ugg australia au EDOARDO VIII E WALLIS SIMPSON

Edward Albert (1894 1972) nasce a Richmond in Gran Bretagna. Principe di Galles dal 1910 sino al 1936 quando diventa re, ma abdica nello stesso anno per sposare Wally Simpson. Gli verrà conferito il titolo di duca di Windsor. Maestro di stile lancia molte mode: le scarpe in camoscio, i calzoni alla zuava, il vestire sportivo e dà il nome al famoso tessuto quadrettato che dallora in poi si chiamerà principe di Galles, il duca preferiva i tessuti inglesi, ma il suo sarto era italiano: Caraceni. Un modo elegante per entrare nella storia, anche se quella del costume.

Dopo meno di un anno di governo Edoardo VIII è il primo monarca inglese ad abdicare volontariamente al trono. Figlio maggiore del re Giorgio V, Edoardo era salito al trono nel gennaio 1936. Fu immensamente popolare tra i suoi sudditi, fino a quando annunciò la sua volontà di sposare una divorziata americana, Wallis Warfield Simpson. Molti nel paese si opposero al matrimonio, ma il re rifiutò di riunciare al fidanzamento. Nellimpossibilità di un compromesso Edoardo annunciò labdicazione, sostenendo, “Ho ritenuto impossibile sopportare il pesante onere della responsabilità e svolgere i miei doveri di sovrano, come vorrei, senza laiuto e il sostegno della donna che amo “. La sera stessa il Parlamento approvò labdicazione, e il giorno dopo il fratello minore di Edoardo fu proclamato Re Giorgio VI. Allex sovrano fu concesso il titolo di duca di Windsor, e nel 1937 sposò Wallis Simpson in Francia.

Per 35 anni Edoardo e Wallis formeranno una coppia unita, armoniosa, inutile e perfetta. La rinuncia al trono li condannerà a una sorta di amore infrangibile. Senza una corona gireranno il mondo, tra un panfilo e un aereo, una crociera e un cocktail, inseguiti sempre più stancamente dai cronisti e dai fotografi, alla ricerca di baci non più rubati, di sorrisi non più soffocati, di passi non più spiati. Invecchieranno insieme, con i loro fiori, i loro cani e i loro ricordi, lui con una ruga per ogni sospiro, lei così fragile da sembrare finta. Moriranno lui nel 72, lei nell86, salutando una vita che era stata un colorato girotondo. Come Romeo e Giulietta, i corpi dei protagonisti di una grande favola romantica riposeranno insieme nella morte, nel mausoleo di Fragore, vicino al castello di Windsor. Sulla tomba di lei è scritto: “Wallis, sua moglie”.
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Questo è il sito nazionale di CulTurMedia, il settore Cultura Turismo Comunicazione di Legacoop.

Costituita nel gennaio 2017 come nuova Associazione di settore di Legacoop, CulTurMedia intende valorizzare e dare voce all’insieme delle esperienze cooperative che operano nei settori dei Beni culturali e Spettacolo, nei diversi comparti dell’attività nel Turismo e tutte le aree dell’informazione e della Comunicazione. Leggi tuttoL’estate è finita. Ma ci sono buoni motivi per essere ottimisti. Perché c’è tanto da fare e il terreno è pronto per la semina. Per spiegarmi meglio, condivido con voi l’aneddoto (che probabilmente molti di voi conoscono), dei due venditori inviati in un paese africano per verificare la possibilità di aprire nuovi mercati per le calzature. Dopo una settimana di permanenza, i due telefonano in sede per dare il proprio parere. Il primo, desolato, scrive: “Mi spiace, ma in questo paese nessuno fa uso di calzature e quindi credo che rientrerò col primo volo disponibile”. Il secondo, con un’euforia senza limiti: “Qui è pazzesco! Ancora nessuno porta le scarpe. C’è tutto un mercato da sviluppare!”

Credo non sia più tempo di lamentele, dei piagnistei, di seguire coloro che scaricano responsabilità, chi aspetta che altri trovino soluzioni ai loro problemi. invece tempo di guardare a chi, piano piano, senza clamori, ha imparato con le proprie gambe a stare in piedi in un mercato sicuramente malato e da risanare,ma che ha enormi possibilità di recupero.

