà di postare sul proprio sito ufficiale tutte le iniziative in programma.

Per il momento la pagina relativa (potrete trovarla qui) fa solo qualche accenno al giorno successivo alla Festa del Ringraziamento americano, rimandando l al 25 novembre. Le offerte Media World per il Black Friday 2016 non mancheranno, proprio come scritto nella pagina di presentazione: sconti da cogliere al volo su una vasta gamma di prodotti di tecnologia (smartphone, tablet, smartTV, ma anche elettrodomestici vari), che sarà possibile acquistare online, ma anche presso i negozi fisici della nota catena di elettronica.

Dovessimo rifarci a quanto successo l scorso,
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potremmo ipotizzare il lancio di tantissimi prodotti in sconto fino al 50 %, per risparmiare importi piuttosto significativi. Si tratterà naturalmente di promozioni last minute, che dovrete essere bravi ad intercettare e cogliere senza aspettare troppo (si suppone le scorte saranno limitate).

Arriva il Cyber Monday 2016: ecco le offerte Amazon, MediaWorld, Trony, Unieuro ed Euronics

Ultime offerte Black Friday, pronto il Cyber Monday (28 novembre) : sconti Amazon, Media World,
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Unieuro, Trony

Dal Black Friday 2016 al Black Saturday: Amazon, Unieuro e MediaWorld con le offerte del 26 novembre

Non solo le offerte Media World, ma anche il nuovo volantino Euronics per il Black Friday 2016 (apertura straordinaria dalle 20 alle 23), con proposte non reperibili online: Samsung Galaxy S7 32GB a 499 euro, smartTV Samsung 50KU6000 (50 pollici, 4K) a 499 euro, Samsung Galaxy J7 a 199 euro,
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Huawei P8 a 199 euro, iPhone SE 64GB a 495 euro.

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Il primo non è un trucco, ma un consiglio, andate dal calzolaio. Vi metterà in forma la scarpa,
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attraverso un macchinario che riscalda leggermente la pelle, allargandola un pochino. E’ un’ottima soluzione anche prima di indossare un paio di scarpe nuove, per evitare spiacevoli sorprese (tipo vesciche diffuse).

Per sfruttare sempre il calore,
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potreste utilizzare il phon di casa. Prendete dell’ovatta e bagnatela leggermente, poi passatela dentro alla scarpa (potete usare l’acqua o anche un po’ d’alcol). A questo punto con il phon al massimo, sparate dell’aria calda,
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finché non avete la sensazione che la pelle stia un po’ cedendo. Ripetete l’operazione una volta al giorno per una settimana. Potreste anche lasciare uno straccio arrotolato imbevuto di alcol all’interno della scarpa. sicuramente una tecnica meno impegnativa. Quando diciamo imbevuto, vuol dire appena bagnato non fradicio, o rischiate di rovinare la scarpa.

Un altro modo per allargare le scarpe è indossarle in casa,
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per poco tempo, con su un paio di calzini spessi. L’effetto piccolo sarà ancora più evidente, ma in questo modo riuscirete ad allargarle sfruttando semplicemente il calore del vostro piede.

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Viridea, in collaborazione con Askoll azienda leader nel settore dell propone un corso gratuito dedicato al mondo delle tartarughe d e testuggini terrestri per apprendere tutte le caratteristiche di questi animali,
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le loro specifiche necessit e le accortezze indispensabili per prendersene correttamente cura tra le mura domestiche.

L della durata di due ore, sar tenuto dal medico veterinario dr. Marco Gentile.

L illustrer nel dettaglio le caratteristiche e le principali differenze tra le tartarughe d e le testuggini terrestri spiegando come allevarle correttamente: dall di un acquaterrario alla cura delle tartarughe terrestri esotiche che necessitano di una teca riscaldata,
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sino a quelle europee che possono vivere in casa o in giardino ma necessitano di letargo.

Sar spiegato quindi come indurre il letargo e il risveglio, come determinare il sesso delle tartarughe e come affrontare le principali malattie infettive,
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metaboliche o carenziali, senza dimenticare una serie di preziosi consigli legati all termine dell previsto uno spazio riservato alle domande e risposte,
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durante il quale il dr. Gentile potr sciogliere tutti i dubbi e le curiosit dei presenti e saranno inoltre distribuiti omaggi a marchio Askoll, sino ad esaurimento.

