red ugg boots IL 6 GENNAIO TRA RITO PAGANO E RITO CRISTIANO

col cappello alla romana

Viva viva la Befana”

Ed eccoci al 6 gennaio, probabilmente tutti i piccini sono gi pi tristi perch il ritorno alla scuola davvero vicino, troppo vicino! Ma la befana dalle scarpe tutte rotte, dall trasandato e che incute timore, magari con un nasone lungo lungo con un foruncolo ben accentuato pronta a rasserenare tutti questi piccolini con tanti dolcetti dai gusti pi variegati. Ci sar la befana che raggiunger le varie contrade e associazioni in vespa, oppure con un ape pieno di paglia o anche con la scopa magica. Comunque sia, lei mercoledi 6 pomeriggio arriver e chieder magari un bicchiere di vinsanto o di acqua per riprendersi dal lungo viaggio. Ed ecco che calze di tutti i colori, ricamate o a maglia, pi grandi e pi piccine verranno consegnate ai bambini smaniosi di accaparrarsi quelle gustose prelibatezze. Attenzione per per quelli che sono stati un po pi briganti nell passato, e non si parla solo di bambini, il carbone dentro la calza c Cerchiamo per di capire cosa sta dietro, o accanto, a questo rito, diciamo pagano e folkloristico; accanto alla festa della befana, c il rito cristiano: , nome derivante dal latino, sta ad indicare il giorno in cui si commemora la venuta dei Re Magi da Ges in Betlemme. E la cosidetta dei Re Magi che, vestiti alla persiana e berretto frigio, accorrono sotto il segno della stella, recando i loro doni al bambino Ges in grembo alla madre, anche se, generalmente viene rappresentato seduto nella culla. Rito pagano e rito cristiano il 6 gennaio verranno entrambi festeggiati, ed infatti se nelle chiese ci sar la messa, poi nelle varie associazioni ci sar la venuta della vecchietta tanto bruttina quanto simpatica. A Taverne d Don Andrea di congiunta con la Misericordia gi da alcuni anni si sta dando concretamente da fare per allestire una festa in cui il divertimento assicurato: il tutto avr inizio alle ore 16 del 6 gennaio e tutti potranno gustare le dolcissime e buonissime ciambelle preparate dalle sapienti mani delle donne della Misericordia; ci sar tanta musica, giochi ed infine, intorno alle 18 arriver la befana dalle scarpe tutte rotte, pronta a distribuire regali a tutti bambini. Ed eccoci poi a San Gusm dove sempre mercoledi 6 gennaio arriva la befana: la festa, organizzata da Don Luigi avr inizio alle 15.30 per protrarsi fino alle 19 e si svolger nella piazzetta davanti alla chiesa di Santi Cosma e Damiano oppure, se il tempo non sar buono, direttamente nella chiesa. L Priscilla, diletter i pi piccoli con tanti giochi, fiabe, musica e molto altro ancora. Al termine della giornata arriver lei, la befana che doner a tutti i bambini le calze ricche di prelibatezze offerte dalla parrocchia di San Gusm Ad Abbadia San Salvadore, invece, si svolgono due giorni di feste ed emozioni il 5 ed il 6 di gennaio. La notte della Befana un gruppo di persone vestite da spazzacamini e in compagnia della simpatica vecchietta intonano canti popolari e passano di casa in casa consegnando doni e dolciumi ai bambini. Il giorno successivo, nel pomeriggio, arrivano i Re Magi che, partiti dall si recano in Santa Croce per l dei doni a Ges Bambino. E la volta poi dell associazione ASCD Silvano Fedi che organizza per domenica 10 gennaio la 37esima passeggiata a della Befana partendo da Siena, facendo una gara competitiva di Km 11,385 e non competitiva di Km 4. Le coppie possono essere: maschili, femminili e miste. Insomma, gli appuntamenti e le occasioni per stare insieme in allegria e far divertire anche i bimbi ce ne sono davvero tanti, quindi non resta che scegliere!.
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Noi di vestiti ne avevamo pochi. Ma erano pochi.

