ugg loafers le scarpe delle star di Hollywood

Avete mai desiderato portare ai vostri piedi le scarpe delle star Hollywoodiane? Che sensazioni si avranno a camminare con le scarpe delle celebrity?

Bene, ora avete la possibilità di scoprirlo! Piperlime, un vero negozio online per acquistare scarpe di Gap Inc., che raccoglie ben 150 delle migliori marche di scarpe, ha annunciato che ospiterà un’asta online di scarpe indossate dalle celebrity per raccogliere fondi per l’associazione Soles4Souls.

Piperlime ha parlato con alcune delle celebrities più hot di Hollywood per far firmare e donare le loro “fantastiche” scarpe per l’asta, che può essere raggiunta direttamente su Piperlime! Le offerte si sono aperte ieri, il 3 maggio e si concluderanno lunedì il 14 maggio! Avete ancora tempo perciò per rilanciare sulla scarpa da Celebrity che meglio si adatta al vostro piedino o semplicemente per possedere un vero cimelio feticcio da star!.

L’asta ha raccolto quasi 30 paia di scarpe di celebrities ed atleti influenti, come Lucy Liu, Jessica Simpson, Mischa Barton, Rosario Dawson, Mandy Moore, Alonzo Mourning, Haylie Duff, Joely Fisher, Wayne Gretzky, Mariska Hargitay, Teri Hatcher, Eric Mabius, Vanessa Minnillo, Parker Posey, Jamie Lynn Sigler, Sharon Stone e Rachel Zoe.

Il cento per cento dei ricavati dell’asta andranno a Soles4Souls, un’organizzazione senza scopo di lucro la cui unica missione è quella di regalare e donare scarpe. In due anni, Soles4Souls ha raccolto e distribuiti milioni di scarpe nuove e usate a tutte le persone che ne avevano bisogno.
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ugg cleaner Le undici sostanze chimiche pericolose da eliminare

Con la campagna Detox vogliamo fermare l’avvelenamento dei corsi d’acqua da parte delle industrie che utilizzano sostanze chimiche persistenti in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo. Abbiamo lanciato una sfida ai maggiori marchi d’abbigliamento: eliminare tutte le sostanze tossiche dall’intera filiera produttiva e dall’intero ciclo di vita dei propri prodotti. Di seguito la lista delle principali sostanze chimiche pericolose da eliminare per un futuro libero da sostanze tossiche.

I composti alchilfenolici che comprendono i nonilfenoli, gli octilfenoli e i loro rispettivi etossilati in particolare il nonifenolo etossilato (NPs) sono composti alchil fenolici comunemente utilizzati. I nonilfenoli sono largamente utilizzati dall’industria tessile nei processi di lavaggio e tintura. Sono tossici per la vita acquatica, persistenti nell’ambiente perché non si degradano facilmente e possono accumularsi negli organismi viventi fino ad arrivare all’uomo attraverso la contaminazione della catena alimentare. La loro somiglianza con gli ormoni estrogeni naturali può interferire con lo sviluppo sessuale di alcuni organismi. Nei pesci, in particolare, sono causa di femminilizzazione. L’Europa applica una rigida regolamentazione sui nonilfenoli che, dal 2005, non possono essere utilizzati nella maggior parte delle applicazioni.

Gli ftalati sono un gruppo di sostanze chimiche comunemente utilizzate per rendere più flessibile il PVC (plastica di cloruro di polivinile). L’industria tessile li usa nella pelle artificiale, nella gomma, nel PVC e in alcuni coloranti. Alcuni ftalati, come il DEHP (Bis(2 etilesil )ftalato), sono dannosi per la riproduzione dei mammiferi e possono interferire nello sviluppo testicolare durante i primi anni di vita.

Gli ftalati DEHP e DBP (dibutil fatalato) sono classificati in Europa come tossici per la riproduzione e il loro uso è stato limitato. Secondo il regolamento Europeo REACH, entro il 2015 sarà vietato l’uso degli ftalati DEHP, BBP (benzil butil ftalato) e DBP.

