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Bere molta acqua, mangiare tanta frutta e verdura ed evitare di uscire durante le ore calde. Evidentemente non tutti seguono i dogmi della Bibbia, professata da centinaia e centinaia di telegiornali ogni volta che la impazza e il sol leone arroventa le metropoli, sciogliendo l e producendo terribili blackout in certi cervelli. Un colpo di sole. Non si potrebbero spiegare altrimenti certe scelte in fatto di look estivi. Possiamo quasi immaginarvi mentre, sudati, con il ventilatore portatile in mano per dare tregua almeno al calore, vi accingete ad aprire l prima di andare in ufficio, guardando con sospetto camicie e maledicendo pantaloni, e alla fine optate per andare in ufficio in canottiera e infradito di gomma.

Canottiera e infradito di gomma. Lo scriviamo di nuovo per prendere atto e coscienza che non è solo un brutto sogno, un film horror che spegnendo la TV non siamo più costretti a guardare, e che al mondo esiste gente che, sopraffatta dalla canicola estiva, in preda alle insolazioni, pensa sia legittimo recarsi in ufficio abbigliata in stile moda mare a Pinarella di Cervia. E vogliamo parlare, poi, di quelle donne che in estate sempre perché colpite da insolazione in pieno luglio decidono di indossare gli stivali, coltivando all della scarpa nuove forme di muschi e licheni che con l si sviluppano a loro agio? E vogliamo poi parlare di quelle donne che usano reggiseni con le spalline trasparenti convinte che non si vedano? No. Vorremmo tanto non parlarne, ma esistono, quindi ci sentiamo il dovere morale di farlo. Anzi, ci sentiamo il dovere morale di stilare una lista di capi e accessori che, prima che il caldo vi inibisca il senso della ragione, in estate è meglio evitare. Anche se ci sono 40 gradi all Le infradito di gomma in città. No, no e poi no. Vanno bene se siete sul lungomare di Giardini Naxos, non vanno bene se siete in città e specialmente se dovete andare in ufficio. Stampatevelo bene in testa. Tatuatevelo sul braccio destro.

Gli stivali. E ci riferiamo in special modo alle donne, che hanno la fortuna di potere scegliere tra mille mila varianti di scarpe, belle, sia in versione alte sia in versione bassa, che permettono al piede di rimanere fresco. Menzione speciale a chi decide di indossare gli UGG in spiaggia. Masochiste!).

Il mignolo che sbuca malandrino dal sandalo. Ora va bene tutto, ma non pensate ci debba essere un limite alla decenza? La falange che fa l dai sandali è forse una delle cose più brutte che l umano abbia mai avuto la sfortuna di vedere. Non siete Cenerentola, e se avete un piede troppo grande, scegliete un altro modello di scarpe o comprate delle calzature del vostro numero, per Dior!

Le spalline del reggiseno in plastica trasparente, che non dovrebbero vedersi e invece si vedono. Oh, sì, che si vedono. Soprattutto perché con il tempo si ingialliscono e perché la plastica sulla pelle crea quel terribile effetto condensa che le palesa al mondo intero.

Le Birkenstock. Nonostante la moda le abbia prima sdoganate e poi elette, da qualche stagione a questa parte, quali calzature più cool dell Noi non abbiamo dubbi. Il No è secco. Stesso discorso vale per le Crocks. Non prendevamo in giro i tedeschi, vantandoci del nostro innato italico senso dello stile?

Gli shorts inguinali e gli abitini troppo corti, soprattutto per l Non è una questione di bacchettonismo, esiste un dresscode per un motivo e va rispettato.

La canottiera. Cari uomini, non ci piace in spiaggia, figuriamoci in città.

Il borsello e il marsupio. al decoro urbano lo definiva Vittorio Sgarbi qualche estate fa.

La biancheria intima a vista. Ma anche a contrasto cromatico: nel senso, se hai una T shirt bianca perché indossare un reggiseno nero? Le basi, ragazzi, le basi.

In calce alla lista ci sentiremmo di ricordarvi una cosa: hanno inventato l condizionata! E la buona notizia è che l installata ovunque, non solo in ufficio, ma anche in tutti i negozi, supermercati e sui mezzi pubblici.
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A proposito di siti Internet farlocchi e che in breve tempo cambiano immagine/contenuti/comunicazione ho ricevuto questa mail da . E ritengo interessante pubblicarla, perch abbiamo pi volte trattato l piumini Moncler e falsi outlet on line. Morale: cadere in inganno pi facile di quanto possa sembrare. Sono molto dispiaciuta che Rispendo abbia involontariamente contribuito a fomentare questa frode. Non con una recensione favorevole, bens con una segnalazione svolta in uno dei momenti della vita del portale camaleontico. Come gi detto in passato, e testimonia nel suo scritto ( ed pronto a documentare in altre sedi), nel web avvengono all svariate trasformazioni. Fatte ad arte per accalappiare, stile carpe diem, gli e consumatori. Attenzione, quindi. Non penso per ci sia una complicit da parte di Paypal, che solo un sistema sicuro per regolamentare i pagamenti on line. Non mi risulta proprio sia in alcun senso parte in causa, quindi credo non abbia possibilit di entrare nel merito degli ordini, sbirciando nel contenuto dei pacchi: cloni o capi originali, e via dicendo.

