ugg australia jimmy choo offerte abbigliamento migliori

Finalmente via libera ai saldi invernali!Oggi,5 gennaio 2017, sono infatti iniziati gli sconti in tutta Italia, anche se alcune regioni italiane, ricordiamo, hanno anticipato le offerte al2 gennaio. In Valle d invece, i saldi sono partiti il3 gennaio 2017.

Potete allora stare certi che le offerte più vantaggiose, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento, andranno a ruba quindi è bene capire da subito quali marchi, negozi,
stivali ugg ebay offerte abbigliamento migliori
siti online tenere d’occhio appena gli sconti saranno iniziati!

Vista la frenesia del Natale, vi aiuteremo noi a capire quali sono le offerte migliori nel settore moda, sia per quanto riguarda l’abbigliamento donna che l’abbigliamento uomo. Avete a portata di mano le vostre carte di credito?SALDI ONLINE ABBIGLIAMENTO: I SITI E LE VENDITE PRIVATE DA NON PERDERE

Se volete iniziare subito a usufruire dai saldi invernali, l’unico modo è fare acquisti online. A differenza degli esercizi commerciali tradizionali, le piattaforme di e commerce non sono soggette alla legge italiana che vieta di fare sconti nei 30 giorni precedenti alle date ufficiali d’inizio dei saldi.

Interessante è anche il fenomeno dei siti di vendite private, ossia di piattaforme che offrono sconti esclusivi su una varietà di prodotti, incluso l’abbigliamento di lusso, ad alcuni membri privilegiati.

Chi vuole ottenere questi sconti deve infatti registrarsi gratuitamente a questi siti, fornendo email e dati personali: saprà poi in anteprima per email quando si terranno le vendite promozionali. Ecco alcuni siti di vendite private da tenere d’occhio:

Privé

(sconti fino al 75% del prezzo originale)

Amazon Buy Vip

(sconti fino al 70% del prezzo originale)(sconti fino al 50% del prezzo originale)(sconti fino al 70% del prezzo originale)(sconti fino al 70% del prezzo originale)

Scopri di più Saldi 2017: offerte online abbigliamento

SALDI INVERNALI 2017: LE OFFERTE ABBIGLIAMENTO MIGLIORI

Tantissimi sono i brand che aderiranno ai saldi invernali 2017, ma dove trovare le offerte migliori per l Ecco un elenco di marche che a partire da questa settimana offriranno sconti vantaggiosi sia nei negozi che sui loro siti di e commerce:
stivali ugg ebay offerte abbigliamento migliori

ugg in saldo Odissea Nel Provvisorio

10a e ultima puntata della prima catalogazione nazionale dei principali problemi delle città italiane

Palermo: odissea nel provvisorio

Tra emergenze e grandi progetti, la città non trova la via per risorgere come negli anni Novanta. Le istituzioni non fanno squadra e lasciano il campo ad anarchia, incuria, abbandono. Iniziative private e volontariato sono una speranza, ma non possono bastare

Palermo. Tutto a Palermo nasce precario, non solo nel campo della cultura. Ogni progetto, ogni inaugurazione, ogni iniziativa è provvisoria, destinata a esaurirsi, a diventare residuale. L’esempio più clamoroso è quello della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, nel cuore del quartiere medievale della Kalsa. Riaperta nel 2009 dopo un lungo restauro da 12 milioni di euro, che ne ha raddoppiato la superficie, è la più importante pinacoteca della Sicilia ma le sue inefficienze sono un concentrato dei problemi della città. Difficile raggiungerla, senza indicazioni, per le stradine del centro antico con il rischio di trovarla chiusa. Orari incerti, a volte chiude il pomeriggio, spesso il sabato, quasi sempre la domenica. Il meccanismo è questo, spiega Gianfranco Zanna, direttore di Legambiente Sicilia: buona parte del personale dieci anni fa lavorava in una fabbrica di scarpe, che ha chiuso. Sono tutti passati alla Regione come precari part time: 20 ore a settimana. Se c’è un soprintendente di polso riesce a concordare gli orari con i sindacati. Altrimenti decidono loro: per esempio lavorano anche lunedì, quando il museo è chiuso per riposo settimanale. Tra martedì e venerdì esauriscono le loro 20 ore, quindi sabato e domenica il museo resta chiuso. Tutto senza preavviso, senza che il sito web lo segnali. Se aprire o no si decide al mattino, a seconda del personale che arriva. Risultato: soltanto 40mila visitatori all’anno. Le denunce della stampa, le proteste dei turisti restano lettera morta. Secondo me, continua Zanna, la situazione sta perfino peggiorando. Il nuovo assessore, Antonino Zichichi, non è in grado di occuparsene. La situazione dell’Assessorato regionale ai Beni culturali, affidato dal neopresidente della Regione Rosario Crocetta a uno scienziato di 83 anni che vive quasi sempre a Ginevra e sa poco di siti archeologici e di musei, è diventata imbarazzante. Aveva avviato una profonda trasformazione del centro storico e del sistema della cultura. L’attuale assessore comunale ai Beni culturali, Francesco Giambrone, aveva condiviso, sempre come assessore, quella stagione politica: Oggi partiamo da una grave condizione di arretratezza sulla qualità dei servizi culturali, denuncia. Tra il 1993 e il 2000, sull’onda della voglia di riscatto dell’intera comunità dopo le stragi di mafia, avevamo iniziato un percorso in questa città ferita. Poi il cambiamento si è fermato, anche nella cultura. Tra gli aspetti più negativi, la mancata collaborazione tra le diverse istituzioni della città, Regione, Comune, Provincia, Curia, che pesa in ogni aspetto della cultura palermitana. Anche le cose più semplici, come gli orari, non sono coordinate. I beni preziosi della città sono dispersi, senza segnaletica né regole. Fa eccezione la Galleria d’Arte moderna. Dall’inaugurazione del 2006 funziona regolarmente: orari precisi, una buona caffetteria, bookshop, servizi didattici ecc. Un’isola di normalità. Abbiamo un grande problema per il “sistema città”, dice Giambrone. Non c’è mai stata la volontà di sedersi intorno a un tavolo e decidere che cosa fare per operare insieme. Oggi sono ottimista, qualcosa sta cambiando. Con la Regione si è aperto un rapporto positivo per costruire un “sistema”, con regole uniche per tutti. Siamo ai principi base. drammatico partire da una condizione tanto arretrata: terribile dover dire che non so se oggi il Museo Abatellis è aperto o no.

