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Quest’anno sono cinquant’anni che Totò ci ha lasciati, o meglio le sue spoglie terrene, perché Totò è sempre con noi, la tv rispolvera continuamente i suoi film e noi li riguardiamo anche se le battute le conosciamo a memoria e le usiamo spesso nel nostro linguaggio quotidiano, quante volte abbiamo detto: “Ma mi faccia il piacere” oppure” Signori si nasce ed io modestamente lo nacqui”. e che in seguito ha recitato nella vita due parti ben distinte: il giullare a cinema e il Principe nella vita privata!

Sua madre Anna Clemente bella popolana di origini siciliane, nel 1921 sposa il Marchese Giuseppe Francesco Maria Gagliardi De Curtis che riconosce Antonio come suo figlio.

Nel 1933 lo adotta e gli trasmette i titoli nobiliari che dopo infinite battaglie giudiziarie nel 1946, finalmente il tribunale gli riconoscerà il diritto di fregiarsi dei titoli gentilizi : Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, Esarca di Ravenna, Duca di Macedonia e di Illiria, Principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, Conte di Cipro e di Epiro, Conte e Duca di Drivasto e Durazzo.

Antonio non fu un bambino felice, anzi era triste e oggetto di scherno da parte di altri bambini del rione, fu mandato in collegio e qui si racconta che un professore boxando con il ragazzo gli sferrò un pugno con conseguente deviazione del setto nasale e della mascella.

Nel 1913/14 si avvicinò al teatro, prima come spettatore, (non amava particolarmente la scuola), poi partecipò come attore nei vari teatrini napoletani con lo pseudonimo di Clerment, ma fu sua madre a chiamarlo Totò sin da piccino.

Scoppia la grande guerra Totò però odia la stupidità della vita militare e riesce a stare sempre nelle retrovie fingendo inesistenti infarti!

Finita la guerra fa “banda ” con i De Filippo e suo papà Giuseppe, padre ormai a tutti gli effetti, diventa agente teatrale, tutta la famiglia si trasferisce a Roma, Totò approda al Teatro Jovinelli e la sua carriera d’ora in poi sarà lanciatissima, è una star del Teatro d’Avanspettacolo!

Ama, riamato la divina “chanteuse” Liliana Castagnola, un amore passionale fatto di rotture e riavvicinamenti, di gelosie e di possessività e fu proprio questa una delle ragioni della loro rottura e del conseguente suicidio di lei di cui Totò si sentì colpevole per tutta la vita, tanto da chiamare la sua unica figlia Liliana, avuta dall sua (unica) moglie Diana Rogliani, anche qui la rottura fu dovuta ai tantissimi impegni di Totò ma non solo, gelosie e possessività, minarono il loro rapporto.

Il personaggio ormai è un’altra maschera della commedia italiana: bombetta, calzini colorati, tight più grande di un paio di taglie, una camicia lisa e come cravatta un laccio di scarpe, maschera che conserverà per tutta la vita e oggi custodita da sua figlia Liliana.

Nel 1937 gira un film “Fermo con le mani” e due anni dopo” Animali Pazzi” che non hanno successo, al contrario è sempre più una star della “Rivista” d’Avanspettacolo.

nel 1947 con il film” I due Orfanelli” con il mitico Carlo Campanini che Totò sfonda nel cinema e sarà d’ora in poi un’ascesa inarrestabile.

Totò amava le donne, ogni sera dedicava ad una donna presente in sala il suo spettacolo, si innamorò perdutamente di Silvana Pampanini che però lo rifiutò, fu un vero tombeur de femmes!

Nel 1951 si fidanza con Franca Faldini da cui ebbe un figlio, Massenzio, morto poche ore dopo il parto, compagna con cui vivrà fino alla fine.

50 anni di carriera, 97 film, tv e pubblicità Totò però non amò tutti i suoi film anzi in un’intervista disse che ne salvava pochissimi nonostante battessero quasi tutti i record di incassi, molti furono i suoi detrattori e di questo Totò se ne dolse tantissimo.

Nella sua lunga carriera ebbe sempre il pubblico dalla sua parte ma tutto sommato pochi riconoscimenti : due Nastri d’argento, La grolla d’oro alla carriera, (mai ritirata), Menzione speciale a Cannes per Uccellacci e uccellini, e la Targa d’oro dell’Anica.

Totò fece molta beneficenza, fece parte della loggia massonica Fulgor e odiò visceralmente la dittatura, essendo superstizioso non lavorava mai di martedì 13 e venerdì 17, fumava fino a 90 sigarette al giorno, scrisse indimenticabili canzoni come Malafemmena, e la stupenda poesia ‘A Livella.

Nei suoi film ebbe “spalle” di grande valore ma per Totò non erano comprimari, erano compagni di lavoro, da Carlo Campanini a Peppino de Filippo, a Macario a Pietro de Vico, Carlo Croccolo, Nino Taranto, Aldo Fabrizi, solo per citare i più popolari.

“Totò, Peppino e la malafemmina”, “Miseria e Nobiltà”, “L’imperatore di Capri”, “Napoli Milionaria”, “Totò e Carolina”, “Siamo uomini o caporali”,” La banda degli onesti”,” Il coraggio” “47 morto che parla”, “Risate di gioia”, “I soliti ignoti”, “Totò, Peppino e la dolce vita”, I due Colonnelli e I due Marescialli, “Uccellaci e uccellini” sono sicura che ricorderete altri titoli e riderete delle sue battute spesso improvvisate e fuori copione!

Recitò con grandi attori come Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Isa Barzizza, Olga Villi, Dorian Gray, Gino Cervi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Luis De Funes, Aroldo Tieri, Ave Ninchi e tantissimi altri.

Grandi registi lo diressero in epici film : Mario Monicelli, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Dino Risi, Luigi Comencini, Mario Mattoli, Federico Fellini, Mauro Bolognini, Dino Risi, Pier Paolo Pasolini, purtroppo la cecità dovuta a una corio retinite emorragica limitò la sua grande voglia di recitare e negli ultimi tempi fu doppiato da Carlo Croccolo ed ebbe una controfigura, sino a che un infarto ci portò via Antonio de Curtis In arte Totò il 15 aprile 1967, il principe della risata e il Principe di Bisanzio!
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