Prendiamo la musica popolare dal vivo e le feste estive che animano le piazze: sono la spina dorsale dell’intrattenimento. Feste organizzate dal mondo dell’associazionismo, dalle pro loco o dai partiti politici: un’economia che tra musica, birra, vini e cibo, muove centinaia di milionidi euro e che, finita l’estate, si sposta nei club che eroicamente investono per non far morire la musica dal vivo. Gran parte di questa economia si muove nel sommerso, perché (ci sono i virtuosi e non si deve generalizzare, ma è senzadubbio una prassi comune) “non ti faccio la fattura così non ti faccio pagare l’IVA”.

Quanta di questa economia sommersa verrebbe a galla se trovassimo un modo per regolarizzare questi beni e servizi? Sicuramente il contro valoredi tasse e contributi evasi risolleverebbe le sorti del settore. Ma qualcosa si sta muovendo. Abbiamo parlato con molti operatori e imparato che non tutti si adeguano alla malsana abitudine di operare in nero. Ci sono associazioni chenon vogliono più assumersi questa responsabilità e artisti consapevoli che i soldi “sporchi maledetti e subito” non consentono di avere le tutele di cui tutti i lavoratori hanno diritto e che è necessario entrare in un circuito virtuoso dilegalità.
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In sostanza:

COSTRUIAMO LINEE FERROVIARIE E METROPOLITANE CAZZAROLA Ciò che mi interessa (poi me lo leggo con calma) è come sia stata fatta la stima del consumo di CO2 di una macchina elettrica. Non dico che non ne abbia, ci sono comunque metalli che si scaldano, treni diesel elettrici, etc. però devo giungere a quel dato.

Forse poi non viene valutato il servizio delle navi, soprattutto dei traghetti: che pensate che bruciano il biodiesel? Neanche per idea, bruciano lo scarto dello scarto e mettono in aria tanta di quella cacca che non immaginate.

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Ma va lescion (non te Angele.)ma io il dato sulle auto elettriche MICA l visto.

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I mezzi di trasporto utilizzano combustibili fossili (direttamente con la benzina, il gasolio e il gas e indirettamente con l’elettricità). Sono pertanto una delle principali fonti di anidride carbonica e, quindi, causa importante dell’effetto serra per via del quale il clima sta cambiando.

Alcuni studi dimostrano che la bicicletta conviene rispetto all’auto per gli spostamenti inferiori ai 5 chilometri, che rappresentano circa il 40% degli spostamenti urbani. La bici si può usare anche d’inverno con un berretto di lana e un paio di guanti come fanno migliaia di persone in Olanda, Germania ed Inghilterra!
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Usare la bicicletta inoltre fa bene alla salute (vai agli ecoconsilgi sul tema salute)

Camminare è un ottimo sistema per spostarsi nei brevi tragitti, senza inquinare e bruciando un bel po di calorie. Compra delle buone scarpe e difendi i marciapiedi della tua città che alle volte vogliono trasformare in parcheggi per dare ulteriore spazio alle auto.

Usa treni e autobus per i tragitti extra urbani e il treno per quelli di lunga percorrenza. Consentono un notevole risparmio sul carburante e sono più confortevoli: nel tragitto potrai leggere e riposarti!

E se proprio devi prendere l’auto, usala ecologicamente (vai agli ecoconsigli sul tema Automobile)

Se hai dei bambini non diventare il loro autista a tempo pieno ma insegna loro a spostarsi a piedi oppure a prendere i mezzi pubblici. Solo così saranno fin da piccoli educati a spostarsi in modo ecologico!

Per avere un’idea della quantità di gas serra che, direttamente o indirettamente,
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produciamo ecco alcune attività che aggiungono 1 kg of CO2 all’impronta di carbonio individuale:

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Un mondo di 800.000 addetti che creano, tagliano, cuciono, colorano, vendono, senza contare le altre migliaia di persone che lavorano nei negozi per garantire il successo di abiti e accessori. Dai filati e tessuti fino alla collezione, il processo di produzione della moda tra i pi articolati dell’economia italiana. Un mondo affascinante che apre le porte dei mercati pi remoti e offre numerose opportunit di lavoro.

