real ugg boots on sale Il Canto della Notte

Il sole è alto nel cielo. Gli umani si svegliano, chi si prepara per andare a scuola o chi al lavoro e fra questi molti credono di essere i soli a dominare la terra. Non molto lontano da loro si muovono altre creature dall’aspetto umano, ma che sanno richiamare su di loro l’anima dei lupi: sono licantropi, muta forma.

In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di ragazzi difficili e talvolta orfani. così, ma i ragazzi, così come gli educatori, sono tutti uomini lupo.

Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli alti, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. Anche per lei, come per gli umani,
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la giornata che sta avendo inizio sembra comune, ma non è così.

La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall’attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assettati di odio e carne.

Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime dei defunti nell’aldilà?

Una cornice fantasy per tanti temi di bruciante attualità come l’inquietudine degli adolescenti, la necessità dell’integrazione, le regole del “branco”, la diffidenza e il pregiudizio nutrite nei confronti di chi non ci somiglia.

Segnaliamo che il romanzo sarà presentato dalla sua autrice il 30 ottobre a Lucca nel corso del Lucca Comics and Games, presso la sala Ingellis nel Padiglione Carducci. Alla presentazione parteciperanno Elena P. Melodia (autrice della saga My Land, di cui sono stati pubblicati i primi due titoli, Buio e Ombra) e Paola Boni (Amon Saga L’Evocatore). Modererà Mario Pasqualotto.
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Qualcuno ha parlato della neve a roma?avete visto foto o video?

Credo che oggi come oggi chi di Roma gi sta odiando profondamente il tema, figuriamoci Walter, del rifugio alpino in trentino quanto bestemmier vedendo una citt paralizzata da 10cm di neve.

Ok, questo non vuole essere un post celebrativo della neve a Roma, anzi. Per lasciatemelo dire, succede ogni 10 anni e quindi un po’ di stupore e divertimento ci stanno.

A. la notte che avrebbe nevicato andato a dormire tardi, non aveva particolarmente sonno, prima di infilarsi sotto le coperte aveva scrutato fra gli spazi della serranda. Niente neve, solo il freddo che attraversava il vetro.

La mattina seguente si era svegliato presto, troppo presto, ultimamente gli succede spesso, alle ore 7 la neve si era posata sulla capitale, faceva un freddo inusuale e il suo cane doveva pisciare.

Maledetta bestia, certe mattine riusciva a tenersela fino alle 11, quella mattina no! doveva pisciare alle 7.

Lui e il cane, che da ora chiameremo solo C. avevano un rapporto strano, amore e odio. cio A. amava il cane, ma il cane amava veramente A.? o forse lo usava solo per andare a spasso, pisciare e mangiare? questo A. se lo chiedeva spesso, chi era il padrone? il padrone quello che non fa un cazzo e guadagna, quindi il padrone sicuramente il cane. Ora perch qualcuno dovrebbe comprarsi un padrone, o adottarlo un mistero che l’umanit non riuscir mai a capire. Tuttavia pieno di cani, e di umani schiavi e di umani padroni anche. e di umani padroni con cani padroni che quindi sono i padroni dei padroni di altri umani con cani padroni.

Insomma una questione troppo complessa da affrontare oggi, parliamo di neve che meglio.

A. si infil i vestiti pi pesanti che aveva, perch nonostante facesse solo 1, il romano deve vestirsi pesante se c’ la neve.

Quindi, canottiera, maglietta a maniche lunghe, camicia di flanella comprata in trentino nel duemilasei, felpa con cappuccio.

Poi sopra ancora: cappotto da neve marca columbia, che usava anche quando facevano 15 gradi, cappello a zuccotto di lana e per finire scarpe da trekking da poveri, pagate 30 euro e decisamente non indicate per la neve e il freddo.

Come vedremo dopo il suo outfit non sar minimamente “stravagante” anzi, quasi triste.

Uscendo di casa il paesaggio era veramente gradevole, ricordando l’ultima nevicata A. sapeva bene che entro pochi minuti tutta la neve candida sarebbe diventata marrone e le macchine cos ben ricoperte sarebbero state presto prese d’assalto da bambini e adulti a caccia di neve fresca e non posata a terra, per farne palle di neve.