Musei in crisi

Non è stata soltanto la crisi globale ad affossare le istituzioni museali di Palermo e della Sicilia. Non esiste una vera politica della cultura e del turismo, mancano comunicazione e promozione. Le cifre ufficiali sono sconfortanti. In meno di quattro anni, i visitatori dei 62 siti dei beni culturali siciliani sono passati da 4,5 milioni nel 2007 a 3,3 milioni nel 2010. Una diminuzione del 25%, ben oltre la media nazionale. grave che di quei 3,3 milioni, stranieri e siciliani, spiega Gianfranco Zanna, 2,7 milioni, cioè il 75%, vadano soltanto in 8 luoghi: Taormina, Siracusa, Segesta, Agrigento, Piazza Armerina, Selinunte, Monreale e, a Palermo, Cappella Palatina. C’è stato un leggero recupero nel 2011, ma sempre in quegli 8 luoghi. Ancora più grave che sempre su 3,3 milioni, soltanto il 13% dei visitatori entri in un museo. inconcepibile, per esempio, che ad Agrigento 460mila persone vadano nella Valle dei Templi e soltanto 40mila di loro entrino nel museo che si trova nella Valle e ne conserva i reperti. Questo turismo rapido e distratto riguarda anche Palermo. A parte Monreale che si trova in un altro Comune (circa 200mila visitatori nel chiostro, a pagamento; molti di più nel Duomo) la città ha un solo grande polo d’attrazione: la stupefacente Cappella Palatina. I visitatori sono in crescita: 350mila nel 2012. La Palatina con tutto il Palazzo dei Normanni dipende da una fondazione pubblica, la Federico II, diretta emanazione dell’Assemblea regionale, che con biglietti e altri introiti riesce a coprire gran parte dei costi di gestione. Esempio positivo e insieme strana anomalia: la fondazione è una realtà a parte, una struttura della quale non è chiara la necessità, autonoma anche dalla Soprintendenza e dallo stesso Assessorato regionale proprietario del palazzo.

Le ambizioni della città

Palermo si pone due obiettivi che potrebbero farne una vera città d’arte. Primo: entrare nell’élite dei siti Unesco Patrimonio dell’Umanità con l’Itinerario arabo normanno, uno straordinario insieme di tesori medievali: la Cappella Palatina, la Zisa, la Cuba, San Giovanni degli Eremiti, la Martorana appena riaperta dopo il restauro, San Cataldo oltre al duomo di Monreale e quello di Cefalù. Ne sono promotori Regione, Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia e, molto attiva, la Fondazione Sicilia. Il piano di gestione è pronto da tempo: la decisione dell’Unesco è attesa nel 2014. Presidente della Fondazione Sicilia è Giovanni Puglisi, personaggio chiave della cultura palermitana, presidente della Commissione Italiana per l’Unesco. Abbiamo buone speranze di riuscire, dice. La cosa più interessante è che per accelerare il percorso abbiamo dovuto spostare la nostra attenzione dal centro storico di Palermo all’Itinerario arabo normanno. La città deve prestare attenzione, per esempio, alla Zisa: bisogna liberarla da quello che c’è intorno, pensare alla sua manutenzione. La valorizzazione di un tale monumento dovrebbe essere affidato a professionisti responsabili. Sulla Zisa, uno dei monumenti simbolo della città, è drastico il giudizio di Sergio Troisi, critico d’arte, scrittore, giornalista, curatore di mostre: Il giardino della Zisa è una cosa mortificante per chi l’ha progettato e chi lo frequenta. Ed è abbandonato. Il vero problema è quello di inserire la valorizzazione del bene in una visione urbana complessiva. Questo è il punto cruciale. Per la Zisa bisogna prima di tutto agire sul quartiere anche dal punto di vista dei servizi urbani “normali”. Non si può pensare di valorizzare nessun elemento architettonico di pregio senza intervenire sul contesto.

La stessa Cappella Palatina ha bisogno di attenzione maggiore e nuove cure. Dal soffitto dorato si staccano tessere di mosaico, probabile effetto di un restauro mal fatto. Giovanni Puglisi è indignato: Pur restaurata da poco, comincia a cadere a pezzi. Inaccettabile, poi, che il prezioso, fragile pavimento (del 1100) a meandri, fatto di minuscole pietre colorate, resti senza protezione, calpestato dalle scarpe di migliaia di persone.

Capitale europea nel 2019

Il secondo obiettivo di Palermo è ancora più ambizioso: ha lanciato la sua candidatura a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Antonio Gerbino, responsabile della comunicazione di Civita Sicilia, è stato tra i sette promotori del primo appello nel 2011, che si è trasformato in manifesto pubblico nel febbraio del 2012. Hanno aderito 101 istituzioni: Università, Arcidiocesi, associazioni culturali, Camera di Commercio ecc., racconta Gerbino. A settembre 2012 il nuovo sindaco Orlando ha reso ufficiale la candidatura. una sfida seria e difficile, perché prevede un percorso obbligato, con scadenze e regole precise. L’Europa non si accontenta della storia passata. Per il 2019 la città deve essere capace di proporre un progetto culturale. Palermo ha due forti elementi di base a suo favore: primo, è una città del Sud, e finora le “capitali” italiane sono state del Nord. Secondo: è in posizione privilegiata per un dialogo con i Paesi del Mediterraneo. Dobbiamo superare la concorrenza di altre 20 città italiane (cfr. n. 320, mag. ’12, p. 9, Ndr). Se passiamo la prima fase, alla giuria dovremo presentare un programma dettagliato. In sostanza,
ugg handbag Odissea Nel Provvisorio
si tratterà di un progetto di sviluppo della città basato sulla cultura. n. 321, giu. ’12, p. 19). Un recupero esemplare, aperto alla città, con una biblioteca di 50mila volumi, una grande sala per i reperti archeologici della Fondazione e altri servizi. Un bene, precisa Puglisi, che ha il valore di un museo. La Fondazione Sicilia è al centro della cultura palermitana ma, dice Puglisi, vorrei che diventassimo punto di forza di un sistema stellare, non credo negli eroi solitari, ma nelle politiche di sinergia. Purtroppo a Palermo manca ancora un’identità cittadina forte.

Puglisi racconta un caso che descrive lo stato dei beni culturali palermitani: In piazza San Domenico, il convento della Basilica ospita un’antica istituzione, la Società siciliana di Storia Patria della quale da anni sono presidente. Ha un patrimonio librario impressionante in un contesto architettonico unico, un chiostro simile a quello di Monreale. C’è anche il Museo del Risorgimento che sono riuscito a restaurare con finanziamenti europei, inaugurato da Napolitano nel settembre 2011. Adesso sono costretto a chiudere la Società (cfr. lo scorso numero, p. 17, Ndr), culla della cultura cittadina. La Regione non ha risorse. Ma tutti i musei sono a rischio. Questo perché la “spending review” si fa come i tartufi, nascondendosi. E come ti nascondi per fare i tagli? Facendoli lineari. A Palermo hanno inventato un assistenzialismo culturale che io chiamo “il terziario della cultura”. Si costituiscono associazioni o fondazioni inutili, spesso legate a gruppi famigliari, che ottengono soldi da Regione, Comune, Provincia. Quando poi si deve tagliare non si fanno distinzioni. Sono le cattive pratiche della cultura.

