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nelle ore successive al risultato elettorale domandavo a me stesso chi sarebbe stato il primo ad esternare, come nella migliore (o peggiore) tradizione, interpretando .Tra le ipotesi che circolano in queste ore si parla anche di un Governo di minoranza. Tale ipotesi sussiste quando un solo partito/coalizione riesce a governare anche se ha solo.Scrive Luciano Lunghi:Ripartire da proposte socialisteCaro Mauro,è da tempo che non mi faccio più sentire sull’Avanti. Ma ora non c’è la faccio a tacere (visto i risultati di un andazzo) !Il sottoscritto ha constatato .Scrive Daniele Leoni:L e le Australian Open 2018 molto avvincenti, ma caratterizzati dall’enorme caldo: trenta gradi in notturna, verso le ore 20 21. Inutile dire che le alte temperature hanno minato la tenuta fisica dei giocatori. stato lo stesso Roger Federer a spiegarlo, scherzandoci su durante una delle sue tante interviste esilaranti e curiose rilasciate a fine match a Jim Courier : “quando sono arrivato in albergo mi hanno detto che i tennisti avevano richiesto di accendere l’aria condizionata per il caldo immenso, mi sono messo a ridere e non potevo crederci; ora devo dire che avevano ragione (lo abbiano visto, infatti, sudare e non solo per la tensione, lui che di solito non ha di questi problemi)”.E proprio l’elvetico è stato uno dei due finalisti a Melbourne, affrontando Marin Cilic. Una finale strepitosa che si è conclusa con il sesto titolo vinto dallo svizzero qui agli Australian Open, che così dovrà aggiornare il numero dei titoli vinti in questo Grand Slam appunto, da 5 a 6, ben visibili sulle sue scarpe. Aveva giocato in maniera strepitosa fino a quel momento, senza regalare un set e avvalendosi del ritiro per vesciche del coreano Chung; “mi dispiace molto che Chung non abbia potuto giocare la partita sino all’ultimo come ha fatto sinora mostrando un ottimo livello di tennis; ma è capitato anche a me e quando hai le vesciche è meglio fermarsi prima che sia troppo tardi invece di proseguire”, aveva commentato Federer. Inutile evidenziare il tifo strepitoso che aveva per lui sugli spalti. Del resto, poi, Chung non era un avversario semplice né facile, anche se Roger stava dominando per 6/1 5/2. Al quarto turno, infatti, Chung aveva eliminato Novak Djokovic per 7/6(4) 7/5 7/6(3), giocando splendidamente, senza che Nole potesse fare nulla: è riuscito tutto al suo avversario, che ha messo in campo colpi profondi, violenti, precisi, anche nelle discese a rete, gli ha tolto completamente il ritmo anticipandolo con accelerate improvvise (soprattutto di dritto in lungolinea). Tanto di cappello. Altrettanto splendidamente Federer aveva giocato ai quarti contro Berdych (che aveva eliminato il nostro Fabio Fognini per 6/1 6/4 6/4 al quarto turno): un match vinto per 7/6(1) 6/3 6/4, prendendo sempre più campo e con il ceco che nel primo set conduceva avanti 3 1. Ha rigirato completamente la partita, rimontando per poi andare a dominare con colpi di livello eccezionale. Arrivava dunque abbastanza riposato alla finale, che è stata anch’essa molto altalenante. L’ha definita una vittoria memorabile, conclusa tra le lacrime di gioia per quella che è stata “la conclusione di una favola, un sogno che si realizza”, grato e riconoscente al pubblico per il supporto, che è ciò che lo sprona e lo fa proseguire (a 36 anni e mezzo) a mettersi ancora in gioco sui campi da tennis, aspirando alla conquista di primati che sono spettati a pochi. Rod Laver sugli spalti, il primo ad essere entusiasta (nel femminile invece presente Mary J. King). E lo possiamo capire bene, poiché è stata una partita molto lottata. Tra l’altro Cilic veniva da buoni risultati. A partire dai quarti, dove è stato protagonista dello scontro con Nadal (match interrotto sul 6/3 3/6 7/6 2/6 0 2 per il croato), con lo spagnolo costretto al ritiro per una lesione all’anca (come ha rivelato poi una risonanza). Cilic veniva da un match durissimo contro Carreno Busta (terminato con il punteggio di 6/7 6/3 7/6 7/6). Poi in semifinale ha completamente dominato l’inglese Edmund, che si è reso protagonista di un penalty point per regolamento antisportivo sanzionato con provvedimento di un quindici concesso a vantaggio dell’avversario. Edmund molto nervoso, perché non riusciva a trovare il bandolo della matassa della partita evidentemente (conclusasi in tre set netti per 6/2 7/6 6/2), che tra l’altro aveva eliminato in precedenza Dimitrov per 6/4 3/6 6/3 6/4 e prima ancora l’azzurro Seppi in quattro set, con il punteggio di 6/7(4) 7/5 6/2 6/3.La finale maschile. Ma veniamo alla finale maschile tra questi due giocatori che hanno assolutamente convinto. Il risultato finale di una dura battaglia durata tre ore circa è stato: 6 2, 6 7 (5), 6 3, 3 6, 6 1 a favore della testa di serie n. 2, che conquista il suo ventesimo Grand Slam, a scapito della n. 6 del tabellone. Solo una tempra ferrea come la sua poteva riuscire nell’impresa. Non facile gestire tutte le pressioni e i momenti di discordante tensione, tra l’euforia di essere a un passo dalla gloria e un istante dopo il rischio di dover ricominciare tutto daccapo e recuperare il punteggio con il vantaggio annullato dall’avversario. Si va