Il corso gratuito,
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non richiede iscrizione e si terr sabato 14 febbraio, dalle 15 alle 17, presso il Viridea Garden Center di Torri di Quartesolo (tel. 0444/261301).

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MESTRE. Apre a Mestre un mega outlet che venderà esclusivamente prodotti provenienti da fallimenti e pignoramenti. Il taglio del nastro è fissato entro Pasqua, la location al momento è (scaramanticamente) top secret nei progetti c’è anche un outlet gemello a Treviso ma il piano della società Aurea Trade di Paese (Treviso), nata nel 2017 con l’obiettivo di fare business sulla merce dei fallimenti, è già ben definito. E avrà un suo prologo a partire da domani, quando il piano interrato dell’Hotel Russot a Mestre, in via Orlanda, ospiterà “Dream Sales”: in vendita, con uno sconto del 60% sul prezzo di cartellino, 30mila capi di abbigliamento di griffe acquisiti dalla Aurea Trade dal fallimento della Sira srl di Vedelago (Treviso),
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uno tra gli storici negozi di vestiti di fascia medio alta che è stato dichiarato fallita a fine 2016, e quasi 3.000 paia di scarpe che la società di Paese ha acquisito da un pignoramento di Equitalia a Genova. Nell’area dedicata all’abbigliamento sarà possibile trovare capi delle marche più famose, da Valentino a Tommy Hilfiger, da Guess a Diesel. E tra le scarpe Hogan, Micheal Kors, Ugg, Timberland. Una piccola parte dei 1.000 metri quadrati del temporary store sarà dedicata anche all’intimo e ai piccoli elettrodomestici come stufette, pannelli radianti, scope elettriche,
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provenienti anch’essi da fallimenti.

I battenti di “Dream Sales” saranno aperti nelle giornate del 5, 6 e 7 gennaio dalle 9.30 alle 20; l’8, 9, 10 e 11 gennaio dalle 10 alle 19; il 12, 13 e 14 gennaio dalle 9.30 alle 20. facile immaginare come, nel primo giorno dei saldi nei negozi tradizionali, il temporary store all’Hotel Russot sarà preso d’assalto da chi cerca il capo di griffe,
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risparmiando un bel po’. Proprio per questo, spiega Luca Maneo, amministratore unico di Aurea Trade, è stato predisposto un servizio di sicurezza per garantire ai clienti la massima tranquillità durante gli acquisti. Saranno presenti anche gli addetti ai parcheggi che gestiranno il flusso in arrivo all’hotel. Oggi è in programma una pre apertura per 300 persone selezionate. E attraverso il sito dell’organizzazione è possibile cercare di accaparrarsi uno dei 50 “vip pass” per ciascuna giornata di apertura, così da riuscire a entrare nel temporary store un’ora prima dell’apertura ufficiale. Per le prime giornate, i “vip pass” sono andati esauriti in un baleno. E c’è da giurare che si volatilizzeranno i lasciapassare anche per le altre giornate.

L’albergo ospita i grandi saldi All’hotel Russott di San Giuliano allestita la grande vendita di abbigliamento e calzature della Dream Sale. Al via da venerdì la corsa ai saldiLeggi l’articolo

“Dream Sales” è il primo esperimento di vendita di abbigliamento da fallimento messo in campo dalla società trevigiana che nei mesi scorsi aveva organizzato una vendita di orologi di lusso. Ma i progetti di Aurea Trade puntano ora ai due outlet. Due strutture di circa 400 metri quadrati ciascuna, chiarisce Maneo, con aperture esclusivamente al venerdì e sabato, con merce proveniente da fallimenti e aste giudiziarie alla quale sarà applicata una scontistica del 60%.
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diA poco pi di vent’anni era gi una star di livello internazionale, prima il grande successo con gli Yazoo, quindi la svolta solista. Fuori dal palco, per la vita di Alison Moyet non stata solo rose e fiori. Ecco un ritratto completo dell’artista britannica, vocalist bianca dalle radici profondamente nere

