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Sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce. Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro. Ma neanche questo basta perché, mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa

Oriana Fallaci tratto da Lettera a un bambino mai nato

segnalata da marines giovedì 22 marzo 2012

I paradossi di oggi

Quella della retorica al tavolino del bar. Quella che legge un libro all’anno e soltanto della Fallaci. Quella che scrive nei Forum come me. L’Italia dei faraoni e degli amori folli rinunciati. L’Italia che si stupisce degli altri e mai di se stessa. Quella che trasmette disappunto e costernazione. Quella che insegna sempre qualcosa. Quella che è tollerante finché non la infastidiscono. Quella che soltanto pantaloni di Prada. Quella che i jeans s’indossano nelle occasioni importanti perché fanno tendenza. L’Italia della critica del comune e del popolare e quella che s’incarica come guida dei ‘poveri ignoranti’. L’Italia che non mangia mentine. L’Italia che non fuma perché ci tiene a non morire di cancro. L’Italia che quando beve un caffé sembra che sappia berlo soltanto lei. L’Italia aromatizzata e per bene. L’Italia che lavora come nessuno lavora e che abita negli attici a Roma e a Bassano del Grappa. L’Italia che sostiene di fare cultura e rivoluzione linguistica. L’Italia che fa beneficenza di giorno e scandalo di notte. L’Italia che ti frega e che non fa mai a botte. L’Italia che non sa cosa siano le scarpe rotte.

L’Italia che sta alla grande e che sa sorridere mentre mira alle spalle.

segnalata da marines venerdì 14 settembre 2012Mi Consenta Signorina.

Ma devo proprio dirglielo!

Lei . sa sempre ciò che vuole. sa Scegliere il Gusto di un Gelato , sa scegliere quali paia di scarpe comprare,sa scegliere quale accessorio indossare,
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sa scegliere che bere,sa scegliere che film guardare, sa scegliere per fino cosa sognare.

Ma riguardo alla figura maschile lei è proprio una ragazza piena di pregiudizi,Ha sempre da dire, costruisce dei muri, è sempre indecisa, sta sempre sulle sue,
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Non vuole il principe azzurro e nemmeno il pirata ma lei cosa pretende?

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sport invernali: tutti;Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni dello Skiforum e la navigazione sarà più veloce (non apparirà più questo messaggio di benvenuto). NON le mojito, che vanno bene per lo struscio in corso italia a cortina e poco più.

quello che penso è che la scelta sia molto soggettiva. io non sopporto il sentirmi la caviglia bloccata, con scarpe alte non riesco a mettere dieci passi uno in fila all’altro senza diventare idrofobo. neanche con quelle da basket, per intenderci. fortunatamente dispongo di caviglie abbastanza solide da non aver bisogno di ulteriore sostegno. altri invece hanno bisogno di sentirsi la caviglia protetta in tutte le situazioni. quindi per loro ben vengano gli scarponi.

tutto sta nel capire di cosa si ha bisogno e con cosa ci si trova meglio.

vai vai prova e vedrai che non torni indietro, anche io son cresciuto con la filosofia del solo scarpone duro e puro, ma ho capito che ormai non ha più tanto senso (almeno per me)

nella stagione calda c’è poi un discorso di traspirazione non indifferente per chi come me suda come un suino e gli sudano anche i piedi.

l’importante è che prendi una buona scarpa tecnica, non roba da 40 euro.

poi personalmente con l’allacciatura delle salomon ho definitivamente svoltato, stracomoda, veloce e multiregolabile in un attimo.

con le scarpe e scarponi a stringhe son sempre lì a stringere e smollare poi ristringere perchè si son smollati, poi riallargo perchè ho stresso troppo il destro madoooo non finisco mai

per quanto riguarda le bisce a meno che sei pazzo e le calpesti il problema non si pone dai!

ormai la specializzazione è talemente spinta che ogni attività in montagna ha la sua attrezzatura anche nel caso delle scarpe, che secondo me sono il materiale tecnico principale per andare in montagna.

Io non bado a spese (si fa per dire, nel senso che ci tengo molto alla sicurezza delle mie caviglie e dei miei ginocchi/aricolazioni inferiori) quando si tratta di acquistare un paio di scarponi/scarpette.

Io uso le salewa per fare avvicinamento e sentieri facili, mentre gli scarponi di zamberlan per escursioni più impegnative o quando devo fare più di due giorni di trekking (sempre legato al fatto di non sovraccaricare le caviglie e le ginocchia, sono dell’idea che è meglio spendere 100 in materiale che migliaia di euro in fisioterapia compromettando la propria salute ed integrità fisica).