Le finanze del Comune sono a secco. In crisi perfino istituzioni prestigiose come il Teatro Massimo. Mancano anche i soldi per la manutenzione ordinaria. Accanto a Palazzo dei Normanni e alla Cappella Palatina, uno dei luoghi più conosciuti di Palermo, Porta Nuova, è in degrado. Lo denuncia da due anni Legambiente. A causa delle infiltrazioni d’acqua e delle vibrazioni da traffico, cadono calcinacci e la ringhiera della balaustra è a rischio crollo. In attesa di fondi per il restauro, si sta mettendo in sicurezza il monumento.

Qualcosa si muove?

Al di là della mafia, di istituzioni finora distratte, di una burocrazia malata, la Palermo della cultura ha risorse inaspettate: gruppi e associazioni attivi, un volontariato diffuso. I 500 iscritti di Salvare Palermo fanno parte di una delle associazioni storiche della città, pronte a intervenire contro scempi e abusi. Abbiamo costituito un Forum della cultura con il Fai, Italia Nostra, Amici dei Musei, Anisa, Dimore Storiche. Con la nostra ultima battaglia, racconta la presidente Rosanna Pirajno, siamo riusciti a evitare la sparizione del Fondo Luparello, uno degli ultimi terreni agricoli della Conca d’Oro: invece di difendere quello spazio, la Regione voleva coprirlo di cemento per costruire la sua sede. Contestiamo soprattutto i metodi delle istituzioni: decidono senza informare, senza consultare nessuno. Non c’è trasparenza e il dialogo è difficile. Nel cuore del centro storico sta crescendo un progetto culturale e sociale molto complesso. Fa capo a padre Giuseppe Bucaro, un prete molto attivo, che si muove in accordo con la Curia cittadina. Abbiamo intitolato questo grosso progetto “Il Genio di Palermo. La bellezza salverà il mondo”, spiega padre Bucaro. Ci lavorano 45 persone. Per noi la vera bellezza è espressione del vivere dell’uomo. Attraverso l’arte intendiamo creare un sistema di rapporti all’interno della comunità che possiede questa bellezza. Il fine è di creare il Circuito museale e culturale integrato del Centro storico, ma anche di sostenere commercio di vicinato e artigianato tradizionale, promuovere partecipazione e integrazione. Parte del circuito è già attiva con guide: comprende gli oratori di Santa Cita e San Domenico con stucchi di Serpotta e tele di Van Dyck e Luca Giordano, altre chiese della zona, e si estende alla Martorana, all’oratorio di San Lorenzo, alla Cattedrale. Fino al luglio del 2014, dice padre Bucaro, abbiamo un finanziamento della Fondazione con il Sud. Poi dovremo rivolgerci alle istituzioni. Si sta formando anche un’orchestra di bambini seguendo il metodo Abreu, sono avviati corsi di teologia della bellezza per guide turistiche per far capire cosa c’è dietro ogni opera d’arte anche dal punto di vista teologico.

Restaurati (ma vuoti)

Il Salinas è tra i più importanti musei archeologici italiani: non ha mai avuto molti visitatori, ora è chiuso dal 2009 per restauri. Doveva riaprire a luglio 2012 ma servono ancora mesi. Le collezioni sono nei depositi nonostante la possibilità di esporle in gran parte, durante i lavori, in un grande, splendido edificio antico della Regione: il Reale Albergo delle Povere. Ma soltanto nel 2011 è stata organizzata una mostra con la collezione Casuccini del Salinas: 200 reperti, soprattutto etruschi, in attesa che riapra il museo. Qualche mostra anima di tanto in tanto gli enormi spazi delle Povere che, privo dei necessari impianti di condizionamento, non può ospitare mostre importanti. un bellissimo guscio sottoutilizzato.

I tesori della Provincia

Un altro immenso, magnifico edificio, Palazzo Sant’Elia, è semivuoto, in attesa. Appartiene alla Provincia, restaurato una decina d’anni fa e attrezzato con impianti efficienti. Da allora, mostre senza un preciso programma, di qualità modesta, inadeguata all’importanza e alla vastità del complesso. Due sole esposizioni di spicco: la prima nel 2008, Espaa 1957 2007, con opere di Picasso, Dal, Mir e altri da grandi musei spagnoli. Circa 20mila i visitatori. Due anni fa, un altro evento con capolavori italiani arrivati dall’Ermitage di San Pietroburgo. Il palazzo ha una serie infinita di sale su tre piani: 1.600 mq per piano e vasti caveau. Oltre a Palazzo Sant’Elia, la Provincia possiede l’antico Loggiato di San Bartolomeo, tre piani per mostre accanto a Porta Felice, all’ingresso del centro storico di Palermo e con magnifica vista sul mare, e Palazzo Comitini, proprio di fronte a Sant’Elia, che ospita gli uffici della Provincia. Ha arredi settecenteschi, mobili, stucchi, affreschi. Per gestire questi palazzi, alla fine del 2011 è stata creata la Fondazione Sant’Elia in capo alla Provincia. Un anno di passaggi burocratici per tutti i permessi necessari, così in pratica tutto è partito solo da poche settimane. Soprintendente della fondazione è Antonio Ticali, avvocato, che ha accettato una scommessa difficile e, come gli altri membri del Cda, ha deciso di occuparsene a titolo gratuito. Il programma è in costruzione. Una cosa è chiara: Palazzo Sant’Elia farà mostre e non avrà collezioni permanenti. La nuova programmazione, spiega Ticali, prevede per l’estate la mostra di Francesco Clemente, poi “Van Dyck in Sicily” che porterà qui l’esposizione della Dulwich Gallery di Londra, finanziata dalla Regione. Le idee del soprintendente per il 2013 e oltre si basano sulla collaborazione con i privati: In Sicilia e a Palermo esistono grandi collezioni di arte antica e contemporanea, quasi tutte non visitabili. In una casa vicina a noi ci sono dei Picasso, a meno di 400 metri c’è un “Cristo” di Caravaggio quasi sconosciuto. E ancora Mantegna, Luca della Robbia, opere fiamminghe esposte finora di rado, lontano da Palermo. Il problema è trovare i finanziamenti per tutto questo: Antonio Ticali è convinto di farcela: Questi palazzi, è uno dei nostri punti fermi, devono diventare risorse, non soltanto centri di costo. La fondazione nasce per metterli a reddito. Il museo regionale di Palazzo Riso, aperto nel 2005 con due mostre legate alla Biennale veneziana (progetto Sensi Contemporanei), non è decollato, ha attraversato una crisi profonda e ha chiuso. Riaperto a maggio 2012, resta in attesa, ancora senza progetti. C’è un nuovo direttore, Francesco Andolina, e da febbraio un comitato scientifico con Achille Bonito Oliva. Il futuro per l’arte contemporanea sul quale punta il Comune è nei capannoni dei Cantieri della Zisa. Non è la prima volta, negli anni erano stati in parte restaurati, usati a fasi alterne, poi chiusi per anni. Erano diventati una discarica pubblica, abbiamo rimosso 160 tonnellate di rifiuti, anche amianto. Li abbiamo fatti rivivere, racconta l’assessore Francesco Giambrone, forte sostenitore del progetto. Abbiamo scelto 80 giovani talenti palermitani per creare un’opera plurima, un laboratorio entusiasmante con la collaborazione di artisti già affermati. Credo che sarà inaugurata a maggio. Abbiamo anche riaperto un cinema pubblico. Possiamo contare sull’entusiasmo anche dei componenti di due comitati scientifici, una ventina, che lavorano gratis. Del progetto è parte anche la direttrice della Galleria d’Arte moderna, Antonella Purpura: Stiamo cercando di definire l’identità di quello spazio al di là dell’esperimento in corso. A questa prima fase, che terminerà a dicembre, deve seguire un progetto diverso e spero originale. Ai Cantieri adesso c’è il cinema, l’Istituto Gramsci, quello di cultura francese, il Goethe Institut, altri spazi saranno recuperati. Quello dell’arte contemporanea in Sicilia è problema complesso. Gli artisti vengono affascinati da mille stimoli, ma qui non esiste un mercato dell’arte contemporanea. Forse si potrà sviluppare con dinamiche diverse dal resto del Paese. Tutto questo senza dimenticare la presenza della mafia che non ama i cambiamenti, neanche nella cultura, dice Giambrone, e noi li stiamo imponendo. Qui fuori c’è una macchina blindata. la mia.
ugg handbag Odissea Nel Provvisorio