al quinto set. Federer vince il primo per 6/2 dopo essere andato subito avanti per 4 0. Nel secondo, sciupata l’occasione di salire nuovamente avanti di un break sul 2 0, non riesce a dominare così bene Cilic, che entra sempre più in partita (con coraggio, prendendo più rischi e spingendo più sui colpi, mettendo più in difficoltà Roger): si giunge così al tie break, che vince meritatamente Cilic, premiato negli sforzi (anche attaccando continuamente l’avversario) che conquista i punti decisivi; ma poi Federer riprende possesso delle redini del gioco. Strappando il break decisivo al sesto gioco del terzo set, chiude questo parziale per 6/3 (portandosi avanti di due set a uno). Sembra partita chiusa con lo svizzero che, nel quarto, rischia di andare avanti 2 0 e poi 3 1, ma nulla, non realizza i vantaggi e così Cilic restituisce il 6/3 (stavolta a suo favore). Cilic sembra rientrato definitivamente in partita, con un Federer un po’ in calo e che inizia ad accusare la stanchezza. Invece, clamorosamente, conquista due break (il primo subito sul 3 0) e chiude in volata finale per 6/1 (forse un punteggio un po’ troppo duro e non meritato da un croato generoso).La finale femminile. Non meno emozionante e significativa la finale femminile tra Caroline Wozniacki e Simona Halep. La danese conquista il suo primo Grand Slam e diventa la nuova numero uno. Anche la rumena inseguiva questo traguardo, ma fallisce. Amareggiata, ma non può rimproverarsi nulla. La Wozniacki ha giocato davvero bene, anche se ha tremato un attimo; ma l’emozione è tanta quando sfiori il sapore di una vittoria importante, che per lei ritorna dopo sei anni. La ex numero uno, infatti, aveva disputato due finali qui a Melbourne, entrambe perse (la prima contro la Clijsters nel 2009 e l’altra contro Serena Williams nel 2014). Quasi coetanee (27 anni Caroline, 26 Simona) danno tutto in campo. Matts Wilander aveva anticipato che forse avrebbe vinto la danese che vedeva favorita; ma di certo tutti erano consapevoli che avrebbe trionfato chi fosse riuscita a dominare meglio le emozioni. E, a fine match, è stata Mary J. King a sottolineare lo splendido exploit nella performance di Caroline (che ha giocato a livelli strabilianti) e la generosità di Simona (che non ha mai mollato). Prima è stata la rumena a chiedere il medical timeout (forse per problemi di pressione), poi è stata la volta della danese. Come nella finale maschile, si è giocato circa tre ore, si è andati all’ultimo e decisivo set (il terzo nel femminile) e si è conclusa la premiazione con la vincitrice in lacrime di gioia e commozione. Una soddisfazione immane per lei poter sollevare finalmente quella coppa, che ha voluto condividere con il pubblico, con gli organizzatori e dedicare al padre Piotr (che ha sempre creduto in lei) e al fidanzato sugli spalti David Lee (ex stella Nba), che con la sua presenza le ha dato la serenità e la tranquillità che le hanno permesso di recuperare la lucidità tattica e di gioco. Tuttavia, soprattutto la vincitrice ha voluto mostrare solidarietà alla finalista, complimentandosi per l’ottimo che ha fatto con il suo staff: lei ci è già passata (ben due volte) e sa cosa vuol dire perdere una finale dello Slam qui in Australia. Inoltre non è stato un torneo facile per la rumena, che al primo turno ha avuto un infortunio alla caviglia, poi ha dovuto annullare un match point al secondo e ha vinto in tre set su Angelique Kerber. Sicuramente del tabellone femminile resterà anche il ritorno della tedesca, che ha giocato in modo convincente e sembra davvero in forma.7 6 (2) 3 6 6 4, il punteggio conclusivo della finale, che ha visto la danese giocare meglio nel primo set (sebbene in equilibrio e lottato sino al tie break: la danese è avanti 3 0 e potrebbe allungare sul 4 0, ma si ritroverà sul 3 3). Lei è più vincente con il rovescio, mentre è il dritto lungolinea della Halep a metterla più in difficoltà. Nel secondo la situazione è diametralmente opposta ed è lei a subire un punteggio sul 3 1 per la rumena, che entra sempre più in gioco, messa in palla da scambi più lunghi da fondo (poiché Caroline ha perso un po’ in potenza, forse per stanchezza o forse per paura di vincere); poi, quando sul 5 3 Simona fa il break decisivo e conquista il secondo set, allungando il match al terzo, lei ritroverà il coraggio e la tenacia necessari per un terzo set molto lottato e combattuto, con una continua alternanza di break e contro break, fino a quando non riesce a conquistare il break fondamentale per il 6/4 conclusivo, con un errore di rovescio a rete della Halep, molto amareggiata e affranta, ma anche molto sportiva (come del resto l’altra): le due non sono amiche, ma hanno dimostrato di rispettarsi molto, consapevoli di essere loro adesso le nuove protagoniste della scena del tennis femminile mondiale. Con Angelique Kerber che insegue, anche avvantaggiata dal calo della Pliskova.
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La Foxconn, il primo produttore mondiale di elettronica con grandi contratti aziendali è stata visitata dal giornalista e fotografo francese Jordan Pouille, il quale ha riportato le condizioni lavorative della fabbrica, sulla scia di una serie di problemi sollevati dagli impegati.