Cmq le ho appena guardate. che voglia che mi è venuta (ieri ho usato le salewa. ma non sono mai sazio di montagna)

Una buona scarpa “bassa” e tecnica va benone per qualsiasi tipo di trekking (con qualsiasi tipo di terreno) e anche per le ferrate!

La suola Vibram usata per quelle che chiami scarpe basse/tecniche è la stessa usata per gli scarponi!
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(non per tutti i modelli ovviamente ma per la maggior parte)

Io uso normalmente un paio di Xplorer della Sportiva e non ho nessuna difficoltà per i trekking, le ferrate e sinceramente con quelle ho fatto anche la Normale del Catinaccio (III+)!

Per il discorso della caviglia dipende anche dalla camminata, non solo dalla scarpa!

Sono andato in montagna con persone con gli scarponi alti, che ti veniva la pelle d’oca a guardare come camminavano in alcuni passaggi. (non solo in discesa)

Sono effettivamente delle scarpe comode per molti utilizzi e molte volte possono essere più utili (più utili rispetto al contesto e tipo di attività intendo) che non uno scarpone!

Esempio pratico: fine settembre scorso, ho accompagnato un amico a fare la salita al Picco della Croce 3132m in val Pusteria! Salita lunga (1400m dls circa) e lungo rientro, ma nel complesso facile, nulla di alpinistico o altro. il mio socio si è fatto “spaventare” da 3 dita di neve fresca che aveva fatto il giorno prima e decise di venire con gli scarponi, io invece ero con le Explorer! Risultato: il mio amico arrivato alla macchina con le gambe pesanti e piedi doloranti, io ero stanco ma avevo gambe e piedi decisamente messi meglio! (lasciamo stare il discorso di allenamento e prestazione fisica. ti ho fatto solo un esempio per comparare le 2 calzature diverse)!

a questa domanda darei questo genere di risposta personale frutto di alcuni anni di esperienza: alla gente “tecnica” piacciono la leggerezza dello scarpone (e li fanno sempre più leggeri grazie a nuovi e sempre più tecnologici materiali) , che dia sicurezza alla articolazioni (caviglia in primis) e che allo stesso tempo ti permettano indipendentemente dalla lunghezza/difficoltà di essere agili e di riavere i tuoi piedi in consizioni accettabili subito dopo averle tolte (ho visto gente con piedi deformati da quanto gonfi > il giorno dopo se devi ripartire,
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riparti dal letto).

original ugg boots Scarpa d’oro

Sebastian Giovinco, ex attaccante della Juventus oggi al Toronto FC, conquista la Scarpa d’Oro della MLS grazie alle 22 reti messe a segno nella stagione regolare. A meno di un anno dall’addio alla Serie A, dunque, la ‘Formica Atomica’ si gode il momento magico in Canada: la sua scelta, oltre che economicamente molto vantaggiosa, si è rivelata molto azzeccata anche dal punto di vista sportivo. Giovinco,
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dopo essere stato poco più che un comprimario alla Juventus, ha ricominciato a segnare gol a grappoli, deliziando le platee americane anche con assist e grandi giocate.

Antonio Conte lo ha premiato richiamandolo in nazionale, intanto nella notte si è conclusa la stagione regolare della Major League Soccer e il Toronto ha conquistato i play off soprattutto grazie all’apporto di Giovinco che ha messo a segno qualcosa come 22 reti, staccando nella classifica marcatori Robbie Keane (20), David Villa (18) e Cyle Larin (17). Uno score invidiabile, corredato anche da 16 assist: i tifosi del Toronto ora sognano il titolo,
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anche se ai playoff non sarà affatto facile.

ugg austrailia Scarpa che vince non si cambia

Il ciclista francese John Gadret (Team Ag2R) rivelazione del Giro d 2011 ha rinnovato il proprio contratto di sponsorizzazione con Gaerne, l veneta produttrice di scarpe da ciclismo, anche per il 2012. Gadret ha utilizzato al Giro d il nuovo modello top di gamma Carbon G. Myst Plus con la nuova chiusura 2D Micro Adjustable Aluminium Buckle, il Safety Lock Strap System e il nuovo tallone Heel Grip Plus brevettati da Gaerne, con una colorazione rosa creata appositamente su richiesta dell e, che sar la stessa che andr ad utilizzare anche al Tour de France.

