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La spesa familiare mensile dei marchigiani, secondo Cna e Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati Istat, scesa dai 2.522 euro del 2008 ai 2.434 euro dell successivo. Tra le famiglie del Centro Nord, solo i liguri spendono meno di noi (2.396 euro) mentre al Sud i consumi scendono drasticamente e non superano i 2 mila euro mensili in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

LA CRISI CAMBIA LA SPESA DELLE FAMIGLIE MARCHIGIANE MENO ACQUISTI DI CIBI E BEVANDE. IN AUMENTO IL BUDGET PER LA CASA

Picciaiola e Fortuna: rilanciare i consumi e far ripartire la spesa occorre ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori spostandola sulle transazioni e sulle rendite finanziarie Spendono meno le famiglie marchigiane. In media tra il 2008 e il 2009 hanno euro al mese, tirando la cinghia negli acquisti di alimentari e bevande e riducendo le uscite per i trasporti, le spese mediche e l Resta invece invariato il budget dedicato a sigari e sigarette, all e al tempo libero mentre aumenta la spesa per l (+2 per cento), l elettrica, i combustibili e la comunicazione (Internet e telefonia). Complessivamente la spesa familiare mensile dei marchigiani scesa dai 2.522 euro del 2008 ai 2.434 euro dell successivo. Tra le famiglie del Centro Nord, solo i liguri spendono meno di noi (2.396 euro) mentre al Sud i consumi scendono drasticamente e non superano i 2 mila euro mensili in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria,
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Sicilia e Sardegna. Il tenore di vita pi alto si ha in Lombardia dove le famiglie possono permettersi di spendere 2.918 euro al mese, seguiti dai veneti con 2.857 euro e dalle famiglie dell Romagna con 2.799 euro di spesa media mensile. rilanciare i consumi e far ripartire la spesa i presidenti della Confartigianato Marche Salvatore Fortuna e della Cna Marche Renato Picciaiola ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori spostandola sulle transazioni e sulle rendite finanziarie in modo da rilanciare la competitivit del sistema produttivo e consentire un incremento dell e buste paga pi generose per i dipendenti. L situazione di incertezza e la crescita di cassa integrazione e disoccupazione preoccupano le famiglie che cercano di risparmiare riducendo sia gli acquisti dei generi alimentari sia le altre spese All di alimentari e bevande i marchigiani riservano il 19,8 per cento della spesa mensile, per complessivi 482 euro mentre i rimanenti 1.952 euro se ne vanno in altre spese, soprattutto per l (660 euro pari al 27,1 per cento). Per spostarsi i marchigiani il 13,3 del reddito. Nel pagamento delle bollette se ne va il 6,1 per cento del budget familiare (+0,8 per cento rispetto all precedente). Pi o meno la stessa cifra destinata alle bollette se ne va in vestiti e scarpe ai quali i marchigiani destinano 148 euro. Poco meno quelli riservati all di arredi per la casa (122 euro). Medicine, esami e visite mediche ci portano via 87 euro ogni mese con un risparmio di 2,4 euro rispetto all precedente mentre per il tempo libero e la cultura spendiamo la stessa cifra del 2008, pari a 109 euro. Il vizio del fumo ci porta via 22 euro di spesa media mensile ma per i fumatori il costo decisamente pi alto, visto che i tabagisti sono una minoranza dei marchigiani. Infine, la nostra sete d viene soddisfatta con un investimento mensile inferiore ai 20 euro. La crisi ha cambiato anche il modo di fare la spesa dei marchigiani. Una famiglia su tre ha ridotto la quantit o la qualit dei prodotti alimentari acquistati. Ma solo il 15 per cento ha dichiarato di aver scelto prodotti di qualit inferiore mentre gli altri hanno preferito ridurre la quantit della merce da infilare nella borsa della spesa, senza rinunciare alla qualit Con riferimento ai diversi prodotti, abbiamo comprato meno carne, pane e pasta mentre resta invariato il consumo di frutta e verdura,pesce e latticini. In ogni caso la maggior parte della spesa alimentare (circa il 25 per cento) se ne va ancora in bistecche,
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fettine ed altri tipi di carne