ugg joslyn boots Le sneakers brutte sono il fashion trend del momento

Dieci anni fa, scrive Jake Woolf sul sito di Gq, il mondo dell maschile era colpito da una nuova ondata di scarpe decisamente minimal: segnato dal design di Common Projects e culminato nell ritorno delle Stan Smith, realizzato da Adidas nel 2014, il fashion trend ha da allora invertito il suo senso di marcia. Il ritorno dell anni Novanta è coinciso con la ricomparsa di scarpe colorate, massicce, e in alcuni casi direttamente pacchiane, commenta Gq.

I principali fashion brand, da quelli dell moda come Balenciaga e Lanvin fino a quelli più mass market come Nike e New Balance,
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si muovono in questa direzione. Il mese scorso anche la Yeezy Season 5 di Kanye West ha presentato le Runner, sneakers ispirate alleAdidas EQT Solutiondel 1998, e la stessa Adidas ha di recente rimesso in vendita le appariscentiOzweego 2 disegnate da Raf Simons; leReebok InstaPump Fury, dal canto loro, sono diventate un simbolo di coolness.

Gq ha scelto anche sei tra le più sneakers che stanno conoscendo un momento di successo, ordinandole dalla meno alla più appariscente: al primo posto ci sono le scarpe presentate da Givenchy alla sua sfilataPre Fall 2017, strani ibridi tra scarpe da trekking e sneakers, l assoluto del trend delle ugly sneakers. Completano il podio le famoseAir Max 95 di Nike,
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e le Ozweego di Raf Simons e Adidas.

ugg gloves Le scarpe di Charlotte Casiraghi che tutte dovremmo avere

Parliamone: Charlotte Casiraghi è la nobile meno scontata del mondo. Stilisticamente, sia chiaro. Nelle ore che precedevano il matrimonio più atteso dellanno, quello in cui Kate Middleton, ovviamente, ha azzeccato loutfit alla perfezione, unaltra divina scendeva da uno yacht sulla Croisette. Ma lo faceva, ogni volta, mostrando una Charlotte Casiraghi diversa. In cortissimo Saint Laurent con un tubino tanto corto da mettere in difficoltà laltra Charlotte di Cannes 2017, la Gainsbourg: stesso stilista effetto diverso. Poi in lunghissimo Gucci, fiorato, con cintura cartoon in vita, sorriso da monegasca che sa di azzeccare senza provocare mai. E ora, con lennesima sicurezza che si porta dietro il suo look understatement (chignon e smalto rosso,
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nullaltro) Charlotte Casiraghi mostra a Cannes (e al mondo) come indossare le ballerine rasoterra senza far fuggire un uomo, anzi.

Le ballerine sono le scarpe meno sensuali per una donna? Prego guardare, copiare, ripetere, imparare da Charlotte Casiraghi come si indossano le ballerine nere, senza sfarzo, con un abitino di pizzo bianco, un occhiale da sole taglio vintage e un passo rapido. Nessuna, nessuna, avrebbe osato il rasoterra quanto lei: e senza neppure peccare di stilista eccessivamente riconoscibile, semplicemente una ballerina nera che tutte abbiamo avuto (e indossato) nella vita. La mossa di Charlotte è ardita: avrebbe potuto indossare i sandali che Cannes ha inventato, amatissimi da Brigitte Bardot. Avrebbe potuto indossare una sneaker bianca comodissima: e invece no, osa la ballerina con fioccato slacciato e passo felpato. Principesse si nasce (letteralmente).
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ugg jimmy choo mandah Le vendite degli Ugg calano

Sedersi sul fiume ad aspettare che il cadavere passi è sempre un strategia, sopratutto se si tratta di qualche improbabile feticcio modaiolo brutto, ma inspiegabilmente diventato un must. A riempire i fiumi adesso saranno gli Ugg, stivali in montone, pecora o pelle provenienti dall che da un po di anni hanno colonizzato il mondo intero.

ODIATI DAGLI UOMINI. Inizialmente questi stivali servivano ai surfisti per tenere i piedi al caldo tra una surfata e l ed erano quindi calzature adatte per la sabbia. Ma quando le star hanno cominciato a portarli per le strade di New York o di Los Angeles Cameron Diaz in primis abbinandoli a qualsiasi capo di abbigliamento la rivoluzione è cominciata. Peccato che l di queste scarpe sia tutt che aggraziato, e il rischio di sembrare simili a paperotti è alto per chiunque. Votato a gran voce nel 2010 tra i dieci oggetti di cui gli uomini non sopportano la vista, gli Ugg hanno continuato a essere richiestissimi, tanto che il modello originale marrone è stato declinato anche in versioni ancora più da brivido, leopardate, zebrate o brillantinate, o peggio in modello “sposa”. Un giudice ha addirittura sentenziato che sono pericolosi alla guida, perché il piede non è stabile, ma le donne non si sono fermate.