Scarpa vincente non si cambia il motto anche di Michele Scarponi, campione del Team Lampre Isd, vincitore del Giro del Trentino e secondo classificato al Giro d L di Filottrano ha visitato gli stabilimenti di Coste di Maser (Tv) per festeggiare gli ottimi risultati ottenuti quest con la famiglia Gazzola, titolare della Gaerne. Una calzatura molto leggera e traspirante, un vero gioiello di tecnologia e design che lui potr testare fin dai suoi prossimi appuntamenti, come la Vuelta di Spagna e il Giro di Lombardia,
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per i quali Michele si sta gi preparando mentre, tutti gli appassionati, la potranno trovare presso i rivenditori Gaerne dal mese di settembre. colle Mostaccin di Maser ho anche vinto una gara juniores e mia moglie di queste parti, quindi mi sento mezzo veneto anche io. Non posso che ringraziare Gaerne e il suo patron, Ernesto Gazzola, per tutto quello che fanno per me. Sono sempre molto attento ai consigli che i campioni come Scarponi ci propongono: in questo modo possiamo realizzare delle calzature sempre pi performanti, avvalendoci da parte nostra della tecnologia e dell esperienza cinquantennale e, da parte loro dei test che effettuano in corsa, questo un binomio vincente. Quello che oggi i nostri atleti stanno testando, i nostri clienti lo troveranno nelle calzature che acquisteranno, con le stesse caratteristiche tecniche e la stessa cura,
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il tutto ovviamente sempre Made in Italy.

ugg parma scarpa che si illumina

Loriblu ha presentato Selene, la scarpa che si illumina, nel corso di un prestigioso evento presso la Black Label Room dell’Hotel Sheraton Diana Majestic a Milano.

Selene, la décolleté a tacco alto disegnata dallo stilista Graziano Cuccù, prende luce grazie alla presenza di fibre ottiche e luci al led ricamate sulla calzatura, e mantiene una silhouette essenziale e rigorosa anche quando i ricami non sono illuminati.

Ogni calzatura Selene è fatta a mano: grazie alla tecnologia Dreamlux viene realizzato sulla tomaia il ricamo con la fibra ottica,
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poi viene effettuato il montaggio (un lavoro molto preciso svolto da abili artigiani, vista la delicatezza del materiale), svolto in modo che i fili e la minibattery siano nascosti, grazie ad un apposito alloggio sotto la soletta.

La calzatura prende luce grazie ad un piccolo interruttore, che permette di accenderla e spegnerla a piacimento. La batteria ha una durata di circa 50 ore: una volta esaurita, sarà sostituita gratuitamente dall’azienda. La calzatura sarà realizzata su misura e solo su ordinazione.
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ugg in offerta Scaricare costi abiti da lavoro

Scaricare i costi per l nella dichiarazione dei redditi

La deduzione fiscale delle spese per l da lavoro, ai fini Irpef ed Irap e della detrazione ai fini Iva, non riguarda solo le tute da lavoro per i dipendenti che lavorano in fabbrica ma anche per i professionisti o titolari di partita Iva che possono scaricare ugualmente dei costistando attendi a rispettare alcuni requisiti richiesti dal legislatore o delle piccole accortezze.

Parliamo di deduzione e non di detrazione fiscale: so che per molti di voi sarà scontato ma parliamo sempre di deduzione del costo dal reddito imponibile e non direttamente di detrazione dall Vi ricordo sempre quindi la differenza sostanziale tra deduzione e detrazione fiscale.

Inoltre per questa tipologia di costi al pari di quanto avviene per la deduzione dei costi di telefonia il fisco presuppone un utilizzo promiscuo per cui il costo potrà essere detto nella misura massima del 50%.

Naturalmente non stiamo parlando di abiti da lavoro come per esempio le tute di amianto per lavorare nei forni, in quantoindumentiaventi caratteristiche tecniche richieste dalle normative sulla sicurezza e disposti per legge, per cui per quelli non viene neanche considerata la promiscuità dell ma viene concessa la deduzione integrale dal costo proprio in virtù dell della spesa sostenuta.

Qui parliamo di quel complesso di costi che non sono imposti dal legislatore ma che per usi e costumi o anche per accordi contrattuali il dipendente, l o il libero professionista si trova a sostenere.

Accanto agli abiti anche una serie di altri costi come borse, trucchi,
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prodotti specifici, etc che vedremo in seguito e che sono sicuro emergeranno anche dalle domande che porrete.

