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La Valle di Ledro e l’omonimo lago invitano a un weekend en plein air con cuccioli al seguito a contatto con la natura e la storia. Anzi, la preistoria. Vi porteranno in un Trentino insolito, dove passeggiare lungo le acque turchesi di un lago alpino incorniciato da uno splendido paesaggio. Il Lago di Ledro si trova ad appena 15 chilometri dalle più note rive del Garda, ma non ha nulla da invidiare al “fratello” maggiore. Nel bacino, a 650 metri di altitudine, si possono praticare tutti i principali sport acquatici e nella bella stagione abbinare le tipiche attività montane a una vera e propria vita balneare. Il lago conta ben quattro spiagge attrezzate, ognuna delle quali offre parchi giochi, bar, servizi igienici con spogliatoi, noleggio di pedalò e altre imbarcazioni, corsi di windsurf e vela, e in quella di Pur è stata riservata una zona per gli animali domestici. Il lido più ampio e assolato si trova a Molina di Ledro, con una bella ludoteca che nei mesi estivi propone attività per i bambini.

Tra i maggiori motivi di interesse c’è il Museo delle Palafitte, allestito a seguito del ritrovamento di numerosi reperti risalenti all’Età del Bronzo e dal 2011 patrimonio dell’Umanità. La struttura organizza attività didattiche e ludico sportive oltre alle cosiddette cene preistoriche; inoltre è stato bandito dal Consorzio Turistico di Valle un concorso che mette in palio una notte da trascorrere in una palafitta, vivendo per un giorno alla maniera degli uomini primitivi.

Lago di Ledro: palafitte sulla riva orientale risalenti all’Età del Bronzo

Tuttavia la Valle di Ledro si propone principalmente per belle escursioni, da quelle più semplici rivolte alle famiglie alle camminate riservate ai trekker allenati. Una passeggiata adatta a tutti porta dalle rive del lago di Molina al fresco dei boschi nella frazione di Legos: un itinerario di 5 chilometri con un dislivello totale di 190 metri, per i quali occorre calcolare poco più di un’ora soste escluse se si è da soli e almeno mezza giornata con prole al seguito, vista la presenza di ben tre parchi giochi lungo il percorso. Dal Museo delle Palafitte si percorre un tratto della passeggiata lungolago in direzione di Pur, verso sud. Uscendo da Molina si trova sulla destra un ampio prato ombroso con tavolini da picnic, fontana e giochi di legno. Al termine di quest’area si imbocca la strada che si allontana dal lago cominciando a salire verso il bosco. Al primo bivio si tiene la sinistra seguendo i segni blu, rossi e gialli e i cartelli che indicano località Rinas, arrivando a un selciato abbastanza ripido ma piuttosto breve: questo è l’unico punto di tutta la passeggiata che potrebbe creare qualche problema ai passeggini.

Passeggiata dal Lago di Molina alla frazione di Legos

Al termine dell’acciottolata si prende di nuovo a sinistra e subito dopo a destra, tornando su asfalto, e al bivio seguente si seguita ancora a destra in un bosco che si apre poi su una ariosa radura. A un incrocio a tre vie si abbandona la segnaletica seguita fin qui continuando per l’asfalto a sinistra. Si segue a sinistra un ulteriore bivio cominciando a scendere in direzione dell’abitato di Legos, e si prosegue sempre in discesa sulla via più grande. Dopo un incrocio la strada potrebbe diventare un po’ più battuta dalle auto, ma si tratta comunque di solo traffico locale.

Si giunge così alla borgata di Legos e nei pressi di una piccola chiesetta si svolta a destra entrando nella frazione e puntando verso la parrocchiale più grande, posta un po’ più in basso. All’altezza di quest’ultima si trova un primo parco giochi per i bimbi più piccoli, mentre per i più grandi si consiglia di continuare a scendere verso il campo da calcio, dove si troverà un’ampia zona giochi. Ripresa la marcia, si punta verso il parcheggio imboccando la ciclopedonale che evita del tutto la strada per i veicoli a motore e passa adiacente al torrente Ponale, facendo ritorno al Museo delle Palafitte.

Burro, frutti e chiodiProdotti tipici della Valle di Ledro

I prodotti tipici della Valle di Ledro sono quelli tradizionali della gastronomia alpina, in special modo i caseari ottenuti dalla mandrie al pascolo in quota come la caciotta di Tremalzo, il burro di malga, la ricotta fresca o affumicata. Due specialità locali sono la peverà, la polenta di patate, e i caponec, gli gnocchi boemi. E oltre al miele di montagna, a farla da padrone sono i frutti di bosco, soprattutto le fragole e i mirtilli. Una particolarità è la produzione degli sciroppi artigianali di frutta, una tradizione antica che vede eccellere soprattutto i prodotti della storica Farmacia Foletto con sciroppi ad alta concentrazione di frutta, amari e liquori aromatici.

Una vera curiosità si trova a Prè, una frazione di Molina di Ledro. La borgata ospita la Fucina de le Broche, e su prenotazione è possibile assistere all’opera dei ciuari. Di cosa si tratta? Della lavorazione dei chiodi da scarpa, che sino alla fine degli anni Quaranta venivano fissati sotto le suole delle scarpe per renderle più robuste. La produzione era talmente importante che i più abili ciuari venivano esentati dal partire per il fronte durante la Seconda Guerra Mondiale purché assicurassero una produzione giornaliera di mille broche (i chiodi).
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