Ritardanti di fiamma bromurati e clorurartiMolti ritardanti di fiamma bromurati (BFR) sono sostanze chimiche persistenti (che non si degradano facilmente) e bioaccumulanti (capaci di accumularsi nella catena alimentare) presenti nell’ambiente. Gli eteri di difenile polibromurati (PBDE) sono uno dei gruppi più comuni di BFR e sono stati utilizzati per eliminare il rischio di infiammabilità di una vasta gamma di materiali, inclusi i prodotti tessili. Alcuni PBDE possono interferire con i sistemi ormonali della crescita e dello sviluppo sessuale. Secondo la legislazione europea, l’uso di alcuni tipi di PBDE è sottoposto a stringenti restrizioni e uno dei PBDE è stato inserito nella lista delle ‘sostanze pericolose prioritarie’ ai sensi della legislazione europea sulle acque, che prevede l’adozione di misure per eliminare l’inquinamento delle acque superficiali in Europa.

I coloranti azoici rientrano tra i principali coloranti usati nell’industria tessile. Alcuni coloranti azoici, però, si dissociano durante l’uso e rilasciano sostanze chimiche conosciute con il nome di ammine aromatiche. Alcune ammine aromatiche possono causare tumori. L’Unione europea ha messo al bando l’uso di questi coloranti azoici che rilasciano ammine cancerogene nei tessuti e che possono venire a contatto con la pelle dell’uomo.

I composti organici stannici sono usati come biocidi (principi attivi che inibiscono qualsiasi organismo nocivo) e come agenti antimuffa in diversi prodotti di consumo. L’industria tessile li utilizza nei calzini, nelle scarpe e negli abiti sportivi per prevenire l’odore causato dal sudore. Il tribustagno (TBT) è tra i più noti composti organici dello stagno, in passato veniva usato principalmente nelle vernici antivegetative per le navi, fino a quando è emerso che persiste nell’ambiente, si accumula nel corpo e può colpire il sistema immunitario e riproduttivo. L’uso del TBT come vernice antivegetativa è ormai in gran parte vietato. Il TBT è stato utilizzato anche nel settore tessile.

Il TBT rientra nella lista delle ‘sostanze pericolose prioritarie’ ai sensi della normativa dell’Unione europea sulle acque, che prevede l’adozione di misure per eliminare l’inquinamento delle acque superficiali in Europa. Da luglio 2010 e gennaio 2012 i prodotti (compresi quelli di consumo) che contengono alcuni tipi di composti organostannici in quantità superiore allo 0,1% sono vietati in tutta l’UE.

I composti chimici perfluoroclorurati sono sostanze artificiali ampiamente utilizzate dall’industria per le proprietà antiaderenti e idrorepellenti. Nell’industria tessile vengono usati per realizzare prodotti tessili e pellame idrorepellenti e antimacchia. Test dimostrano che molti PFC sono difficili da smaltire perché persistono nell’ambiente e possono accumularsi nei tessuti e aumentare di livello attraverso la contaminazione della catena alimentare. Una volta assimilati dall’organismo, alcuni PFC hanno effetti sul fegato e, in qualità di interferenti endocrini, possono alterare i livelli di crescita e riproduzione ormonale.

Il più noto PFC è il perfluorottano solfonato (PFOS), un composto altamente resistente alla degradazione che persiste nell’ambiente anche per lunghi periodi. Il PFOS fa parte degli ‘inquinanti organici persistenti’ il cui uso è stato limitato ai sensi della Convenzione di Stoccolma, un trattato globale redatto per proteggere la salute umana e l’ambiente. Per taluni usi, inoltre, il PFOS è vietato anche all’interno dell’Europa e in Canada.

I clorobenzeni sono sostanze chimiche persistenti e bioaccumulanti utilizzate come solventi e biocidi nella produzione di coloranti e come intermedi chimici. Gli effetti dell’esposizione dipendono dal tipo di clorobenzene, tuttavia, essi comunemente influenzano la tiroide, il fegato e il sistema nervoso centrale. L’esaclorobenzene (HCB), la sostanza chimica più tossica e persistente di questo gruppo, è anche un distruttore ormonale.

L’UE classifica il pentaclorobenzene e l’HCB come ‘sostanze pericolose prioritarie’ ai sensi della normativa dell’Unione europea sulle acque, che prevede l’adozione di misure per eliminare l’inquinamento delle acque superficiali in Europa. Sono anche elencati come ‘inquinanti organici persistenti’ il cui uso globale è stato limitato ai sensi della Convenzione di Stoccolma, e per i quali, in linea con questo, né è stato vietato l’uso o prevista la riduzione ed eventuale eliminazione in Europa.

