ugg boots online shop I video del convegno in Triennale del Premio Europeo Ugo Rivolta

In Triennale il 25 novembre Premiazione e inaugurazione della mostra dedicata ai risultati del Premio Rivolta, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Occasione per un dibattito sul tema dell’housing sociale e la sua qualità architettonica, cui hanno partecipato numerosi relatori, moderati dalla brava storica Maria Vittoria Capitanucci.

Daniela Volpi, presidente del nostro Ordine, promotore dell’evento, si è soffermata sulle difficoltà determinate dal disagio abitativo, allargando i confini del dibattito a livello europeo. Il premio vuole porre l’attenzione sulle relazioni tra processi di sviluppo e trasformazione della città, tra progetti e politiche urbane, su strategie efficaci e sostenibili.

Ricorda anche che il premio è dedicato all’architetto Ugo Rivolta, esemplare figura di progettista attento ai processi di costruzione dello spazio collettivo, espressa attraverso la sua opera.

Giacomo Borella inizia la passerella degli interventi presentando il progetto che lo Studio Albori ha realizzato per la Biennale di Venezia del 2008.

Un’inedita formula di recupero di eco mostro, in specie della stazione FS mai completata di San Cristoforo, sui navigli a Milano, progettata da Aldo Rossi negli anni ’80, in cui sono rappresentati alcuni temi cruciali del concetto di sostenibilità: il riciclo di contenitori tetrapak del latte come tamponamento coibentante. Oppure l’utilizzo dei serramenti di recupero, dismessi paradossalmente grazie alle agevolazioni fiscali, che semplicemente accoppiati restituiscono un valore ottimale di isolamento, oltre che di produzione passiva di calore se opportunamente orientati grazie all’effetto serra prodotto dalla intercapedine creatasi nel loro accostamento.

Uno sviluppo che è ‘polifonia’ sociale, funzionale, tipologica, strutturale, etc, ma soprattutto attenta a non sacrificare la ‘coralità’ dei brani di città in cui ci troviamo a lavorare.

L’assessore alla Casa del Comune di Milano Giovanni Verga, sollecitato da Maria Vittoria Capitanucci riguardo allo stato dell’arte del Piano Casa di Milano, il suo finanziamento e la politica del riuso, ci tiene a sottolineare come la definizione di ‘alloggio sociale’ dato dalla comunità europea, quindi alla legge italiana ad esso dedicata, provenga dal ‘laboratorio’ milanese, che è ‘edilizia al servizio della città che persegue la coesione sociale’.

Promette entro Natale il bando per l’attivazione dei fondi immobiliari, sottolineando l’azione della Regione sia orientata alla semplificazione delle procedure, oltre che a riconoscere bonus volumetrici finalizzati al mix sociale, sia pur a basso costo.

Sottolinea infine la bontà di iniziative come il Premio Rivolta, che ci mostrano esempi che dimostrano come anche nella nostra città si possa esercitare virtuosamente.

Leonardo Cascitelli, responsabile del Marketing territoriale di ALER ex Istituto Case Popolari, che si presenta come principale immobiliare di Milano, con 80.000 alloggi di proprietà e la gestione di 130.000 , è pronto a smentirlo: “la legge 13 non produrrà molto a Milano”, lamentando invece il fatto di non aver ritenuto utile da parte dell’Amministrazione Pubblica continuare a investire e lavorare sui ‘Contratti di Cantiere’ , strumento che ha portato a riqualificazioni significative su programmi complessi vedi Calvairate/Molise.

Riprendendo il canone citato da Umberto Eco come proprio del nostro tempo, sottolinea come il mescolamento il mix sociale, l’accostamento di diverse compagini sociali, sia espressione del bello contemporaneo, ovvero il ‘politeismo’ cui si deve puntare.

Meno ottimista è apparso Enrico Bertolino, noto uomo dello spettacolo e storico abitante del quartiere popolare Isola di Milano, che si incarica di parlare più che di ‘sviluppo sostenibile’ di ‘sostegno allo sviluppo necessario’.

Riguardo al ‘bello e responsabile’, propone che chi progetta abbia l’obbligo di risiedere almeno 2 anni nella propria opera. Ricorda che a Londra i parcheggi si fanno fuori dalla città, mentre a Milano in centro, inducendo ulteriore traffico.