Primo tra tutti l delle toghe utilizzate dagli avvocati o il camice per il medico o il farmacista che non sono di certo imposte per legge ma che che a suon di pressioni e sentenze alla fine ne è stata riconosciuta la deducibilità.

Altri costi deducibili border line

Può capitare sempre sullo stesso filone di acquistare borse da svariate migliaia di euro per le avvocatesse o medici ma lo stesso vale anche per gli uomini in quanto anche queste legate all libero professionale (deducibili) per portare il PC o documenti del resto mica possiamo portarli con le buste della spesa.

Estensione della deduzione fiscale anche ai fini Ires o Irap

Lo stesso discorso naturalmente potrà essere esteso anche ai fini della deduzione del reddito imponibile Ires laddove la società si faccia carico dei costi per i propri dipendenti o amministratori. Lo stessa varrà per il principio di derivazionecivilistica ai fini Irap per cui lo stesso costo sarà un valore da ridurre dal portare in diminuzione delvalore della produzione netta Irap.

Detrazione anche ai fini Iva

Ai fini Iva invece il discorso cambia in quanto, come abbiamo avuto modo di vedere nell dedicato alle detrazioni e deduzioni dei costi dei liberi professionisti l non segue le stesse logiche viste per Irpef o ires per cui qui parliamo di detrazione e la misura massima sarà legata alla inerenza del costo all che in questo caso non sconta l promiscua che il fisco si permette di fare per i costi. Qui infatti se il costo è da voi giudicato inerente allora l sarà completamente detraibile per cui il risparmio sarà pari all indicata in fattura.

In un articolo di Italia Oggi dell 2016 appare una pronuncia del fisco (anche se i riferimenti non sono noti) secondo cuiuna nota soubrette televisiva avrebbe avuto la meglio sul fiscovedendosi riconosciutaladeducibilità dei costisostenuti per l abiti, trucchi e mobiliutilizzati per la sua professione. Il presupposto importante che è emerso per arrivare alla deduzione dei costi è stato che la richiesta di avere degli abiti adeguati proveniva dagli accordi contrattuali da lei firmati. In linea di massima possiamo dire che potreste essere soggetti ad una multa pecuniaria che possiamo stimare in un onere aggiuntivo calcolato come minore imposta che alla fine avete pagato per effetto di maggiori oneri dedotti, nella misura del 30 per cento oltre interessi legali calcolati dal giorno di versamento delle imposte (ragionevolmente il 16 giugno in sede del versamento del saldo delle imposte fino al giorno di effettivo versamento).

Stesso discorso per la detrazione Iva e stesso discorso vale anche per i contribuenti minimi solo che qui la detrazione Ivanon vale in quanto come sapetesiete soggetti ad imposta sostitutiva.

Altro modo per scaricare alcuni costi come spese di rappresentanza

Vi fornisco anche un altro modo per scaricare i costi e le spese di abbigliamento dal 730 o dal modello Unicoe che riguarda le spese di rappresentanza. Anche qui vi anticipo alcuni consigli per ridurre le tasse o imposte da pagare dandovi alcune indicazioni importanti. Qualora sotto Natale o anche in qualsiasi altro periodo dell vi potreste trovare a sostenere dei costi cosiddetti di rappresentanza che possono riguardare non solo champagne o cesti natalizi ma anche appunto borse, scarpe abbigliamento o altro. Per i liberi professionisti esiste una soglia pari all dei ricavi entro la quale potrete dedurvi il costo sostenuto nel limite del costo unitario di 50 euro. Un esempio tipico per esempio sono le tonnellate di cravatte che i negozi di abbigliamento sotto natale vendono ai proprio clienti a fronte delle quali rilasciano fattura e che i professionisti per fare un dono ai propri clienti regalano in segno di gratitudine e anche viceversa (a me arrivano più che altro cesti). Per fare un esempio con un volume di ricavi di 50 mila euro per esempio potrete spendere anche 500 euro in cravatte o regalare a qualcuno un abito. Se vi regalerete una borsa da lavoro, beh anche in quel caso diciamo che la spesa è deducibile.

Per fare un esempio nel caso in cui abbiate un reddito imponibile di 150 mila euro e abbiate speso 1.000 euro + Iva in cravatte in il reddito imponibile sarà ridotto dello stesso ammontare. Qualora ipotizzassimo la vostra aliquota marginale del 35% l risparmio di imposta sarebbe pari a 350 euro.

A questo dovreste aggiungere anche l Iva da portare in detrazione che aumenta ulteriormente il risparmio di imposta.