Il problema era che nevicava ancora, e quei fiocchi molesti negli occhi e in bocca non erano proprio il massimo.

A. torn a casa, infreddolito e con lui C. svuotato dai suoi bisogni, ormai congelati dentro il cassonetto.

Il resto della giornata A. lo voleva passare a casa, al caldo, limitando al massimo gli spostamenti. ma i suoi fratelli avevano altri programmi, alle 11 si presentarono sotto casa per la “passeggiata sulla neve” idea che ovviamente non aveva avuto nessuno.

Si recarono al vicino parco, letteralmente preso d’assalto da centinaia di persone che probabilmente quest’anno si risparmieranno i soldi della settimana bianca.

Insomma un marasma di outfit accroccati la mattina stessa, che sfilavano insieme in un grottesco carnevale improvvisato.

La cosa bella tuttavia che anche 2 giorni dopo, facendo una passeggiata su via Tuscolana, una via dello shopping non proprio centrale di Roma, A. vide gli stessi Outfit perseverare nonostante la neve si fosse tutta sciolta e il freddo non fosse poi cos pungente.

A tre giorni dalla nevicata, persistono scarpe da trekking e pellicce,

Ma la sorpresa pi bella A. la ebbe tornando a casa e trovando nell’androne il suo vecchio zio novantaseienne, per l’occasione abbigliato con: cappello a coppola da pensionato, piumino attillato color avana scuro probabilmente anni 80 e, sotto dei pantaloni decisamente normali, degli scarponi di pelle nera con lacci rossi di fattura decisamente antica.

A. chiese allo zio delucidazioni sulle vistose calzature.

“li comprai quando andavo a sciare, sono ancora buoni eh!”

Probabilmente l’ultima volta che quei graziosi e giganti scarponi avevano visto la neve, non solo esisteva ancora l’unione sovietica, era ancora vivo Aldo Moro, e Paolo VI ancora era Papa.
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Le strade delle Madonie hanno fatto da sfondo ad eroiche sfide, capaci di illuminare al meglio il firmamento sportivo. I duelli che si sono consumati in questo suggestivo scenario hanno inciso alcune delle note più belle dello spartito motoristico. Difficile non subirne il fascino. Il merito va a un nobile evento, entrato nel cuore della leggenda: la Targa Florio! Concepita come gara automobilistica, essa ha saputo esprimersi in un campo di azione a più ampio respiro. Grazie agli sforzi dell’ideatore si è presto elevata a fenomeno di costume.

In questa dimensione appare spontaneo il collegamento con uno dei grandi protagonisti, cresciuto all’ombra della kermesse. Anche lui madonita, figlio di una Cefalù intrisa dei simboli della dominazione normanna. Si chiama Francesco Liberto. Nasce a febbraio del 1936, nel cuore della splendida cittadina balneare. Il suo nome d’arte è “Ciccio”. La carriera di questo singolare artista si sviluppa come la trama di una magica favola.

Sin dalla tenera età di sei anni è impegnato come calzolaio nella bottega dello zio dove, tra pellami e attrezzi di lavoro, carpisce i segreti di un mestiere che lo consegnerà alla storia. I giorni scorrono tranquilli, al ritmo scandito da mille martellate. Ma la monotonia non prende il sopravvento. Il giovane apprendista è assai curioso e si apre facilmente alla scoperta. La musica celestiale delle auto da corsa non tarderà a contagiarlo. Intensa l’ammirazione che vive al passaggio dei bolidi che partecipano alla prova siciliana.

Ancora non può immaginare che quella mitica sfida segnerà il suo futuro! Cresce rapidamente nella professione, alla quale si dedica con spirito creativo. Negli anni Sessanta entra nell’universo glamour del Club Mediterranee. Qui allarga la panoramica, schiudendosi agli orizzonti internazionali (una gustosa anteprima per lui, destinato a conoscere una notorietà senza confini). Negli stessi anni stabilisce i primi contatti con quei cavalieri del rischio che, con folle ardimento, affrontano le curve del circuito madonita.