Dinamiche che hanno portato gli abitanti dell’Isola da ‘isolani a isolati’.

Il suo è un invito accorato a guardare a chi abita prima di fare case, a guardare le persone, le botteghe, l’interscambio sociale, ad una azione che sia rispettosa per chi abita.

Se ne è occupato di fatto negli ultimi due anni, a partire da una ricerca sociologica curata da Makno e dal dott. Abis, dedicata alle modalità di vita degli italiani, e alla contaminazione tra i diversi tipi riconosciuti: fa l’esempio delle casa Bunker e casa forum, definite tali in funzione delle relazioni costituite con l’esterno.

La scommessa della casa a basso costo non è il costo in sè Caltagirone costruisce con 760/mq quanto la qualità e la corrispondenza tra abitante e abitazione, ovvero la qualità dell’abitare.

Così è stato a Cesenatico per una sua azione di architettura partecipata, in cui solo al termine del processo le persone coinvolte hanno rioconosciuto l’opportunità di un azione condivisa: ma la sperimentazione è essenziale.

Il tema dell’energia influenzerà radicalmente il modo di costruire dei prossimi anni. E solo se si fanno queste sperimentazioni, riferendosi al suo progetto della casa da 1.000 /mq, induci il mercato al cambiamento. Ma la strada è lunga.

La sfida è il kit a catalogo per montare ciò che crea la complessità che chi abita vuole, perché nella comunità la responsabilità di costruire passa attraverso la capacità di dialogo.

A geniale chiusura del suo intervento la presentazione di un esperienza di sostenibilità compiuta su un isola della Cornovaglia, Garnisch Island, in cui l’oculata sequenza di impianto di essenze a protezione del suo interno, ne ha fatto nell’arco di 100 anni un giardino tropicale a latitudini improbabili.

Infine Pierre Alain Croset, presidente della giuria del Premio Rivolta, ha raccontato dei criteri di giudizio adottati e della unanimità a premiare il bel progetto Ungherese di Kis Péter pìtészmuterme a Budapest, che in un suo breve intervento ha spiegato come “quando si è poveri si compera solo un paio di scarpe, che sono le migliori”, ma che non sono i soldi a definirne la qualità.

Infine il convegno si conclude con la premiazione del vincitore della seconda edizione del Premio Europeo di Architettura Ugo Rivolta, Kis Péter pìtészmuterme, da parte del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, Daniela Volpi. Vengono premiati inoltre i tre progetti segnalati dalla giuria: Giorgio Macola e Adolfo Zanetti, 48 alloggi a Forte Gazzera (Italia), Javier Terrados Cepeda, 30 social dwellings Conil de la Frontera (Spagna), e Agence Kagan Architecture, 83 appartamenti sociali a Port Saint Martin, Rennes (Francia).
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Qualcuno ha parlato della neve a roma?avete visto foto o video?

Credo che oggi come oggi chi di Roma gi sta odiando profondamente il tema, figuriamoci Walter, del rifugio alpino in trentino quanto bestemmier vedendo una citt paralizzata da 10cm di neve.

Ok, questo non vuole essere un post celebrativo della neve a Roma, anzi. Per lasciatemelo dire, succede ogni 10 anni e quindi un po’ di stupore e divertimento ci stanno.

A. la notte che avrebbe nevicato andato a dormire tardi, non aveva particolarmente sonno, prima di infilarsi sotto le coperte aveva scrutato fra gli spazi della serranda. Niente neve, solo il freddo che attraversava il vetro.

La mattina seguente si era svegliato presto, troppo presto, ultimamente gli succede spesso, alle ore 7 la neve si era posata sulla capitale, faceva un freddo inusuale e il suo cane doveva pisciare.

Maledetta bestia, certe mattine riusciva a tenersela fino alle 11, quella mattina no! doveva pisciare alle 7.

Lui e il cane, che da ora chiameremo solo C. avevano un rapporto strano, amore e odio. cio A. amava il cane, ma il cane amava veramente A.? o forse lo usava solo per andare a spasso, pisciare e mangiare? questo A. se lo chiedeva spesso, chi era il padrone? il padrone quello che non fa un cazzo e guadagna, quindi il padrone sicuramente il cane. Ora perch qualcuno dovrebbe comprarsi un padrone, o adottarlo un mistero che l’umanit non riuscir mai a capire. Tuttavia pieno di cani, e di umani schiavi e di umani padroni anche. e di umani padroni con cani padroni che quindi sono i padroni dei padroni di altri umani con cani padroni.