ARRIVANO GLI HUNTER. Il picco di vendite è stato nel 2009 quando la casa produttrice ha registrato un +67 per cento. Ma quest per la prima volta dalla loro uscita sul mercato le vendite hanno subito un 31 per cento e forse è davvero arrivato il momento per smettere di acquistare compulsivamente queste sgraziate simil pantofole. Un del Verdict Search, che si occupa di studiare gli andamenti dei mercati, ha spiegato che gli Ugg hanno cominciato a registrare un calo di vendita quando star del calibro di Kate Moss o Kate Middleton hanno cominciato a indossare un altro tipo di stivali, gli Hunter, antipioggia inglese per eccellenza. Lo stivale che scaccia un altro stivale sta forse salvando il buongusto.
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ugg compra online Le scarpe pelose UGG anche per le spose

Maggio, mese di matrimoni o per chi ancora non è pronto ad indossare l’abito nuziale in questi 31 giorni, periodo ideale per organizzare il cammino verso l’altare con tutto il tempo a propria disposizione per rendere unico il giorno che unico dovrebbe rimanere. La maggior parte delle spose scelgono di convolare a nozze in primavera o in estate. Ma proprio tutte assumono tale decisione o ci sono delle deroghe?

Dalle immagini che vi mostriamo oggi parrebbe proprio che i mesi estivi non siano gli unici gettonati per farsi impalmare: c’è da capire se tale scelta potrebbe essere dettata dalla volontà di indossare le singolari calzature di cui vi mettiamo a parte nella nostra galleria di foto o, invece, se alcune spose preferiscono intonare al candore del proprio vestito anche il bianco della neve o di un cielo lattiginoso.

Non parliamo, comunque, di scarpe qualsiasi ma delle famosissime UGG, ovvero gli scarponcini pelosi ideati dal surfista australiano, Shane Stedman, per ben altre necessità. La sua idea originaria nasceva infatti dall’esigenza di mantenere caldi i piedi dopo aver fatto surf nelle fredde acque australiane. Poi, come spesso capita, la moda ha preso il sopravvento e queste calzature sono diventate diffuse, tanto da essere utilizzate anche quando il clima consentirebbe un più consono sandalo aperto.

A quanto pare, giusto perché non si deve mai rinunciare all’anima del commercio, i produttori delle scarpe UGG non vogliono più che le loro calzature vengano definite le più brutte scarpe esistenti al mondo e, proprio sfruttando il fatto della loro innegabile comodità, il brand australiano ha deciso di immettere in vendita una serie nuziale.

Se anche voi credete che la comodità sia tutto ma, soprattutto, siete fan di tali calzari e non vi separereste mai dalle vostre UGG nemmeno il giorno in cui sarebbe probabilmente più consono calzare una delicata scarpina, potete sbizzarrirvi nella scelta e giungere di fronte al vostro sposo con eleganti scarpe pelose ai piedi. Lui gradirà tale scelta? E, soprattutto, quale sarà l’abito più adatto da abbinare a tale scarpa?
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sconti ugg Le sneakers di Sarah Jessica Parker di cui tutti parlano

Ecco diciamo che le scarpe di Sarah Jessica Parker da 25 anni sono una certezza: sono una fondamenta letterale del suo essere una donna in carriera che vive a Manhattan. Però succede che quando Sarah Jessica Parker, e NON più, Carrie Bradshaw, si mette a disegnare la sua collezione di décolletées con chiarissime ispirazioni tratte dalle scarpe di Manolo Blahnik, tutto ti aspetteresti ma non una scelta improbabile come lultima sneaker lanciata con massimo orgoglio da SJP, marchio acronimo delleterna Carrie. Perché per chi si aspettava una scarpa da tennis iper surrealista alla Raf Simons, o per chi credeva nel mito della sneakers della scarpa più snob di tutta Manhattan (questa),
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ora deve ricredersi. Se in Sex and the City non si è mai vista Carrie in scarpe da ginnastica il motivo cera. E a Sarah Jessica Parker deve essere volontariamente sfuggito il perché.