Salve solo una segnalazione di questi malfattori,
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One of the core features of eWallets that draws businesses and people is their pure convenience. Whether customers make online payments, or use their smartphones to pay in traditional, brick and mortar stores, having a ready access to an online wallet solves a number of potential problems or complications.First of all, it saves a potential customer the trouble of providing credit card details every time, or else entrusting them to the store for future reference. eWallets protect customers’ peace of mind and save their time at every transaction. In a physical store the only thing that’s needed is tapping the terminal with a mobile phone using the application version of the buyer’s chosen digital wallet.In some cases, this payment method may also be beneficial to the customer when they are paying in a currency different from their native one. Digital wallets may make travelling abroad easier. One such example is G2A Wallet, which converts funds into Coins of equivalent value and handles the currency exchange at rates beneficial to the user.Another aspect which draws a growing userbase is easy and quick online money transfers, especially between users of the same provider. Processing such transfers takes a very short time, compared to typical bank transactions. This is especially true when a given eWallet is part of a system initially designed to complement a retailer’s or marketplace’s needs. Such is the case for Amazon Pay, G2A PAY, or Apple Pay, each of them has a broader application, but the primary function is to serve sellers and buyers within each of these platforms.These features make online wallets very likely to become a preferred payment method in developed countries in the foreseeable future. Following the developments in this method of payment may be worthwhile to online retailers and payment service providers seeking to expand their businesses.
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ugg punti vendita ET Energy and Vivant Corporation Begin Partnership to Develop Rooftop PPA Markets

MANILA, Philippines, Sept. 5, 2017 /PRNewswire/ ET Energy, a leading global clean energy developer and operator, and Vivant Corporation, a leading energy solutions provider based in the Philippines, sign an agreement to enter into a Joint Venture (JV) ET Vivant Solar (EVC). The JV came about following initial introductions of the two parties made by Primeiro Partners, who also advised them on the formation of the JV, in December 2016.

Under the JV, ET Energy and Vivant Corporation, through its wholly owned subsidiary Vivant Renewable Energy Corporation (VREC), will complement and expand their respective expertise in technology, project development, operations, power generation and retail electricity supply. Furthermore, EVC will be dedicated to providing turn key solutions through Power Purchase Agreements (PPAs), covering every step of a solar plant’s life cycle, helping businesses secure savings on electricity payments and insulating them against price surges for over 20 years.

“ET Energy firmly believes that clean energy is the future. That’s why we are dedicated to providing green electricity for customers all over the globe,” said Dennis She, President and CEO of ET Energy. “Our global experience in project development and operations is a perfect match with Vivant’s energy delivery experience. We are ideal partners to help Filipino businesses get their own solar rooftop power plants through customized PPAs.”

EVC aims to develop solar power plants that provide lower electricity rates directly to the end user. For commercial and industrial sites across the Philippines, the investment in solar provides a tailored, cheaper and better alternative to regular utility power sources.

Arlo G. Sarmiento, COO of Vivant Corporation, said, “The Vivant group of companies has made a mark with our breadth of offers, being one of the few Filipino companies with investments in distribution, generation and retail in the energy sector, which includes renewable, traditional and off grid power projects. Our partnership with ET Energy allows us to add a new option to the solutions we offer our customers, partners and communities, allowing us to be more adaptable to the changing needs in the market.”

VREC holds the renewable energy portfolio of Vivant Corporation, a publicly listed company listed on the Philippine Stock Exchange. Vivant is an electricity stalwart with investments that have been providing reliable and steady power solutions in Philippine communities for close to a century. It has investments in power generation, distribution and retail of both renewable and traditional energy sources.
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Foto di Anita Silva e Luca Lardera

Mi interessa scrivere e rappresentare alcune storie seducenti attorno ad un progetto di architettura incerto ed ambiguo anche se semplicissimo. La necessità di questa operazione narrativa sul progetto può essere quella di farne una cosa viva, con la quale avere un rapporto reale e della quale prendersi cura.

L’idea è partita da alcune mail che ci siamo scambiati con Luca Lardera. Lui mi chiedeva consigli sulla sua tesi ed io gli ho risposto ampliando per necessità il campo di attenzione. Forse in modo un po’ saccente ma lui è tranquillo ed ha preso bene la cosa.