Becoming famous is a really shocking thing

especially when you don’t have aspirations to itTutti amano Alison Moyet. O meglio, arriva un momento nella vita in cui tutti dovrebbero imparare a farlo. Non unicamente per la sua musica, anche se, a giudicare solo dal numero di album venduti, si potrebbero obiettare pi di venticinque milioni di buone ragioni. E nemmeno per la sua voce, quell’inconfondibile contralto blues da sempre motivo di vanto per l’intera industria musicale femminile britannica, sia pure tra luci e qualche ombra. Ma se c’ un momento in cui Alison Moyet ti entra nel cuore quando cominci a curiosare dietro le quinte, e scopri che lontano dai riflettori si nascondono un’esistenza non proprio da popstar consumata e un rapporto col successo piuttosto travagliato, a dispetto di un’invidiabile carriera pi che trentennale. Impossibile, allora, non immedesimarsi nelle sue battaglie per la propria indipendenza artistica e nei tanti disagi personali, legati a una corporatura oversize. Non sono infatti solo le performance sul palco a rubare l’occhio, ma anche la sua taglia. All’apice del successo l’avevamo lasciata in una 22 abbondante (o 54, stando alle misure italiane), erano i tempi di “Don’t Go” e “Love Resurrection”, met anni Ottanta. Oggi la ritroviamo in gran forma, pesa meno della met e indossa una 10 striminzita (pi o meno la nostra 42). “Ho perso sin troppo peso, sto lavorando sodo per rimettere su qualche chilo.”, ci scherza su ma non troppo.

Gente di Basildon

Basildon, contea dell’Essex, anni Settanta.

“In quei giorni essere punk a Basildon poteva essere piuttosto pericoloso ricorda Alison La faccenda si giocava tra clan, c’erano gli skinhead, i Mod, i rocker e i punk. La prima cosa che facevi quando incontravi qualcuno era controllargli i piedi: se aveva scarpe a punta e pantaloni dritti, era dei tuoi, ma se indossavi scarpe o taglio di pantaloni sbagliati, ti prendevi uno schiaffone in mezzo alla strada. In questo io non avevo molti problemi, anche perch ero grande e grossa e venivo da una famiglia di contadini francesi piuttosto aggressiva: mio padre era un vero street fighter, comunicava sbattendo pugni sul tavolo della cucina. Cos non mi lasciavo impressionare, camminavo sempre un passo avanti agli altri ed ero l’istigatrice della mia banda”.

Genevi Alison Jane Moyet nasce il 18 giugno 1961, precisamente a Billericay, un piccolo paesino nell’Essex, da padre francese e madre inglese, ma trascorre infanzia e adolescenza nella vicina Basildon, dove frequenta prima la Markhams Chase Junior School, quindi il Nicholas Comprehensive (oggi James Hornsby School). Qui tra i suoi compagni di classe ci sono due giovanissimi Martin Gore ed Andrew Fletcher (Depeche Mode), oltre a Perry Bamonte, futuro chitarrista dei Cure. Pi tardi, al college, si ritrover fianco a fianco con Paul Webb, bassista dei Talk Talk.

Insomma, che il suo destino fosse in musica lo si capisce sin dai tempi della scuola. Cos a soli sedici anni decide di abbandonare gli studi e comincia a lavorare, prestandosi prima come commessa, poi per una compagnia di cosmetici, quindi come accordatrice di pianoforti. Nel frattempo inizia a cantare con alcune band del circuito locale, siamo a fine anni Settanta, all’epoca si fa chiamare Alf e si esibisce con alcune formazioni del sud Essex. Tra queste, anzitutto i Vandals del chitarrista Robert Marlow, altro ex compagno di scuola (anch’egli arruolato in alcuni progetti embrionali pre Depeche, il migliore amico di Vince Clarke). una band in stile punk rock, la Moyet chiude il trio di back singer insieme alle inseparabili amiche Kim Forey e Sue Paget. Ogni volta assumono un batterista differente e si esibiscono in alcuni pub, hotel o feste all’aperto. “A quei tempi l’unica cosa che mi interessava era il punk, per inteso come modo di vivere, oltre la musica: trovarmi in un gruppo di squilibrati con i quali sentivo di avere maggiori affinit Io ero la pi ribelle, vivevamo in una citt dove non c’era cultura e non avevamo soldi, non c’era molto altro da fare se non ritrovarsi nei parcheggi o nei campi all’aperto a suonare e cantare, pi che altro per intrattenerci. Tutti quanti a Basildon erano in una band, che fossero capaci di suonare uno strumento oppure no. Ecco, era questa la vera gioia del punk”.