Insomma una questione troppo complessa da affrontare oggi, parliamo di neve che meglio.

A. si infil i vestiti pi pesanti che aveva, perch nonostante facesse solo 1, il romano deve vestirsi pesante se c’ la neve.

Quindi, canottiera, maglietta a maniche lunghe, camicia di flanella comprata in trentino nel duemilasei, felpa con cappuccio.

Poi sopra ancora: cappotto da neve marca columbia, che usava anche quando facevano 15 gradi, cappello a zuccotto di lana e per finire scarpe da trekking da poveri, pagate 30 euro e decisamente non indicate per la neve e il freddo.

Come vedremo dopo il suo outfit non sar minimamente “stravagante” anzi, quasi triste.

Uscendo di casa il paesaggio era veramente gradevole, ricordando l’ultima nevicata A. sapeva bene che entro pochi minuti tutta la neve candida sarebbe diventata marrone e le macchine cos ben ricoperte sarebbero state presto prese d’assalto da bambini e adulti a caccia di neve fresca e non posata a terra, per farne palle di neve.

Il problema era che nevicava ancora, e quei fiocchi molesti negli occhi e in bocca non erano proprio il massimo.

A. torn a casa, infreddolito e con lui C. svuotato dai suoi bisogni, ormai congelati dentro il cassonetto.

Il resto della giornata A. lo voleva passare a casa, al caldo, limitando al massimo gli spostamenti. ma i suoi fratelli avevano altri programmi, alle 11 si presentarono sotto casa per la “passeggiata sulla neve” idea che ovviamente non aveva avuto nessuno.

Si recarono al vicino parco, letteralmente preso d’assalto da centinaia di persone che probabilmente quest’anno si risparmieranno i soldi della settimana bianca.

Insomma un marasma di outfit accroccati la mattina stessa, che sfilavano insieme in un grottesco carnevale improvvisato.

La cosa bella tuttavia che anche 2 giorni dopo, facendo una passeggiata su via Tuscolana, una via dello shopping non proprio centrale di Roma, A. vide gli stessi Outfit perseverare nonostante la neve si fosse tutta sciolta e il freddo non fosse poi cos pungente.

A tre giorni dalla nevicata, persistono scarpe da trekking e pellicce,

Ma la sorpresa pi bella A. la ebbe tornando a casa e trovando nell’androne il suo vecchio zio novantaseienne, per l’occasione abbigliato con: cappello a coppola da pensionato, piumino attillato color avana scuro probabilmente anni 80 e, sotto dei pantaloni decisamente normali, degli scarponi di pelle nera con lacci rossi di fattura decisamente antica.

A. chiese allo zio delucidazioni sulle vistose calzature.

“li comprai quando andavo a sciare, sono ancora buoni eh!”

Probabilmente l’ultima volta che quei graziosi e giganti scarponi avevano visto la neve, non solo esisteva ancora l’unione sovietica, era ancora vivo Aldo Moro, e Paolo VI ancora era Papa.
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Chi è in cerca di idee regalo di San Valentino per lei troverà certamente pane per i suoi denti. Vi capiamo, state tranquilli, comprendiamo che non è sempre facile accontentarla, capire i suoi gusti, intuire ciò che desidera e soprattutto ciò che non vuole. Ma non basta il pensiero? No, non siate stupidi, a lei non basterà mai un pensiero, nemmeno quando è la sua stessa bocca a pronunciare queste parole. A ogni donna fa piacere ricevere qualcosa, quindi ciò che conta non è che sia un prodotto di tendenza o che sia super costoso ma semplicemente che avete fatto qualcosa per lei. Per stupirla. Certo,
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se poi centrate l’obiettivo, le cose si faranno molto più facili per voi