Sentenze Favorevoli e giurisprudenza a favore

In passato sarebbe stato impensabile dedursi gli abiti da lavoro se non nel caso di abbigliamento tecnico richiesto da norme relative alla sicurezza del lavoro ma oggi una sentenza della CTP di Milano n. Sarà deducibile per un clown come potrà esserlo per un meccanico la tuta da lavoro solo per fare alcuni esempi.
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ugg scuffette Scarcerazione Salvatore Chierchia Torre Annunziata 26 luglio 2016

Era accusato di essere uno dei quattro narcos capaci di far arrivare droga sia dallOlanda che dalla Spagna utilizzando camion e poi di rivenderla allingrosso soprattutto in Puglia. Scarcerato Salvatore Chierchia, alias Polifemo, ritenuto vicino alla famiglia dei quaglia quaglia di Torre Annunziata. La decisione arrivata a due settimane dal suo arresto da parte del tribunale del Riesame di Napoli. I giudici partenopei hanno annullato lordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Napoli lo scorso 12 luglio ai danni del 42enne. Lindagine dei militari del Gico e del Goa della Guardia di finanza ipotizzava che la gang operava da diversi anni nel corso dei quali era riuscita a far entrare in Italia ingenti quantitativi di stupefacenti utilizzando mezzi gommati provvisti di autorizzazione regolare. Di solito la droga, cocaina in genere od anche altre sostanze, era caricata su camion che trasportavano o fiori o abbigliamento.

A capo dellorganizzazione, secondo gli investigatori, ci sarebbe stato Pinto che teneva i rapporti con i fornitori internazionali e si occupava anche dei pagamenti e di finanziare le partite di stupefacenti talvolta insieme a Chierchia. Unipotesi che al momento stata messa in discussione dal tribunale delle Libert che ha rimesso in libert il 42enne oplontino, difeso dagli avvocati Ciro Ottobre e Antonio Di Martino. Nel corso dellindagine vennero sequestrati 36 chili di cocaina con larresto di tre corrieri in flagranza di reato. Se fosse arrivata sul mercato la sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 10 milioni di euro. Lindagine venne condotta utilizzando sia intercettazioni telefoniche che pedinamenti oltre che scambio di informazioni con le altre forze dellordine internazionali.
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ugg verona Scanner per negativi

Ecco come costruire uno scanner per i vostri negativi da 120 e 35mm, semplicemente usando una scatola e un iPad! Digitalizza i tuoi scatti con meno di 10! iPad non incluso 😉

Scannerizzare i propri negativi è fondamentale sia per avere una copia digitale per condividere gli scatti online, sia perchè la stampa in molti laboratori low cost è un po limitativa dato che spesso le tonalità di colore vengono corrette automaticamente tramite software prima della stampa e non è possibile stampare mantenendo gli sprocket holes.

Scannerizzando i negativi invece possiamo mantenere una maggior fedeltà dei colori e mandare in stampa le foto (anche al lab) proprio come le vogliamo noi.

Il è: come scannerizzo i miei negativi?

L è quella di procurarsi uno scanner piano. Questi scanner sono dotati di una lampada all del coperchio per illuminare l su cui si appoggiano i negativi (inseriti tramite apposite in modo da poter essere scannerizzati.

Non è quindi possibile scannerizzare negativi con un normale scanner.

Esistono scanner piani non troppo costosi e che permettono di avere risultati più che soddisfacenti in termini di qualità di scansione.

Per scannerizzare sia pellicole da 135 che da 120, dicono che l v500 o il Canon 9000F siano un buoni attrezzi, ma il loro prezzo va dai 200 in su.

Se avete solo pellicole da 35mm, ho trovato degli Epson v330 o v370 anche a 70 90!
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Ma scordatevi gli sprocket holes, perchè la dimensione dell illuminata in questi scanner fa sì che gli sprocket holes vengano esclusi.

La strada di campagna è quella di costruire uno scanner fai da te. Ancora meglio se avete dei neon o delle lampade da poter inserire nella scatola)

2 lastre in vetro (dimensioni almeno 15 forbici / nastro isolante / nastro biadesivo / carta bianca / carta da forno

software di elaborazione di immagini (Photoshop o Gimp)

Ritagliate sulla scatola una delle dimensioni del frame che volete scannerizzare. Per il formato 120 la finestra deve essere almeno 6cm x 6cm ma consiglio di stare larghi, quindi direi anche 6,5

Se come sorgente luminosa usate un iPad, è sufficiente inserire l all scatola, con lo schermo rivolto verso la Prima però ricordatevi di impostare la luminosità dello schermo al massimo e aprire un completamente bianca.