Sì questa è la versione di sneakers secondo Sarah Jessica Parker: un NON scarpa da tennis, più un sandalo sportivo, molto sportivo seppur glitterato, super in trend sandalo sporty come confermano i flat di Chanel (e non solo). Si chiamano Meteor, costano sui 250 dollari, come dire, manco le adidas di Kanye West raggiungono quel tetto economico lifestyle. Ma Sarah Jessica Parker lo aveva ampiamente (pre)detto: il suo nuovo business sarebbe stato solido e attuale. E attualmente nel mondo si spendono o no più soldi in sneakers che in décolletées di raso? Ecco,
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magari domandiamoci se siamo pronti a tutto quel luccichio pur di essere come Sarah Jessica Parker.

stivali ugg italia outlet Le scarpe di Jack Kerouac

Allacciatevi le scarpe e partite. Il nuovo libro di Moscati parte da lontano, dal mitico On the Road, Sulla strada, di Jack Kerouac; e da molto vicino, dalla situazione in cui vive e si muove lo smaliziato spettatore della contemporaneità tra le immagini delle televisioni e non più della televisione , del cinema, delle navigazioni in Internet. La fantascienza è atterrata. La geografia non è più la stessa delle carte o dei mappamondi. La storia sembra smarrita, in cerca di bussole. Ed ecco il cammino costellato di racconti su cui si concentra il libro: un viaggio in otto tappe nell’America che non è più quella di Sulla strada e neanche quella che abbiamo conosciuto prima della ferita nel cuore di Manhattan; una Trilogia della paura, ovvero tre film documento per la tv che da Manhattan sviluppano una ricerca dietro le cronache delle guerre combattute o annunciate o dimenticate; e infine alcune brevi guide nella foresta globale dei mass media. L’autore propone una sintesi dei percorsi che ci troviamo di fronte oggi, in un’epoca che lascia poco spazio alle illusioni e agli esotismi creati sia dal bianco e nero del cinema e della tv, sia dalle cartoline a colori che li hanno riproposti in una nuova luce. Esotismi, territori sottratti alla distanza, affidati al dominio delle immagini dell’attualità. Siamo in tempi di breaking news,
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le notizie che irrompono all’improvviso sui video e ci spostano di colpo in Afghanistan e in tanti altri luoghi spesso oscuri, poco conosciuti, sfuggenti, dove si accendono drammi, tensioni, inquietudini. Le scarpe di Jack Kerouac entrano in una crescente dimensione di spostamenti che ci trovano impreparati e tuttavia ci riguardano.

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ugg scontate Le verit nascoste

“Non si pu pensare di portare all chi guadagna 3 4 volte di pi del nostro miglior giocatore. Questo per non esclude occasioni importanti per migliorare la rosa. Vogliamo valutare giovani e top player che in nerazzurro possono trovare una nuova dimensione”. Le verit nascoste raccontate da Piero Ausilio mercoled sera nel corso di un a Sky Sport non sono altro che il perfetto spaccato delle condizioni economico finanziarie in cui versa la Serie A da un buon decennio a questa parte.

Il nostro campionato non pi tra i pesi massimi tra quelli sparsi per l per giro d nel mercato d e per constatarlo basta scartabellare la cartella dei trasferimenti che mette in evidenza le operazioni avvenute dai club esteri pi facoltosi a quelli del belpaese: se ci si sofferma oltre la soglia di attenzione media che abbiamo quando guardiamo un video sul nostro smartphone, si evince abbastanza presto che il torneo che furoreggiava negli anni ora diventato una pista d sicura dove campioni prossimi al pensionamento ed ex stelle in cerca di rilancio adagiano le loro prestazioni altalenanti.

Escludendo l di Gonzalo Higuain dal Real da parte del Napoli, anche l favorito dalla tremenda concorrenza con Benzema divenuta insopportabile per il Pipita, e quello di Ibrahimovic dal Barcellona al Milan determinato da congiunzioni astrali irripetibili, le altre trattative andate a buon fine per le nobili italiane sono tutte dello stesso segno: prendendo come campione significativo gli affari bianconeri, stato cos per Tevez, per il rinnegato Dani Alves ed cos ma solo in parte questa volta, anche per Douglas Costa, esubero di lusso di un Bayern Monaco che altrimenti avrebbe dovuto rinforzare i sostegni della panchina per permettersi l di un esterno tra i pi al mondo dal punto di vista della qualit un contesto come questo, nel quale anche la Vecchia Signora deve fare di necessit virt per stare al passo con avversari che fatturano una volta e mezza tanto, a maggior ragione anche la Beneamata che in termini di ricavi ben al di sotto dei nemici storici non pu fare la voce grossa nell in cui si divincolata a fatica dalla morsa dell in materia di Fair Play Finanzario. E badate bene che Piero Ausilio non un disco rotto che piange miseria anche nell della vacche grasse di Suning: semplicemente, facendo uso della pi classica Realpolitik, il ds nerazzurro ha voluto spiegare che in Corso Vittorio Emanuele II lo scenario con l dei capitali freschi di Zhang Jindong s cambiato, ma la rivoluzione ancora lontana dal suo compimento. Perch Mr. Z ha ereditato un club impoverito nella rosa e nelle finanze e perch opera in un sistema in crisi da anni, per il quale serviranno delle riforme vere prima di sanarlo dalle fondamenta.