Tra i regali di San Valentino per lei che siamo sicuri potrebbero davvero farla impazzire vi suggeriamo le deliziose borse di Michael Kors, che negli ultimi tempi si trovano in cima alla lista dei desideri delle appassionate di moda. A proposito di bags, un buon consiglio è anche quello di optare per un modello tracolla, come le bandoliere di Zara, le scatoline rigide di Gucci o anche le borse di Furla. Se è una persona sportiva potreste donarle qualcosa che abbia a che fare con il fitness, come il tappetino da yoga di Nike, una maglia sportiva con scritte ironiche o un crop top da indossare quando va a correre. Se invece si tratta di una ragazza molto raffinata e impostata, vi consigliamo di donarle dei sandali in pelle o delle ballerine lace up glitterate.
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MESSAGGERIE BACCO CATANIA: Tulone, Reina 1, Pizzichini 5, Torre, Finoli 3, Arena, Sideri 10, Spampinato (L), Bonacic 22, Razzetto 2, De Santis 14, Chillemi, Pricoco (L). Coach: Rigano.

EMMA VILLAS SIENA: Fabroni 5, Bargi 2, Spadavecchia 8, Vedovotto 19, Gradi, Giovi (L), Ferreira 8, Graziani, Braga 1, Nemec, Pochini (L),
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Di Tommaso, Fedrizzi 12, Melo 2. Coach: Bagnoli.

SIENA. Si chiude con una brutta sconfitta a Catania il girone di andata di Siena. La squadra di coach Bagnoli vince il primo set ma poi si fa rimontare da un team siciliano che è stato guidato dallo schiacciatore cileno Bonacic.

Primo set E’ verso la metà del primo set che la squadra di coach Bruno Bagnoli cerca il primo allungo, portandosi sul 10 14 con la battuta vincente di Ferreira che arriva dopo un errore al servizio del palleggiatore catanese Finoli. Anche la ricezione degli ospiti funziona bene. L’opposto portoghese è “on fire” e va ancora a segno, poco dopo che Fabroni si era fatto apprezzare per un bel punto ottenuto di secondo tocco. Siena raggiunge il +5 con un pallone messo a terra da Michele Fedrizzi. E la Emma Villas non si ferma qui perché Vedovotto e un ace di Fedrizzi dilatano ancora il divario: è infatti +6 per gli ospiti sul 14 20. Guidata da Dusan Bonacic e con Finoli al turno di servizio la Messaggerie Bacco Catania in pochi istanti dimezza lo svantaggio portandosi sul 3: 17 20. Vedovotto però interrompe il periodo negativo e fa fare un nuovo passo in avanti a Siena. Coach Bagnoli inserisce Simone Di Tommaso in battuta. Quando Sideri spedisce out la Emma Villas si trova assai vicina alla conquista del primo parziale. Ferreira riesce a realizzare un altro ace, l’errore di Chillemi dà a Siena la conquista del primo parziale per 19 25. E’ stato positivo l’approccio e quindi buona la prova dei senesi fino a questo momento.

Secondo set Catania inizia con buono piglio il secondo set. Sul 4 2 coach Bagnoli richiama in panchina Ferreira e manda in campo Martin Nemec. Bargi sfrutta la situazione dopo che gli etnei si erano difesi strenuamente su un bell’attacco di Vedovotto. Ma gli etnei, sospinti dall’opposto De Santis e dallo schiacciatore cileno Bonacic (che ha le scarpe di colore differente) vanno ora a mille. I senesi si disuniscono per pochi istanti e si ritrovano sul 7: 12 5. Bagnoli inserisce Melo. E Siena in questo momento reagisce. Con una serie di ottime difese e con un muro che si fa valere gli ospiti tornano sul 2. Il punteggio va ad elastico perché gli etnei volano sul 19 14 ma Siena non ci sta e guidata proprio dal brasiliano Melo e da Vedovotto piazza un parziale a propria volta ritornando sul 2. La gara è divertente e adesso gli attacchi producono buone cose. Peccato per la schiacciata out di Nemec che porta al 21 17. E Siena sbaglia anche al servizio, prima con Fabroni e poi con Fedrizzi in frangenti caldissimi della sfida. Non servono quindi molto le schiacciate vincenti dello stesso Fedrizzi, di Spadavecchia e di Vedovotto. Il bel pallone che Finoli serve in mezzo a Razzetto dà il set point ai catanesi, l’occasione non viene fallita da Bonacic il cui ace vale il 25 21 con cui si chiude il secondo parziale.