Se invece come sorgente luminosa utilizzate una lampada, ritagliate un altro foro su uno dei lati della scatola adiacenti a quello dove avete ritagliato la ad esempio quello superiore, per potervi inserire la lampada. Evitate che la sorgente luminosa si trovi nel lato opposto di quello dove si trova finestra in modo da avere una luce più diffusa.

Se la scatola non è una scatola da scarpe, sigillate con il nastro adesivo tutti i lati della scatola (tranne quello utilizzato per inserire la sorgente luminosa).

Rivestite l della scatola con fogli di carta bianca in modo da riflettere il più possibile la luce.

Se la sorgente luminosa è troppo direzionale o è troppo vicino alla inserite della carta da forno all della scatola (tra la sorgente e la finestra) per diffondere la luce in maniera più uniforme,
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ma considerate che subirete una perdita di luminosità.

Serve per poter tenere ferme e far scorrere le pellicole durante le scansioni.

Ritagliate due strisce di cartoncino e incollatele con il nastro biadesivo sui lati opposti di una delle lastre di vetro. Queste strisce servono per tenere ferma la pellicola inserita tra le lastre e creare un leggero tra i due vetri. Incollate la seconda lastra sull (sempre con il biadesivo) in modo che le strisce di cartoncino si trovino tra le due lastre.

ugg roxy boots Scandalo e Vietnam per colpa della deputata improbabile

L’unico aspetto divertente nella morte della legge elettorale mai nata è che è caduta quasi per colpa del deputato più inutile e improbabile di tutta la legislatura, la bionda Michaela Biancofiore. Di essa non sono noti contributi di qualche rilievo alla legislazione nazionale, però aveva presentato un emendamento per sistemare in modo diverso i collegi della sua zona (Alto Adige). In commissione tutti avevano detto che quella roba era inutile e che l’emendamento Biancofiore andava rigettato in aula, insieme a molti altri, di analoga importanza. Un lavoro quasi di routine, prima di arrivare alle questioni vere.

Ma poiché il diavolo si nasconde nei dettagli questa volta è sbucato fuori proprio lì, e l’emendamento di Michaela, che doveva essere liquidato in quattro secondi, ha ottenuto invece l’approvazione.

Scandalo e mistero. Lo scandalo dura ancora adesso, il mistero invece si è dissolto in pochi secondi grazie a un meraviglioso errore tecnico. Il voto era segreto e in questo caso il tabellone della Camera colora tutte le caselle dei votanti di azzurro. Invece per qualche secondo il tabellone ha denunciato la situazione vera, come nel voto palese. Qualche macchia verde (approvazione) fra le fila del Pd e un bel macchione verde nei banchi dei 5 stelle. Tradimento.

Il relatore Pd della legge, a questo punto, perde la pazienza e dà il funebre annuncio: “La legge elettorale è morta”. E, aggiunge, dei 5 stelle non ci si può fidare. In sostanza, il “patto a 4” (Pd, Forza Italia, 5 stelle e Lega) non esiste più. Ognuno va per la sua strada. E non ci sarà una nuova legge elettorale. Impossibile capire che cosa può accadere.

Se questa è la fine della seconda Repubblica, va detto che finisce nel ridicolo e per colpa di un comico (Grillo) su una questione di nessuna importanza.

I maligni sostengono che i 5 stelle hanno tirato il loro siluro perché i deputati non vogliono andare a votare, contrariamente a quello che dicono. Molti di loro sanno che non entreranno nemmeno più in lista e quindi vogliono stare seduti su banchi del Parlamento fin che si può. Grillo li ha usati per fare il primo giro di giostra, ma adesso sente di essere vicino al governo (è matto) e vuole in lista gente un po’ più decente di quella massa di disoccupati e nullafacenti che lo ha accompagnato fino a ora. Il siluro, insomma,
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sarebbe stato una semplice mossa di autodifesa, ma anche di attacco: far capire a Grillo e a Casaleggio che loro, i deputati, non sono scarpe vecchie che si buttano via quando arriva nei negozi il nuovo modello. Probabilmente anche i voti degli altri “franchi tiratori” hanno la stessa motivazione: un fortissimo attaccamento alla propria poltrona.