Chiuse l’esperienza con i Vandals e la stagione punk, Alison inizia a cantare con gli Screamin’ Ab Dabs. Stavolta si passa al rhythm and blues, la sua voce d’altronde le consente di spaziare con agilit tra diversi generi, e proprio il blues sembra essere in effetti l’indirizzo pi consono al suo accento vocale dai potenti toni bassi, che di qui in avanti diverranno il suo marchio di fabbrica. Subito dopo si unisce ai Vicars per alcune sessioni di prova e infine ai Little Roosters, band glam rock che sta portando in giro dal vivo il suo unico album omonimo (tra l’altro prodotto da Joe Strummer, che ne impreziosisce la studio version suonando il pianoforte in parecchi brani).

L’incontro con Vince Clarke: nascono gli Yazoo

Stanca di calcare il ristretto triangolo Basildon Southend Convey Island, di cui si nutre la scena pub rock locale, Alison decide di piazzare un’inserzione su Melody Maker alla ricerca di una nuova band che sia ancora una volta di orientamento blues, il suo naturale habitat vocale.

“Female singer looking for a rootsy blues band”.

Cos recita testualmente l’annuncio pubblicato sul magazine musicale. Le risponde Vince Clarke, per quello che lei stessa definir uno straordinario caso di serendipity, ovvero quel curioso scherzo del destino per il quale cerchi una cosa e trovi esattamente l’opposto, nella fattispecie speri di metter su una tranquilla band di rhythm ‘n’ blues e in quattro e quattr’otto ti ritrovi letteralmente scaraventata a Top of the Pops e al numero 2 degli album pi venduti nelle classifiche Uk.

Vince Clarke ha gi una certa esperienza in merito, in quei giorni ha appena lasciato i Depeche Mode, di cui era stato membro co fondatore e per i quali ha scritto i primi tre singoli “Dreaming Of Me”, “New Life” e “Just Can’t Get Enough”. Per ha tenuto conservate nel cassetto le partiture di una ballad inedita: si intitola “Only You” e calza a pennello sulle calde interpretazioni soul della Moyet. La sua etichetta Mute Records ascolta il demo e rimane entusiasta del risultato, cos ne confeziona un singolo che si spinge oltre ogni pi rosea aspettativa.

Siamo nel marzo 1982 e nascono gli Yazoo, duo che per un biennio avr enorme seguito, forte del felice connubio tra un’elettronica semplice ma di sicura riuscita (Clarke) e possenti performance vocali (Moyet). Lo stesso identico schema “sintetizzatori + voce femminile blues” si rivela accoppiata vincente proprio perch inedita nella pur fiorente scena elettro pop del momento: lo ricalcano fedelmente solo gli Eurythmics di Dave Stewart e Annie Lennox, seppur con tempistiche/modalit lievemente differenti.

Nel luglio dello stesso anno gli Yazoo sono nuovamente ai piani alti delle classifiche grazie a una seconda hit intitolata “Don’t Go”, in cui le tipiche sonorit sintetiche del synth pop si sposano a un galvanizzante battito dance, con la calda ugola bluesy della Moyet a creare un contrasto straniante ed efficacissimo. il preludio al loro primo album Upstairs At Eric’s, che esce di l a poco ed un successo annunciato. Il titolo si riferisce ai Blackwing Studios di Eric Radcliffe, dove l’album stato registrato. Vince li frequentava gi ai tempi dei Depeche, li che vide la luce “Speak Spell”, ma anche parecchie altre tra le prime produzioni firmate Mute Records.