I solventi clorurati come il tricloroetano (TCE) sono utilizzati nell’industria tessile per sciogliere altre sostanze in fase di produzione e per la pulizia dei tessuti. Il TCE è una sostanza dannosa per l’ozono che può persistere nell’ambiente. anche conosciuto per gli effetti su sistema nervoso, fegato e reni. Dal 2008 l’Europa ha drasticamente ristretto l’uso del TCE sia nei prodotti che nel lavaggio dei tessuti.
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ugg kenton le scarpe must have di Alberto Guardiani

Solare, colorata e sensuale, i must have della collezione estiva 2013 di Alberto Guardiani sono pensati per una donna dinamica e contemporanea che ama ricercare e abbinare classe, eleganza e femminilità.

Tra i mood della collezione spicca il tribal neon, caratterizzato dall’essenzialità delle geometrie messa in risalto da ricercati contrasti di colore e da accostamenti di materiali. Nel sandalo in camoscio con doppio plateau le geometrie triangolari si fondono nel mix di colori mettendo in risalto i tipici disegni tribali dei Dayak del Borneo, dei Maori della Nuova Zelanda e dei Nativi Americani. I colori decisi caldi come il giallo senape, il marrone e il blu cobalto si intrecciano in un gioco geometrico che evoca femminilità ed eleganza.

Un comodo ed innovativo tacco plexi blu cobalto si unisce, in perfetto sodalizio, ad un pregiato camoscio bicolore: rosa orchidea ed intenso giallo tulipano. Una splendida trilogia di nuances proposta per la versione del sandalo scalzato, per il modello d’orsay spuntato e per l’originale tacco cubo. Quest’ultimo si arricchisce di frange, a loro volta impreziosite da piccole stones colorate, a voler richiamare il mondo del golf sapientemente reinterpretato da Alberto Guardiani in chiave glamorous e femminile.

Medesima intuizione per la pump tacco 12 con plateau, pensata e realizzata per chi non si accontenta delle mezze misure: il richiamo ai classici guanti dei golfisti si ritrova nel vitello bianco forato del tacco. Uno spumeggiante color blocking impreziosito da cuciture denim, a vista, lungo tutta la scollatura della tomaia.

Altezze creative, dettagli zoomorfi sapientemente calibrati giocano con la nuova it shoe di Alberto Guardiani: Flutterby. Ogni scarpa è un pezzo unico, declinato in diverse varianti colore: dal blu oltremare al rosa candido e verde menta per le décolletée, mentre la nuova versione sandalo è proposta in raso e in prezioso rettile, in un ampio ventaglio di nuances per abbinarlo ad ogni occasione: il classico nero e il cipria, il turchese e il giallo brillante fino all’arancione acceso.

Il modello T bar è la nuovissima versione del sandalo Lipstick Heel di Alberto Guardiani. Svettante su tacco rossetto,
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questa scarpa è davvero un jolly: fresca e divertente di giorno, grintosa e sexy la sera. Declinata in diversi materiali e colori: in pregiato vitello turchese, re dei summer colours, nella versione in soffice camoscio color sabbia a contrasto con i dettagli in maiolica del tacco.

E’ il doppio plateau dorato, a mezza luna, a far svettare su un tacco 12 la donna Alberto Guardiani. Le catene, tratto distintivo delle tribù, ascendono ad accessorio glam cingendo la cavigliera del sandalo in rettile beige: prezioso, sexy e lussureggiante.

Una lace up a quattro occhielli, come una derby maschile, è la nuovissima stringata femminile, è proposta in due nuances: un discreto natural beige ed un acceso blu cobalto declinati in pregiato camoscio. In entrambe le versioni il tallone è impreziosito da piccoli dettagli ton sur ton in rettile.

Infine per lui Alberto Guardiani propone tre mocassini ultraleggeri, il loafer, modello senza tempo del guardaroba maschile, è proposto in crosta color sabbia, impreziosito da cuciture in rilievo e dal decoro di un fiocchetto in pelle intrecciata. La seconda proposta è un mocassino in morbido vitello, color blu mercurio, arricchito da una mascherina cucita sul dorso che presenta la decorazione del brace. Un altro masterpiece della collezione è il mocassino wilson, in pregiata pelle di vitello color rubino, decorato da un classico ed essenziale disegno a coda di rondine,
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in cui l’estrema semplicità diventa eleganza raffinata.

ugg rosa Lei stata uccisa da due tre giorni

Nell udienza del processo venerd 26 gennaio che vede sul banco degli imputati il dermatologo ravennate Matteo Cagnoni accusato dell della moglie Giulia Ballestri, si entra nel merito del capitolo fiorentino dell si torna nella casa abbandonata di via Padre Genocchi per concentrare l sul sistema dell e si cerca di ricostruire una particolare circostanza relativa alle ultime ore di vita della vittima.

stata una giornata lunga e complessa quella di ieri che ha visto sfilare, nell della Corte d di Ravenna numerosi testimoni. Ma veniamo alla cronaca di questa intensa giornata processuale.