Il tramonto della seconda Repubblica, e questo si sa, comporta anche il tramonto di almeno 200 250 deputati, che dovranno rimanere a casa a occuparsi delle loro famiglie. Una massa di disperati pronti alla guerriglia parlamentare a oltranza, pur di rimanere dove sono.

Non si può escludere, quindi, che nelle prossime settimane il Parlamento si trasformi davvero in una sorta di Vietnam, con imboscate di ogni genere, fino a renderlo quasi inservibile.

E’ per questo, forse, che è cominciata a girare un’ipotesi bizzarra: rapido decreto Gentiloni per sistemare le leggi elettorali esistenti e poi subito al voto per fuggire da un Parlamento che fra grillini disperati, bersaniani sull’orlo di una crisi di nervi, peones senza santi in paradiso, sta diventando sempre più simile a una corte dei miracoli, con gente che urla e che si strappa le vesti.

Voci vere, voci false? Non si sa. Anche perché tutti, in un modo o nell’altro, devono fare i conti con un mite, ma determinato,
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signore che sta sul colle più alto di tutti: Mattarella.

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Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.

Nell’approssimarsi della stagione estiva, capita sempre più di frequente, soprattutto in una città di mare come quella in cui vivo, di vedere persone, prevalentemente turisti, che circolano tranquillamente a piedi nudi.

Qualche giorno fa mi trovavo nella chiesa dove frequento solitamente e, data l’assenza del custode, sono stato incaricato dal rettore di vigilare gli accessi dei visitatori alla chiesa .

Ebbene, ad una tratto si è presentata una coppia di giovani turisti (italiani), vestiti in maniera più che decorosa, lo devo ammettere, solo che entrambi camminavano a piedi nudi e non avevano appresso neppure un paio di sandali.

Si sono diretti verso l’entrata della chiesa in maniera del tutto naturale, come se camminare scalzi fosse la cosa più naturale di questo mondo (e forse lo è pure sotto certi aspetti).

Preso alla sprovvista, e sentendo su di me un certo carico di responsabilità conferitami dal rettore, li ho bloccati dicendo loro che all’interno della chiesa avrebbero dovuto indossare almeno un paio di sandali.

Mi risposero che era la prima volta che qualcuno impediva loro di entrare scalzi in chiesa e che, con la bella stagione, partecipavano regolarmente alla Santa Messa a piedi nudi in ogni chiesa dove capitavano, compresa la loro Parrocchia.

Mi dissero di fare parte anche di una Associazione molto diffusa nella Chiesa Cattolica e di non aver mai avuto problemi di questo genere.

Se ne andarono un po’ contrariati e stupiti.

Il giorno dopo, stavo svolgendo il mio servizio liturgico sull’altare, come ministro straordinario dell’ Eucarestia, e ho notato un ragazzo, ai primi banchi, che partecipava alla Messa a piedi nudi.

Ovviamente non dissi nulla, anche perchè non era il momento di intervenire.

Al termine della cerimonia, in sacrestia, rivolsi al rettore la domanda sulla liceità di questo comportamento, e gli raccontai anche l’episodio del giorno prima.

Mi sentii rimproverare per aver impedito l’accesso ai due ragazzi che camminavano scalzi e che il giovane che partecipava scalzo alla Messa aveva tutto il diritto di farlo.

Prese a quel punto la Bibbia e mi lesse due brani : il primo dell’ Esodo (Esodo3,5) dove Iddio dice a Mosè :”Non avvicinarti qui; togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo santo. Il secondo tratto dal Vangelo di Luca (Luca 10,4) nel quale Gesù, quando manda i discepoli in missione dice loro :”. non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.” e aggiunse che camminare a piedi nudi dovrebbe essere l’emblema del “Testimone di Cristo che ha conferito sacralità non solo ad un luogo specifico, come nel caso di Mosè, bensì a tutta la terra.(ivi comprese le nostre chiese).

Alla mia obiezione sulla necessità di presentarsi in chiesa con un certo decoro, previsto anche da norme disciplinari, mi è stato risposto che non esiste una norma disciplinare che lo vieta e che il Cristo non solo ha conferito la massima dignità all’andare scalzi, ma che il decoro in chiesa riguarda l’abbigliamento, spesso troppo succinto (magliette scollate, gonne corte ) ma che nulla ha a che vedere con i piedi nudi.

Per lui risulta molto più scandaloso e offensivo presentarsi in chiesa carichi di gioielli e con abiti e pellicce molto costose.