Inizialmente concepita come b side di “Only You”, la claustrofobica e trascinante “Situation” invece il terzo singolo, che proietta finalmente i due sul mercato nordamericano: ottengono anche qui una buona accoglienza, ma il nome della band viene ritoccato in Yaz a causa dei dissidi legali con l’etichetta statunitense Yazoo Records.

L’album vanta altri classici della band, tra cui “Bad Connection”, che ricalca l’andatura della depechemodiana “Dreaming Of Me”, tra squilli telefonici e inserti di conversazioni, e “In My Room”, con un curioso utilizzo dello spoken word al servizio di una bizzarra mistura elettro punk, oltre alla delicata ballad “Winter Kills” e alla pi sperimentale “I Before E Except After C”, dove il synth alimenta un clima paranoide, tra sussurri e risate grottesche.

Insomma, l’esordio di quelli da ricordare, il problema che tra i due non esiste alcun tipo di relazione. “Non siamo mai stati amici, eravamo messi l per caso, neanche ci rivolgevamo la parola, n abbiamo mai bevuto una birra insieme”, spiegher Alison. “Vince andava a lavorare in studio al mattino, io invece la sera, spesso si registrava senza nemmeno incontrarsi. Le nostre erano due personalit agli antipodi, io francese aggressiva, lui un inglese sin troppo silenzioso e riservato, passivo, in queste condizioni non c’era gusto neanche a litigare”.

Oltre tutto, le diverse ambizioni/orientamenti artistici portano subito a una frattura insanabile tra i due. Clarke infatti, da buon maestro dell’elettro pop ha tutta l’intenzione di proseguire il suo cammino sui dancefloor, tra melodie a presa rapida e canzonette orecchiabili; alla Moyet, invece, il successo non interessa proprio. “Volevo provare qualcosa di pi profondo, impegnato, personale. Diventare famosa era gi stata di per s un’esperienza scioccante”, aggiunger Alison, che a onor del vero in parecchie interviste rilasciate anni dopo terr comunque a ringraziare il collega, senza il quale. “Senza di lui ammetter candidamente non mi troverei dove mi trovo adesso”.

Ad ogni modo, viste le pressioni e gli accordi presi con la label, i due sono al lavoro insieme ancora qualche mese, cos a fine anno viene pubblicato l’Ep The Other Side Of Love/Ode To Boy e nel luglio 1983 ecco, infine, il loro secondo e ultimo album You And Me Both, dal titolo altamente ironico sul loro status di separati in casa.

L’album riesce non solo a bissare il successo del precedente, ma si spinge addirittura oltre, raggiungendo il numero uno nelle classifiche Uk degli album pi venduti, trainato dal bel singolo “Nobody’s Diary”, altra prodezza della Moyet, che si strugge nei suoi tormenti sentimentali mentre Clarke ricama le sue suadenti trame di synth.

La formula quella dell’esordio: jingle facili, sapientemente pennellati da Clarke e le straordinarie performance vocali della Moyet, che scrive anche la met dei testi, tra cui quello della stessa “Nobody’s Diary”, oltre ad “Anyone”, “And On” e all’intensa “Good Times”, dove la vocalist regala una delle sue interpretazioni pi aggressive. Vince firma invece la pi personale “Happy People”, dedicata al Partito Liberale nel quale all’epoca militava la madre, senza peraltro mai prendere posizione. Alison, per si rifiuter di cantarla, cos per la prima e unica volta, la voce principale in un brano degli Yazoo sar quella di Clarke.

Insomma, la tensione tra i due alle stelle, e in queste condizioni il risultato ottenuto ancor pi sorprendente, se si pensa che You And Me Both fu scritto e prodotto in fretta e furia, ma del resto un momento storico in cui basta davvero poco a far scoccare la scintilla e qualunque cosa uscita dai synth sembra sprizzare un sound nuovo, originale, interessante. Oltre tutto, lo scioglimento del duo era stato annunciato pubblicamente ancor prima dell’uscita dell’album, di cui “Nobody’s Diary” rimarr l’unico singolo estratto.