L Touch, l e l passano attraverso le linee di produzione di questo gigante della fabbricazione e, purtroppo, la descrizione di Pouille dellaFoxconn è dura ed inquietante.

Il giornalista racconta la storia di giovani lavoratori cinesi, adolescenti e ventenni, che si sono trasferiti da zone agricole e rurali della Cina, e che sopportano turni di 13 ore, con un numero minimo di interruzioni (10 minuti ogni 2 ore) lavorando 6 giorni alla settimana o spesso 7 giorni su 7, quando la richiesta è al picco.

I giovani vivono in dormitori nel campus Foxconn, fino a otto o nove persone per stanza provenienti da diverse città d con turni di lavoro diversi. Anche i diversi lavori all dello stabilimento, rendendo la situazione di vita molto sfavorevole ai rapporti interpersonali.

Pouille non sa darsi delle risposte a queste condizioni disumane di vita, presenti in diversi impianti di produzione cinese, ma è sicuramente interessante sapere cosa si cela dietro la produzione dei nostri amati dispositivi super tecnologici.

Ho vissuto 6 anni in Cina e tutt ci vado per lavoro molto spesso, in mezzo le fabbriche.

Le foto, i reportage, sono indiscutibili e nessuno dice che le condizioni lavorative Cinesi siano perfette, o buone.

E pero vero che in Foxconn i dipendenti ricevono uno stipendio che e almeno il 50% piu alto della media degli altri operai in Cina.

Le fabbriche Foxconn hanno davvero di tutto all (cinema, piscine, centri sportivi per facilitare la permanenza di chi decide di lavorare in queste aziende.

I turni di lavoro sono di 8 ore. Tutto cio che va oltre, e completamente volontario e viene retribuito come straordinario.

Non parlo cosi per mettermi l in pace quando compro Apple (o Samsung, o LG tanto sono tutti clienti Foxconn). Lo sappiamo bene che la Cina e competitiva perche e meno sviluppata dell (sotto alcuni aspetti). A parte questo, mi sento di dire che e svilente e ingiusto leggere articoli di questo tipo che NON sono minimamente contestualizzati, e se posso aggiungere, pure ipocriti.

Sono un lettore di iPadevice / iSpazio da tanto tempo, continuo a seguirvi con piacere, ma, per piacere, occupatevi di gadgets e di elettronica.

Se volete fare del giornalismo d fatelo come si deve, non con la storia strappalacrime sotto Natale.

Non quoto per niente che non si debba parlare di quello che c e dietro al business tecnologico. E giusto che anche una rivista online come questa ne parli, anche se a modo suo. Importante e sensibilizzare i lettori che non per questo poi non possono apprezzare da un punto di vista tecnologico il proprio IPAD o altro. Per quello sopra che ha vissuto 6 anni in Cina Non sono d . Nulla giustifica l della debolezza di certe classi sociali con l illusione di una vita lavorativa ( piscina, cinema ecc.) che niente ha che fare con una dignitosa vita umana ,
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dove il lavoro e importante ma non e la piu importante delle fonti del nostro vivere.

Questo vale per ogni azienda che porta anche al suicidio (come nel caso APPPLE, NOKIA, ecc) dei lavoratori e poi dice che all della azienda non ci sono costrizioni e che tutti vivono nel paese delle meraviglie.

Sia APPLE che NOKIA sono poi intervenute per limitare l dei suicidi in queste aziende ( a causa delle condizioni di lavoro) promettendo alle stesse di aumentare i loro margini sensibilizzandole a una maggiore attenzione.

Ma questo ci fa capire che la continua corsa alla competitività , anche se purtroppo inarrestabile , diminuisce i prezzi di acquisto, ma in maniera esponenziale diminuisce la qualità della vita nel senso più grande e veritiero .

Innanzitutto vorrei dire che sono molto contento del fatto che finalmente si possa parlare in maniera civile, senza insulti, pur mantenendo le proprie opinioni, quindi un plauso ad iSpazio/iPadevice e agli utenti che mi sembra stiano maturando assieme ai siti, davvero complimenti.

Riguardo quello che hai scritto, Gio, io non ho detto che bisogna approfittarsi della debolezza di certe classi sociali (cosa che in Italia, Francia, Germania ecc. comunque avviene). Dico soltanto che la situazione della Foxconn non e davvero esplicativa della realta Cinese, specialmente presentata in un articolo del genere.

Riguardo i suicidi, se hai seguito le vicende, sai bene che succedono perche questi ragazzi VOLONTARIAMENTE accettano di lavorare per ditte che li paga tanto, ma psicologicamente non sono preparati ad affrontare il salto dalle zone rurali a quelle industrializzate.

Il lavoro da 8 o 10 ore, in Cina e una cosa di una naturalezza esagerata. Anzi, quando vengono in Italia si chiedono perche ci lamentiamo sempre che l in Italia va male ma i negozi sono sempre chiusi quando la gente smette di lavorare (dopo le 7.30pm ad esempio) e i commercianti sono cosi indisponenti? Parlo per esperienza.

Sensibilizzare: concordo, ma su cosa? Il 95% dei prodotti che abbiamo in mano e fatto in Asia. Le scarpe, i vestiti, i piatti, i cibi, le auto, i gadgets vari per un mese il Made in Italy soltanto, poi mi dici se ti senti Italiano o Cinese.

Ti garantisco che il potere d di uno stipendio in Cina e paragonabile (se non maggiore) ad uno Italiano.

Infine, non siamo stati noi Italiani la fabbrica a basso costo degli Americani, dei Tedeschi e degli Olandesi per tanti anni? Di nuovo, non voglio giustificare solo dire che certi cicli economici sono uguali dappertutto e si ripetono.

Vedrai tra 10 anni dove sono i Cinesi e dove siamo noi. Prepariamoci.

Siamo macchine da produzione Per quanto riguarda FoxConn, sono almeno quattro i lavoratori deceduti per la contaminazione con l e le lamentele tra gli operai per le condizioni in fabbrica e le pressioni psicologiche sono all del giorno. addestrati per diventare macchine da produzione dichiara una dipendente al blog Shangaiist e veniamo trattati senza rispetto. I rimproveri sono la norma e la nostra autostima è a zero Intanto l dichiara di non aver alcun intento persecutorio nei confronti dei dipendenti. Anche perché l di suicidi potrebbe incidere sull aziendale e forse anche allontanare preziosi committenti. Liu Kan, manager di FoxConn, ha dichiarato prima dell suicidio: livello di azienda, non possiamo averla a male con i nostri dipendenti sul piano personale. E al momento,
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non so proprio quale sarà la causa del prossimo suicidio credo che la scelta del suicidio sia volontaria da queste dichiarazioni sembrerebbe più indotta E il signor Liu Kan dovrebbe riflettere di più ne e capace.

ugg su zalando Il Presepe Vivente a Matera

Da ieri 27 e fino al 30 dicembre, a Matera, circa 150 figuranti danno vita al Presepe d nei Sassi ideato dal Presidente delle Pro Loco d Claudio Nardocci, e a cura dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.