amazon ugg occhiali e calzature da barca

Le calzature Rivieras si caratterizzano per l versatilit adattandosi a ogni occasione: in citt spiaggia, barca, con il sole e con il brutto tempo, di giorno e di notte. Ogni modello caratterizzato da un particolare stile di lavorazione dei materiali naturali assemblati a mano e interpretati in chiave moderna, mantenendo le tecniche di lavorazione e produzione originali degli anni Il modello Cocarde Rouge in rafia, con banda elastica e suola in gomma.

Gli occhiali, firmati Maui Jim, si adattano a ogni esigenza e personalit offrendo i vantaggi del brevetto a infusione di colore PolarizedPlus2, abbinato a una protezione dai raggi Uv e dai riflessi solari che comprende uno specchio sfumato, un rivestimento impermeabile e un trattamento antiriflesso. Ogni modello si caratterizza per il materiale resistente agli urti e le lenti che eliminano i riflessi e intensificano i colori in modo che i blu siano pi reali, i verdi pi brillanti e i rossi pi intensi.
sequin ugg boots occhiali e calzature da barca

ugg sydney occasione di lavoro per 4

Tempo di lettura: 290 secondi

Giovani” nei primi due anni ha già offerto in Umbria “un’occasione di lavoro a 4.000 disoccupati”. Occasione di lavoro, come si legge nel report del marzo scorso dedicato all’attuazione di questo programma promosso dall’Unione europea, che non significa dunque “posto fisso” ma possibilità di formazione professionale, tirocini ed altre esperienze per aiutare i giovani tra 15 e 29 anni ad entrare nel mondo del lavoro. Una notizia positiva in uno scenario nazionale dove la disoccupazione giovanile è di circa il 40 per cento ed in quello dell’Umbria dove negli ultimi tre anni 9.000 under quaranta secondo l’Istat hanno lasciato la nostra regione per cercare un lavoro.

Per i due milioni di giovani che pur essendo disoccupati non vanno a scuola e non partecipano a progetti di formazione per trovare un qualche impiego nel 2014 è nato anche in Italia il programma Garanzia Giovani. Le 4.000 “occasioni di lavoro” offerte in Umbria fino alla fine del febbraio scorso per 706 giovani sono diventate contratto a tempo indeterminato, per 711 un contratto di apprendistato e ad altri 504 hanno consentito di lavorare per più di 6 mesi con un contatto a termine. Tra fondi europei, dello Stato e della Regione in Umbria sono stati spesi sinora circa 30 milioni di euro. Adesso questi fondi si stanno esaurendo e la Regione si sta dando da fare per il reperimento di altri 20 milioni di euro per il biennio 2016 17.

A livello nazionale non mancano polemiche sugli effettivi risultati di Garanzia Giovani e c’è chi parla di flop citando un rapporto del Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) secondo il quale circa un milione di giovani si sono iscritti al programma ma solo poco più di 30.000 hanno trovato un lavoro. Quindi rilevano i critici del programma ogni contratto costerebbe 36.000 euro. Questo perché gran parte dei soldi arrivati dall’Europa si disperdono in sprechi e costi burocratici. ” certo ha dichiarato recentemente Fabio Paparelli, vicepresidente della Regione ed assessore al lavoro e formazione che un programma di politiche attive come Garanzia Giovani non può da solo risolvere il problema della disoccupazione ed in particolare di quella giovanile”. Paolo Sereni è il responsabile per la Regione della programmazione delle politiche di Garanzia Giovani. Anche lui ammette che per favorire la ripresa economica ed occupazionale occorrono anche altri interventi e che solo con Garanzia Giovani non si creano nuovi posti di lavoro. “Però sottolinea la formazione e la qualificazione professionale, il tirocinio ed il sostegno all’autoimprenditorialità sono un sicuro incentivo per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”. Come dimostrano i numeri di Garanzia Giovani in Umbria che è una delle Regioni dove l’attuazione di questo programma sta ottenendo i migliori risultati a livello nazionale. Il programma è nazionale e quindi le iscrizioni sono aperte a tutti i cittadini italiani. Sono stati infatti circa 9.000 i giovani che hanno rinunciato, magari perchè nel frattempo hanno optato per altre Regioni, o che non avevano i requisiti richiesti. Dei 17.500 regolarmente iscritti in Umbria circa 14.500 hanno avuto il prescritto colloquio con gli operatori dei centri per l’impiego che gli hanno illustrato le opportunità offerte dal programma per la realizzazione di un progetto professionale personalizzato. Dopo il colloquio viene firmato un patto di attivazione con il quale si è formalmente inseriti nel programma Garanzia Giovani.