La sua spiegazione,
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devo essere sincero, non mi ha convinto molto, forse perchè sono un po’ tradizionalista; ed è per questo che ho pensato di confrontarmi con voi per avere un vostro parere in merito a questa particolare questione.

Esiste oppure no una norma disciplinare che proibisca di accedere in chiesa e di partecipare alle funzioni stando a piedi nudi ? Può un rettore derogare ad una simile norma disciplinare (se esiste) ? Nel caso ricapitasse un episodio del genere a cosa dovrei fare riferimento : alla norma (ripeto sempre che effettivamente esista) o al volere del rettore ?

Grazie per la vostra attenzione.

Da buon tradizionalista quale sono, direi che anch’io mi sarei sentito a disagio come te in quella situazione. Tuttavia, non mi risulta che esista alcuna norma che impedisca di entrare in chiesa a piedi nudi, forse perché in realtà di solito si circola anche per le strade a piedi coperti, e per la Chiesa è naturale che si vada a Messa così come si viene dalla strada.

Sicuramente, la norma generale sul contegno nel vestiario dev’essere attualizzata a discrezione del rettore o del parroco di competenza, il quale dovrebbe quando interpellato fissare le norme per quel particolare luogo di culto. Concordo in buona parte col tuo rettore che chi entra ricolmo d’orpelli contrasta molto di più con quanto insegna la Bibbia (“Alla stessa maniera facciano le donne, con abiti decenti, adornandosi di pudore e riservatezza, non di trecce e ornamenti d’oro, di perle o di vesti sontuose, ma di opere buone, come conviene a donne che fanno professione di pietà”, 1 Timoteo 2:9). Fuori da molte chiese ho anche visto dei cartelli con divieti espliciti, per esempio di entrare con animali, cibi, bevande, pantaloncini o minigonne, maniche corte o décolté in bella vista, col semplice scopo di fissare norme più rigide ed universali.

Devo dire che in molte religioni non cristiane come l’ebraismo biblico, ma anche l’islam ed altre, il luogo sacro non dev’essere calpestato se non dai piedi nudi. Sicuramente si tratta di una misura legata a quella particolare sensibilità del sacro. Il primo passo riferito dal tuo rettore è indubbiamente un valido esempio. Diversamente, il secondo non c’entra molto, ma si riferisce solo alla povertà dei missionari, ed è quindi una norma non solo disgiunta dal contesto liturgico, ma soprattutto voluta da Gesù come richiamo dei ministri alla modestia di vita tant’è che neppure i francescani vanno rigorosamente in giro senza sandali!

Ritengo che quelle persone non facciano nulla di male, a meno che in cuor loro non seguano quella pratica per una visione distorta del cristianesimo animata da idee giudaizzanti o islamizzanti. Quindi, in assenza di eresia e non essendovi alcuna violazione del pudore pubblico, io li lascerei fare, tanto più che neppure il tuo rettore sembra vedere un problema particolare. Attendo da altri forumisti eventuali smentite sulle norme disciplinari della Chiesa!

Su’ vediamo di non cadere in un formalismo controproducente. Se si comincia a mettere norme che vietino di accedere scalzi bisognerà allora vietare allora anche le pratiche devozionali che spesso portano a seguire delle processioni in questo modo, oppure cosa si fa? si aspettano i fedeli scalzi all’ingresso della chiesa con delle ciabatte? E poi a questo punto si devono vietare i sandali ( anch’essi mostrano parte del piede ) con disappunto penso dei francescani 😉 E ancora se si accettano i sandali , vietare o meno lo smalto sulle unghie dei piedi?

Non imbarchiamoci in giochi talebanici, e badiamo solo che non vi sia ne scandalo ne malizia .

Io li avrei lasciati entrare, dicendo però che la volta successiva avrebbero dovuto indossare almeno un paio di sandali.

Come avevo scritto tempo addietro in un altro 3d, in una chiesetta in riva al mare (di cui quella calda domenica ero il “custode” incaricato) non me l’ero sentita di mandar via una ragazza che era poco più vestita che in costume da bagno, perchè avevo capito che provenendo da lontano, e non avendo altro con sè, aveva lasciato sulla spiaggia il suo gruppo di amici per venire a Messa, il che (anche semisvestita) mi era sembrato apprezzabile.

Da noi c’è ancora l’usanza (antica e ormai rarissima) della Messa scalza, ovvero un fedele fa un voto e quando ottiene la grazia, si toglie le scarpe prima di entrare in chiesa, ed assiste scalzo alla Santa Messa.
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