Considerato il record dell’anno scorso, si è deciso di permettere l’accesso al Presepe Vivente solo su prenotazione obbligatoria presso Matera Convention Bureau, per un numero massimo di visitatori giornalieri di 4.000 persone. Parte degli incassi sarà devoluta a come stabilito dopo l con la SIAE.

Gli eventi, in programma durante le festività natalizie, sono partiti l’8 dicembre scorso e terminano l’8 gennaio e consistono in numerose manifestazioni artistiche e musicali che animano la città, così come ampiamente pubblicizzate dalle testate giornalistiche e dalla rubrica Viaggiare di RAI2

La visita si estende lungo un percorso molto suggestivo che parte da Piazza San Pietro Caveoso, dove due soldati annunciano l per proseguire lungo Vico Solitario, il Rione Malve e il Rione Casalnuovo. Si consiglia l’uso di abbigliamento e scarpe comodi in quanto il percorso, con a tratti anche scale, è alquanto impegnativo.

Contestualmente, nelle piazze del centro storico di Matera sono stati allestiti i gazebo dei Mercatini di Natale che propongono prodotti enogastronomici e manufatti di artigiano locale. In via Ridola e nelle centrali piazze Vittorio Veneto e San Francesco si terranno gratuitamente concerti musicali, musiche medievali in costumi tradizionali, canti di natale fino alle ore 20.00. Nell di Piazza San Francesco d’Assisi dalle ore 16.00 è possibile visitare,
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sempre gratuitamente, la mostra dei presepi.

Infine, dal 6 all gennaio 2012, è stato istituito uno spazio al Villaggio Globale del Bambino, con laboratori artigiani, attività ludiche e di animazione, baby dance, orienteering, cori, bande musicali, premiazioni e arrivo della Befana.

Foto, link utili, scuole, farmacie, etimologia, codice catastale,
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dati climaAmministrazione Comunale.

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La Sissa di Trieste spegne 40 candeline

La Sissa di Trieste, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, uno dei 6 istituti di eccellenza riconosciuti dal Miur,
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ha festeggiato oggi i suoi primi 40 anni: era il 6 marzo 1978 quando per decreto del Presidente della Repubblica veniva istituito un ulteriore tassello del cosiddetto Sistema Trieste, immaginato dal fisico triestino Paolo Budinich che nel ’64, in piena guerra fredda,
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aveva fondato insieme al pakistano Abdus Salam l’Ictp. Nasceva allora la prima scuola dottorale in Italia, sul modello della Normale di Pisa che Budinich aveva frequentato e con lo stesso decreto germogliavano Area Science Park, Collegio del Mondo Unito e Scuola per interpreti e traduttori. (Fotogallery di Andrea Lasorte) L’articolo

Una società da ricostruire e una salvezza da conquistare attraverso i valori cristiani,
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con poche regole e soprattutto molta pratica quotidiana. A crederci sono i Testimoni di Geova, il movimento cristiano armato di Bibbia e dotato della massima fede anche nei crismi dell’organizzazione, sceso in campo a Trieste per l’Assemblea di Circoscrizione,
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una sorta di raduno regionale che ha riunito al PalaRubini oltre 1600 fedeli, provenienti dalla provincia, dall’Isontino e da parte del Friuli Orientale. Molte donne,
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tanti bambini, diverse etnie. (Foto di Andrea Lasorte)

sconti ugg IL PENSIERO NASCE DAL DUBBIO

Possiamo ricapitolare col dire che l’origine del pensiero sta sempre in una qualche perplessità, confusione o dubbio. Il pensiero non è un caso di combustione spontanea; non accade punto secondo ‘principi generali’. Vi è qualcosa che lo occasiona e lo evoca. I comuni appelli a pensare, rivolti ad un bambino (come ad un adulto), senza tener conto della esistenza o meno, nella sua esperienza, di una qualche difficoltà che lo turbi o che alteri il suo equilibrio, sono altrettanto futili quanto, per cos dire, l’invitarlo a sollevarsi da terra reggendosi con i lacci delle scarpe.

Data una difficoltà, ciò che ne segue immediatamente è il suggerimento di una qualche via d’uscita; la formazione in via di prova di qualche piano o progetto, l’accoglimento di qualche teoria che dia ragione della peculiarità in questione, la considerazione di qualche soluzione del problema. I dati a disposizione non possono fornire la soluzione, possono suggerirla. Da dove nascono, allora, le suggestioni? Evidentemente dall’esperienza passata e dall’avere a disposizione un deposito di conoscenza rilevante. Se in passato si è avuta una qualche familiarità con situazioni del genere, se si è avuto a che fare con materiali della stessa specie,
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suggestioni pi o meno appropriate e capaci di venire in aiuto non mancheranno di presentarsi. Ma se non vi è stata una qualche esperienza analoga, la confusione rimane confusione. Anche quando un fanciullo (o un adulto) si trova personalmente di fronte ad un problema, è cosa assolutamente futile sollecitarlo insistentemente a pensare se egli non ha mai avuto in precedenza esperienze implicanti condizioni in qualche modo analoghe.

Vi può essere, tuttavia, uno stato di perplessità e così pure una precedente esperienza dalla quale emerge un suggerimento e ciò nonostante non esserci un atto di pensiero riflessivo. Infatti si può non essere sufficientemente critici nei riguardi delle idee che vengono in mente. Una persona può arrivare di colpo ad una conclusione senza vagliare i fondamenti su cui poggia, può andare avanti o indebitamente abbreviare l’atto di indagine e di ricerca; prendere la prima ‘risposta’ o soluzione che le viene in mente, o per pigrizia mentale, o per torpore, o per l’impazienza di raggiungere qualcosa di stabile. Si è in grado di pensare riflessivamente solo allorquando si è disposti a prolungare lo stato di sospensione e ad assumersi il fastidio della ricerca. Per molte persone, cos la sospensione del giudizio, come la ricerca intellettuale, rappresentano una cosa spiacevole: il loro desiderio è di porvi termine il pi presto possibile. Esse coltivano un iperpositivo e dogmatico abito mentale; o forse pensano che una condizione di dubbio debba essere considerata come una prova di inferiorità mentale. Questo momento, in cui l’esame e la prova affiorano nell’indagine, segna la differenza tra il pensiero riflessivo ed un cattivo modo di pensare. Per essere genuinamente pensanti, noi dobbiamo sostenere e protrarre quello stato di dubbio che stimola ad una completa ricerca, in modo da non accettare un’idea o asserire positivamente una credenza finché non si siano trovate fondate ragioni per giustificarla.
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ugg rylan IL PARMA SI COMPLICA LA VITA