Cgil: tante difficoltà ma esperienza positiva. Servono risorse certe

“Garanzia giovani ci avvicina ai modelli di servizi per l’impiego degli stati del Nord Europa e mette in contatto i giovani con il mondo del lavoro”: Giuliana Renelli, segretaria regionale della Cgil Umbria, esprime un giudizio nel complesso positivo sul programma e su come viene attuato in Umbria ma sottolinea la necessità di disporre di nuove risorse certe perchè in questo momento i fondi si stanno esaurendo ed alcune richieste di partecipazione restano sospese. Il programma spiega è nato in un momento sbagliato, con tante aziende che chiudevano e tanta gente che perdeva il lavoro mentre Garanzia giovani certo non rispondeva a questi problemi. Per cui è stato difficile anche per i sindacati seguire in modo adeguato la programmazione e l’attuazione di uno strumento nuovo. Il rodaggio continua è stato lungo ma in Umbria certi errori sono serviti per mettere a punto misure che ora producono risultati ancora da quantificare ma sicuramente positivi. Tra i problemi c’è stato e non è ancora del tutto risolto quello del ritardo nei pagamenti. In certi casi i tirocinanti hanno aspettato anche quattro o più mesi. Ci sono stati poi momenti di un vero e proprio blocco nei pagamenti. Positivo il giudizio del sindacato sui provvedimenti della Regione per contrastare un uso non corretto dei tirocini da parte dei datori di lavoro e sugli incentivi per favovorire contratti lavorativi per gli iscritti a Garanzia Giovani. La segretaria della Cgil ritiene invece che in Umbria non sia stata promossa adeguatamente l’autoimprenditorialità, la misura più importante per creare lavoro. “Occorrono provvedimenti che aiutino di più i giovani ha detto a vincere la paura di intraprendere strade nuove senza un paracadute”.

La storia: calzolaio matto di Spoleto

E uno dei 50 giovani che in Umbria grazie a Garanzia Giovani sono diventati imprenditori. Diego Damiani, di 26 anni, che a Spoleto ha aperto la bottega artigiana con insegna “Il calzolaio matto”. Ripara scarpe, borse, pelletteria e fornisce anche copie delle chiavi. Della sua esperienza autoimprenditoriale si sono occupati anche i telegiornali. “Ero senza lavoro ha raccontato e mi sono iscritto al progetto Garanzia Giovani. Mi piacciono le cose manuali, non so stare seduto davanti al computer”. Ha frequentato un corso di riparazione delle calzature e poi ha aperto la sua bottega. “Mi sono messo a testa bassa a lavorare ha detto certo le difficoltà ci sono ma per adesso va”. In bocca al lupo al “Calzolaio matto” di Spoleto.
ugg kids boots occasione di lavoro per 4

jimmy choo ugg boots né Totti né Ibrahimovic

La Fifa si copre di ridicolo: anche questa volta la lista dei 30 nominati per il Fifa World Player 2007 lascia sconcertati gli amanti del calcio di mezzo mondo.

Manca Zlatan Ibrahimovic, unanimemente considerato fra i 10 calciatori più forti del mondo e non c’è nemmeno l’ombra di Francesco Totti, Scarpa d’Oro in carica, 24 reti all’attivo nella scorsa stagione, nonostante siano stati entrambi autori di un inizio di stagione 2007/08 scoppiettante. (Clicca qui per la Gallery, Qui per la lista completa dei 30 nominati)

Si dice spesso “in questi premi vengono considerati di più i giocatori che fanno bene in Champions o che vincono qualcosa d’importante”, bene, allora bisognerebbe spiegare cosa ci fanno nella fatidica lista dei 30 ben 7 giocatori del Barcellona. Lo svedese e il Capitano della Roma non sono gli unici assenti illustri e gran parte dei giocatori entrati in nomination paiono essere lì più per un’investitura legata alla loro fama mondiale, al campionato e alla squadra per la quale militano. La Fifa è rimasta indietro di un anno: ben 23 calciatori sui 30 selezionati erano presenti anche nella lista del Fifa World Player 2006 che finì a Fabio Cannavaro.

A guardare bene sono 23 su 29, considerando che uno di questi, Zinedine Zidane, nel 2007 non ha giocato a calcio.

Ovviamente ci sono i nominati forti, quelli che sono lì per vincere il premio assegnato dal voto dei CT e dai Capitani delle nazionali di tutto il mondo: Ricardo Kakà, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma non manca il solito Ronaldinho.

Nella lista dei “misteriosamente nominati” troviamo Thierry Henry,
ugg sparkle né Totti né Ibrahimovic
totale desaparecido nel 2007, Juninho Pernambucano, Carlitos Tevez, Essien, Eto’o, Lilian Thuram, Patrick Vieira e perfino il terzino del Bayern Philipp Lahm.

Tanto per far un altro esempio di che tipo di valutazioni sballate siano state fatte Fernando Torres (14 gol, nell’Atletico Madrid) è presente nella top 30, Frederic Kanouté (21 gol in Liga, 4 in Uefa fra cui quello della vittoria in finale) non c’è.

La truppa degli italiani è guidata dal detentore Fabio Cannavaro, abbondantemente sotto i suoi livelli nella prima stagione con il Real, Gigi Buffon e i tre milanisti Gattuso, Pirlo e Alessandro Nesta.

Altra annotazione, solo un giocatore dei nominati ha giocato nel 2007 in un campionato non europeo, si tratta di Juan Roman Riquelme,
ugg sparkle né Totti né Ibrahimovic
ma il suo ritorno al Villareal dopo i trionfi con il Boca Juniors lo rende il trentesimo giocatore su trenta ad essere tesserato per una squadra europea.

ugg dakota kids nuovo volto e nuovi modelli

Grandi novità in casa UGG, la prima riguarda la testimonial il brand ha sceltoRosie Huntington come Global Brand Ambassador per la fw 2016/17 la seconda è la nuova sorprendente capsule pensata per vivere le belle giornate estive con ai piedi le mitiche UGG, in denim, of course.

Partiamo dalla bellissima Rosie Huntington Whiteley che sarà, in assoluto, la prima Brand Global Ambassador che UGG abbia nominato esfoggerà i boot Classic II, pensati e rivisitati con una serie di nuove caratteristiche, in vista del lancio ufficiale a livello mondiale che si terrà in agosto 2016.

“Questa campagna rappresenta il più grande rilancio che il brand abbia mai avuto in 37 anni di storia”, ha detto Alice Hampton, senior director global of public relations di Ugg.