La filiera della moda

In un mondo come quello della moda l’immagine tutto. Ma quella che appare in superficie la classica punta dell’iceberg. Dietro alle grandi firme, alle luci sfavillanti delle sfilate, ai lustrini dei servizi televisivi e delle riviste patinate, c’ il lavoro oscuro, ma importantissimo, di moltissime persone. La moda in Italia un’industria dalle mille sfaccettature (tant’ vero che si parla di sistema o di filiera: c’ chi produce tessuti, chi confeziona vestiti, chi realizza scarpe.) che conta 68mila imprese con 570mila addetti e muove un giro d’affari di circa 43miliardi di euro all’anno (dati Confindustria riferiti al 2003). In altre parole, la moda non solo lo stilista di grido. “Questo mondo spiega Mario Boselli, Presidente della Camera nazionale della moda italiana fatto di tante professionalit diverse. E per i giovani che hanno voglia di fare, gli spazi per esprimersi ci sono. Chi desidera intraprendere questa strada deve, per mettersi in testa che occorre fare molta pratica in azienda, molto lavoro sul campo. Inoltre fondamentale conoscere l’inglese: oggi la lingua della moda l’inglese e chi non la parla si trova inevitabilmente in difficoltNonostante il momento non facile, le opportunit per chi desidera avviare una carriera lavorativa in questo settore non mancano. Le aziende fanno fatica a reperire alcune figure professionali specialistiche e tra i pi ricercati ci sono il modellista, il responsabile dell’area logistica, ma anche il tintore e lo stampatore. Lo scenario formativo, a questo proposito, ampio. In Lombardia, in particolare a Milano, esistono una decina di scuole, almeno per quanto riguarda l’aspetto creativo del mestiere: dagli abiti agli accessori, dal costume ai gioielli, dai tessuti al fashion digital. Negli ultimi tempi poi, l?attenzione per il settore aumentata anche negli ambienti accademici, che ad esso dedicano master specifici, pi focalizzati sugli aspetti gestionali che creativi. Come osserva Paolo Villa, Vicedirettore dell’Associazione Tessile Italiana, ?il sistema moda, nelle sue diverse articolazioni, sta un p soffrendo. Per uscire da questa situazione occorre puntare su prodotti a pi alto valore aggiunto, su prodotti nuovi e di maggiore qualit e quindi investire su innovazione, ricerca, qualit e formazione dei lavoratori?.

Quanto paga la moda?

Per i professionisti della moda le cose sembrano andare bene in busta paga, visto che le retribuzioni sono in crescita da ben sei anni. Secondo la sesta indagine realizzata dalla Suitex International, gli stipendi lordi annui del settore sono passati, in media, dai 90.000 euro del ?98 ai 107.000 euro del 2003 per un direttore commerciale e dai 43.000 euro di sei anni fa ai 47.000 euro dell?anno scorso per un responsabile acquisti. Dalla ricerca della Suitex emerso un quadro in cui, chi lavora nel campo della moda, in prevalenza uomo (circa il 70%), con un?et compresa tra i 30 e i 40 anni (ben oltre la met Ecco, nelle ultime stagioni, le professioni pi richieste: uomo prodotto (coordinatore decisionale di stile, marketing e produzione); responsabile della logistica integrata; visual merchandiser ed export area manager. Si tratta delle figure che hanno ottenuto un aumento in busta paga quasi del 5% in un anno; andata meglio di tutti al visual merchandiser che ha visto raddoppiare il proprio stipendio in sei anni.
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punti vendita ugg ecco tutti i siti su cui acquistarle

Queste liste vi piacciono, lo so! E adoro darvi consigli sullo shopping tanto quanto voi adorate riceverli. Ecco perché oggi, dopo aver pensato alle liste già create (in fondo al post trovate l’elenco completo) ho cercato di pensare a quale tipo di lista mancava e. Mi sono resa conto che non avevo ancora creato un elenco completo di siti su cui acquistare scarpe!

Ma oggi eccomi qui, con una carrellata di siti, tutti testati da me, e tutti sicuri ed affidabili.

Spartoo: Questo sito è la mia droga, acquisto davvero spesso e mi sono sempre trovata bene. I resi sono gratuiti e semplicissimi da fare. Il sito è sempre fornito e sono presenti centinaia di brand. C’è anche la possibilità di richiedere l'”allarme misura” per essere aggiornati via e mail quando il numero della scarpa interessata tornerà disponibile.

: Chi non conosce questo brand? Ormai famosissimo per gli stivali più comodi e caldi che si possono trovare sul commercio. Ha anche lo shop online dove spesso si possono trovare tante offerte e sopratutto l’originalità dei prodotti è garantita al 100% acquistando sul sito ufficiale.