D’estate molti bambini andavano a piedi nudi. D’inverno c’erano gli

Allora non c’erano per i bambini tutte quelle cure che ci sono oggi. Quando nevicava, si usciva a piedi nudi a fare stampa sulla neve. Quando rientravamo, le mamme ci asciugavano: non era una tragedia. (N. C. R. )

Da questa ricca testimonianza, ricaviamo moltissime informazioni utili su quella che era la situazione dell’abbigliamento all’interno delle famiglie valsabbine; data la povertà generale, si possedevano pochissimi capi molto semplici e spesso realizzati in casa dalle mamme o dalle nonne.

Ovviamente vigeva molto la politica del riciclo e del riuso cosicché, dato che, in linea di massima, si avevano molti figli,
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i vestitini passavano da uno all’altro.

L’indumento che differenziava maggiormente gli uomini dalle donne dal momento che solo i primi potevano indossarli, erano i pantaloni; infatti, le donne portavano sempre e solo gonne o abiti.

Per ripararsi dal freddo, molto diffuso era l’uso dello scialle per le donne e delle mantelle per gli uomini; le donne, inoltre, soprattutto quelle che portavano i capelli lunghi, erano solite raccoglierli a crocchia sulla nuca e coprirli con un velo o un fazzoletto quando entravano in chiesa (segno di rispetto) o lavoravano nei campi.

M. C. racconta: Le donne potevano indossare solo le gonne e anche piuttosto lunghe. O vestiti. Mia sorella ha cominciato a 16/18 anni che andava in montagna e si era messa i pantaloni di mio fratello ma mio papà guai.è stata la prima lei a mettersi i pantaloni!
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Le strade delle Madonie hanno fatto da sfondo ad eroiche sfide, capaci di illuminare al meglio il firmamento sportivo. I duelli che si sono consumati in questo suggestivo scenario hanno inciso alcune delle note più belle dello spartito motoristico. Difficile non subirne il fascino. Il merito va a un nobile evento, entrato nel cuore della leggenda: la Targa Florio! Concepita come gara automobilistica, essa ha saputo esprimersi in un campo di azione a più ampio respiro. Grazie agli sforzi dell’ideatore si è presto elevata a fenomeno di costume.

In questa dimensione appare spontaneo il collegamento con uno dei grandi protagonisti, cresciuto all’ombra della kermesse. Anche lui madonita, figlio di una Cefalù intrisa dei simboli della dominazione normanna. Si chiama Francesco Liberto. Nasce a febbraio del 1936, nel cuore della splendida cittadina balneare. Il suo nome d’arte è “Ciccio”. La carriera di questo singolare artista si sviluppa come la trama di una magica favola.

Sin dalla tenera età di sei anni è impegnato come calzolaio nella bottega dello zio dove, tra pellami e attrezzi di lavoro, carpisce i segreti di un mestiere che lo consegnerà alla storia. I giorni scorrono tranquilli, al ritmo scandito da mille martellate. Ma la monotonia non prende il sopravvento. Il giovane apprendista è assai curioso e si apre facilmente alla scoperta. La musica celestiale delle auto da corsa non tarderà a contagiarlo. Intensa l’ammirazione che vive al passaggio dei bolidi che partecipano alla prova siciliana.

Ancora non può immaginare che quella mitica sfida segnerà il suo futuro! Cresce rapidamente nella professione, alla quale si dedica con spirito creativo. Negli anni Sessanta entra nell’universo glamour del Club Mediterranee. Qui allarga la panoramica, schiudendosi agli orizzonti internazionali (una gustosa anteprima per lui, destinato a conoscere una notorietà senza confini). Negli stessi anni stabilisce i primi contatti con quei cavalieri del rischio che, con folle ardimento, affrontano le curve del circuito madonita.

Inizia a frequentare i grandi campioni come Ignazio Giunti il quale, durante un cena all’Eucaliptus (nel 1965), gli commissiona un paio di scarpe. Vuole che siano morbide e leggere, per un impeccabile feeling di guida. L’artigiano, che è molto sveglio,
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interpreta al meglio i suoi desideri.

