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F per sentirli condannare in solido per il rispettivo titolo al risarcimento dei danni patiti dall in occasione di una gita scolastica, da quantificarsi in corso di causa con il limite del massimale di centoventicinque milioni di lire per la sola compagnia assicuratrice.

A fondamento della pretesa narrava che in data 16 3 1998, aveva partecipato ad un viaggio a Firenze organizzato dalla scuola ed era stata alloggiata in una camera dell (omissis) che affacciava su un lastrico solare, ad un di quindici metri dal suolo, privo di parapetto o altre protezioni. Aggiungeva che dopo cena raggiunta in camera da un compagno di classe, L avevano fumato insieme sulla predetta terrazza una sigaretta di marijuana fornita dal Tirelli. Esponeva ancora che, rimasta sola in camera, era uscita sul lastrico solare, scavalcando il basso parapetto del balconcino, ed era caduta sul piano di calpestio sottostante riportando lesioni totalmente invalidanti. Individuava il titolo di responsabilit della pubblica amministrazione per aver omesso qualsiasi controllo sull della sistemazione alberghiera e sul comportamento degli allievi tutti minorenni; del gestore dell per aver mantenuto una situazione di pericolo connotata dalla facilit di accesso al lastrico solare privo di protezioni o di avvisi di pericolo e per aver colposamente ritardato la richiesta d di soccorso pubblico; della compagnia assicuratrice in forza di polizza stipulata a copertura del rischio di ciascun partecipante alla gita scolastica.

Tutti i convenuti si costituivano regolarmente chiedendo il rigetto della domanda nei loro confronti. In particolare l scolastica, eccepita preliminarmente l territoriale del Tribunale adito, negava una possibilit di vigilanza nei confronti di un minore prossimo alla maggiore et che si era intenzionalmente sottratto a qualsiasi controllo per tenere comportamenti illeciti. In via tuzioristica chiedeva la chiamata in causa della compagnia assicuratrice (D Assicurazioni) con la quale l scolastico aveva stipulato una polizza per la copertura del rischio di responsabilit civile. F Assicurazione chiedendone la manleva in forza di polizza stipulata dalla Regione FVG in favore del Ministero. B contestava qualsiasi pericolosit dei luoghi, addebitando l al comportamento colposo della vittima, la quale dopo aver scavalcato il parapetto del balcone, si era messa a passeggiare sul bordo del lastrico solare che non era destinato al calpestio, ma alla sola copertura delle autorimesse sottostanti. E) con la quale aveva stipulato una polizza a copertura del rischio per la responsabilit civile verso terzi. I coniugi H e I escludevano qualsiasi inadempimento genitoriale, evidenziando in ogni caso l di causa fra la caduta dalla terrazza e l consumo di sostanze stupefacenti, la cui cessione era stata addebitata al proprio figlio ormai maggiorenne. E contestava l alla manleva, mentre entrambe eccepivano il limite del massimale.

Con atto di citazione notificato in data 19 4 2002 l riassumeva il giudizio nei confronti di tutte le parti costituite dinanzi al Tribunale di Trieste territorialmente competente. I convenuti ed i chiamati in causa si costituivano riproponendo le rispettive tesi in fatto e in diritto.

La causa, istruita con escussione di testi e produzione documentale delle parti, era trattenuta per la decisione sulle conclusioni rassegnate dalle parti all di data 25 11 2004.

Il primo giudice ricostruiva la dinamica del fatto nei seguenti termini La sera del 16 marzo 1998, A, nata (omissis), di et compresa tra i sedici e i diciassette anni, frequentante la classe (omissis), si trova al primo giorno del viaggio di istruzione (omissis) con gli insegnanti (omissis) come accompagnatori; alloggia presso l (omissis) di propriet della B spa; la sua camera n.

E solo dopo un po di tempo (vds le precise dichiarazioni ancora di M in proposito) (omissis) era risalita nella camera di A (chiedendo le chiavi a omissis che era nella hall) per controllarne lo stato e in quel momento non l pi trovata in stanza.

Che A fosse sola convincimento maturato anche dall R che avrebbe sentito nell tutti i ragazzi cercando di ricostruire la serata.