Terzo set La Messaggerie Bacco è una squadra molto forte al servizio, lo si sa. Finoli conferma questa caratteristica in avvio di terzo parziale. Siena invece non sta servendo bene, la ricezione dei locali è buona e positivo è il contrattacco. Bonacic è scatenato ed è complicato per i senesi difendere. Anche Sideri trova buone cose, con un mani out del muro biancoblu che vale il 4 3. Lo stesso Sideri poco dopo è autore di un’azione praticamente in fotocopia: ancora mani del muro senese e pallone fuori: è 6 3. Quando il vento sembra spingere dalla parte dei catanesi Siena reagisce. In campo da opposto c’è Ferreira, ed è lui l’autore del punto che vale il 9 9. Nella formazione locale è invece Bonacic il giocatore più in forma e che si sta mettendo maggiormente in mostra. E’ il solito cileno a mettere a terra il 12 11. Bene anche Spadavecchia che pareggia subito dopo. Lo schiacciatore sudamericano è scatenato e al suo turno di battuta Catania arriva sul +4: 17 13. Se Bonacic guida i catanesi è Vedovotto a condurre i suoi. Dal 18 14 anche per qualche errore della squadra allenata da Gianpietro Rigano il punteggio si trasforma in poco sul 18 18. Ma c’è ancora il break dei locali, con Siena che non attacca bene e con un errore pesante di Ferreira che porta sul 22 19. Bagnoli mette dentro Braga, mentre Vedovotto schiaccia per il 22 20. L’errore commesso stavolta da Bonacic illude Siena, ma Fabroni sbaglia la battuta: 23 21. E chi realizza l’ultimo punto del terzo set? Ancora Bonacic: 25 23, Catania si porta in vantaggio per due set ad uno. Per la Emma Villas la situazione si fa difficile.

Quarto set Gli etnei ora provano a chiuderla. Bene la squadra di coach Rigano va anche nel quarto parziale, ma Siena deve mettere in campo tutte le energie che ha. Il primo vantaggio dei senesi in questo parziale arriva con il 9 10, vantaggio vanificato dal solito Bonacic. Ancora il cileno a segno, mentre Siena pareggia al centro con Bargi. Pizzichini marca il quindicesimo punto dei suoi, è +2 per Catania: 15 13. Il finale di quarto set si gioca punto a punto: il diagonale di De Santis è positivo così come la successiva schiacciata sopra alle mani del muro di Bonacic. Ferreira viene murato dagli etnei ed è 20 17. L’opposto portoghese riesce a riscattarsi poco dopo con un bel pallonetto. Ma la sua prova è discontinua: il suo servizio finisce oltre la linea di fondo campo, Catania arriva a quota 21 punti. Tra i senesi Filippo Vedovotto non ci sta e segna ancora un altro punto,
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il suo diciannovesimo in questa gara. Ma anche lo schiacciatore veneto sbaglia la battuta. Un’azione confusionaria porta al 25 20 con cui la Messaggerie Bacco Catania si aggiudica il match per 3 1.

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“Trasferirsi dal Galles all’Italia è un po’ come trasferirsi in un paese straniero”. Tra le tante interviste riprese e parodiate dalla Gialappa’s dei tempi migliori, spicca questa insensata frase di Ian Rush che quasi è l’emblema dell’unica sua stagione in bianconero. Il gallese arrivò alla Juventus nell’estate del 1987 ed il costo fu esoso per l’epoca: 7 miliardi di lire. Fu subito osannato dalla critica italiana per il suo passato ricco di segnature con la maglia del Liverpool (nel suo palmares figura anche una scarpa d’oro).

E infatti Ian non nacque bidone in patria, la sua fu la classica sindrome da inbidonimento che lo colpì appena mise piede sul suolo italiano, un pò come successe ad un altro britannico qualche anno prima, quel Luther Blissett che militò nel Milan. 40 presenze in maglia bianconera tra campionato e coppe e il misero bottino di 13 reti siglate, di cui ben 7 al malcapitato Pescara. Segnò l’ultimo rigore nello spareggio per accedere alla coppa Uefa, vinto dalla Juventus contro i cugini granata. Fu questo il bilancio di Rush, birraiolo gallese sbarcato nel capoluogo piemontese proprio quando la piazza juventina era nel bel mezzo della nostalgia assoluta per l’addio di Michael Platini.