Dopo il rapido esame del fratello del nuovo compagno di Giulia, Andrea Bezzi, tocca nell a Valerio Marchesini, Ennio Caselli e Monica Castagnoli, rispettivamente titolare, macellaio e cassiera del noto negozio di generi alimentari e gastronomia all fra via Mazzini e via Guaccimanni. La loro testimonianza serve a fare chiarezza su un elemento importante soprattutto per la difesa dell l che nella tarda mattinata del 16 settembre Giulia Ballestri fosse ancora viva. Lo sosterrebbe in una sua testimonianza resa a suo tempo proprio Valerio Marchesini che avrebbe detto di averla vista entrare nel suo negozio proprio quel giorno, poco dopo mezzogiorno. Ieri mattina per durante la sua testimonianza in aula, il titolare del negozio fa un sostanziale dietro front: l volta che ha visto Giulia non venerd 16 settembre, bens il giorno prima, gioved 15. Lei stava entrando nel negozio e lui stava uscendo. A fargli inquadrare temporalmente questa circostanza il fatto che si trattava del primo giorno di scuola e lui quel giorno andato a prendere suo figlio. Che fosse gioved 15 lo confermano dopo nel corso delle loro testimonianze anche il macellaio e la cassiera.

mai due versioni cos diverse? Chiede a Marchesini l Trombini. Il teste si giustifica: inizialmente, botta calda pensava fosse venerd invece confrontandosi anche con i suoi dipendenti e ricordando appunto che era il primo giorno di scuola adesso certo che fosse il 15 settembre, quindi gioved

VILLA CAGNONI A FIRENZE

Si cambia scenario e citt dal noto negozio cittadino nel cuore di Ravenna al parco e alle ampie stanze della villa di Firenze dei genitori di Matteo Cagnoni. La testimonianza del vicequestore della Polizia fiorentina Maria Assunta Ghizzoni, introduce uno dei capitoli pi discussi del processo: quello della fuga e del fermo di Matteo Cagnoni. La sera di domenica 18 settembre 2016, la dottoressa Ghizzoni il funzionario di turno. Si sta preparando per uscire con le amiche quando riceve una telefonata dalla centrale operativa: c una donna scomparsa a Ravenna (il cadavere di Giulia non stato ancora trovato) e c da fare una perquisizione nella casa dei genitori del marito che si trova appunto a Firenze, in via Bolognese. Il vicequestore si mette al telefono per cercare di radunare qualche collega per l Compito non semplice, ammette nel corso della sua testimonianza, perch proprio quella sera si sta svolgendo la partita Fiorentina Roma e molti dei colleghi sono allo stadio per il servizio d Insieme al Sovrintendente Capo Jonathan Sbaragli e all Capo Antonio Lei, si reca in via Bolognese. I tre poliziotti si fermano con l nella piazzola di un distributore Agip nei pressi della villa in attesa degli altri colleghi: l Antonino Ingretolli, l Marco Vitali e l Giancarlo Cotardo.

Mentre stanno aspettando vedono arrivare una Mercedes condotta da Mario Cagnoni. L viene parcheggiata vicino ad un cancello nel retro della villa. Nel frattempo arrivano i colleghi. La squadra al completo: sono tutti in borghese, il vicequestore Ghizzoni che avrebbe dovuto uscire con le amiche addirittura indossa un giubbotto di jeans e pajettes. Particolare importante quello dell sul quale insiste in modo meticoloso il Pubblico Ministero Cristina D L non dichiarato ma evidente confutare l avanzata dall Cagnoni durante l dichiarazione spontanea di essersi trovato di fronte ad un commando armato, per questo si sarebbe spaventato e dato alla fuga. A mezzanotte e 40 la perquisizione inizia dal giardino. A mezzanotte e 48 minuti al cellulare del Sovrintendente Capo Sbaragli arriva un laconico sms dai colleghi di Ravenna: il cadavere Il poliziotto trova il modo di dirlo alla dottoressa Ghizzoni e ai colleghi con discrezione, senza farsi sentire da Mario Cagnoni. I poliziotti fanno il loro ingresso nella villa ed incominciano la loro perquisizione.

