ugg lynnea boot La notte di Capodanno tra riti e tradizioni

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Come abbiamo già accennato dobbiamo l’attuale fine nell’anno a Giulio Cesare, che con il “Calendario Giuliano” stabilì che l’anno nuovo iniziava il primo gennaio. La ricorrenza si manifestava sempre con un rito, per esempio il solstizio d’inverno o capodanno solstiziale, immaginato come una morte e una rinascita del Sole.

Il Capodanno è sostanzialmente una festa di inaugurazione e, nelle sue manifestazioni, risponde al desiderio di porre una netta divisione tra il passato, non sempre lieto, e l’avvenire che si augura migliore. Di qui i numerosi riti utilizzati per inaugurare un nuovo ciclo.

Ogni paese ha il suo. In India si festeggia fuori casa per le strade, in Spagna si mangiano 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte, in Giappone si beve il saké e si ascoltano i 108 colpi di gong per il conto alla rovescia, in Russia si usa aprire la porta al dodicesimo rintocco della mezzanotte per far entrare l’anno nuovo, mentre in alcuni paesi dell’America Latina ci si purifica bruciando dei manichini di cartapesta.

Qui da noi non siamo privi di riti scaramantici e propiziatori come l’intimo rosso per lui e lei, indossato dagli antichi romani come simbolo di sangue e guerra per allontanare la paura e divenuto in seguito un porta fortuna per il nuovo anno, spiritoso per alcuni, hot per altri.

A tavola melograni uva e lenticchie cotechino portano fortuna e denaro, mentre i fuochi d’artificio, quando non stroncano vite, purificano da spiriti maligni e da ogni contrarietà oltre ad essere un modo spettacolare di salutare il nuovo anno.

A mezzanotte il bacio sotto al vischio con la persona amata porta amore per tutto l’anno, mentre il motto “Quello che si fa a Capodanno si fa tutto l’anno” vale per tutto il resto, fate voi

Tra le usanze a sostegno della volontà e del desiderio di cambiamento, c’era quella di lanciare dalla finestra oggetti vecchi e rotti, per propiziare l’arrivo di novità e cose belle. Memorabile la scena di Fantozzi che butta dalla finestra una lavatrice che purtroppo atterra sulla sua auto parcheggiata sotto casa.

Per fortuna tradizioni come queste sono quasi del tutto sparite, almeno nelle città, ma continuano a tramandarsi in modo puramente metaforico. Io che mi affeziono alle cose vecchie e imperfette ne terrò molte, ma butterò via il superfluo inconsistente, gli amici indegni e un paio di brutte e pigre abitudini
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