Ed a Torino non erano poche le voci che circolavano sul suo conto (oltre ai ritardi per gli allenamenti) circa le presunte uscite serali a base di alcool. Per i brasiliani saudade vuol dire Carnevale di Rio, sole, mare e belle donne, per Rush questo sentimento si tramutava in nostalgia per pub, birre e tempo uggioso. La Juventus di Marchesi, quell’anno, arrivò sesta e la coppia Rush Laudrup, che doveva far rivivere il mito Sivori Charles deluse le attese. “Dio salva, ma Rush ribadisce in rete” è la scritta che si staglia su un muro di Liverpool. In realtà il buon Ian ne salvò troppi di difensori in Italia.
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Dopo aver usufruito di nomi di brand importanti come Zara, H Ikea, Nike, adesso gli hacker hanno messo di mira Adidas.

WhatsApp ed il finto regalo Adidas

Su WhatsApp è diventato virale,
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in Italia e all il messaggio di una presunta promozione Adidas. Il brand tedesco andrebbe a regalare un paio di scarpe a tutti i destinatari del messaggio per celebrare il 50esimo anniversario della compagnia.

Il testo ricalca in tutto e per tutto il già fasullo tentativo effettuato con il nome di Nike.

Sia per l sia per l caso, c da sottolineare che si tratta di una bufala. Attraverso questo meccanismo si vuol soltanto attrarre nella rete quanta più gente possibile.

Leggi anche: WhatsApp, questo aggiornamento ci farà dimenticare per sempre le chiamate

In allegato al messaggio è infatti presente un link. Chi clicca su questo link, con la scusa di compilare un form,
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consegna in mani critiche tutti i suoi più importanti dati personali.

A rischio tutti i dati personali

Il rischio più grosso per tal tipo di truffa è legato proprio alle informazioni sensibili. I cybercriminali utilizzano questo genere di imbroglio per ottenere dati da rivendere poi per scopi pubblicitari.

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All JournalsCh. In retinitis pigmentosa, inheritance could be determined in 54.2% of the cases including dominant autosomic (26.6%), recessive autosomic (22.6%), and X linked cases (5%) while it could not be confirmed in 45.7% of the cases (simplex cases in the majority). For the 6 examined genes, mutations were found in 22 out of 182propositus (12.1%). Analysis of phenotype genotype correlations indicates that in retinitis pigmentosa, RDS is more frequently associated with macular involvement and retinal flecks, RHO with regional disease, and RPE65 with the great severity of the disease with some cases of

Conclusions: Identification of genes may help in diagnosis and in genetic counseling, especially in simplex cases with In this latter condition, molecular diagnosis will be necessary to rationalize future treatments.

Key words : Retinal dystrophy.

Génétique moléculaire des rétinopathies pigmentaires: identification de mutations des gènes CHM, RDS, RHO, RPE65, USH2A et XLRS1

Objectifs: valuer la fréquence de survenue et la transmission héréditaire de différents types de rétinopathie pigmentaire sur un ensemble de sujets suivis au CHU de Montpellier. Caractériser les gènes et les mutations en cause dans ces affections chez ces patients.

Méthodes: Un examen ophtalmologique associé à différents examens complémentaires ont été effectués. Les mutations ont été recherchées sur de l’ADN génomique par amplification en chane d’exons couplée à une analyse de conformation simple brin et/ou au séquenage direct.

Résultats: Parmi 315patients suivis sur une période de 8ans, des sujets atteints de rétinite pigmentaire (63,2%), syndrome de Usher (10,2%), maladie de Stargardt (5,4%), chorodérémie (3,2%), amaurose congénitale de Leber (3,2%),
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héméralopie essentielle (2,9%), dystrophie des cnes (2,5%), atrophie optique dominante (1,9%), rétinoschisis juvénile lié à l’X (1,6%), maladie de Best (1,6%) et autres (4,3%) ont été diagnostiqués. Dans 54,2% des cas de rétinite pigmentaire la transmission héréditaire, se répartissant en autosomique dominante (26,6%), autosomique récessive (22,6%) et liée à l’X (5%), a pu tre affirmée contre 45,7% chez lesquels elle ne pouvait pas tre déterminée (cas sporadiques en majorité). Pour l’ensemble des 6gènes testés, des mutations ont été trouvées chez 22probants sur 182, soit 12,1% d’entre eux. Des corrélations phénotype génotype ont été dégagées, notamment pour les gènes responsables de rétinite pigmentaire tels que RDS (atteinte maculaire fréquente avec dépts rétiniens), RHO (fréquence des formes localisées et sectorielles) et RPE65 (sévérité de la malvision pouvant aller jusqu’à l’amaurose congénitale de Leber).