LA LORO MAMMA MORTA DA DUE, TRE GIORNI, UCCISA DA UN ALBANESE.

Contemporaneamente chiedono sia a Mario Cagnoni che alla moglie Vanna Costa dove si trovi il figlio Matteo, entrambi rispondono in modo vago e contradditorio. Ad un certo punto la dottoressa Ghizzoni apre una porta: quella della camera da letto dove i tre figli di Giulia Ballestri e Matteo Cagnoni dormono ignari di tutto quello che sta accadendo. Il vicequestore esce: ci sono tre bambini da soli, che dormono come angioletti dice rivolta alla madre di Cagnoni che replica: qui da soli perch la loro mamma morta due,
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tre giorni fa, ma non l ancora detto. stata uccisa da un albanese, durante una rapina in una villa a Ravenna di propriet del nonno A questo punto arriva il marito Mario Cagnoni che redarguisce di brutto e la porta via.

Nel frattempo Matteo Cagnoni non si trova. Si continua a cercare. L Ingretolli ricorda che scattato un allarme e c un cosa che non quadra: una finestra prima chiusa adesso invece aperta. Si trova in una sorta di appartamento dentro la villa che Mario Cagnoni in un primo tempo dice di non potere aprire perch stato affittato. Sotto la finestra aperta ci sono impronte fresche. Qualcuno fuggito. A questo punto vengono visionati i video delle telecamera di sorveglianza dai quali non solo si vede Matteo Cagnoni saltare dalla finestra con insospettabile agilit ma anche Mario e Matteo Cagnoni che arrivano alla villa a bordo della Mercedes, poi loro due che scendono dall ed estraggono una valigia bianca (con abiti maschili) dal bagagliaio insieme a due cuscini (quelli delle due poltroncine sul ballatoio della casa di via Padre Genocchi dove stato trovato il cadavere di Giulia) che Matteo porta in un angolo della villa, in una cantinetta e dove saranno poi recuperati dagli investigatori fiorentini.

Nel corso della perquisizione vengono trovate su un termosifone un paio di Timberland: le scarpe sono bagnate, come se fossero state lavate da poco e nel carrarmato ci sono tracce di terriccio. Le scarpe sono di Mario Cagnoni e lui afferma che le usa per andare nell Ed ancora: nella villa viene sequestrata la giacca grigia che Matteo Cagnoni indossa nel video della telecamera di sorveglianza; nella giacca ci sono il passaporto ed oltre 1.300 euro. Sul letto di Cagnoni i passaporti di due dei tre figli e sempre nella villa di Firenze viene sequestrato un paio di jeans dove sar trovata la scheggia di corteccia sporca di sangue di Giulia proveniente presumibilmente dal bastone utilizzato per colpire la donna in una prima fase dell torniamo a Matteo Cagnoni in fuga. La centrale dirama l a tutte le volanti. Ed proprio una volante che alle 3.40 incrocia il fuggitivo sulla via Faentina a circa 3, 4 chilometri dalla villa paterna. A bordo c l Stefano Costanzo insieme al collega Marulli. Appena vede il ricercato, Costanzo scende dall pistola in pugno, ma Cagnoni si gira dalla parte opposta, salta sul guard rail poi su un dirupo. Il poliziotto lo insegue lo afferra per la camicia ma Cagnoni riesce a fuggire. Verr bloccato dall Cotardo appostato nel giardino poco prima delle sei della mattina del 19 settembre, mentre sta cercando di tornare a casa.

IL SISTEMA D’ALLARME NELLA VILLA DEL DELITTO

Infine per l parte dell si fa ritorno a Ravenna, nella casa di via Padre Genocchi, per accentrare l su un tema particolare, quello del sistema dell della villa del delitto, attraverso la testimonianza del direttore e di alcuni dipendenti della Colas Vigilanza. Il primo a rispondere alle domande del Pubblico Ministero Silvio Zauli, operatore della centrale operativa. lui a ricevere alle 23,45 di domenica 18 settembre la telefonata della Questura che chiede che qualcuno della Colas porti in via Padre Genocchi la chiave della villa e il codice dell Sul posto si reca la guardia giurata Walter Maioli (anche lui ieri sul banco dei testimoni). Zauli chiede alla polizia se pu avvertire i proprietari della casa. Alla risposta affermativa chiama prima il cellulare di Giulia Ballestri che suona libero e poi scatta la segreteria. Poi chiama l Cagnoni all che poi risulter intestata a Don Desio. Anche in questo caso nessuna risposta. suonare il telefono fino a che non cadeva la linea racconta l della Colas che chiama il custode e poi di nuovo Giulia Ballestri lasciando un messaggio in segreteria. Poi chiama anche il fisso di Mario Cagnoni. Risponde una donna, presumibilmente la moglie, che glielo passa: dopo avere ascoltato il messaggio dell lui dice che si risentiranno nella mattinata.