Inizia a frequentare i grandi campioni come Ignazio Giunti il quale, durante un cena all’Eucaliptus (nel 1965), gli commissiona un paio di scarpe. Vuole che siano morbide e leggere, per un impeccabile feeling di guida. L’artigiano, che è molto sveglio,
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interpreta al meglio i suoi desideri.

Tutti i più grandi nomi dell’automobilismo mondiale cercano di accaparrarsi i pezzi del celebre “ciabattino”. Nel 1977 Niki Lauda vince il titolo conduttori, con la Ferrari 312 T2. Ai suoi piedi (manco a dirlo) i prodotti del laboratorio cefaludese. Per un certo periodo Ciccio diventa fornitore ufficiale della Scuderia del “cavallino rampante”. Le scarpe del maestro accompagneranno i successi di tanti altri piloti, come Mario Andretti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jack Ickx, René Arnoux, Gérard Larrousse, Arturo Merzario, Sandro Munari e Nino Vaccarella.

Alcuni dei modelli più belli portano le decorazioni di Franco Cheli, docente presso l’Accademia di Brera. Di alto lignaggio anche gli altri pezzi della collezione. Per realizzarne un paio occorrono almeno 15 giorni: il tempo necessario a lavorare a mano i nobili pellami di questi gioielli su misura, omologati per le corse.

I prodotti dell’atelier siciliano trovano spazio in quattro grandi musei: quello della Ferrari, a Maranello; quello dei fratelli Rossetti, nel milanese; il Romans, in Francia e il Deutsches Ledermuseum, in Germania. Ciccio è stato recentemente inserito nel Dizionario della Moda. Non è difficile capirne le ragioni, visto che le sue scarpe costituiscono un mirabile esempio di design e cultura. Esse sono il prodotto della scienza della bellezza. Nella loro galassia si ergono al rango di astri splendenti. Proprio come le imprese dell’uomo che le ha plasmate!
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imitazioni ugg Il calendario dei saldi invernali 2017 regione per regione

Code chilometrice fuori dai negozi nonostante il freddo: è questa la particolarità del primo giorno dei saldi invernali. Ed è proprio oggi, 2 gennaio, che è segnato l dei saldi invernali 2017 in Basilicata e Sicilia. Il 3 toccherà invece alla Valle d e il 5 a tutte le altre regioni d caccia all portata avanti in particolar modo dalle donne, è già iniziata con le cosiddette “missioni esplorative” per individuare un capo che tra pochi giorni sarà messo in vendita a un prezzo inferiore da quello segnato sul cartellino.

Confcommercio, come riporta Tgcom24, ha così ricordato alcune regole per il corretto acquisto della merce in saldo, che riguardano la possibilità di cambiare il prodotto, pratica generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, la prova dei capi e i prodotti in vendita che possono appartenere anche a una stagione precedente. Inoltre il negoziante ha l di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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ugg boots australia Il butolino contro i tacchi alti

Non solo per spianare le rughe. Il botulino si dimostra un alleato prezioso anche per combattere i danni provocati dai tacchi alti. La tossina spiana rughe viene utilizzata dai medici per trattare un nuovo problema: il “tunnel tarsale da stiletto”, conseguenza di anni trascorsi in bilico su altezze che ormai superano i 12 cm.

E un disturbo vero e proprio a danno della pianta del piede, in particolare della regione metatarsale, e doloroso. Prima lalternativa era riporre le scarpe alte e passare a ballerine e infradito, adesso si chiede il botulino per rimettere a nuovo il piede.

, Inghilterra, hanno registrato un aumento del 20% di donne sulla quarantina che chiedono il “filler per il piede”, come viene chiamata la procedura dal costo di 295 sterline (380 euro circa).

Un nuovo boom per il botulino, dunque. Tanto che la coordinatrice della clinica per i pazienti, Marie Jenkins, prevede che linterventino potrebbe “diventare in futuro diffuso come laumento del seno o il lifting al viso”.