Conclusions: L’identification des gènes en cause est une aide au diagnostic et surtout au conseil génétique, en particulier dans les cas sporadiques de Dans cette dernière affection,
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elle sera indispensable à la mise en place d’un traitement adapté.

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Il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora)Il Colpo di fuoco batterico colpisce le pomacee (pero, melo e cotogno) nonché alcune specie di piante ornamentali e di piante spontanee appartenenti alla stessa famiglia delle Rosaceae. Questa malattia altamente infettiva per le piante, ma innocua per l’uomo e gli animali, è causata dal batterio Erwinia amylovora. con attrezzi da taglio, mani, vestiario etc.) e dall’altra sussiste un accrescimento esponenziale dell’agente patogeno in favorevoli circostanze quali condizioni climatiche di caldo umido che possono causare la morte di giovani piantine in un lasso di tempo assai breve. Attualmente non esistono prodotti fitosanitari in grado di permettere una lotta efficace contro il Colpo di fuoco batterico. 18460 del 13/10/2016)Un’infezione da colpo di fuoco batterico non è sempre facilmente riscontrabile ma esistono comunque dei sintomi, riconoscibili anche da un profano, che indicano la presenza della malattia:

I fiori colpiti si tingono di scuro. In genere viene colpito l’intero cespo ma qualche volta si verifica anche la morte di singoli fiori. I fiori malati si seccano e la maggior parte delle volte rimangono attaccati alla pianta.

I giovani tralci imbruniscono, si curvano ad assumere una forma uncinata ed avvizziscono. La caduta dei tralci è osservabile preferibilmente in estate.

Le foglie imbruniscono a partire dalla venatura principale ed avvizziscono, appaiono come bruciate (da cui la denominazione) e rimangono attaccate alla pianta.

In genere, la malattia si sviluppa a partire dalla cima dei tralci e si manifesta in modo esplosivo sui giovani rami in concomitanza ad un clima favorevole, soprattutto nei mesi che vanno da maggio fino a settembre.

Obbligo di denuncia

Il colpo di fuoco batterico é un organismo di quarantena, sottoposto a lotta obbligatoria. A causa dell’elevato rischio di diffusione é obbligo evitare il contatto diretto o l’estirpazione in modo non autorizzato di piante o parti di piante con sintomi sospetti.

In ogni caso devono essere rispettate le misure generali d’igiene predisposte nel ambito della lotta contro il colpo di fuoco batterico.

Il Servizio fitosanitario può disporre tutte le misure agronomiche nell’ambito della lotta contro il Colpo di fuoco batterico, sentito il centro di consulenza della frutti viticoltura o la Ripartizione provinciale sperimentazione agraria e forestale.
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Sembrano lontani anni luce i giorni di agosto in cui il mio paese rimaneva completamente deserto e potevo camminare per ore senza incontrare anima viva: oggi arrivo in ufficio e ancora stento a trovare posto per la macchina.

Lontani anni luce anche i giorni delle code chilometriche ai primi del mese per andare ad affollare le coste della Versilia: mia madre è partita per il mare il 31 luglio e mi ha detto di non aver trovato traffico “Roba da matti”, penso.

No, in fondo non è così, non c’è niente di strano: me ne rendo conto quando ritrovo questo stesso scenario in un articolo di Emiliano Fittipaldi sull’Espresso di qualche giorno fa, dal titolo “E i turisti? Scomparsi”.

Fittipaldi registra con disincanto ed ironia come in molte località turistiche italiane purtroppo ad oggi la crisi ancora non sembri superata: i turisti stranieri, specie i tedeschi, sono in calo, mentre molti Italiani, addirittura il 50% secondo l’articolo, sarebbero rimasti a casa, mentre gli stabilimenti balneari, per la prima volta nella storia del Paese, scioperano contro un Ministro del turismo “fantasma” e dedito ad evidenti, inutili sprechi.

Ma l’orizzonte è davvero per tutti così nero?!