Tutti i più grandi nomi dell’automobilismo mondiale cercano di accaparrarsi i pezzi del celebre “ciabattino”. Nel 1977 Niki Lauda vince il titolo conduttori, con la Ferrari 312 T2. Ai suoi piedi (manco a dirlo) i prodotti del laboratorio cefaludese. Per un certo periodo Ciccio diventa fornitore ufficiale della Scuderia del “cavallino rampante”. Le scarpe del maestro accompagneranno i successi di tanti altri piloti, come Mario Andretti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jack Ickx, René Arnoux, Gérard Larrousse, Arturo Merzario, Sandro Munari e Nino Vaccarella.

Alcuni dei modelli più belli portano le decorazioni di Franco Cheli, docente presso l’Accademia di Brera. Di alto lignaggio anche gli altri pezzi della collezione. Per realizzarne un paio occorrono almeno 15 giorni: il tempo necessario a lavorare a mano i nobili pellami di questi gioielli su misura, omologati per le corse.

I prodotti dell’atelier siciliano trovano spazio in quattro grandi musei: quello della Ferrari, a Maranello; quello dei fratelli Rossetti, nel milanese; il Romans, in Francia e il Deutsches Ledermuseum, in Germania. Ciccio è stato recentemente inserito nel Dizionario della Moda. Non è difficile capirne le ragioni, visto che le sue scarpe costituiscono un mirabile esempio di design e cultura. Esse sono il prodotto della scienza della bellezza. Nella loro galassia si ergono al rango di astri splendenti. Proprio come le imprese dell’uomo che le ha plasmate!
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I regali più belli

Regali griffati Se la tua lei è un’appassionata di moda non c’è niente di più perfetto per il 14 febbraio che regalarle una delle creazioni in edizione limitate realizzate dei brand più fashion in occasione della festa degli innamorati. Come ad esempio i mitici stivali Ugg che per San Valentino si ricoprono di luccicanti pailettes rosse all over (costano circa 225,00 euro) oppure le borsa bauletto Amalfi di Furla (prezzo circa 445,00 euro) in cuoio rigorosamente rosso. Mentre è molto sexy regalarle della lingerie come quella realizzata da Intimissimi nella speciale collezione Valentine’s Day: tra i modelli più sensiuale c’è il baby doll in pizzo nero con fiori in raso rosa (prezzo di circa 39,90 euro) che farà di sicuro felice anche te. Se invece hai in mente un relago luxury non c’è niente di più appropiato di un gioiello per dichiararle il tuo amore. Il brand del lusso Tiffany Co. propone una vasta gamma di accessori femminili come anelli, collane, orecchini e bracciali realizzati in materiali preziosi come il pentente a forma di cuore in platino e diamanti (costa circa 4,
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595 euro).

Fuga romantica Niente è più bello di un viaggio per vivere San Valentino in una cornice romantica. Tra le mete più gettonate in Italia ci sono Capri, Sorrento, il Lago di Garda e Venezia, mentre all’estero Parigi, Praga e Vienna offrono atmosfere da sogno particolarmente adatte alla festa degli innamorati. Regala alla tua donna un soggiorno indimenticavile e romanticio perchè se è stare insieme quello che conta dirsi “ti amo” in cima alla Tour Eiffel o in gondola ha sicuramente un sapore diverso.

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idromassaggio e tante altre coccole per il corpo. Sarà un’esperienza particolare da vivere insieme alla tua lei allontanandovi per un giorno dalla routine quotidiana.

ugg boots america Il cinque di Icardi abbassa la sua media

Vittoria sulla Sampdoria e marcia ancora in atto per l che prosegue cos il suo ottimo inizio di campionato e lo fa con un partita, anche se il risultato e gli ultimi 15 minuti della partita possano far intuire il contrario. Andiamo a ripercorrere quello che stato l di marted in questo episodio di Zero a Dieci I tiri in porta della Sampdoria nel primo tempo, anzi i tiri in porta della Sampdoria fino al 64 minuto. Un di dominio da parte dell e questo dato la sua massima espressione.