La Spezia PARMA SPEZIA 0 0Di Gennaro; De Col, Terzi, Giani, Lopez; Maggiore, Bolzoni (15’st Giorgi), Pessina; Mastinu (31’st Ammari); Granoche, Marilungo (37’st Forte). A disp. Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Forte, Soleri, Augello, Calabresi, Acampora, Vignali, Ammari. All. Fabio Gallo

Arbitro: Riccardo Ros di Pordenone

Assistenti: Paolo Formato di Benevento e Vito Mastrodonato di Molfetta

Quarto ufficiale: Marco Serra di Torino

Ammoniti: Bolzoni, Lucarelli, Terzi, Maggiore,
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Di Cesare, Sierralta, De Col

Espulso: al 41’pt Lucarelli per somma di ammonizione

Recupero: 1′(pt), 4′(st)20.04 L’ultima d’andata ci riporta a Parma dopo 36 anni, per una gara che ai tempi della serie C portava allo stadio più spettatori di questa sera. Due storie completamente diverse quelle di Parma e Spezia, perché quando i gialloblu vincevano coppe europee e primeggiavano nel campionato di serie A, la squadra bianca attraversava uno dei decenni peggiori della propria storia. E’ la sfida anche fra due tifoserie che sono state amiche per quasi 30 anni, paradossalmente senza nemmeno incontrarsi una di fronte all’altra, ma scambiandosi visite in occasioni delle partite più importanti: la storia dice che anche quel gemellaggio è finito in archivio in una serata estiva di dieci anni fa. C’è freddo al “Tardini”, come il copione impone: giocare la sera alla fine di dicembre rimane un’assurdità, fra le tante del moderno mondo del calcio. Tanta pioggia in mattinata sopra il manto erboso dello stadio, tanto da usare i teloni protettivi, per scongiurare eventuali allagamenti.

20.14 Spalti ancora semivuoti allo stadio, le squadre sono impegnate nel riscaldamento e a breve torneranno negli spogliatoi. Spezia con il 4 3 1 2, Parma col 4 3 3, atteggiamenti tattici simili per due allenatori che sono stati da calciatori compagni di squadra: non ci sono i “vecchi” bomber delle due squadre, Gilardino e Calaiò, curiosamente entrambi ex dell’altra squadra, e questo toglie un po’ di tasso tecnico alla gara. Non c’è il grande freddo temuto a Parma, dove i tifosi spezzini trovano una temperatura di 6: lo Spezia cerca la sua seconda affermazione esterna, dopo aver sfatato il tabù in quel di Vercelli. Trentadue punti in classifica per i ducali, 29 per gli spezzini: non sono poi così lontano le due formazioni, malgrado i diversi potenziali a disposizione.

PRIMO TEMPO.

Incontrarsi sul valico della Cisa, fra Pontremoli e Berceto,
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terre di chiese, libri, commerci e battaglie rusticane, come ogni luogo di confine che si rispetti. Quando ancora non c’erano nè strade nè auto e, chi non poteva permettersi un mulo si muoveva esclusivamente con le proprie gambe e la guerra decimava le città, c’era chi s’incamminava sulla Francigena e dopo tre giorni senza sosta, con scarpe e piedi distrutti dai chilometri, giungeva in Alta Lunigiana per comprare l’agognata farina padana, un lusso autentico per chi a due passi dal mare si cibava di patate e castagne. E’ per questo che in uno dei valichi più angusti del Paese, la vita delle genti è sempre stata in movimento, un tempo per mere ragioni di sussistenza poi, con destini moderni così diversi, per questioni di. opportunità. Ci piace partire da lontano per raccontare una sfida calcistica che mancava da 36 anni suonati e che mette di fronte Parma e Spezia, mai così vicino in classifica come stasera: i bianchi, che a poche ore da San Silvestro vestono lo smoking da trasferta, proveranno a giocare un bello scherzetto ai “cugini ricchi”, più costretti ad un risultato pieno per questioni di budget speso, aspettative della piazza e, soprattutto, rientri finanziari della nuova proprietà cinese. L’inizio, entrando in cronaca, però è tutto dello Spezia che lascia giocare l’avversario ma copre meglio le tre zone del campo, con una superiorità numerica a centrocampo che fa ben ripartire, anche grazie al movimento degli attaccanti. Il Parma va a folate e quando parte ha grande velocità sugli esterni e in particolare su Baraye che al 9′ prova a sfondare per vie centrali,
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fermato dall’intervento risolutivo di capitan Terzi. La catena di sinistra dello Spezia, con Lopez e Pessina, e quella omologa del Parma, con gli ex carpigiani Gagliolo e Di Gaudio prendono il sopravvento: sulle mancine le cose migliori del primo spicchio di partita.

Lo Spezia corre con ordine, il Parma a folate.