La collaborazione tra UGG e Rosie inizierà ufficialmente con la campagna per la stagione Fall 2016 che partirà sulla carta stampata da settembre 2016, una bella soddissfazione per la top model per me un onore iniziare una partnership con un marchio che amo davvero come UGG” .
ugg black nuovo volto e nuovi modelli

ugg scontatissimi Nuovo amico per Felipe Melo

11:30 GDS CENA DI NATALE: PRESENTE ZHANG JR, THOHIR IN FORSE 11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
ugg slippers sale Nuovo amico per Felipe Melo

ugg new zealand Nuovi impacciati cronisti alla prova dei fatti

non azzardarti a tornare senza la foto del morto Il ringhio del capocronista, quasi sempre avvolto in un nube di fumo di sigaretta, echeggia ancora nelle orecchie di chi ha abbastanza anni per aver fatto la gavetta giornalistica nell in cui di digitale c solo i tasti di una Olivetti. Ed un ringhio che torna alla mente leggendo e soprattutto ascoltando il lavoro di tanti colleghi di oggi, catapultati sul fronte del terremoto.

S perch la del morto era il battesimo del fuoco prima e il calvario poi del cronista alle prese con l stradale, la disgrazia in montagna o al mare, il malore improvviso e fatale. Tolti i rari casi di personaggi pubblici o semi tali bastava essere un consigliere di quartiere per i quali soccorreva l toccava bussare alla porta della famiglia, porgere le condoglianze, dimostrare umanit e, di solito, usare il pietoso ma dignitoso espediente del era molto conosciuto e agli amici far piacere che il giornale lo ricordi anche con un Si tornava di corsa in redazione a volte con una stampa a colori 13 x 8 del poveretto in spiaggia, a volte con la sua tessera di qualche club o addirittura con la patente, che a pubblicazione avvenuta ci si curava immancabilmente di restituire.

Era, insomma, uno dei tanti bagni di realt che il giornalismo di allora somministrava e che oggi purtroppo mancano sempre di pi agli incolpevoli colleghi. I quali sono normalmente costretti da un meccanismo mediatico geneticamente modificato a trascorrere le giornate lavorative smanettando di copia incolla di agenzie, scrutando monitor e, soprattutto, inseguendo tweet e post della starlette e/o del premier.

Nulla di diabolico, intendiamoci, non siamo luddisti. Ma la realt di tanto in tanto gioca lo scherzo di ricordare la propria esistenza, magari con lo scricchiolio di una faglia e allora il povero giornalista (giustamente e finalmente) catapultato nel mondo reale. Non si vuole qui parlar male di colleghi che in queste ore hanno scarpinato tra crolli, macerie e drammi. Si vuol solo notare, con rammarico, che in queste occasioni si vede per molti non per tutti la drammatica assenza di quel tipo di gavetta, quella della del morto dal mondo virtuale e volatile dei post e dei commenti e paracadutati nella polvere e tra i pianti di una tragedia vera, troppi sono disarmati, mancano letteralmente delle parole e della sintassi (le di noi giornalisti), si rivelano al pi capaci di intercettare e ritrasmettere emozioni ma non informazioni. E si dimostrano infettati dal virus molto internettiano dell che decolla dal sentito dire e per il quale la parola inutile e ingombrante zavorra.

Inchiodati per giorni a fare didascalie sul nulla delle opinioni, si trovano paradossalmente impacciati e bloccati quando si tratta di descrivere semplicemente dei fatti, e che fatti.

Chi nelle prime ore di ieri avesse seguito le dirette radiofoniche sulle varie reti avrebbe avuto molte prove di questa deriva emotivo sentimental superficiale. Ne fanno parte l ormai insopportabile in tutti i contesti di espressioni bolse e logore ( macchina dei soccorsi paese in ginocchio l di locuzioni che denotano ignoranza ( scava a mani nude detto con il tono di scandalo di chi non sa che non certo con le ruspe che si salvano i sopravvissuti sepolti), l affannato a sentire rumore degli elicotteri A coronamento e apparente correzione del turbine emotivo, poi, arriva il richiamo perentorio del conduttore in studio (e del caporedattore della carta stampata) che chiede bilancio

Questa del bilancio, se non fosse una tragedia sarebbe una farsa. Ancora non si posata la nube di polvere del sisma e tutti chiedono, propongono, annunciano, correggono, aggiornano un dato che lo dice la parola stessa si fa alla fine. Qualcuno se ne rende pudicamente conto e aggiunge l Insomma, in un gioco di specchi di emozioni e sensazioni ci si aggrappa all dato oggettivo che non e non pu ancora essere disponibile. E infatti, in poche ore e come si poteva arguire stando ai dati di realt terremoto notturno, paesi con edifici vetusti, frazioni isolate tutti i delle prime ore sono stati terribilmente spazzati via.

Ora, evidente che l emozionale, di coinvolgimento, essenziale in una cronaca ma, appunto, dovrebbe trattarsi di una cronaca, di un racconto del reale. Ed proprio questo che manca sempre di pi nel giornalismo di oggi e questa mancanza emerge con maggiore evidenza, come si diceva, nei momenti in cui l con la dura realt non pi evitabile; quando il reale ti investe con la sua rocciosa solidit gli inviati che, nelle dirette in voce, video o via social, raccontavano ci che vedevano, svolgendo cos la funzione di essere occhi e orecchi di ascoltatori e lettori. Come fatta Amatrice, dove si trova Accumoli? Sono su un colle? In una valle? Le case erano vicine tra loro o lontane? Basse o alte? In pietra o in mattoni? Vie e vicoli sono in piano o in pendenza? Fa caldo o fa freddo? E quella piazza in cui ti trovi quadrata, alberata, asfaltata? Quanta strada hai fatto a piedi per essere l Ci sono boschi o prati attorno? Quanta gente vedi attorno a te? Ci sono frazioni distanti dal centro? E quante sono? Quanti residenti ha il paese? E quanti possono essere i residenti temporanei (siamo in estate) e i turisti? E poi c una bella differenza tra una casa rasa al suolo e una in cui venuto gi un camino e un cornicione: non devi cavartela con tutto distrutto e le pale degli elicotteri la del morto la si scarica da uno dei suoi profili social e nessuno rimpiange i tempi delle Olivetti inceppate e dei telefoni a gettone da cui si dettavano i pezzi. Ma stare attaccati alla realt consumando le scarpe pi che i trackpad resta una buona norma per non finire schiacciati sotto quella definizione che, sempre ringhiando, sibilava il solito capocronista: se continui cos finirai per dare ragione a chi dice che il giornalista un tale che spiega agli altri quel che non ha capito lui
ugg and ugg australia Nuovi impacciati cronisti alla prova dei fatti

scarpe ugg sito ufficiale Nuove sfide per l’incarnazione

Volutamente vicini, dal 9 al 12 novembre, per imparare a mettere il passo di ciascuno accanto a quello dell’altro. Volutamente distinti allo stesso tempo, per permettere a ogni realtà di stagliare la propria identità secondo la visione della fondatrice, ma adattata al tempo presente.