UNO Il pallone perso da Matias Vecino, uno dei migliori in campo della gara contro i blucerchiati. L stato di fondamentale importanza nell il rombo di centrocampo di Giampaolo, ma stato anche importantissimo per far ripartire i suoi velocemente, avendo recuperato 5 palloni (gli stessi di D e Gagliardini). Con la sua uscita dal campo i nerazzurri hanno calato il ritmo, ma a Spalletti interessava molto di pi averlo fresco in vista delle prossime partite piuttosto che spremerlo all Le reti di Milan Skriniar in campionato. L Sampdoria, oltre alla consueta ottima prova in fase difensiva, ha dato il massimo anche in fase offensiva aiutando a sbloccare la gara indirizzandola sui binari pi agevoli per l I legni colpiti dall nella gara contro gli uomini di Giampaolo. Spalletti ha mostrato di nuovo tutta la sua fortuna: avrebbe potuto chiudere la gara con una goleada, ma fortunatamente non andata in questo modo e cos Spalletti non dovr convivere con un gruppo troppo convinto dei suoi mezzi. No, non vero, che siccome si parla troppo della fortuna dell giusto ricordare la realt I gol subiti dall in casa in queste prime cinque gare, tutti nelle ultime due gare e tutti nei secondi tempi. Sar un caso per la seconda volta consecutiva a San Siro finisca 3 2 per i nerazzurri, ma quello che non un caso l della squadra di Spalletti, il modo di aggredire la partita nei primi 45 minuti. Nei secondi tempi l forse, paga un po sul piano atletico o della concentrazione (come nel caso con la Samp), ma questo pu essere sistemato con il lavoro settimanale e con la consapevolezza dei propri mezzi.

CINQUE I tiri in porta di Icardi, con 1 palo e 2 gol. E pensare che nella gara di marted ha abbassato la sua media stagionale. In questa stagione aveva quasi il 50% di gol rispetto ai tiri in porta, mentre dopo questa partita la media scesa al 47,83%. Contro il Verona Mauro dovr alzare questa voce statistica altrimenti si potr ampiamente parlare di crisi per lui e per l I marcatori dell in questa stagione. Non in tanti fra i nerazzurri hanno trovato la via del gol, dalla gara contro il Genoa che non si iscrive pi nessuno a questa statistica, ma la cosa da sottolineare che oltre a Icardi gli altri 5 si sono distribuiti in maniera quasi equivalente le reti: 3 per Perisic, 2 per Brozovic e Skriniar e 1 per Vecino e D Un marcatore principe e tanti altri in grado di trovare la via del gol e altri ancora non sbloccatisi: questa Inter pu fare bene dal punti di vista offensivo in questa stagione.

SETTE I tiri in porta dell da dentro l di rigore,
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oltre ai tre gol: i nerazzurri sono arrivati al tiro ben 13 volte, 10 tentativi da dentro l di rigore segnando tre reti. Se si deve trovare un limite di questa squadra nella gara contro la Sampdoria stata il poco cinismo che ha consentito alla Sampdoria di rientrare parzialmente in partita sul finire dei 90 minuti di gioco.

OTTO Le ripartenze veloci dei nerazzurri nei 90 di marted in velocit l pu essere letale, pu essere pericolosissima e se n avuta dimostrazione nel turno infrasettimanale. Nel momento in cui arriver anche la capacit di gestire al meglio le ripartenze questa squadra avr un nel suo arsenale molto molto importante.

NOVE Perisic to Icardi, ma non solo. I due, oltre a trovarsi in ogni istante sul campo da gioco, sono anche fondamentali ai fini della manovra offensiva dato che i due hanno creato 9 occasioni da gol sulle 15 (quindici) totali della squadra nerazzurra.

DIECI Le azioni offensive dell provenienti dal fronte di destra dell Candreva e D per la terza gara consecutiva stanno facendo meglio a livello di produzione del tandem di sinistra, tant vero che dopo la pausa sono arrivate quasi 10 azioni offensive di media dal loro lato di competenza: la loro forma sicuramente ottima e stanno aiutando moltissimo la squadra nell al meglio il proprio gioco, togliendo responsabilit anche dalle spalle di Perisic.