Nel frattempo, visto che non saggio aspettare seduti sul divano l mutamento globale del nostro calcio, e dato che gli introiti salgono a rilento, chiaro che la dirigenza nerazzurra debba muoversi nel solco tracciato da Ausilio, senza inutili voli pindarici: ai pi distratti, ricordiamo che la dirigenza nerazzurra, dopo essere riuscita nell di saldare il debito da 30 milioni di euro entro il 30 giugno con la Uefa, ora dovr imbattersi controvoglia nella grana Ivan Perisic, la cui situazione dovr essere risolta in tempi brevi. E anche per il croato, guarda caso, il discorso di cui sopra si innesta alla perfezione: il nativo di Spalato, che solo due anni fa si dichiarava prigioniero alla Volkswagen Arena supplicando Fassone e Ausilio di portarlo con loro a Milano, oggi vuole spiccare il volo verso lo United, per sublimare una carriera che in un crescendo rossiniano arriverebbe al suo culmine in Premier League,
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la Champions dei tornei continentali. Due anni dopo, rieccoci al punto di partenza: l meglio del Wolfsburg, ma rimane inferiore per una serie di fattori al Manchester United, con cui non pu competere minimamente allo stato attuale.

L via sarebbe quella di aprire la caccia grossa al campione in cerca di nuove emozioni oppure al mercato interno, andando a depredare le altre concorrenti: nel primo caso la pista pi affascinante porta ad Angel Di Maria, nel secondo il sacco di Roma Nainggolan Manolas. Quest ipotesi sembra altamente improbabile, visto che il Ninja dovrebbe rinnovare a breve con i giallorossi, mentre sul greco potrebbe fiondarsi la Juve dopo aver perso Bonucci in favore del Milan (anche qui la Serie A continuerebbe a non elevare il suo valore assoluto perch si tratterebbe del solito passaggio di testimone tra due club sotto la stessa bandiera).

In ogni caso, con questa chiave di lettura che, al 31 agosto, si potr valutare la bont del lavoro degli uomini di mercato interisti, i quali non vedono l di fare la classica eccezione che conferma la regola strappando agli sceicchi del PSG il Fideo, fenomeno che sposterebbe, anche solo per una notte, l del calciomercato all di Milano.

11:30 GDS CENA DI NATALE: PRESENTE ZHANG JR, THOHIR IN FORSE 11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato,
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c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.

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MONICA GARCIA arriva da Madrid con i suoi tacchi in tilapia e anguilla. Un brand portoghese, di fascia decisamente alta, capace in appena 12 anni di imporsi sul mercato, soprattutto quello giapponese e che si presenta al Mipel per il terzo anno consecutivo. Per acquistare un suo modello sono necessari almeno 500 euro. Le sue scarpe però sono delle vere e proprie progettazioni: lei Monica, che è riuscita a rendere un gioiello di scarpa anche una semplice ballerina, lei che deve alla nonna sarta gran parte dell’amore che oggi conserva ancora per la moda. Una scarpa, completamente made in Spagna che reinventa la sua tradizione, con uno stile retrò cool capace di far impazzire i buyer per quello spirito indipendente e quel tocco di tendenza che non passa mai di moda.