A mezzanotte e 53 minuti Zauli riceve la comunicazione che nella villa stato trovato un cadavere. Tre minuti dopo richiama la villa di Firenze. Risponde la stessa donna ma stavolta non gli passa Mario Cagnoni: probabilmente la perquisizione in corso e il padre dell impegnato con la polizia di Firenze. Zauli riferisce del ritrovamento del cadavere nella villa e lei risponde: bene, ci sentiamo domani Ma il tema centrale delle testimonianze, come si diceva, relativo al sistema di allarme della casa. Un contratto che, spiega il direttore della Colas Andrea Avellone, risale al 1998 prevede la custodia delle chiavi e l di una pattuglia in caso scatti l antifurto. Dal giugno del 2014, pare su richiesta proprio di Giulia Ballestri, vengono tolti i controlli sugli inserimenti e i disinserimenti del codice. Quello dell non una questione puramente tecnica ma pu rivelarsi importante ai fini delle indagini. Il discorso a questo proposito verr completato nella prossima udienza dove sar sentita un dipendente della Colas. Ma la prossima udienza in programma il 2 febbraio ha un altro motivo di grande interesse: la pubblica accusa ha infatti deciso di chiamare a testimoniare, fra gli altri,
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anche il padre e la madre dell Mario Cagnoni e Vanna Costa.

ugg joslyn boots Le sneakers brutte sono il fashion trend del momento

Dieci anni fa, scrive Jake Woolf sul sito di Gq, il mondo dell maschile era colpito da una nuova ondata di scarpe decisamente minimal: segnato dal design di Common Projects e culminato nell ritorno delle Stan Smith, realizzato da Adidas nel 2014, il fashion trend ha da allora invertito il suo senso di marcia. Il ritorno dell anni Novanta è coinciso con la ricomparsa di scarpe colorate, massicce, e in alcuni casi direttamente pacchiane, commenta Gq.

I principali fashion brand, da quelli dell moda come Balenciaga e Lanvin fino a quelli più mass market come Nike e New Balance,
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si muovono in questa direzione. Il mese scorso anche la Yeezy Season 5 di Kanye West ha presentato le Runner, sneakers ispirate alleAdidas EQT Solutiondel 1998, e la stessa Adidas ha di recente rimesso in vendita le appariscentiOzweego 2 disegnate da Raf Simons; leReebok InstaPump Fury, dal canto loro, sono diventate un simbolo di coolness.

Gq ha scelto anche sei tra le più sneakers che stanno conoscendo un momento di successo, ordinandole dalla meno alla più appariscente: al primo posto ci sono le scarpe presentate da Givenchy alla sua sfilataPre Fall 2017, strani ibridi tra scarpe da trekking e sneakers, l assoluto del trend delle ugly sneakers. Completano il podio le famoseAir Max 95 di Nike,
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e le Ozweego di Raf Simons e Adidas.

ugg gloves Le scarpe di Charlotte Casiraghi che tutte dovremmo avere

Parliamone: Charlotte Casiraghi è la nobile meno scontata del mondo. Stilisticamente, sia chiaro. Nelle ore che precedevano il matrimonio più atteso dellanno, quello in cui Kate Middleton, ovviamente, ha azzeccato loutfit alla perfezione, unaltra divina scendeva da uno yacht sulla Croisette. Ma lo faceva, ogni volta, mostrando una Charlotte Casiraghi diversa. In cortissimo Saint Laurent con un tubino tanto corto da mettere in difficoltà laltra Charlotte di Cannes 2017, la Gainsbourg: stesso stilista effetto diverso. Poi in lunghissimo Gucci, fiorato, con cintura cartoon in vita, sorriso da monegasca che sa di azzeccare senza provocare mai. E ora, con lennesima sicurezza che si porta dietro il suo look understatement (chignon e smalto rosso,
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nullaltro) Charlotte Casiraghi mostra a Cannes (e al mondo) come indossare le ballerine rasoterra senza far fuggire un uomo, anzi.