11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CHAMPIONS, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.
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ugg sweater boots il baby craque del PSV Eindhoven

per gli acquisti vola in Olanda per recarsi al centro sportivo Herdgang dove cresciuto Zakaria Bakkali, super talentino del PSV Eindhoven, nuovo craque del calcio belga.

Nato a Liegi il 26 gennaio 1996, il ragazzo di nazionalit belga, ma le sue chiare origine marocchine lo hanno messo, successivamente, ad un bivio, di fronte alla scelta della Nazionale. Come vedremo dopo, uno dei due commissari tecnici stato pi tempestivo il collega per Zakaria.

GLI INIZI La storia di questo baby prodigio inizia molto presto: gi a 8 anni entra nel settore giovanile del Royal Football Club de Li societ di Liegi militante in Promotion, la quarta serie del campionato belga. Nel 2005 c la prima vera svolta della sua carriera. Arriva, infatti, la chiamata dell squadra della citt ma molto pi importante. Lo Standard Liegi, club in cui il giovane belga continua la crescita a livello di settore giovanile. Nei 4 anni passati in Vallonia Zakaria si guadagna le attenzioni del PSV Eindhoven.

BOEREN, CITY E SIGLA DA PRO La dirigenza olandese, nel giro di pochissimo tempo, dovette respingere l del Manchester City, letteralmente stregato dalle qualit del classe 1996: siamo nel 2011 e la dirigenza ormai di lui dopo averlo ammirato in una della pi grandi rassegne giovanili, la World Tour Con la palma di miglior giocatore in mano, il PSV trem di fronte a questo interesse, ma prevalse il buon senso e il ragazzo continu ad Eindhoven. Pura formalit e logica conseguenza fu il primo contratto da professionista fino al 2015, una precauzione per non rischiare di perdere, ancora una volta, il baby prodigio belga.

ESORDIO DA CHAMPIONS Nonostante l giovanissima, il tecnico degli olandesi Philip Cocu decide di affidarsi anche a lui dopo le pesanti partenze di Lens (alla Dinamo Kiev) e Mertens, volato a Napoli da Rafa Benitez. La grande occasione arriva molto presto, Bakkali ci mette pochissimo a sfruttarla al meglio: debutto nei preliminari di Champions contro lo Zulte Waregem e meravigliosa rete nel return match.

EREDEVISE Anche l nel massimo campionato olandese da incorniciare: sicuramente uno dei migliori in campo nel match contro l Den Haag, Zaakaria si ripete, anzi, contro il Nec. Tripletta e record come pi giovane autore di tre reti in Olanda nella stessa partita, a soli 17 anni e 196 giorni.

CARATTERISTICHE Dire che Bakkali abbia un ruolo ben definito, forse, fin troppo azzardato. La sua velocit imprevedibilit e tecnica assoluta gli permettono di occupare pi ruoli nel reparto offensivo. Il meglio, probabilmente, lo assicura impiegato come esterno d ma anche come seconda punta riuscirebbe ad essere incisivo e molto pericoloso. Ipotizzando, ad esempio, un 4 2 3 1 molto moderno, il classe andrebbe ad occupare la accanto al classico trequartista, agendo ai lati della punta centrale. Dribbling fantastico, ha dalla propria il fatto di essere ambidestro. Imprevedibilt quindi, prima di tutto.

NAZIONALE, PRESENTE E FUTURO Anche nella selezione belga il giovane un predestinato. A soli 16 anni gi in Under 21, dopo aver scalato tutta la trafila giovanile. Anche in questo contesto arriva la svolta: il Ct della Nazionale maggiore belga Marc Wilmots decide di convocarlo molto presto per la gara amichevole contro la Francia, anche se per via di un infortunio Bakkalli non ha potuto rispondere alla chiamata. Motivo? Il ragazzo, avendo origine marocchine, avrebbe potuto scegliere anche i Leoni dell ma l centrocampista di Schalke 04 e Bordeaux ci visto lungo La sfortuna, per sembra non dimenticarsi di lui: anche la successiva chiamata per il match di qualificazione mondiale 2014 contro la Scozia vede un nuovo forfait del ragazzo, frenato da un nuovo problema muscolare. Il definitivo debutto arriva, quindi, il successivo 15 ottobre contro la Nazionale gallese.