Le altezze vertiginose sono una mania comune a quasi tutte le donne, che sopportano stoicamente il dolore di una vita sui tacchi piuttosto che rinunciarvi. Liniezione di botox protegge i nervi e i tessuti delicati della pianta del piede come una sorta di cuscinetto, rendendo meno doloroso e più semplice avanzare sinuose sugli stiletti.
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ugg mayfaire il brevetto per le scarpe magiche

Il mito di Michael Jackson è sempre solidissimo e il tempo nonostante lo scorrere inesorabile non sembra scalfirlo minimamente. Peraltro su questo personaggio sfaccettato, talentuoso e chiacchierato emergono ciclicamente curiosità e informazioni che mantengono vivo l’interesse nei confronti del re del pop..

Tutto ebbe inizio dal video di “Smooth criminal” (il singolo del 1987), il cui Jacko si esibiva in una figura che sfidava le leggi della gravità, formando con il corpo un angolo di 45 con il terreno,
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senza cadere potete vederlo subito in apertura del clip qui sotto:

Insieme a due co inventori, Jackson sviluppò una scarpa speciale. Una cavità nel tacco si fissava a un picchetto retrattile che poteva essere sollevato dal pavimento del palco. Con il tacco fissato al terreno, il ballerino poteva piegarsi in avanti appoggiandosi a delle speciali fasce che gli sostenevano le caviglie.

sul diritto d’autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propricaso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia,
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all’atto della.

ugg for sale Il borgo della canapa

Lo avevano premesso e promesso in campagna elettorale, quellidella lista civica “Progetto Monsano”: maggiori attenzioni alla realtà agricola del territorioin modo da valorizzare il paesaggio, ma anche coinvolgimentodella cittadinanza per richiamare turisti proponendo itinerari eno gastronomici offrendo prodotti specifici frutto delle locali coltivazioni. L’attuale situazione economica evidenzia notevole sofferenza delle realtà industriali, molte aziende purtroppo hanno dovuto chiudere i battenti provocando disoccupazione ed incertezze per il futuro. In questa realtà il ritorno alla coltivazione della terra e la riscoperta dei suoi frutti hanno fatto breccia in molte persone. Le attuali produzioni tipiche del territorio monsanese sono rappresentate dalle olive per l’olio extravergine, grano, uva, etc. Ci sonoproduttori di olio e vino conosciuti a livello nazionale per qualità di prodotti.

La vallesina, compreso Monsano, aveva una grande tradizione nella coltivazione della canapa fino alla metà del secolo scorso. Le note vicissitudini dell’industrializzazione e gli interessi dell’industria petrolifera hanno cancellato questa coltura e molte esperienze sono andate perdute. Quando si parla di canapa si pensa subito alla marijuana, ma in pochi sanno che questa pianta così versatile in molti casi può perfettamente sostituire il petrolio, ad esempio per quanto concerne la produzione di carburanti e materie plastiche, oltre a rappresentare nel contempo un ecologica al cotone per la produzione di fibre tessili, una risorsa alimentare da non sottovalutare ed una materia prima adatta per la fabbricazione di carta e di materiali per l semi di canapa sono considerati come un alimento sorprendentemente nutriente, ricco di acidi grassi polinsaturi considerati essenziali per il funzionamento dei muscoli e dei recettori nervosi. Dai semi di canapa spremuti a freddo viene ricavato l di canapa, un prezioso integratore naturale da utilizzare preferibilmente a crudo per il condimento degli alimenti. Proprio come i semi stessi, l di canapa si presenta ricco di grassi polinsaturi considerati benefici per il corretto funzionamento dell con particolare riferimento all cardiocircolatorio.

Le piante di canapa possono essere utilizzate per la bonifica di terreni contaminati da metalli pesanti. La canapa è considerata particolarmente adatta allo scopo, in quanto, attraverso il proprio apparato radicale, è in grado di espletare la propria efficace capacità “disintossicante” nei confronti di contaminanti come arsenico e rame, oltre che di solventi e pesticidi. Essa viene utilizzata per i processi di bonifica del suolo con particolare riferimento ad aree degradate e dismesse, consentendo di operare attraverso una metodologia poco dispendiosa. (Inquinamento da cromo ci riguarda direttamente).