La sezione a chi è rivolto del workshop, così frequente in tutti i bandi, in questo caso lavora secondo modalità particolari. Un certo gruppo di persone infatti si è già messo assieme, grazie sempre a Luca, che mi ha presentato in questo modo il resto dei partecipanti attuali:

Anita Silva, studia spazi narrativi a Londra;

Maria da Schio + Edoardo Tronchin, che sappiamo conosci;

Michele Favale, designer nerd;

Attraverso un minimo di lavoro preparatorio questo gruppo sta già lavorando su alcuni dei toni di questa esperienza. Cosa che mi piace molto, così come davvero mi farà piacere accogliere una altra mezza dozzina di persone max, quindi scrivete alla redazione in questo senso.

Ora attenzione ad una sezione ancora più insolita per il bando di un workshop di progettazione. Direi la sezione affettiva. A quanto mi risulta sia Luca ed Anita, che Maria ed Edoardo costituiscono anche due coppie. Ecco questo che sembra un particolare, secondo me invece lavora a confermare una certa attitudine di tutta l’operazione. Sinceramente non penso di essere ancora pronto per produrre una serie di workshop per coppie di giovanissimi designer, l’aspetto che invece mi interessa è che immagino questo gruppo di persone come motivato a lavorare in un senso sentimentale. In un modo realmente coinvolto.

Come mi interesserà lavorare con loro e con gli altri? Penso che partiremo da un mio progetto non del tutto concluso, davvero lacunoso anzi, per l’area attorno a Via dei caduti di Marcinelle a Milano, introducendo alcuni strumenti e sensibilità piuttosto consuete nel mio lavoro degli ultimi mesi, che riassumo velocemente più tardi,
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alla fine di questo testo.

Questi strumenti verranno applicati dai ragazzi al mio progetto, serviranno a forzarne alcune direzioni e ad amplificarne anche temporaneamente alcune possibilità poco esplorate, in una operazione di editing continuo e poco preoccupato di raggiungere un risultato finale patinato. Tipo di processo sul quale ho qualcosa da dire perché è la definizione migliore che posso dare in questo momento della natura del mio lavoro.

Operativamente invece, non mi sento così affidabile da definire un crono programma. Ci vedremo la mattina di lunedì 21 novembre e poi ci saluteremo la sera del 23 con un piccolo evento di presentazione. Immagino che lunedì ci piacerà parecchio la fase di sopralluogo sull’area e da questi momenti mi aspetto la scrittura di un palinsesto ampio di storie attorno al mio progetto ed alle differenti versioni che ne verranno prodotte. Da martedì e dal tempo invece più tranquillo di disegno e montaggio che avverrà nella sede di Abitare, mi aspetto la produzione di materiali messi assieme con un approccio magari sinceramente indipendente (vedi nota 1). Abitare ci darà anche il supporto per una comunicazione in tempo reale via web del nostro lavoro ed anche questo confronto veloce avrà i suoi motivi di interesse.

Qual è il mio obiettivo intimo, cosa mi interessa cercare di ottenere. Mi interessa provare a scrivere e rappresentare alcune storie seducenti attorno ad un progetto di architettura incerto ed ambiguo anche se semplicissimo. La necessità di questa operazione narrativa sul progetto può essere quella di farne una cosa viva, con la quale avere un rapporto reale e della quale prendersi cura.

Il workshop è gratuito, ma limitato a una decina di posti. Per partecipare potete iniziare scrivendo alla redazione di Abitare.

Come dicevo, magari può avere ora un senso indicare velocemente alcune cose che in modi differenti riusciranno probabilmente a entrare nelle conversazioni e nei disegni.

Su alcuni modi di coinvolgimento profondo nel proprio lavoro:

John D’Agata, About a mountain.

Su un certo atteggiamento visivo che mi interessa in queste settimane:

Sul lavoro come montaggio selettivo e dispositivo di una abbondante quantità di materiale grezzo. Avere Ventanni di e con Massimo Coppola, Giovanni Giommi, Latino Pellegrini, Alberto Piccinini.

Su un certo tipo di sensazioni ambientali che alcuni progetti davvero sbagliati riescono però ad offrire:

ZZ Packer, Drinking coffe elsewhere

Sofia Coppola, Bad Days, issue 10, text by Eva Michon

Su un certo tipo di attitudine alla bassa definizione: Steve Albini pensiero Mario Lupano, con Luca Emanueli, Marco Navarra, Lo fi Architecture Sulle sensazioni che hanno a che fare con un rapporto intenso con il terreno ed il territorio, ed assieme sulla natura meravigliosa di un certo tipo di geologia:
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