Terminata la promozione del disco, la storia degli Yazoo si chiude con buona pace di entrambi, dopo diciotto mesi di convivenza forzata. Proseguiranno ognuno per la propria strada senza troppi rimpianti, ciascuno rincorrendo il proprio stile e credo artistico. Per un altro scherzo del destino, stavolta sar Vince Clarke a pubblicare un annuncio su Melody Maker, alla ricerca di un nuovo cantante: gli risponder un rivenditore di scarpe da donna col pallino del canto, un certo Andy Bell, suo vecchio fan. I due inaugureranno un fortunato sodalizio artistico che negli anni a venire li vedr ospiti fissi delle chart britanniche. Ma questa un’altra storia, quella degli Erasure. Quella di Alison Moyet, invece, si incammina lungo i binari di una altrettanto longeva quanto felice avventura solista, che la vedr convertirsi in una delle vocalist pi ricercate e di maggior appeal del panorama internazionale.
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Excite, che l’ha intervistata per voi, ha cercato di capire meglio chi è questa ragazza dai numeri d’oro. “Spontanea, creativa e sorridente, sempre e comunque”, ha scelto il nome del blog in onore della sua bulldog francese che, spesso, appare nelle foto accanto a lei. Ed è arrivata nella sua vita nel 2009, proprio pochi giorni prima dell’apertura della pagina virtuale. Una decisione presa dopo aver condiviso foto per diverso tempo su Fotolog. Proprio in quel frangente,
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ha scoperto il mondo dei fashion blog, iniziando a seguire quelli di suo interesse, in primis Sincerely Jules, Atlantic Pacific e Song of Style. In un impeto di creatività, “in soli 15 minuti, ho creato e messo online il primo post. E ho iniziato a ricevere visite e commenti. La cosa mi lusingò molto”. Da passione a lavoro, il passo è stato breve. Alexandra ha iniziato a pensare al blog come a una compagnia circa due anni fa: “Notavo che i capi indossati da me nel blog, andavano sold out nei negozi. E anche le campagne di cui ero protagonista riscuotevano enorme successo. In quel momento intuii la potenzialità di un business”. Ma questo non significa promuovere qualsiasi brand. Assolutamente no. La Pereira sceglie con cura i pezzi da proporre e indossare: “Devo essere onesta, in questo sono un po’ egoista perché selezione i vestiti solo in base ai miei gusti personali. E credo che in fondo sia un bene,
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per riuscire a mantenere intatta la propria identità ed essenza”.

E a proposito di stile, le va riconosciuto, Alexandra si discosta dai tanti look commerciali che affollano il Web: “Cerco di seguire il mio umore. In generale, credo che tutti i miei outfit abbiano un tocco personale e chic”. Ma per essere al top come lei, quali sono gli indumenti da acquistare assolutamente per questo inverno? “Appendete nell’armadio una gonna in stampa check, un cardigan ultra soffice e una pelliccia ecologica. Per quanto riguarda le calzature, acquistate un paio di stivali che arrivino sopra al ginocchio e, naturalmente, gli Ugg boots,
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che amo indossare soprattutto quando viaggio”.

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Non è un refuso: questa mostra di dieci fotografie firmate da Alessandro Guaitoli si intitola proprio così: “Celo”. Ovviamente l’assonanza con il “cielo” è immediata, e così deve essere: in un viaggio nel tempo gli scatti portano date diverse l’architetto riminese ha “dipinto” una serie di “cieli” (o “celi”, se vogliamo rimanere fedeli al titolo dell’iniziativa),
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giocando sui contrasti e sugli effetti “sgranati” delle pellicole ad alto dosaggio di ISO. Ne esce un viaggio molto “romagnolo”, che sfocia cromaticamente nella pittura ma che ha ben presente il “mezzo” utilizzato per fermare gli attimi, la macchina fotografica. Ma “celo” ha anche un suo rimando al verbo “celare”. Qui però Guaitoli gioca con gli ossimori: nulla è nascosto,
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anzi, tutto appare alla luce del “celo”, nelle sue sfumature e nei suoi “disegni” naturali.

