ugg-outlet.com Abiti Dei Vari Ordini Religiosi

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Infatti: ma non c’è alcun abuso, visto che anche l’uso dei sandali (come, ad es, la barba) è una consuetudine, che non obbliga (peraltro, anche se ammetto di non conoscere le Costituzioni dell’OFMConv, non credo che l’uso delle scarpe sia regolato dall’alto, bensì , al massimo, dal buon senso: abito nero, o comunque abito religioso, e scarpe variopinte non si accompagnano bene!
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Credo che l’uso di scarpe anziché sandali, per i conventuali sia legato al discorso della clericalizzazione dell’Ordine in epoca napoleonica, cui accennavo precedentemente. L’uso del saio grigio non è legato al clima, ma proprio a quella questione. per cui parlare dei Frati Osservanti ogi è quanto meno improprio.).

Can. 284 I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e secondo le legittime consuetudini locali.

Per la Conferenza Episcopale Italiana (cfr Delibera n.2 del 23/12/1983), al di fuori delle funzioni religiose, il clergyman è considerato abito ecclesiastico al pari della talare.

Per i religiosi però il suddetto canone si applica solo se non hanno abito proprio. Infatti:

Can. 669 1. I religiosi portino l’abito dell’istituto, fatto a norma del diritto proprio, quale segno della loro consacrazione e testimonianza di povertà.

2. I religiosi chierici di un istituto che non ha abito proprio adotteranno l’abito clericale a norma del can. 284

Quindi se l’Istituto Religioso non ha abito proprio, ci si regola secondo quanto disposto dal Canone 284 (talare oppure, nei Paesi dove la locale Conferenza Episcopale lo permette, il clergyman). di tutti i colori!!
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