Le ballerine sono le scarpe meno sensuali per una donna? Prego guardare, copiare, ripetere, imparare da Charlotte Casiraghi come si indossano le ballerine nere, senza sfarzo, con un abitino di pizzo bianco, un occhiale da sole taglio vintage e un passo rapido. Nessuna, nessuna, avrebbe osato il rasoterra quanto lei: e senza neppure peccare di stilista eccessivamente riconoscibile, semplicemente una ballerina nera che tutte abbiamo avuto (e indossato) nella vita. La mossa di Charlotte è ardita: avrebbe potuto indossare i sandali che Cannes ha inventato, amatissimi da Brigitte Bardot. Avrebbe potuto indossare una sneaker bianca comodissima: e invece no, osa la ballerina con fioccato slacciato e passo felpato. Principesse si nasce (letteralmente).
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ugg jimmy choo mandah Le vendite degli Ugg calano

Sedersi sul fiume ad aspettare che il cadavere passi è sempre un strategia, sopratutto se si tratta di qualche improbabile feticcio modaiolo brutto, ma inspiegabilmente diventato un must. A riempire i fiumi adesso saranno gli Ugg, stivali in montone, pecora o pelle provenienti dall che da un po di anni hanno colonizzato il mondo intero.

ODIATI DAGLI UOMINI. Inizialmente questi stivali servivano ai surfisti per tenere i piedi al caldo tra una surfata e l ed erano quindi calzature adatte per la sabbia. Ma quando le star hanno cominciato a portarli per le strade di New York o di Los Angeles Cameron Diaz in primis abbinandoli a qualsiasi capo di abbigliamento la rivoluzione è cominciata. Peccato che l di queste scarpe sia tutt che aggraziato, e il rischio di sembrare simili a paperotti è alto per chiunque. Votato a gran voce nel 2010 tra i dieci oggetti di cui gli uomini non sopportano la vista, gli Ugg hanno continuato a essere richiestissimi, tanto che il modello originale marrone è stato declinato anche in versioni ancora più da brivido, leopardate, zebrate o brillantinate, o peggio in modello “sposa”. Un giudice ha addirittura sentenziato che sono pericolosi alla guida, perché il piede non è stabile, ma le donne non si sono fermate.

ARRIVANO GLI HUNTER. Il picco di vendite è stato nel 2009 quando la casa produttrice ha registrato un +67 per cento. Ma quest per la prima volta dalla loro uscita sul mercato le vendite hanno subito un 31 per cento e forse è davvero arrivato il momento per smettere di acquistare compulsivamente queste sgraziate simil pantofole. Un del Verdict Search, che si occupa di studiare gli andamenti dei mercati, ha spiegato che gli Ugg hanno cominciato a registrare un calo di vendita quando star del calibro di Kate Moss o Kate Middleton hanno cominciato a indossare un altro tipo di stivali, gli Hunter, antipioggia inglese per eccellenza. Lo stivale che scaccia un altro stivale sta forse salvando il buongusto.
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ugg compra online Le scarpe pelose UGG anche per le spose

Maggio, mese di matrimoni o per chi ancora non è pronto ad indossare l’abito nuziale in questi 31 giorni, periodo ideale per organizzare il cammino verso l’altare con tutto il tempo a propria disposizione per rendere unico il giorno che unico dovrebbe rimanere. La maggior parte delle spose scelgono di convolare a nozze in primavera o in estate. Ma proprio tutte assumono tale decisione o ci sono delle deroghe?

Dalle immagini che vi mostriamo oggi parrebbe proprio che i mesi estivi non siano gli unici gettonati per farsi impalmare: c’è da capire se tale scelta potrebbe essere dettata dalla volontà di indossare le singolari calzature di cui vi mettiamo a parte nella nostra galleria di foto o, invece, se alcune spose preferiscono intonare al candore del proprio vestito anche il bianco della neve o di un cielo lattiginoso.

Non parliamo, comunque, di scarpe qualsiasi ma delle famosissime UGG, ovvero gli scarponcini pelosi ideati dal surfista australiano, Shane Stedman, per ben altre necessità. La sua idea originaria nasceva infatti dall’esigenza di mantenere caldi i piedi dopo aver fatto surf nelle fredde acque australiane. Poi, come spesso capita, la moda ha preso il sopravvento e queste calzature sono diventate diffuse, tanto da essere utilizzate anche quando il clima consentirebbe un più consono sandalo aperto.