Architetto e ambientalista,
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Alessandro Guaitoli si è occupato in passato di recupero edilizio e della rivitalizzazione di spazi urbani marginali. Si occupa di immagine, grafica editoriale e illustrazione. Opera nel campo del volontariato sociale. Appassionato di fotografia fin dall’infanzia, la macchina fotografica è la compagna di ogni suo cammino. Fotografa tutto ciò che non può portare a casa,
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oggetti, ambienti, paesaggi. Situazioni quotidiane,
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ordinarie che, a guardar bene, manifestano una intrinseca e surreale poetica.

ugg 5825 Al Toro non basta la doppietta di Agodirin

NARDO (Lecce) Termina 2 a 2 il match tra il Nardò di Taurino e il Gravina di Doudou. Un Toro, perfetto per lunghi tratti, avanti con due marcature di Agodirin cede nelle battute finali della contesa e si lascia riprendere da un Gravina ridotto in dieci uomini. Un buttata al vento per Taurino e i suoi,
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perchè (conquistando il bottino pieno) il Nardò avrebbe potuto accorciare su una diretta concorrente per un posto nella griglia playoff.

Trascorrono pochi giri di lancette, dal calcio d che il Toro è già avanti: Cavaliere scaglia un bolide dai venti metri, sulla respinta l difensore gialloblù Lullo non è perfetto,
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subentra Agodirin che gonfia il sacco per il vantaggio neretino. Ad inizio ripresa il Toro raddoppia; su uno spiovente proveniente dalla corsia Agodirin è bravo a staccare di testa, Lullo respinge ma Agodirin è il più lesto a riconquistare la sfera e gonfiare nuovamente la rete. Al minuto 72 il Gravina resta in dieci: Gava prende il secondo giallo e raggiunge anzitempo gli spogliatoi. Un minuto più tardi,
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però, sugli sviluppi di un corner, il Gravina accorcia le distanze con la rete di Chiaradia che riapre il match. Nel finale il Toro soffre,
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nonostante l in più, e il Gravina trova il pari con un gran tiro di Balzano, specialista sui calci da fermo.

Finisce 2 a 2 al Paolo II di Nardò: un punto a testa tra i granata e i gialloblù. Nel prossimo turno il Toro riceverà la visita del Taranto per un derby che già promette scintille.

ugg australia prezzi Al Museo Nicolis la Haute Couture di due secoli

A fianco delle vetture storiche, una inedita collezione di abiti d dalla fine agli anni Andrea Casotto.

Villafranca (VR) dicembre 2007 La moda femminile che ha attraversato il nostro secolo arriva al Museo Nicolis di Villafranca (VR) con un carico di magia e seduzione femminile. Una splendida collezione di abiti d dalla fine 800 agli anni appena stata inaugurata, per la gioia degli appassionati o di chi, semplicemente, ama le cose uniche e belle. Gli abiti, provenienti da sartorie italiane, francesi e inglesi, testimoniano la straordinaria sapienza e creativit che hanno caratterizzato la Moda europea di questo secolo e offrono uno spaccato delle abitudini e del gusto femminile nelle epoche che ci hanno preceduto.

Nell creativo del Museo, che custodisce alcune delle pi belle collezioni di auto d oggi esistenti, ogni abito stato infatti posizionato a fianco di una vettura e collocato in un preciso periodo storico, a ricordarci che abiti e automobili sono stati due fra gli oggetti che pi simbolicamente hanno rappresentato gli stili di vita e l della societ moderna.

Come non sognare davanti all parigino del 1900 in velluto viola con ganci, fiocchi e merletti che impreziosiscono maniche e corpetto, collocato a fianco della prestigiosa Cottereau del 1903, immaginando una bella signora francese pronta per una gita al Bois de Boulogne, oppure sfiorare il raso impalpabile dell da sera anni realizzato dalla Sartoria Montorsi di Roma (ricordata anche per avere confezionato il vestito da sposa di Edda Mussolini Ciano, figlia di Benito Mussolini). L scollato, sontuoso, ha un leggero strascico e ci riporta allo splendore delle feste nei palazzi romani. L dal Museo per il trasferimento della bella sconosciuta al ballo una elegante Alfa Romeo 1750 di colore carta da zucchero del 1931.