La pianta di canapa è considerata maggiormente produttiva rispetto al cotone per quanto concerne le fibre tessili. Inoltre, rispetto alla coltivazione del cotone, la coltivazione della canapa richiede un impiego di pesticidi e di fertilizzanti decisamente inferiore.

La canapa può essere considerata come un importante sostituto del legno nell dell e della falegnameria. Dalla canapa è infatti possibile produrre delle tavole robuste e resistenti che possono sostituire le comuni tavole in legno.

La canapa è impiegata in edilizia come sostituto del cemento e dei mattoni. Si tratta di una tipologia di mattone progettata per catturare le emissioni di anidride carbonica che raggiungono l’atmosfera e per garantire allo stesso tempo un ottimo isolamento termico ed acustico.

Soprattutto per quanto concerne la produzione di materie plastiche, la canapa può essere considerata come una concreta alternativa al ricorso al petrolio, al fine di dare inizio ad un distacco dalla dipendenza da esso.

Un altro importante ambito per il quale la canapa può essere considerata come un vero e proprio sostituto del petrolio è costituito dalla produzione di combustibili da biomasse.

Con la canapa è possibile fabbricare sia carta di alta qualità che carta di comune utilizzo, impiegabile ad esempio per la stampa di giornali e per la produzione di cartoni.

Il fusto di canapa truciolato può essere utilizzato per effettuare un spesso considerata di basilare importanza in agricoltura e giardinaggio. Si tratta della pacciamatura. Essa si effettua ricoprendo il terreno di materiali ad esempio frammenti di corteccia utili al fine di mantenere l del suolo e ridurre così le necessità idriche delle piante, innalzare la temperatura del suolo, impedire la crescita delle erbacce e proteggere il terreno da precipitazioni ed erosione.

Alla luce di ciò il Comunedi Monsano (AN)ha adottato una proposta de i GRE delle Marche, che sono la sezione marchigiana dei Gruppi di Ricerca Ecologica, per favorire la diffusione dei prodotti a base di canapa e dunquela sua coltivazione fondando Monsano Borgo della Canapa. Più borghi votati alla produzione di canapa costituiranno una Città della Canapa digitale.

Nel comune che si trova nella Val Jesina, dove la canapa ha un forte valore culturale e tradizionale per incominciare sono stati coltivati nel 2015 a canapa poco più di 10 ettari. L’idea è quella di riunire i coltivatori, i trasformatori e i commercianti per fare rete e puntare sui derivati dalla canapa prodotti in loco e provenienti da altre aziende artigiane, con la convinzione che possano dare un valore aggiunto anche dal punto di vista turistico. Un piccolo centro dove poter comprare alimenti, vestiti, tessuti, scarpe, carta, materiale per bioedilizia e tutto ciò che con la canapa possa dunque attrarre turisti e curiosi e dare stimolo a tutto il settore. (Denominazione Comunale) sostiene il sindaco Roberto Campelli , per altrettanti prodotti alla Canapa:la PiadinaCanapina (farina 1, senza strutto ma con Olio Extravergine di Monsano e farina di semi di Canapa di Monsano); e il Carciofo Vallesino sott’olio Evo alla Canapa di Monsano, anche nella versione Paté. Qui un piatto tipico di Monsano potrebbe essere la piadina con il carciofo, perfetta per vegani e vegetariani. La figura del Comune sarà quella di fare da collante alle varie realtà che stanno collaborando al progetto, aiutando a sviluppare alcuni prodotti piuttosto che altri. La risposta è stata molto positiva e grazie ai primi 10 ettari stiamo cominciando a raccogliere i primi frutti. I nostri bed breakfast e gli agriturismi saranno caratterizzati a tema grazie ai prodotti del comune sia per l’arredamento che per l’alimentazione. Le difficoltà ci sono ma siamo partiti”.
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ugg highkoo Il blog di Rudy Zerbi

Nel solito delirio di Megajay, il cassetto del casino più totale che esista, siamo riusciti a parlare anche di tavolette del water pelose. I più giovani tra voi non sanno certamente di cosa stiamo parlando ma, per capirci, negli anni settanta specialmente, andavano di gran moda degli scaldatavolette del water pelosi, di colori improbabili, che piano piano, grazie al cielo, sono andate scomparendo.