Il pressing dello Spezia inizia presto: addirittura sul palleggio con cui Lucarelli e compagni fanno ripartire l’azione, si sgancia anche Bolzoni alzando il baricentro della squadra una decina di metri. Velleitario il tiro da venti metri di Dezi, sfortunato è invece Granoche sul rimbalzo sfavorevole di un cross ben calibrato da De Col. Per gli aquilotti i problemi possono nascere solo sugli esterni dove il modulo è dalla parte dei padroni di casa: la chiave tattica dice che con undici piuttosto offensivo, tutti gli undici aquilotti sono coinvolti nella pratica conservativa e infatti il Parma fatica ad avvicinare il proprio fraseggio all’area ospite. Scozzarella cerca di farla viaggiare più velocemente possibile per evitare il ritorno dei giovani mediani spezzini, inesauribili, per Bolzoni non è gara facile, condizionata da un giallo discutibile ma preso davvero troppo presto. Decisamente più da ammonizione il pestone che Lucarelli rifilerà a Mastinu alla mezz’ora su un contropiede in superiorità numerica degli aquilotti: a 40 anni suonati un fallo d’esperienza che blocca una vera azione da gol. Mentre non si contano i cori contro dalle rispettive curve, la partita perde qualche lampo ma non il tono complessivo che la rende apertissima e aperta davvero ad ogni risultato: ci va davvero vicino la formazione di Gallo suna serpentina irresistibile di Marilungo che stoppa in corsa alla perfezione e gira una palla al centro dove Granoche si avventa contemporaneamente a Di Cesare, col difensore che ha la meglio.

Granoche sfiora il gol da album Panini. Collettivamente Parma inferiore, espulso Lucarelli!

Non perde di tono il match che si avvia all’ultima parte del primo tempo e lo Spezia continua a ben comportarsi nelle due fasi: al 37′ il pressing di Maggiore induce all’errore di impostazione Iacoponi e il centrocampista aquilotto vola verso la porta, premiando il movimento sul primo palo per Granoche nell’unico passaggio possibile: la palla arriva dietro il Diablo e il suo tacco in corsa fa venire i brividi alla curva Nord: se fosse finito in porta sarebbe stato puro cinema d’autore. Ma a strappare il copione della gara ci penserà Lucarelli al minuto 41: il difensore del Livorno, simbolo della rinascita del Parma, va a cercare fortuna su un calcio d’angolo e sostituisce la sua testa con un evidente tocco di mano, certamente più lapalissiano della famosa mano di Maradona: la palla non finisce nemmeno alle spalle di Di Gennaro ma Ros è a due passi e sventola in faccia al capitano il secondo cartellino giallo. L’inferiorità numerica toglie tranquillità al Parma, lo Spezia non sembra però voler cadere nell’inganno “del belinone” e cerca soprattutto di gestire psicologicamente i momenti del match, grazie a tanti giocatori esperti che ad ogni situazioni cercano un dialogo con l’arbitro. In due tempi Frattali dice no al mancino interessante di Mastinu mentre sull’asse Maggiore Granoche si costruisce una bella ripartenza, fermata solo da un fallo di mano dell’uruguayano. Ma l’aggressività della mediana spezzina è impressionante e anche un top player come Scavone va in grossa difficoltà su quelle simpatiche tarantole di Pessina e compagni. Di Cesare è costretto a stendere Marilungo che stava ripartendo, la gara entra nel vivo e il taccuino di Ros si riempie: il Parma prova a reggere, lo Spezia a trovare il colpo. Stupenda la piroetta di Maggiore che su una palla difficile si gira su se stesso come un Iniesta qualsiasi,
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scartando in un micron due difensori e anche se l’azione sfuma, i mille tifosi spezzini si spellano le mani a vedere quel ragazzo cresciuto a scogli e mezeta.

Dominio Spezia ma il miracolo lo fa Di Gennaro.

La gara sembra prendere lo svincolo della Parma Mare ma la B ti ricorda al 14′ che nulla è fatto senza certezze e su un calcio d’angolo battuto da Mastinu, la difesa del Parma allontana trovandosi in un contropiede 4 vs 3 ben orchestrato da Insigne che serve un pallone quasi perfetto per l’accorrente Scozzarella: diagonale a colpo sicuro ma Di Gennaro ci mette corpo ed istinto, deviando da grande portiere poi Pessina mura Baraye sulla seconda palla. Pericolo scampato e momento frizzante del match con la successiva rasoiata di De Col che non sorprende il bravo Frattali. A mezzora dalla fine una prima girandola di sostituzioni con gli ingressi di Giorgi, Nocciolini e Sierralta per Bolzoni, Baraye e Gagliolo, che esce con le lacrime agli occhi per un ginocchio girato malamente. Finito il pernicioso momento di caos, lo Spezia torna a macinare gioco col nuovo regista Maggiore ma i cambi giovano ai ragazzi di D’Aversa: gli aquilotti schiacciano sull’acceleratore soprattutto dalle parti di uno scatenato De Col, uno di quelli che più ha goduto dell’espulsione altrui. Al 19′ Mastinu prova a bucare un sempre attento Frattali, poi Pessina non inquadra la porta sempre dalla distanza: c’è meno facilità di palleggio da parte spezzina, il Parma cerca di alleggerire con qualche sortita.

Lo Spezia non ne ha più e spreca un finale favorevole.

Un quarto d’ora finale in cui anche lo stato delle batterie avrà voce in capitolo, mentre Gallo si gioca l’amuleto Ammari per un positivissimo Mastinu: smesso da tempo il pressing, la manovra non convince quanto nel primo tempo, mentre Pessina tenta l’ennesimo sinistro che non trova lo specchio pur da posizione invidiabile e con un gaudente pallone rimbalzante. Il destro di Ammari al 38′ è invece un siluro sulla testa di Serrialta che trovandosi sull’esatta traiettoria, si immola per la causa, davanti al suo portiere che probabilmente avrebbe fatto fatica a seguirla nel traffico visivo. Il Parma, con un grandissimo Di Gaudio, è raccolto nella sua area come in un tempio sacro, lo Spezia, con Forte al posto di Marilungo, ha un diavolo per capello ma anche poca freschezza mentale nei suoi tentativi, spesso superficialmente gestiti. Solo un guizzo, una giocata uno contro uno può far saltare il banco e lo Spezia del “Tardini” è mancato forse solo in quel tipo di brillantezza che ti fa andare in porta e fare gol. Perché la porta, oltreché sempre più piccola,
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sembra anche più lontana. Finisce in pareggio, tutto sommato specchio dell’andamento della gara ma Gallo non deve rimuginare: un punto d’oro alla vigilia, che diventa d’argento al fischio finale ma giro di boa a 30 punti, due in più di un anno fa. Un brindisi di San Silvestro con le migliori bollicine.

ugg boots wholesale Il Papa ai buddisti e ai cristiani

Nel contesto del Myanmar, in cui il dialogo interreligioso una via necessaria per costruire una pacifica convivenza, il Papa ha incontrato ieri il Consiglio Supremo dei Monaci Buddisti. Quello della convivenza riconciliata stato il ritornello di tutti gli incontri di ieri di Francesco, compresi quelli con i fedeli cattolici durante la messa al centro sportivo di Kayaikkasan Ground e il discorso che ha tenuto ai vescovi del Myanmar.