Una buona parte dei due incontri è stata vissuta insieme. Storico l’intervento di Emmaus e Jess, nella mattina di sabato 11 novembre: in una conversazione a carattere familiare, è stato posto l’accento su quattro parole chiave: Corresponsabilità Comunione Incarnazione Maria, proponendo un percorso che ha rimesso al centro la comunione, a tutti i livelli e con tutte le nostre forze, per dare al mondo quello di cui ha bisogno. Emmaus così ha concluso: Noi focolarini non possiamo sentirci volontari, e voi volontari non potete sentirvi focolarini; ma noi focolarini e voi volontari possiamo sentirci ed essere Umanità Nuova. Perché siamo corpo e anima insieme. Perché sono le vocazioni che si completano integrandosi l’una nell’altra e diventando questa umanità che, redenta, deve tornare a Dio tutta intera, trasfigurata.

Umanità Nuova: è stato un incontro caratterizzato da un fitto dialogo sul percorso compiuto quest’anno secondo alcune linee condivise nel 2016. Sono venute in luce le collaborazioni avviate a diversi livelli: fra Zone e Centro, favorite anche da una Segreteria Internazionale dislocata sul territorio; fra generazioni, in sinergia con Giovani per un Mondo Unito per United World Project e Genfest; con alcune Inondazioni, partecipando ad attività comuni.

Nel dialogo si è constatato che nell’anno di Maria viene in evidenza l’incarnazione e l’immagine del poliedro ne ha messo in luce le mille sfaccettature. Si è rinnovata la coscienza che Umanità Nuova è un servizio alla dimensione sociale dell’intera Opera e che il suo compito è mettersi a servizio della vita, valorizzandola e mettendola in rete.

Volontarie e volontari: Emmaus aveva lanciato già un anno fa alle volontarie e ai volontari una proposta spiazzante: prendersi la responsabilità dell’Opera perché lei si sarebbe presa quella dei nuclei. In realtà, quello che Emmaus propone è la logica del nuovo assetto, che mette tutti nella posizione necessaria di protagonisti locomotive, come ha detto Chiara più volte, per la costruzione del mondo unito.

la premessa sulla quale si è fondato questo raduno, che ha avuto uno dei suoi momenti più alti nell’avvio del processo di canonizzazione di Domenico Mangano1, volontario di Viterbo (Italia) morto nel dicembre 2001. Per l’occasione, la sala del Centro Mariapoli di Castel Gandolfo si è aperta ad accogliere i famigliari di Domenico anzitutto, ma poi anche gli amici di ogni parte d’Italia,
ugg buy online Nuove sfide per l'incarnazione
i colleghi e le autorità della sua amata città, di cui è stato amministratore per dieci anni. Molti hanno potuto seguire l’evento grazie alla diretta streaming. Non può essere stata un caso questa contemporaneità: in Domenico si è vista luminosa la via dei volontari, la loro passione per l’incarnazione che moltiplica la grande attrattiva del tempo moderno2. Un suo breve video dell’ultimo mese di vita ha parlato a tutti con la serietà di un testamento molto attuale: l’invito a dare la vita per la realizzazione del sogno di Chiara.

CSC Avvio del processo di canonizzazione: La moglie di Domanico, Pia, e i figli in prima fila.

Ci voleva! Ci voleva per ricevere da Emmaus lo svelarsi del disegno di Maria nella Sua Opera, collettivamente e personalmente. Ci voleva, per meritare la fiducia con cui ci ha trattati, insieme a Jess, coinvolgendoci nello sguardo dentro la profondità del Carisma, dentro l’unità poliedrica a cui siamo chiamati.

Alcune impressioni: Mi ha lasciato il cuore in fiamme vedere che le cose di cui parlavamo vent’anni fa con i gen, oggi lo Spirito Santo ce le fa attualizzare. Evaldo (Brasile)

Mai nella mia vita mi sono sentita così vicina a Maria. Chiara ci ha mostrato la via per rivivere Maria ed essere la Parola incarnata. Questa è la nostra vocazione, dobbiamo essere madri per tutti. Babut (Filippine)

Sono padre, sono uomo, però devo diventare madre. una bella sfida. Essere capace di togliere le scarpe, le calze, asciugare il sudore, dare la pacca sulla spalla. Voglio farlo. Attilio (Brescia)

Questo incontro è stato tornare alla sorgente. Ritorno realizzata, con la vocazione all’Opera che posso portare avanti solo vivendo il Vangelo. Dorothy (Camerun)

Sono molto grata ad Emmaus e Jess per la loro visita, per averci non solo parlato della corresponsabilità, ma per averla vissuta subito con noi. Andrea (Ungheria)

Con Domenico ho avvertito che tutta la Mariapoli celeste era lì davanti a noi. Lacrime di gioia: dal Paradiso di Chiara del ’49 vedevo una moltitudine di persone con un cuor solo e un’anima sola. Mel (Canada)

Il tema di Jess mi ha aiutato a capire che niente cambia anche se tutto cambia. Paula (Usa)

Portare [avanti] la parte che mi è stata affidata, con un’unità nuova con tutto il resto nell’Opera, perché solo così posso incarnare veramente. Chiara (Trento)

Paolo Balduzzi, Michela Tasca

1 Vedi Mariapoli 12/2016 p. 35: Mariapoli 3 4/2017 p. 552 L’attrattiva del tempo moderno (Scritti spirituali/1) Città Nuova, Roma, 1978

Il simboloAlla conclusione dell’ora vissuta con Emmaus e Jess la lettera di Chiara del 15 agosto 1980 ha messo a fuoco l’altissima vocazione del Volontario e della Volontaria dell’Opera, raffigurata in Maria Assunta. Eccone uno stralcio:

A Dio non è bastata l’anima di Maria in cielo. [] Così [] Dio chiama voi volontari, a rappresentare nell’Opera piuttosto il corpo di Maria. Esso è simbolo di quella parte umana che Dio ha creato e deve tornare a Lui, tutta trasformata.
ugg buy online Nuove sfide per l'incarnazione

ugg australia.com nuove immagini dai Caraibi e ritorno

Justin Bieber e Selena Gomez salutano i Caraibi. La vacanza di Capodanno per Jelena si è già conclusa, ma dall di Saint Lucia arrivano altre immagini di Justin Bieber e Selena Gomez durante la loro gira in barca. Vediamo Justin e Selena assieme a Ryan Butler (BFF di Justin) e Priscilla DeLeon (cugina di Sel), mentre con una barca si dirigono verso il gigantesco yacht che li ha ospitati. Poi, ci sono altre foto dallo yacht con dolci tenerezze tra Justin Bieber e Selena Gomez: lei abbraccia lui, lui apre la porta per lei. Lei è una tenerona, lui è un gentleman: che coppia.