A quanto pare, giusto perché non si deve mai rinunciare all’anima del commercio, i produttori delle scarpe UGG non vogliono più che le loro calzature vengano definite le più brutte scarpe esistenti al mondo e, proprio sfruttando il fatto della loro innegabile comodità, il brand australiano ha deciso di immettere in vendita una serie nuziale.

Se anche voi credete che la comodità sia tutto ma, soprattutto, siete fan di tali calzari e non vi separereste mai dalle vostre UGG nemmeno il giorno in cui sarebbe probabilmente più consono calzare una delicata scarpina, potete sbizzarrirvi nella scelta e giungere di fronte al vostro sposo con eleganti scarpe pelose ai piedi. Lui gradirà tale scelta? E, soprattutto, quale sarà l’abito più adatto da abbinare a tale scarpa?
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sconti ugg Le sneakers di Sarah Jessica Parker di cui tutti parlano

Ecco diciamo che le scarpe di Sarah Jessica Parker da 25 anni sono una certezza: sono una fondamenta letterale del suo essere una donna in carriera che vive a Manhattan. Però succede che quando Sarah Jessica Parker, e NON più, Carrie Bradshaw, si mette a disegnare la sua collezione di décolletées con chiarissime ispirazioni tratte dalle scarpe di Manolo Blahnik, tutto ti aspetteresti ma non una scelta improbabile come lultima sneaker lanciata con massimo orgoglio da SJP, marchio acronimo delleterna Carrie. Perché per chi si aspettava una scarpa da tennis iper surrealista alla Raf Simons, o per chi credeva nel mito della sneakers della scarpa più snob di tutta Manhattan (questa),
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ora deve ricredersi. Se in Sex and the City non si è mai vista Carrie in scarpe da ginnastica il motivo cera. E a Sarah Jessica Parker deve essere volontariamente sfuggito il perché.

Sì questa è la versione di sneakers secondo Sarah Jessica Parker: un NON scarpa da tennis, più un sandalo sportivo, molto sportivo seppur glitterato, super in trend sandalo sporty come confermano i flat di Chanel (e non solo). Si chiamano Meteor, costano sui 250 dollari, come dire, manco le adidas di Kanye West raggiungono quel tetto economico lifestyle. Ma Sarah Jessica Parker lo aveva ampiamente (pre)detto: il suo nuovo business sarebbe stato solido e attuale. E attualmente nel mondo si spendono o no più soldi in sneakers che in décolletées di raso? Ecco,
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magari domandiamoci se siamo pronti a tutto quel luccichio pur di essere come Sarah Jessica Parker.

stivali ugg italia outlet Le scarpe di Jack Kerouac

Allacciatevi le scarpe e partite. Il nuovo libro di Moscati parte da lontano, dal mitico On the Road, Sulla strada, di Jack Kerouac; e da molto vicino, dalla situazione in cui vive e si muove lo smaliziato spettatore della contemporaneità tra le immagini delle televisioni e non più della televisione , del cinema, delle navigazioni in Internet. La fantascienza è atterrata. La geografia non è più la stessa delle carte o dei mappamondi. La storia sembra smarrita, in cerca di bussole. Ed ecco il cammino costellato di racconti su cui si concentra il libro: un viaggio in otto tappe nell’America che non è più quella di Sulla strada e neanche quella che abbiamo conosciuto prima della ferita nel cuore di Manhattan; una Trilogia della paura, ovvero tre film documento per la tv che da Manhattan sviluppano una ricerca dietro le cronache delle guerre combattute o annunciate o dimenticate; e infine alcune brevi guide nella foresta globale dei mass media. L’autore propone una sintesi dei percorsi che ci troviamo di fronte oggi, in un’epoca che lascia poco spazio alle illusioni e agli esotismi creati sia dal bianco e nero del cinema e della tv, sia dalle cartoline a colori che li hanno riproposti in una nuova luce. Esotismi, territori sottratti alla distanza, affidati al dominio delle immagini dell’attualità. Siamo in tempi di breaking news,
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le notizie che irrompono all’improvviso sui video e ci spostano di colpo in Afghanistan e in tanti altri luoghi spesso oscuri, poco conosciuti, sfuggenti, dove si accendono drammi, tensioni, inquietudini. Le scarpe di Jack Kerouac entrano in una crescente dimensione di spostamenti che ci trovano impreparati e tuttavia ci riguardano.

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