C chi dice, parafrasando Marshal Mcluahn, che la cifra del pontificato di Francesco sia il mezzo pi che il messaggio, e in effetti l di ieri al Kaba Aye Center, uno dei templi buddisti pi venerati dell sud orientale, un esempio di questa pastorale. Cattolico tra i buddisti, papa Bergoglio si tolto le scarpe (restando per con i calzini neri ai piedi) prima di incontrare il presidente del Consiglio supremo “Sangha”, il venerabile Bhaddanta Kumarabhivamsa, e poi ha parlato della necessit di una comune di cui non solo il Myanmar, ma tutto il mondo ha ha specificato Francesco, noi parliamo con una sola voce affermando i valori perenni della giustizia, della pace e della dignit fondamentale di ogni essere umano, noi offriamo una parola di speranza. Aiutiamo i buddisti, i cattolici e tutte le persone a lottare per una maggiore armonia nelle loro comunit Quindi sul terreno comune della natura umana che si fonda questo dialogo per una convivenza pacifica, fondato appunto sui valori di giustizia e pace che possono essere riconosciuti indipendentemente dal credo professato.

Peraltro, anche il presidente dei monaci nell introduttivo ha sottolineato come i popoli del mondo devono cooperare e impegnarsi insieme senza timori, a realizzare un vita sociale con l di una globale sicurezza. Noi tutti dobbiamo denunciare qualsiasi forma di espressioni che incitano all falsa propaganda, conflitti e guerre con pretesti religiosi e condanniamo con fermezza coloro che danno supporto a tali attivit tutte le forme di incomprensione, di intolleranza, di pregiudizio e di odio papa Francesco ha citato Buddha e san Francesco d come esempi per a ispirare ogni sforzo per promuovere la pazienza e la comprensione, e per guarire le ferite dei conflitti che nel corso degli anni hanno diviso genti di diverse culture, etnie e convinzioni religiose sapienza di Dio un “GPS” infallibile

nelle ferite di Cristo aveva detto il Papa ai circa 150mila fedeli nella messa del mattino, assaporare il balsamo risanante della misericordia del Padre e trovare la forza di portarlo agli altri, per ungere ogni ferita e ogni memoria dolorosa. In questo modo, sarete fedeli testimoni della riconciliazione e della pace che Dio vuole che regni in ogni cuore umano e in ogni comunit testimonianza cristiana rivolta a tutti, distinzioni di religione o di provenienza etnica La freschezza di questa piccola chiesa si manifesta anche nel fatto che comunit proclamano il Vangelo ad altre minoranze tribali, senza mai forzare o costringere, ma sempre invitando e accogliendo Si conferma cos lo stile del pontefice argentino che pi volte ha chiesto la testimonianza di vita (anche in senso sociale) come segno di missionariet e di non cadere nel proselitismo.

Ma il Signore certamente i vostri sforzi di seminare semi di guarigione e riconciliazione nelle vostre famiglie, comunit e nella pi vasta societ di questa nazione. Non ci ha forse detto che la sua sapienza irresistibile (cfr Lc 21,15)? Il suo messaggio di perdono e misericordia si serve di una logica che non tutti vorranno comprendere, e che incontrer ostacoli. Tuttavia il suo amore, rivelato sulla croce in definitiva, inarrestabile. come un spirituale che ci guida infallibilmente verso la vita intima di Dio e il cuore del nostro prossimo i feriti

Rivolgendosi ai 22 vescovi del Myanmar, il Papa torna a battere il tasto del ruolo costruttivo per la societ che i cattolici devono impegnarsi ad assumere. Chiesa in Myanmar testimonia quotidianamente il Vangelo mediante le sue opere educative e caritative, la sua difesa dei diritti umani, il suo sostegno ai principi democratici. Possiate mettere la comunit cattolica nelle condizioni di continuare ad avere un ruolo costruttivo nella vita della societ facendo sentire la vostra voce nelle questioni di interesse nazionale, particolarmente insistendo sul rispetto della dignit e dei diritti di tutti, in modo speciale dei pi poveri e vulnerabili vostro paese, ha ricordato Francesco, impegnato a superare divisioni profondamente radicate e costruire l nazionale. Le vostre greggi portano i segni di questo conflitto e hanno generato valorosi testimoni della fede e delle antiche tradizioni; per voi dunque la predicazione del Vangelo non dev soltanto una fonte di consolazione e di fortezza, ma anche una chiamata a favorire l la carit e il risanamento nella vita del popolo qualche parola a braccio il Papa ha ricordato anche un altro refrain del suo pontificato. in questa guarigione [si riferisce al ministero di guarigione dei vescovi, nda] ricordatevi che la Chiesa un da campo Guarire, guarire ferite, guarire le anime, guarire. Questa la prima vostra missione, guarire, guarire i feriti
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Cosa succede quando il network a dettare le regole del gioco? Vuol dire che si di fronte ad una nuova era? Forse. Sicuramente si di fronte ad un cambio di passo, in cui la distribuzione che per la prima volta decide come giocare la partita con i fornitori. A scendere in campo Geo Travel Network che ha in serbo una novit importante sulla politica fornitori. Si chiama partner L cercare di instaurare pi stretti a livello commerciale con alcuni fornitori, individuare attivit che Geo pu fare per loro in modo pi strutturato e a sua volta avere attivit dedicate al network spiega il direttore commerciale Dante Colitta . E, a detta di Colitta, un passo che si deve fare. che determinate attivit o accordi siano pi stringenti. da cui ricevere migliorative rispetto al resto del mercato, per avere pi benefici, campagne e eventi in esclusiva, offerte dedicate Bisogner vedere chi ha intenzione di partecipare.

