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In principio erano i vestiti. La moda mi ha sempre affascinato, ancora prima di appassionarmi alla letteratura e credo che in comune con certi romanzi abbia le vicende irresistibili dei suoi protagonisti che hanno saputo, in molti casi, stabilirsi nell’immaginario collettivo diventando indimenticabili.

A volte per fortuna, a volte per autentica genialità, tanti stilisti hanno plasmato le abitudini quotidiane secondo la loro visione: pensate alla camicia bianca di Gianfranco Ferré o al tailleur maschile indossato dalle donne di Armani che hanno segnato il loro successo così come il nostro guardaroba.

La moda ha interpretato la storia, facendosi interprete dei suoi eventi e al tempo stesso portando voglia di cambiamento e speranza. Prendete il tailleur bar che Christian Dior introdusse nel dopoguerra quando volumi e lunghezze ridotti puntavano a lasciarsi alle spalle la pesantezza degli anni appena trascorsi, in cui anche il modo di vestire femminile era cupo e ingombrante.

Quella necessità di leggerezza che riscontriamo oggi, l’azienda Pantone, ad esempio, ha decretato come colori dell’anno le varietà Rosa Quartz e Serenity Blue allo scopo di infondere benessere nell’agitazione generica e, senza dubbio, dopo i fatti che stanno sconvolgendo il mondo.

Nella settimana milanese della moda maschile, eccovi i libri su tre grandi nomi della fashion industry!

Diane von Furstenberg, La donna che volevo essere, Marsilio, trad. M. Zonetti

Dal titolo sembra una guida motivazionale e probabilmente anche di questo si tratta, perché Diane von Furstenberg, una delle stiliste dalla vita più movimentata, ci ha messo parecchio impegno per ottenere la fortuna di oggi.

La donna che volevo essere è il racconto autobiografico della designer nata in Belgio da genitori ebrei (la madre fu deportata ad Auschwitz) sessantuno anni fa. Studia in Spagna e in Italia, nel comasco fa un tirocinio in un industria tessile, il primo incontro con la passione di una vita. Certo, conosceva gli Agnelli per via dell’ex marito il principe Egon da cui prende il cognome, ma il merito va senza dubbio all’intraprendenza e lungimiranza con cui ha condotto le sue scelte. Il wrap dress, per esempio, quell’abito semplice e iperfemminile che è diventato un’icona. La carriera non è stata tutta in discesa, negli anni Novanta è costretta a ripartire da zero con le televendite, una scelta dal basso che l’ha ricondotta in pista fino al successo di oggi. Oggi la trovate anche su Instagram dove pubblica un po’ di tutto, oltre a scatti delle sue collezioni: ricette, vacanze, i suoi cani. Sotto una foto di lei al lavoro questa frase: You know who’s gonna give you everything? Yourself.

Manolo Blahnk, Gesti fugaci e ossessioni, Rizzoli

In un’intervista al Wall Street Journal Manolo Blahnk ha confessato di non capire perché tutti impazziscano per lui, resta sempre un calzolaio che fa stupide scarpe.

Umiltà (o no) a parte, lo spagnolo fatto baronetto dalla regina Elisabetta ha colto perfettamente l’ossessione di ogni donna per le scarpe. Il suggerimento gli arriva, guarda a caso, da una donna, la caporedattrice di Vogue America Diana Vreeland che negli anni Settanta si accorge dell’abilità e del potenziale di Manuel, per tutti Manolo. Merito di Sex and the City, le sue scarpe, che oggi fa realizzare a Milano, sono una specie di feticcio per le collezioniste, quelle danarose ovviamente, perché una pump si aggira intorno alle 900 Euro: fare stupide scarpe forse non è stata una cattiva idea!

Anche il volume illustrato di Rizzoli non è esattamente low cost (prezzo base 140 Euro), ma contiene un prezioso repertorio con foto e bozzetti delle sue creazioni fatte di cristalli e lacci. All’interno si possono leggere pagine dei diari dello stilista e conversazioni con amici con cui ha collaborato come i registi Pedro Almodvar a Sofia Coppola.

Annie Goetzinger, La ragazza indossava Dior, Bao Publishing

Forse non tutti sanno che la rivoluzione ad opera di Christian Dior è compresa in soli dieci anni, dalla celebre sfilata del 12 febbraio 1947 alla sua morte nel 1957. A raccontarcela nel romanzo illustrato La ragazza indossava Dior è Annie Goetzinger, già autrice di un libro per immagini sulla vita di George Sand.

Clara è una giovane aspirante giornalista di moda che si ritrova nella maison parigina alla vigilia della sfilata della svolta, quella ribattezzata New look perché di grandi novità si tratta. Dopo il rigore degli anni bellici, è arrivato il momento di restituire femminilità ed eleganza alle donne: gonne più corte a corolla che esaltano fianchi, spalle meno in evidenza, e il mitico tailleur Bar dalla giacca smilza e strettissima in vita.

Le aggraziate mannequins di Annie fanno rivivere le jeunes filles (ragazze in fiore) del genio di Avenue Montaigne riportandoci indietro nel tempo, quando le modelle erano delle vere muse per gli stilisti, le sfilate si tenevano in ambienti raccolti e i presenti gridavano Bravo! (a la francaise) al sarto!
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