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SANTA SOFIA Santa Sofia dista qualche chilometro. Premilcuore resta al di l del crinale. Il sentiero degli alpini, l’autostrada pedonale tra Rocca delle Caminate e Monte Falco, corre pi in alto nella valle. La parrocchia di Spescia, adagiata nello stesso luogo ove sorgeva l’omonimo castello distrutto durante le lotte rinascimentali tra Medici e Visconti, uno dei luoghi pi abbandonati e selvaggi del medio appennino romagnolo.

L’appuntamento per l’uscita, di circa due ore, per le 15.30 di fronte al Centro visite di Santa Sofia da dove si effettuer un breve trasferimento in pulmino. Per ragioni organizzative necessario confermare la propria presenza entro le ore 11 di domenica 28 settembre. Consigliate inoltre scarpe da trekking leggero.

Al rientro in paese, l’aperitivo nei luoghi cari agli artisti. L’ostello della giovent di Santa Sofia, gestito da Silvia e Jessica, si infatti affermato come luogo di ritrovo per artisti di strada e per alcuni nomi di punta del panorama canoro e cabarettistico italiano,
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come Max Gazz e Max Pisu. “Di artisti ne arrivano davvero tanti spiega Jessica tanto che ormai non ci facciamo neppure pi caso. E poi rientrano tardi quando noi siamo gi a dormire”.

L’ostello, che grazie al suo legame con il Centro Universitario Residenziale ospita anche corsi promossi dall’Unione Europea in materia di pianificazione e tutela ambientale, ricavato da uno dei palazzi pi nobili del paese. Situato a est del fiume, nella parte di Santa Sofia, da sempre appartenuta alla Toscana, l’edificio era una vecchia filanda appartenuta alla famiglia Giorgi. L’industria, giunta al suo apogeo nel XVI secolo, sub poi un rapido declino parallelo a quello della famiglia Giorgi, estintasi ai primi del Novecento. Da allora un ampio periodo buio, fino al Giubileo quando ingenti finanziamenti consentirono l’attuale restauro.
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