Rabanser: Un sito fornito di marche importanti, tra cui Fornarina e Ash, ma anche Janet Spedizioni velocissime, per non parlare della disponibilità ogni volta che si ha bisogno d’aiuto.

Asos: Il mio amore per questo sito è infinito. E lo sapete. Quindi. Vi dirò solo che è il paradiso. Per la millesima volta!

Yoox: Brand di lusso a prezzi scontatissimi. Ancora rimpiango il giorno in cui non sono riuscita ad acquistare le Louboutin al 50%. Sold out in meno di due ore!
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Zalando: La pubblicità sicuramente l’avete vista. Non servono ulteriori descrizioni, giusto? eheheh

Bershka: Una grande catena che oltre ai vestiti vende scarpe. Meravigliose!

Zara: Idem a Bershka. Le scarpe di Zara sono qualcosa di meraviglioso, anche se non sempre comode!

Lulu’s: Amo questo sito. Ha dei vestiti favolosi, per non parlare delle scarpe. L’unica pecca sono le spedizioni lentissime!

Net a Porter: Sicuramente lo conoscete, questo sito vende scarpe di grandi brand, spesso scontate. Date un’occhiata!

MyTheresa: Questo sito non l’ho mai provato, ma ne ho sentito parlare benissimo.

Shop Bop: Adoro questo sito ed ha davvero di tutto: accessori, vestiti, scarpe,
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borse. Io ci ho acquistato le ASH ed ho puntato qualcosina. Spesso si deve pagare la dogana!

ugg australia bailey button ecco quando ritorneranno i vecchi status

L aggiornamento di WhatsApp probabilmente è stato quello più criticato dagli utenti del servizio di messaggistica più famoso al mondo. L delle sulla falsa riga di quanto presente sui social più popolari come Facebook, Instagram e Snapchat (social che per primo ha importato questo strumento), ha suscitato non poche polemiche per un pubblico quello di WhatsApp che si è scoperto essere molto conservativo.

Agli utenti non è andato particolarmente giù l del vecchio status, composto esclusivamente da parole e da emoticon. Per questo motivo, i programmatori della chat hanno ben pensato di tornare sui loro passi. Come ovvio, non verrà abbandonata la funzione delle su cui si è deciso di puntare molto, anche economicamente ma piuttosto sarà introdotta una nuova finestra per ritornare a scrivere il proprio status

La soluzione adottata da WhatsApp già definita da molti come una soluzione salomonica è già ora operativa attraverso una nuova release beta. Fonti vicine ai programmatori hanno però ufficializzato da poco che settimana prossima sarà effettuato il roll out della versione stabile per tutti gli utenti Android.

Leggi anche: Instagram, l’ultimo aggiornamento nasconde un grave bug

I possessori di smartphone del robottino verde saranno i primi a poter utilizzare i nuovi status, visto che chi ha un iPhone probabilmente dovrà aspettare qualche giorno in più.
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Deichmann nota azienda tedesca operante nel settore delle calzature è alla ricerca di nuove risorse da assumere ed inserire all del proprio team presente in Italia.

Deichmann The Heinrich Deichmann Schuhe GmbH Co. KG è una famosa azienda tedesca, che si occupa della produzione e della distribuzione di scarpe tramite la sua catena di store presenti in gran parte del mondo. Fondata nel 1913, la sede principale del brand si trova ad Essen proprio in Germania, per l dove vide la luce per la prima volta, grazie al suo creatore: Heinrich Deichmann. Oggi, l vanta numerosi store in circa 22 paesi del mondo dove sono presenti oltre 3100 filiali, di cui alcune proprio nel nostro paese.

Al momento, Deichmann è in cerca di diverse figure professionali da assumere ed inserire all del proprio team presente nel nostro territorio nazionale e,
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per la precisione, ad Afragola in provincia di Napoli in vista dell di un nuovo punto vendita del brand tedesco. Diamo, dunque, uno sguardo alle posizioni attualmente attive e ad alcuni dei requisiti richiesti per potersi candidare e sperare di essere assunti nello store di Afragola:

Esperienza professionale di vendita, preferibilmente nella vendita al dettaglio di calzature o nel settore della moda

Ai fortunati candidati che verranno selezionati saranno offerte concrete possibilità di fare carriera all dell tedesca ed un retribuzione.