Per un momento ho chiuso gli occhi ed ho cercato nella memoria un po di quegli oggetti che popolavano, ed ancora popolano le case di nonni e zii. dai telefoni a rotellona ai giradischi da salotto. tutte cose che ormai hanno lasciato spazio alla tecnologia o al cambio del gusto.

Comunque queste memorabilia non giravano solamente negli anni ma andavano anche in pieni anni nella vecchia casa dove da piccola vivevo con i miei c un telefono uguale uguale a quello della foto, e nel bagno quello bello per gli ospiti non avevamo un copriwater di pelliccia ma un set di tappeti di pelo, eh, quello sì, di cui uno copriva la zona intorno alla tazza e l posizionato di fronte, tutti poi rigorosamente in tinta con i colori delle piastrelle e dei sanitari, uno aquallido marroncino stinto che all veniva detto ecru.

Sono tra i più giovani ma evidentemente non abbastanza, perché ho visto ( in certi casi purtroppo ) tutti gli oggetti che hai citato! Ricordo benissimo che la mia migliore amica dell aveva un copri tavoletta peloso e rosa!! La cosa più brutta che si possa immaginare! E il ricordo deve avermi scioccata non poco perché io, che sono palesemente senza memoria,me lo ricordi ancora quasi vent dopo! Il telefono a rotelle invece ce l ancora attualmente in uso nella mia casa di santa margherita! Ben due esemplari identici al tuo in fotografia!

Credo che il ricordi di insignificanti oggetti del passato sia essenziale in qualche modo per allacciarsi a tanti altri ricordi collaterali ad essi collegati che altrimenti andrebbero persi, insomma voglio dire che grazie a questa galleria degli orrori ho ricordato meravigliosi momenti di quando ero piccola! Un veloce ma intenso tuffo nel passato!

Buona domenica divanati e non!:)

Mi permetto di contraddirti. Non riesco a ricordare dove esattamente, ma proprio nelle mie ultime vacanze natalizie italiche, mentre cercavo regali con mia cugina, ho visto le sopra citate tavolette pelose: ne ho vista una fiorata, tipo vecchio divano; e una panterata. Che orrore!
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Copri tavoletta e copri coperchio del water abbinate. Ahaha!

Belli i memorabilia anni 80, 70 o anche precedenti. Il telefono che hai messo fino a pochi anni fa c ancora in negozio da mia zia.

Un memorabilia che amavo molto e che è rimasto a casa di mio padre è una vecchia radio a valvole che era di mia nonna. Davvero bella.

E con me, nel portafoglio, ho uno di quei reperti quasi archeologici: un gettone delle cabine telefoniche.

A me, vengono in mente questi reperti vintage:

il Dolce Popcorn: quella specie di macchinetta giocattolo di Giochi Preziosi che tostava i chicchi di mais e sfornava davvero caldi popcorn per noi bambini

la mezzaluna: per sminuzzare e preparare il soffritto per il ragù domenicale. Soppiantata da Bimby e robot da cucina

il Commodore 64: la sua pesante tastiera sulla quale ho imparato a digitare macchina

i VHS dei cartoni Disney: si placava, davanti alla tv, il terremoto che era in me da bambina!

il gelataio ambulante col carrellino: questo è un ricordo di mamma!

il Cristal Ball: (si scrive così?) tentativi vani di formare le bolle. Mai capito il funzionamento!!!

i chewingum a forma di sigaretta con astuccio portasigarette in cartone: bello!

le Goleador verdi e rosse per metà: ci sono ancora!

le zollette di zucchero: da prender con la pinzetta durante il the/caffè. Ora vi sono le bustine da bar.