Calo di presenze in molte destinazioni ma ripresa delle grandi città d’arte

Nella sua analisi, Fittipaldi registra un calo di presenze anche del 20% in diverse destinazioni turistiche italiane, cosa che ha suscitando un pessimismo diffuso tra molti operatori. Tra le zone che ancora risentono della crisi ci sono la Riviera dei Fiori in Liguria, la Romagna, la Val d’Aosta, l’Abruzzo, l’Umbria e Belluno. Ancora problemi anche per l’Elba e il Golfo di Napoli.

La situazione risulta invece più rosea e in ripresa, come testimoniano anche molti hotel nostri clienti, in località come le Cinque Terre, e in tutte le grandi città d’arte della penisola, come Roma, Venezia, Firenze, che hanno potuto godere di una ripresa di arrivi dagli Stati Uniti e un po’ da tutta l’Europa, e dove in generale si è assistito ad un buon andamento dell’attività.

Albergatori obbligati a sconti sempre più alti e lastminute aggressivi

In generale gli albergatori colpiti dal calo degli arrivi, hanno fatto fronte alla mancata occupazione con offerte speciali e last minute sempre più aggressivi che non migliorano certo la situazione (perlomeno dal punto di vista dei ricavi).

Sono in molti gli Italiani a partire senza prenotare e a cercare l’offerta dell’ultimo minuto per soggiorni sempre più brevi. Si moltiplicano i e fuggi pochi giorni e sistemazioni alternative, come case di amici e parenti, all del massimo low cost.

Vittoria Brambilla e il Ministero del Turismo sotto accusa

Eppure il Ministro Brambilla in conferenza stampa aveva comunicato che secondo le statistiche tra luglio e settembre sarebbero partiti ben 30 milioni di Italiani, 5 in più dell’anno scorso, ma come abbiamo sottolineato, questi non sono i dati attualmente registrati, tanto che alcuni operatori hanno accusato la Brambilla di “pubblicità ingannevole”.

Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef, hanno dichiarato che si tratta di inspiegabili, a meno che, all dei flussi turistici, il Ministro non annoveri anche gli viaggi giornalieri dei pendolari contraddire questi dati anche l Nazionale Federconsumatori sul turismo, second cui invece saranno meno del 40% gli Italiani che si potranno permettere di andare in vacanza, soprattutto per problemi di soldi.

Resta grande la delusione per un Ministero del Turismo che sembra non capire le gravi difficoltà del settore e non si decide ad intervenire in maniera concreta per sviluppare un piano che davvero sostenga e rilanci, tra gli Italiani come tra gli stranieri, il Turismo in Italia.

Cinzia Renzi, presidente della Fiavet (Federazione Agenzie di Viaggio), ben esprime il pensiero di molti operatori turistici quando nell’articolo de L’Espresso dichiara: “Noi volevamo fortemente un Ministro del Turismo: ma se nel governo manca la consapevolezza dell strategica di questa industria, è come se non ci fosse tra Ministero e operatori del turismo si fa ancora più incandescente quando si snocciolano i dati sulle inutili spese operate nell’ultimo anno: l’Enit ha già bruciato dieci milioni di euro per l’inefficace campagna televisiva “Italia much more” e il prossimo anno avrà a disposizione “solo” 26 milioni di euro, di cui 25 si volatilizzeranno solo per i costi di gestione (stipendi e spese generali).

La Brambilla sembra non ascoltare e non sentire le critiche, mentre si moltiplicano le accuse sulla sua mal gestione dei conti e degli incarichi affidati. la soluzione di aprire zone di arenile per portare il cane al mare non è una cattiva idea, ma sarebbe ancora più redditizia per il turismo aprire aree per naturisti,che sembra ci sia una discreta richesta.

Sono d sul fatto che si potrebbe vivere di solo turismo, ma mi pare che ci si sieda sugli allori: abbiamo tanto da offrire, la gente viene lo stesso quindi perchè impegnarsi per migliorare?

Sul ministro del turismo c poco da dire, sembra che conti solo l e non la sostanza. Ci si preoccupa di puntare il dito contro il Palio di Siena e non si vedono i macroproblemi del settore.

L dato positivo in tutto questo è che almeno da parte di alcune regioni c l a valorizzare il turismo in modo concreto (vedi Toscana, Trentino e Alto Adige).
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