Siete interessati, desiderate avere maggiori informazioni in merito o volete candidarvi? Visitate il sito web Deichmann dove, cliccando sulla voce dedicata alle carriere, potrete sfogliare tutte le posizioni attualmente attive compresi tutti i requisiti richiesti,
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Quante volte ci lamentiamo perché, nonostante tutti gli sforzi e le ore di sport in palestra, non riusciamo proprio a vedere risultati allo specchio e sulla bilancia? Con tutta probabilità, stiamo commettendo qualche errore nellalimentazione.

Qui di seguito, abbiamo individuato per voi i 5 sbagli più frequenti, capaci di mettere più a rischio ogni tentativo di dimagrire.

1) Troppe proteine prima di allenarsi Le proteine vengono digerite molto più lentamente dei carboidrati. Di conseguenza, assumerne troppe prima dellallenamento può provocare crampi e impedire ai carboidrati che vi servono come carburante per i muscoli di essere assorbiti dallorganismo.

Come correggere lerrore: diminuite la quantità di proteine e di carboidrati a lento rilascio prima dellallenamento. Preferite piuttosto frullati e snack, oppure mangiate direttamente dopo la seduta in palestra.

Orgasmo in palestra? A lei succede.. di staibene

Leggi anche: Proteine, come sostituire la bistecca ed avere muscoli ok

2) Allenarsi a stomaco vuoto Partiamo da un presupposto: è fisiologicamente impossibile bruciare il solo grasso corporeo durante un allenamento aerobico. Si elimina invece una combinazione di carboidrati e grassi. E quando i carboidrati non sono disponibili per lorganismo (perché non si è mangiato), il corpo è costretto a trarre energia da se stesso, trasformando la massa muscolare in zuccheri. Insomma: invece di mettere su muscoli, finite per mangiarli!

Come correggere lerrore: se non vi piace la sensazione di avere lo stomaco pieno durante lallenamento, provate con dei liquidi. Può andare bene anche un frullato di frutta piccolo,
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senza zucchero e con latte scremato o di soia.

3) Esagerare con le barrette energetiche Lerrore più frequente è mangiarne una subito dopo lallenamento e poi mangiare regolarmente (a pranzo o a cena) poche ore più tardi. Uniniezione di calorie eccessiva, capace di farvi perdere tutti i benefici ottenuti durante lallenamento.

Come correggere lerrore: se prevedete di andare a pranzo o a cena entro unora dalla fine dellallenamento, saltate pure la barretta. Oppure, se proprio non volete negarvela, cercate di tenerne conto, dal punto di vista dellapporto calorico, durante il pasto successivo.

Leggi anche: Barrette, come scegliere quella giusta

4) Non mangiare abbastanza grassi buoni Le cellule del corpo umano, comprese dunque quelle dei muscoli, sono fatte anche di grasso. Senza questo tipo di grasso lorganismo soffre, non riesce a reagire allo stress fisico post allenamento e non migliora dal punto di vista della forza e del tono muscolare.

Come correggere lerrore: inserite nella dieta olio extravergine di oliva, avocado, mandorle. E assicuratevi il giusto apporto quotidiano degli omega 3, i grassi buoni per antonomasia.
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ugg official ecco le ventuno nuove botteghe che animeranno la zona del Serraglio

FIRENZE Saracinesche su in via del Serraglio e in via Muzzi a Prato, ma anche in via del Vergaio, in via della Sirena e in via Guizzelmi, a ridosso della stazione ferroviaria. Stasera c’è stata l’inaugurazione dei fondi che da tempo avevano tirato giù il bandone ed ha preso così il via ufficialmente “Pop Up Lab”, il progetto voluto dall’amministrazione comunale e finanziato dalla Regione Toscana con l’obiettivo di innescare un processo di rigenerazione urbana che è il primo passo per un quartiere più sicuro.

Sono una ventuno progetti che tutti si augurano che rimangano in piedi a lungo, anche dopo questo esperimento che durerà tre mesi, fino alla fine di dicembre. “Altrove , dove iniziative sono già partite, i buoni frutti si sono visti presto sottolinea l’assessore alla sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli, che ha partecipato all’evento di inaugurazione Dallo scorso dicembre ad oggi abbiamo accelerato sulla videosorveglianza, finanziando progetti dei comuni per quasi due milioni e 400 mila euro. Ma sappiamo che non basta la sorveglianza. Occorre combattere degrado e fragilità sociali. Perché un quartiere torni e sia percepito come sicuro è necessario che i cittadini escano di casa, che i fondi sfitti si riempiano di attività e che i commercianti escano anche dai loro negozi. Per questo abbiamo finanziato con quasi seicentomila euro cinque progetti speciali. Uno di questi è quello pratese”.