Ma gironzolando fra le centinaia di auto di varie epoche,
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potete anche imbattervi in un capo da gran sera degli anni proveniente da una sartoria italiana. Anche in questo caso non difficile immaginare la femme fatale cui stato destinato: in seta nera, lungo, con applicazioni di pizzo nero e beige, spalline decorate e, tocco di elegante stravaganza, una raffinatissima mantellina in pizzo che, sicuramente, non sar passata inosservata! Cos come non passa inosservata la scintillante Lancia Aurelia Gt 2500 B20 nera nella quale sedeva, probabilmente, la bellissima di turno.

Il racconto potrebbe continuare con il tailleur da cerimonia in shantung carta da zucchero e motivi floreali neri dell dopoguerra, indossato al volante di una Bianchi S9 Sport del 1935 oppure con l a fiori azzurri di manifattura francese che ricorda le danze sfrenate del Musical Grease perfetto a fianco della Ford Thunderbird del medesimo colore o, ancora, con il capo da passeggio di inizio secolo in panno e velluto marrone, composto da giacca, gonna e corpino, in bella mostra a fianco della Bianchi tipo C 20 30 hp del 1909, una vettura sorprendente anche per la serie di bellissimi accessori di cui era dotata e concludersi,
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perch no, con lo spettacolare abito da sposa in raso bianco di manifattura inglese, fotografato vicino alla sontuosa vettura che tutte le spose vorrebbero per giorno pi bello della vita una Avion Voisin del 1921.

Ma al Museo Nicolis c questo e molto altro. Perch oltre alle centinaia di vetture storiche e, da oggi, alla collezione di abiti d i visitatori troveranno moto e biciclette storiche, macchine per scrivere e fotografiche, inediti strumenti musicali di ogni epoca, opere dell umano e molto, molto di pi a pochi chilometri da Verona, facilmente raggiungibile con ogni mezzo e una giornata al Museo Nicolis pu essere indimenticabile per grandi e piccini. Perch non lasciarsi tentare?

Il Museo Nicolis ha sede a Villafranca di Verona, in un avveniristico palazzo di vetro e acciaio. Creato dall veronese Luciano Nicolis (a capo della holding industriale Lamacart, che opera nel settore della carta) stato inaugurato nel 2000 e da allora sempre aperto al pubblico. Le collezioni comprendono centinaia di auto, moto, biciclette, macchine fotografiche e per scrivere, strumenti musicali, opere dell umano, biblioteca e ricchissimo archivio storico. A fianco dell espositiva,
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priva di barriere architettoniche e facilmente accessibile ai disabili, il Museo Nicolis dispone di un Centro Congressi con aree per meeting e reception, bookshop, percorsi didattici, spazi per mostre tematiche.

Il Museo associato a Museimpresa (l Italiana dei Musei e archivi d promossa da Confindustria e Assolombarda); Confindustria Verona, AISA (Associazione Italiana Storia dell ASI (Automotoclub Storico Italiano) e a numerose associazioni industriali e territoriali.

Gli abiti femminili esposti, tutti rigorosamente originali fanno parte di una collezione privata di propriet di Casotto Andrea di Vicenza. La collezione copre un ampio arco temporale, con pezzi tutti originali che vanno dal 1730 al 1960 e comprende oltre agli abiti anche cappelli, busti, crinoline, scarpe guanti e accessori in genere. La collezione inoltre disponibile per mostre ed eventi e consultabile per motivi di studio.

Andrea casotto nasce a Vicenza nel 1973, gi all di 7 anni la passione per il costume viene evidenziata dai suoi primi abiti di carnevale. A 12 anni, la macchina da cucire diventa per lui uno strumento di uso quotidiano, riparando piccoli capi di abbigliamento personali. Inizia a collezionare all di 21 anni, cercando principalmente cappelli, in seguito inizieranno ad aggiungersi i primi abiti etc. La collezione ad oggi vanta pi di 300 abiti per un totale di 1200 pezzi in totale ed in continua e costante crescita, privilegiando tutto il 700 e l Il pezzo forte un abito (presumibilmente da sposa) del 1760 completo di velo ed in condizioni ottime.
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