Dal canto suo la rete vede un 2017 in crescita, le adv, crescono i volumi della rete, biglietteria, assicurazioni, affiliazioni e i ricavi del network afferma il manager.
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Da scarpa povera e umile, diventata chic e di tendenza: non la prima volta che la moda eleva di rango capi e accessori, e le espadrillas stanno attualmente godendo di questo salto di scenario. Nata come calzatura dei campesinos spagnoli,
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diventata pop negli anni per decenni considerata e oggi invece figura nelle collezioni Chanel, Dolce e Gabbana, Saint Laurent,
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Jimmy Choo, l sta vivendo un momento di grande lustro, anche tra i brand pi pop.

UGG Australia ha realizzato delle insolite espadrillas,
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una reinterpretazione raffinata della scarpa con la suola di corda: Coris la slip on stringata ideale per una giornata al mare, disponibile anche nella versione animalier per le fashion addicted. Perfetto da portare dalla mattina alla sera, Libbi invece il sandalo flat con cordoncino alla schiava che unisce stile casual e chic.

Ska Shoes presenta una capsule collection dedicata alla corda,
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una selezione di modelli espadrillas dai pi classici fino ai pi eccentrici. Stringati e mocassini sportivi con suola a tre corde originali e colorati, declinati nei toni pastello o in proposte pi creative come pizzo e fantasie etniche. Capsule collection anche per Maneb marchio che ha fatto del mocassino spagnolo un vero passepartout, declinandolo in tutti i materiali e i colori possibili. Per la primavera estate 2015 Luisa Beccaria a firmare la collezione speciale di quattro modelli in pelle con stampe bucoliche.
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ugg scontati italia Il muro del pianto della Qualit italiana

QualitiAmo nato con l’idea di condividere, per la prima volta del tutto gratuitamente in Italia, testi, idee, approfondimenti, discussioni, contributi e spunti sulla Qualit e sul management in generale.

Da subito abbiamo scelto la strada del copyleft perch non abbiamo mai avuto paura di condividere con gli altri ci che sappiamo e perch ci sembrato il modo migliore per far circolare i nostri materiali e per dare una mano a quanti oggi cercano di capire qualcosa di pi sul tema della Qualit che deve e dovr rappresentare il futuro dell’Italia, di questo siamo fortemente convinti.

Come buona prassi fare e come prevedono le regole del copyleft e dell’utilizzo della Rete, ci sembrato per giusto richiedere che venisse riconoscita la paternit dei nostri testi e che, una volta che questi fossero stati ripubblicati da altri, venissero accompagnati da un link al nostro sito come giusta “ricompensa”, morale, per gli sforzi dei nostri autori.

Cos spesso,
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non stato: i nostri materiali sono stati spesso copiati, utilizzati come supporto di corsi, presentati con la firma di altri autori e addirittura inclusi in lavori che sono poi stati distribuiti commercialmente senza che QualitiAmo venisse neppure citato nella bibliografia.

Ora, se vero che, come diceva Gervaso, il plagio un atto di omaggio perch chi copia, in realt ammira, anche vero che qualcuno deve ricordare ai signori del “copia incolla” che chi si occupa di Qualit dovrebbe avere prima di tutto un’Etica.

Per questo abbiamo deciso di porre un limite a questo malcostume e abbiamo iniziato un controllo approfondito e sistematico sulla Rete, alla ricerca dei testi di QualitiAmo che sono stati duplicati e diffusi senza riconoscercene la paternit e senza un link al nostro sito.

Su questa pagina pubblicheremo, settimanalmente a partire da oggi , un riferimento a chi ha attinto a piene mani dal nostro sito senza sentirsi nemmeno in dovere di segnalare che l’autore dei testi pubblicati QualitiAmo.

Aquestoproposito, invitiamo chiunque ne venisse a conoscenza a segnalarci testi che ancora non risultano inclusi in questa lista e, soprattutto,
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materiale di supporto dei corsi che risulti innegabilmente copiato dal nostro sito.

Se, infatti, avete pagato e frequentato un corso basato su materiale che viene distribuito gratuitamente in rete, siete stati fatti oggetto di una truffa. Segnalatecelo per porre fine a questo malcostume molto italiano. Includeremo in questo elenco le organizzazioni oggetto delle vostre segnalazioni e avvertiremo, cos eventuali futuri clienti.

Se, invece, fate parte di chi in passato ha copiato ma avete regolarizzato la vostra posizione inserendo come autore dei testi QualitiAmo e un link al nostro sito, segnalatecelo. Provvederemo a rimuovere immediatamente i vostri riferimenti da questa pagina.

Certidifare un servizio alla Qualit italiana e a chi se ne occupa seriamente, ringraziamo tutti per il supporto che vorranno darci e restiamo a vostra completa disposizione per ogni chiarimento in merito dovesse occorrervi.

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“Copiare era sempre stata l’attivit che ottimizzava al massimo basso rischio, basso costo e grandi rendimenti”

(Tratto dal capitolo: “Innovazione e altre catastrofi” di Zzzoot Fulminati in azienda)

Cinzia Massa ha realizzato la sua presentazione “Conoscere la Qualit facendo un copia incolla diffuso di parecchi testi presenti in rete. Poteva mancare QualitiAmo? settimana 2 luglio 6 luglio 2012

I contenuti segnalati nella settimana settimana 25 giugno 29 giugno 2012 sono stati riferiti alla fonte corretta e corredati da un link a QualitiAmo, quindi tutti i riferimenti sono stati eliminati dal nostro sito

Lavoro Mio Lavoro Mio, societ che seleziona profili da proporre alle aziende,
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