Inoltre, ci sono le prime foto del ritorno di Selena Gomez a Los Angeles. Selena ha il sorriso stampato in faccia La vacanza ai Caraibi con Justin Bieber deve essere andata proprio bene! Selena ha scritto su Twitter: al lavoro domani. I maghi di Waverly e altro tempo in studio di registrazione. Sono così eccitata per il tour di quest Selena Gomez è tornata a Los Angeles da sola. Non sappiamo se Justin Bieber sia rimasto ai Caraibi o sia sbarcato in un altro aeroporto degli Stati Uniti.

Mi sono divertita come una matta con le mie cugine e abbiamo fatto di tutto e di più. Il primo giorno per cominciare bene siamo andate al cinema alle 10 di sera x vedere Harry Potter e i doni della morte e il film nn finiva quasi fino all di notte. Poi finito il film, siamo uscite e abbiamo chiamato la mia zia x venire a prenderci. Abbiamo aspettato 15 minuti finchè nn è venuta ma nel fra tempo 3 ragazzi in macchina si sono fermati d a noi, e ci hanno chiesto dove si trovava una via. Noi nn sapevamo e loro poi ci fanno: come vi chiamate?. Noi: nn lo sapiamo. Loro: quanti anni avete?. Noi:ops ce lo siamo dimenticate quando siamo uscite. Loro: Cavolo come siete sexy se avete 16 anni e in poi vi prendiamo cn noi. Noi: e io, ahh ragazze c il nostro papà che è venuto a prenderci(ovviamente avevo mentito perchè la zia nn era ancora arrivata ) e loro se ne vanno. Noi tutte abbiamo corso dall parte della strada e ci siamo nascoste dietro ad una pianta gigantesca. Quasi nn riuscivamo a respirare dalla paura . Poi la mia zia continuava a prenderci in giro su quei ragazzi e diceva(ma perchè nn siete andate cn loro così mi facevanno un favore e io nn mi alzavo all di notte per venire a prenervi ma vi portavano loro, e noi l cosa che riusciavamo a fare era solo questa faccia e questa . Poi siamo andate

a pattinare sul ghiaccio e siamo rimaste x tt il giorno, abbiamo mangiato al ristorante. Il giorno dopo ci siamo dedicate completamente al nostro HOBBY cioè lo SHOPPING c la mia cugina che mi fa: allora coa vuoi comprare?? io: se potessi tutto il negozio lo comprerei. Lei: ok e va da una ragazza che lavorava nel negozio e li fa: mi scusi signorina, quanto costa comprare tutto il negozio??? e Lei: e Io: hhahahah ma no nn faccia caso lei è un pò strana. E poi siamo uscite dal negozio tutte piegate in due ridendo. E la mia cugina: ma no guardate che nn stavo scherzando, quella era una vera domanda m veramente sapere quanto costava. Poi il terzo giorno abbiamo iniziato il nostro viaggio che lo abbiamo chiamato giro x la Svizzera e abbiamo fatto 1 giorno 1 città. Quindi abbiamo visitato 5 città diverse in 5 giorni . Abbiamo iniziato con Zurigo, Baselan, Lucerna, Lugano, Berna, Argau e in fine siamo ritornate a Zurigo dove vivono loro. Poi era Capodanno ed è stato il giorno più bello perchè ho avuto una sorpresa meravigliosa. Era venuto Davide che lui è in Germania dal suo fratello. E abbiamo passato il 12 di notte assieme. Proprio quando erano le 12 e avevano iniziato cn i fuochi d io e Davide eravamo da soli, lui si è inginocchiatto d a me e mi ha chiesto di diventare ufficialmente la sua fidanzata, cioè CON UN ANNELLO. Mi ha regalato un annello del fidanzamento con un diamante. mamma come sono felice e io ovviamente ho accetato. Quindi adesso ragazze sn ufficialmente fidanzata con Davide Gozzini Il giorno dopo Davide è ritornato in Germania e io cn le mie cugine mi risono dedicata allo SHOPPING. Poi la sera siamo partiti x ritornare a casa visto che hanno chiamato il mio papà a lavorare . Però mi sono divertita. Ahhh dimenticavo. Abbiamo fatto anche un party cn le cugine e loro mi hanno fatta bere 5 litri di BIRRA Ragazze in 20 minuti io ero obbligata a bere 5 litri di birra ma tranquille che nn mi sn ubriacato solo avevo mal di testa .

x MSJ ho 16 anni e ovviamente nn sn andata in giro da sola ma cn le mie cugine, una è della mia età più o meno fra 2 settimane compie 17 anni, l ha 18 anni e l ne ha 20.

e poi scusatemi se scrivo le doppie dove nn servono e l dove nn serve ma cn le mie amiche sn abituata così. Io considero anche voi come mie amiche e x qst scrivo così ma se volete allora scrivo bene.

x lolla Grazie Sorellona ti adoro anche io e sono molto contenta che vi sia piaciuto. 196/2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”), tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Conformemente all’impegno e alla cura che la nostra società dedica alla tutela dei dati personali, La informiamo sulle modalità, finalità e ambito di comunicazione e diffusione dei Suoi dati personali e sui Suoi diritti.

I dati personali che Lei fornirà alla nostra società, verranno registrati e conservati su supporti elettronici protetti e trattati con adeguate misure di sicurezza anche associandoli ed integrandoli con altri DataBase.

I dati saranno trattati da “Intermedia mmh Srl” esclusivamente con modalità e procedure necessarie per fornire i servizi da Lei richiesti. I dati non saranno diffusi ma potranno essere comunicati a società che svolgono per nostro conto compiti di natura tecnica od organizzativa, strumentali alla fornitura dei servizi richiesti. I Suoi dati personali potranno inoltre essere comunicati a terzi per adempiere ad obblighi di legge, ovvero per rispettare ordini provenienti da pubbliche autorità ovvero per esercitare un diritto in sede giudiziaria.

Il conferimento dei dati è facoltativo, ma necessario per poterLe permettere di accedere ai servizi da noi offerti.

Lei ha diritto di conoscere, in ogni momento, quali sono i Suoi dati e come essi sono utilizzati. Ha anche il diritto di farli aggiornare, integrare, rettificare o cancellare, chiederne il blocco ed opporsi al loro trattamento. Ricordiamo che questi, ed altri, diritti sono previsti dal Art.7 del D. Lgs 196/2003. Conformemente alla normativa vigente Le chiederemo quindi di esprimere il consenso per i trattamenti di dati barrando la casella “Accetto”.

Per ogni informazione riguardo ai diritti può rivolgersi, a tal fine, al titolare del trattamento dei dati personali: Intermedia mmh Srl, con sede in Bologna, via Orfeo 15, VAT IT 07468490631, tel +39 051 2960763.
ugg sandals nuove immagini dai Caraibi e ritorno