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Noi di vestiti ne avevamo pochi. Ma erano pochi.

D’estate molti bambini andavano a piedi nudi. D’inverno c’erano gli

Allora non c’erano per i bambini tutte quelle cure che ci sono oggi. Quando nevicava, si usciva a piedi nudi a fare stampa sulla neve. Quando rientravamo, le mamme ci asciugavano: non era una tragedia. (N. C. R. )

Da questa ricca testimonianza, ricaviamo moltissime informazioni utili su quella che era la situazione dell’abbigliamento all’interno delle famiglie valsabbine; data la povertà generale, si possedevano pochissimi capi molto semplici e spesso realizzati in casa dalle mamme o dalle nonne.

Ovviamente vigeva molto la politica del riciclo e del riuso cosicché, dato che, in linea di massima, si avevano molti figli,
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i vestitini passavano da uno all’altro.

L’indumento che differenziava maggiormente gli uomini dalle donne dal momento che solo i primi potevano indossarli, erano i pantaloni; infatti, le donne portavano sempre e solo gonne o abiti.

Per ripararsi dal freddo, molto diffuso era l’uso dello scialle per le donne e delle mantelle per gli uomini; le donne, inoltre, soprattutto quelle che portavano i capelli lunghi, erano solite raccoglierli a crocchia sulla nuca e coprirli con un velo o un fazzoletto quando entravano in chiesa (segno di rispetto) o lavoravano nei campi.

M. C. racconta: Le donne potevano indossare solo le gonne e anche piuttosto lunghe. O vestiti. Mia sorella ha cominciato a 16/18 anni che andava in montagna e si era messa i pantaloni di mio fratello ma mio papà guai.è stata la prima lei a mettersi i pantaloni!
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