MINNA PARIKKA è un brand tutto finlandese che ha vinto a prescindere e a priori da tutto, perché è riuscito a finire ai piedi di un’icona del nostro secolo, Lady Gaga ma anche di una first lady. Ed è riuscita a mettere d’accordo una bellezza come quella di Fergie dei Black Eyed Peas con la dirompente femminilità di Beth Ditto, frontwoman del gruppo punk soul dei Gossip. Un brand nato quando alla tenera età di 15 anni la designer capì che le scarpe erano la sua unica e sola vocazione e che di questa passione poteva farne un grande business. Una femminilità giocosa, audace, eccentrica che non rinuncia mai però alla cura del dettaglio, data dall’artigianalità che resta pur sempre alla base di ogni singolo modello: la nuova collezione, ispirata agli animali inserisce orecchie puntute da gatto su raffinate décolletées o lunghissime da coniglio su indimenticabili sneakers. così che la trentaquattrenne scandinava nel suo paese è riuscita a diventare una celebrità al punto da avere un francobollo tutto suo. Nel tempo è stata capace di fare del mercato asiatico il palcoscenico di riferimento per le sue creazioni. Chapeau.

JOE NEPHIS è l’anagramma della sorella maggiore, Josephina il brand femminile con più di vent’anni alle spalle, rilanciato nel 2011 con un percorso di internazionalizzazione che lo ha portato sotto i riflettori del Who’s next di Parigi, oltre al Premium di Berlino e Monaco e che in questo caso si declina in scarpe da uomo capaci di attirare l’attenzione grazie alle linee e ai colori scelti dal designer marchigiano Angelo Malaisi. Trent’anni compiuti per lui e due collezioni alle spalle, entrambe realizzate per un uomo che al prodotto di moda preferisce un oggetto destinato a rimanere nel tempo. Lavorazione artigianale, scelta di materiali di altissima qualità e prodotto finale da rintracciare in quella oramai poco battuta strada dell’artigianato made in Italy che riesce, in questo caso, a impreziosirsi di dettagli giovani, di colori in contrasto che lasciano il segno, di tagli a volte arditi ma mai fuori luogo. Il bianco e il nero la fanno la padrone con l’inserimento di punte di colore giallo, celeste e rosso,
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capaci di rendere ancora più accattivante un prodotto che ha nel suo motto la sua essenza: Il nostro scopo è la democratizzazione del design, non del lusso. Uomini fatevi avanti.

UNITED NUDE è un brand olandese che lascia il segno per il coraggio, perché ha da poco presentato a New York e ora finalmente anche in Italia, una scarpa galleggiante che può essere stampata in 3D, il tutto grazie alla partnership con la società di tecnologia 3D Systems, che permette di costruire il modello tramite una stampante 3D Cube. Per questo e molto altro dobbiamo ringraziare il direttore creativo Rem D Koolhaas, lo stesso che si è vista recapitare una richiesta di personalizzazione da parte di Lady Gaga, lo stesso che ha fatto di un manifesto il suo punto di partenza: rompere le regole. E ci riescono in pieno, come anche ad imporsi in estremo e medio Oriente oltre che in Inghilterra. Serve coraggio, ardore, serve quel genio e quel pizzico di sregolatezza che solo le grandi menti hanno.

GUAVA, brand firmato dalla designer trentenne Ines Caleiro, arriva dal Portogallo e all’attivo ha 8 collezioni, nate con una forte contaminazione americana, terra nella quale ha vissuto per diverso tempo. Per lei la moda è architettura, e i suoi disegni sono una chiara fusione tra la seduzione geometrica di forme perfette, l’esperienza urbana e una nuova prospettiva del design, parliamo di quello da indossare, ovviamente. Una vetrina di moda: è ciò che Ines prova a fare dei piedi di ogni donna che indosserà le sue scarpe, il tutto grazie ai suoi studi in graphic design presso l’IADE di Lisbona combinati agli studi di moda e design del prodotto presso il London College of Fashion.