A, in pigiama con le scarpe da ginnastica, esce nel terrazzino, scavalca il parapetto del poggiolo, percorre il lastrico solare, procedendo per alcuni metri fino a raggiungere la parte del lastrico che si affaccia sulla rampa transitabile da veicoli, posta al di sotto del livello del parcheggio dell questa rampa viene trovata, dopo un volo di quasi 12 metri,
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riversa a terra, dai compagni, accorsi immediatamente, perch uno di loro (P) l vista cadere; e P, che avverte personalmente i ragazzi della stanza (omissis) (vds teste N) dichiara di essere corso insieme a L, che lo aveva sentito urlare e stava salendo le scale, nel punto della caduta e di essere poi rientrato mentre L rimaneva presso A (dove lo trova N) per chiamare soccorsi.

Il momento della caduta certamente si colloca intorno alle 23.30:

perch P dichiara di essere stato in camera (dov salito verso le 22.30, incrociando peraltro A, che risaliva dalla hall) gi da un quando si accorge del corpo che cade; perch M racconta che A era rimasta un po gi nella hall (e questo dopo la cena, le telefonate e le rispettive docce) prima di salire dove l poco dopo raggiunta omissis trovandola gi in pigiama, e queste stesse erano salite di nuovo, pi tardi, quindi oltre le 23.00 dopo essere tornate dalla loro passeggiata all per vedere come stesse;

ma soprattutto perch A viene accettata al pronto soccorso alle 0.15, dopo 30 40 minuti di soccorsi prestati sul posto (ricordati dal prof. R e confermati dal medico di guardia e compatibili con la natura delle lesioni riportate), soccorsi giunti, per unanime voce di tutti i testi poco dopo la caduta.

A seguito della caduta A riporta gravissime lesioni: viene accettata all (omissis) alle ore 00.15 del 17 marzo 1998 (vds relazione di degenza e cartella clinica) e, per i traumi riportati al cranio, al torace, al bacino, entra in coma:

l con il medico del 118 a bordo giunge pochi minuti dopo la caduta, e dopo l giunge la Polizia che svolge sin da quella sera indagini interrogando alcuni degli studenti ed eseguendo un sopralluogo della stanza e dell frattempo A viene ricoverata al reparto di rianimazione dell (omissis), dal quale viene dimessa il 16 aprile 1998 per essere trasferita a (omissis), quindi presso l (omissis) da cui viene dimessa il 24 dicembre 1998 con esiti di T. C. E. con residua emiparesi spastica a destra e atassia del tronco e degli arti di sinistra diplopia e disfonia esiti di frattura della branca ileo ed ischio pubica e della ala iliaca di sinistra sottolineato che secondo la certificazione del medico (omissis) (doc. 26 attoreo) l corporea non evidenziava tracce di atti violenti attribuibili a terzi gli orifizi esterni apparivano indenni. test di gravidanza e tossicologici per droghe psicoeccitanti su campioni biologici prelevati all sono risultati negativi>>. F Assicurazioni nella polizza stipulata in favore di ciascun partecipante alla gita scolastica e respingendo le eccezioni svolte dalla convenuta.

Cos argomentava sul rigetto dell di responsabilit nei confronti degli altri convenuti ancora di interesse in questo grado: C) B spa.

La B spa stata convenuta in giudizio, quale societ proprietaria dell (omissis) in cui alloggiava la scolaresca, in quanto responsabile perch il balcone aveva un parapetto di altezza inferiore a quella minima prevista dalle norme vigenti e si affacciava su un lastrico solare privo di protezione; nonch per non aver chiamato immediatamente i soccorsi nonostante l dato subito da uno degli studenti.

Va qui invero sottolineato che A non dal balcone (ipotesi che avrebbe certo imposto un accertamento delle sua esatta condizione e struttura, nonostante la licenza di abitabilit e uso dell complesso immobiliare dimessa dalla Convenuta abbia certificato la sua conformit alle norme dei vigenti regolamenti dd 24 luglio 1975), ma lo ha volontariamente scavalcato, per cui se anche fosse stato alto un metro, non avrebbe impedito alla minore (peraltro quasi maggiorenne, e quindi in grado di comprendere la funzione degli spazi in cui si muove e della strutture idonee a costituire uno sbarramento) di scavalcarlo, onde raggiungere una zona, il lastrico solare, manifestamente non destinata al calpestio,
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e perci priva di parapetti o di segnali di pericolo.