Anche volendo cercare il lato buono delle cover da water impellicciate degli anni 70/80, probabilmente non lo troveresti mai L aveva mia zia , ed erano un tormento le visite a casa sua . Si perché piuttosto che farla li ,e toccare quella cosa antigienica xche ricettacolo di batteri ,la trattenevo fino al rientro a casa

Ricordo bene tutto degli anni 80 Anche il bicchiere telescopico per bere anche in gita e il test di calore da scaldare tra le mani x vedere il grado d innamoramento o di febbre che in alcuni casi si equiparano . Sorrido ,Per questo ho rimosso ahahahah buona serata Rudy e ai ragazzi della casa , Rosy miracolo sei sopravvissuta . Come la stanno riducendo sta sanità Ciao lucy

In questa bella domenica di sole, il tuo post mi ha aperto una voragine di Ricordi, ma non di quelli tristi e nostalgici bensì quei ricordi del eravamo lieti, quei ricordi che attraverso gli oggetti e il loro uso ti fanno capire come cambia il Tempo

Hai parlato del telefono a rotella lo ricordo benissimo, grigio topo con il disco di plastica perfettamente trasparente, che col tempo diventava giallo, lo ricordo in un area della casa ormai inesistente ovvero il tavolino per il telefono, un mobile che ormai credo non esista più nelle case poiché i cordless hanno reso tutto il vano abitativo libero per le telefonate.

Ricordo la telefono attrezzata da tavolino con sopra il centrino dove s il telefono ed il filo del doppino un po più lungo per fare qualche metro durante le chiamate, ricordo anche sopra il tavolino la rubrica divisa per lettere, rilegata con anelli e rivestita di tappezzeria da far invidia a PulpFiction, la bellezza della rubrica su carta era la vetust delle scritte, ricordo che i numeri più sbiaditi erano i primi che venivano scritti ed erano i più usati.

Mi ricordo l della Mattel una delle prime consolle di giochi veri a colori con cartucce per ogni gioco, dopo Pong dell con joistick a rotella. Mi ricordo che quando mi presero l mi sentivo all e soprattutto gasato poiché era un vero e proprio oggetto di design rivestito di finto legno con joistick che si incastravano perfettamente nella consolle.

Un altro ricordo che ho ed ora in disuso sulle auto ma in voga sulla porta del frigorifero era il magnete con le scritte correre viaggio corredati da foto della moglie, del figlio o della fidanzata ricordo sulla Fiat 128 blu di mio padre con interni rossi in sky e ricordo benissimo che mio padre li aveva entrambi con la mia foto, tant che mio padre non viaggiava mai e andava fortissimo in auto!

Un ultimo oggetto che ricordo e che mi facevano sempre usare poiché mi divertiva,
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era l insalata con cestello, mi ricordo che giravo la manetta e per effetto centrifuga , usciva l spiaccicata ai lati esterni e sotto tutta l ricordo che mi divertiva fare questa cosa (che infanzia orribile)

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Linus!!! stanotte ti ho sognato!! fichissimo, facevi parte di una delegazione venuta a visitare l per la quale lavoro, ci si incorciava nel corridoio, c un sacco di gente, e contentissima ti esclamo: lo sai che domenica vado a fare la mia seconda mezza maratona??!
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!!Linus corro da due anni grazie a te, che hai trasmesso la passione della corsa al mio compagno e lui a me!!ecc ecc . Io ho parenti che hanno quell incredibile che dai fratelli Marx si è esteso via Woody Allen per arrivare agli altri fratelli Cohen. Per cui apprezzo molto storie e racconti così finemente grotteschi.

Per farti capire come ci sia una vera osmosi tra questo blog, il suo autore e i suoi lettori, ora sul mio desktop c un quadro di George Rodrigue, Millenium che, benchè sia un appassionato d ,
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non conoscevo.

non ho idea di come si comporti il tuo sindaco ma tutte le volte che nevica io inizio a pregare. preghi affinchè non scenda troppo la temperatura con la conseguenza ghiaccio, le strade non si puliscono e non si, pur essendo stato dichiarato lo stato d dalla protezione civile, sparge preventivamente il sale. non parliamo delle persone che, proprio in questi gg, prelevano la patente dalla naftalina e accendono la macchina dopo mesi d ma pensiamo positivo e armiamoci di pazienza. un coccolo da ferrara. ciao!