RAPHAELLA BOOZ è tra i brand più prestigiosi presentati all’interno dell’Area International Designers, dedicata ai brand che si distinguono per il carattere fashion e cosmopolita. La designer brasiliana, sul mercato da quasi 50 anni, ha 25 negozi monomarca e oltre 1500 rivenditori. Per la prossima primavera/estate tinte pastello, e un mix di pelle e paglia la faranno da padrone. Scarpe che impazzano nel mercato asiatico e che in Europa non tarderanno a far breccia nel cuore di chi ad una scarpa ben congeniata non sa proprio dire di no, soprattutto se la fascia di prezzo si aggira intorno ai 150 euro.
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Nei paesi industrializzati l’Ictus è la causa principale di disabilità gravi di lunga durata. Ogni anno negli Stati Uniti circa 800.000 persone vengono colpite da un ictus, circa la metà sopravvive. In Germania, da una ricerca effettuata dalla rete di competenze sull’ictus risulta che ogni anno sono 195 mila le persone colpite da ictus per la prima volta e 66.000 quelle che incorrono in un ulteriore episodio. A lungo termine però questa misura non aiuta tutti i pazienti. Recentemente alcuni ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno trovato un modo relativamente semplice e anche poco costoso per ripristinare stabilmente l’equilibrio: delle solette per le scarpe che allenano il cervello inducendolo a spostare il peso del corpo. Il trattamento, chiamato Body Weight Shifts (CBWS) [spostamento obbligato del peso corporeo] si basa su delle solette che sollevano il corpo inclinandolo e spostano il peso corporeo sulla parte debole in modo da ristabilire l senza che il paziente debba pensare di doverlo fare (questo è il grande vantaggio del metodo). Undici pazienti dall’età media di 49 anni,
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colpiti per la prima volta da ictus circa 15 giorni prima, sono stati assegnati random ad un gruppo sperimentale e ad un gruppo di controllo. Per due settimane i pazienti del gruppo sperimentale hanno effettuato sei volte alla settimana 90 minuti di fisioterapia convenzionale combinata al trattamento CBWS. I pazienti del gruppo di controllo hanno effettuato solo la terapia riabilitativa convenzionale. Questa comprendeva diversi interventi di fisioterapia quali esercizi di movimento terapeutico, esercizi di resistenza con Thera Band, rieducazione motoria e deambulatoria.

Shift verso risultati duraturi

Le solette si basano su un approccio puramente biomeccanico. La metà sana del corpo viene sollevata meccanicamente tramite l’innalzamento della soletta nella scarpa. Cercando di ottenere un’equa distribuzione del peso corporeo sulle due metà (50/50). Questo tipo di approccio biomeccanico si contrappone ad un altro molto noto,
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quello delle così chiamate solette propiocettive: queste dovrebbero aiutare a regolare il tono muscolare tramite una stimolazione mirata. Entrambi i gruppi avevano tratto vantaggio dalla terapia fisica ma coloro che avevano utilizzato la soletta in modo maggiore. Questi ultimi distribuivano il peso del corpo in modo più simmetrico e caricavano maggiormente il lato più debole. Lo studio era di piccole dimensioni ma gli autori sperano che numerosi fisioterapeuti aggiungano anche il trattamento con la soletta alla terapia riabilitativa post ictus. Anche in casi di ictus non tanto recenti si potrebbero ottenere dei risultati validi.

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Barachini vestirà i piedi delle aspiranti miss, con le sue esclusive scarpe gioiello. Questa la sfida dell’erede del famoso calzaturificio toscano che negli ultimi anni ha legato la sua fama, oltre che alla tradizione artigianale, alle sue innovative creazioni. L’elemento essenziale delle scarpe di Barachini è infatti il gioiello, pensato non come accessorio, ma come fulcro ed essenza della scarpa. Senza per questo rinunciare a tacchi a spillo e plateaux. Lo storico marchio Luciano Barachini quest’anno abbina la propria immagine a Miss Italia: i preziosi sandali gioiello calzeranno i piedi delle prefinaliste e delle finaliste 2011, che cammineranno fino alla conquista dell’ambitissima fascia in palio a Montecatini Terme. Insomma, una scarpa di lusso ai piedi della miss che proprio quest’anno dovrebbe apparire senza eccesso alcuno? Marco Barachini, 28 anni, figlio d’arte vuole

“Dimostrare che una ‘Barachini’ può stare anche ai piedi di una ragazza della porta accanto, della bellezza semplice e pulita (come vuole la tradizione, ma soprattutto l’edizione di quest’anno ndr ), che può essere calzata non solo dalle dive, ma dalle miss e dalle studentesse. Le nostre scarpe sono da 30 e lode con materie prime pregiate, come fa da tempo mio padre, che è maniacale nella ricerca della qualità e nella lavorazione particolare.”

Riassumendo: aspiranti miss dalle morbide curve, femminili, con scarpe gioiello e morigerate. Cos’altro manca? Le borse, che domande. Bagghy, giovane brand made in Italy, sarà l’altro accessorio immancabile per il palcoscenico della kermesse. E anche qui i riferimenti a icone di stile ed eleganza d’altri tempi non manca. La collezione offre un’ampia scelta di modelli che caratterizzati dall’utilizzo di immagini di New York in bianco e nero, delle dive del cinema anni ’60 come Audrey Hepburn e Marilyn Monroe. I giurati sapranno eleggere un’italiana degna di questa eredità? Lo scopriremo il 18 e 19 settembre.
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