Ed eccoli i ventuno fondi che hanno ritirato su le saracinesche per ospitare altrettante nuove botteghe: negozi di abbigliamento e di scarpe, laboratori di artigiani e sartoriali, agenzie di viaggi (ma di viaggi particolari, quelio del turismo sostenibile), formaggerie, prodotti da mangiare a chilometro zero, gallerie d’arte, progetti sociali, spazi co working popolati da professionisti a trecentosessanta gradi e molto altro ancora. Attività vere non solo spazi mostra o laboratori di artista che si sommeranno alla cinquantina già presenti.

C’è ad esempio Lecù, associazione culturale che realizza progetti creativi con un occhio attento alla ricerca sociale e alla sensibilizzazione su temi di interesse pubblico. Lo spazio diverrà il laboratorio per la ricerca Broken English e sarà condiviso con i due artisti Tati Art, illustrazioni, e Odiodesign, sperimentazione serigrafica. C’è Nextus, realtà co working professionale per una consulenza a trecentosessanta gradi fiscale, tributaria e legale per aziende, singoli imprenditori e partite Iva. C’è Nattè, ricerca e made in Italy, un negozio di tessuti pregiati dove trovare capi ecologici e biologici in piena armonia con la tua pelle e l’ambiente per creare capi unici e ricercati.

Non manca l’ecobottega,”Fuori dalle scatole”, dove trovare tutto il necessario per una spesa sana, alimentare e non, senza gli ingombranti e poco sostenibili imballaggi e a filiera corta, oppure comprare oggetti da regalo realizzati con materiali di recupero. “Lo spaccio dell’orto” nasce con l’idea di portare alle persone la qualità e la genuinità di frutta e verdura rigorosamente da produttori locali o nazionali. “L’Officina dei sogni” si rivolge a chi ha bisogno di materiali e libri per progetti educativi e ludici.

“Il mondo di Bubà” propone una piccola linea di abbigliamento artigianale dove si sommano tratti cartoon, urban e creepy e dove sogni e disegni si intrecciano. Per “Yogamind” basta forse il nome: è il rifugio per tutti gli amanti dello yoga e nel periodo natalizio saranno organizzati vari eventi, da bagni gong, al kirtan a spettacoli acrobatici, istallazioni e un piccolo shop dove poter acquistare tutto il necessario per sentirsi davvero a casa.

L’agenzia “Viaggi AutEt(n)ici” è a disposizione per chi vuol fare del turismo responsabile, creando un ponte tra i viaggiatori e le popolazione che vivono in condizioni disagiate. “Lofoio” produce sciarpe, guanti, cappelli e ponci: realizzati artigianalmente, s’intende. La famiglia produceva accessori per grandi marchi, ora ha deciso di rivolgersi direttamente ai consumatori. “Tua e Mia” è un brand giovane tutto al femminile, che nasce dalla creatività di due amiche e colleghe che hanno unito le rispettive passioni e creato un sito e commerce, sia per privati che all’ingrosso, dove si possono acquistare i prodotti da loro disegnati e realizzati, ovvero articoli tessili per la casa e abbigliamento per donna fatti tra Prato e Quarrata.

“Beekween” propone scarpe e borse, assieme a qualche capo di abbigliamento, per uno stile sempre all’ultima tendenza e mai banale. Borse, non solo di produzione locale, anche per “Brand Store”.

“Antico feudo alpaca” seleziona e riproduce appunto alpaca dalla pregiata fibra in colorazioni naturali proprie degli animali. Con una nuova filiera a chilometri zero nascono capi unici, soffici e caldi, frutto dall’arte e memoria laniera del territorio. “Gilbey’s” vende materassi e letti di alta qualita e sartorialita di produzione propria. Potete trovare anche una vasta gamma di guanciali, parure di lenzuola anche su misura, accessori, scaldasonno e coperte elettriche, plaid, trapunte e piumini.

E poi ancora la Bottega degli artigiani della maglieria, Microlottozero, Almar (negozio per la vendita di abita su misura di alta moda), la formaggeria Dairyfood e Lonely Reds, che produce abiti su misura per riscoprire il gusto della sartorialità.
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