NOME COMPLETO: Zakaria Bakkali

DATA DI NASCITA: 26.01.1996

ETA 18

ALTEZZA: 164 cmCLUB DI APPARTENENZA: PSV Eindhoven

RUOLO: Esterno offensivo Seconda punta

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ugg boots online shop I video del convegno in Triennale del Premio Europeo Ugo Rivolta

In Triennale il 25 novembre Premiazione e inaugurazione della mostra dedicata ai risultati del Premio Rivolta, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Occasione per un dibattito sul tema dell’housing sociale e la sua qualità architettonica, cui hanno partecipato numerosi relatori, moderati dalla brava storica Maria Vittoria Capitanucci.

Daniela Volpi, presidente del nostro Ordine, promotore dell’evento, si è soffermata sulle difficoltà determinate dal disagio abitativo, allargando i confini del dibattito a livello europeo. Il premio vuole porre l’attenzione sulle relazioni tra processi di sviluppo e trasformazione della città, tra progetti e politiche urbane, su strategie efficaci e sostenibili.

Ricorda anche che il premio è dedicato all’architetto Ugo Rivolta, esemplare figura di progettista attento ai processi di costruzione dello spazio collettivo, espressa attraverso la sua opera.

Giacomo Borella inizia la passerella degli interventi presentando il progetto che lo Studio Albori ha realizzato per la Biennale di Venezia del 2008.

Un’inedita formula di recupero di eco mostro, in specie della stazione FS mai completata di San Cristoforo, sui navigli a Milano, progettata da Aldo Rossi negli anni ’80, in cui sono rappresentati alcuni temi cruciali del concetto di sostenibilità: il riciclo di contenitori tetrapak del latte come tamponamento coibentante. Oppure l’utilizzo dei serramenti di recupero, dismessi paradossalmente grazie alle agevolazioni fiscali, che semplicemente accoppiati restituiscono un valore ottimale di isolamento, oltre che di produzione passiva di calore se opportunamente orientati grazie all’effetto serra prodotto dalla intercapedine creatasi nel loro accostamento.

Uno sviluppo che è ‘polifonia’ sociale, funzionale, tipologica, strutturale, etc, ma soprattutto attenta a non sacrificare la ‘coralità’ dei brani di città in cui ci troviamo a lavorare.

L’assessore alla Casa del Comune di Milano Giovanni Verga, sollecitato da Maria Vittoria Capitanucci riguardo allo stato dell’arte del Piano Casa di Milano, il suo finanziamento e la politica del riuso, ci tiene a sottolineare come la definizione di ‘alloggio sociale’ dato dalla comunità europea, quindi alla legge italiana ad esso dedicata, provenga dal ‘laboratorio’ milanese, che è ‘edilizia al servizio della città che persegue la coesione sociale’.

Promette entro Natale il bando per l’attivazione dei fondi immobiliari, sottolineando l’azione della Regione sia orientata alla semplificazione delle procedure, oltre che a riconoscere bonus volumetrici finalizzati al mix sociale, sia pur a basso costo.

Sottolinea infine la bontà di iniziative come il Premio Rivolta, che ci mostrano esempi che dimostrano come anche nella nostra città si possa esercitare virtuosamente.

Leonardo Cascitelli, responsabile del Marketing territoriale di ALER ex Istituto Case Popolari, che si presenta come principale immobiliare di Milano, con 80.000 alloggi di proprietà e la gestione di 130.000 , è pronto a smentirlo: “la legge 13 non produrrà molto a Milano”, lamentando invece il fatto di non aver ritenuto utile da parte dell’Amministrazione Pubblica continuare a investire e lavorare sui ‘Contratti di Cantiere’ , strumento che ha portato a riqualificazioni significative su programmi complessi vedi Calvairate/Molise.

Riprendendo il canone citato da Umberto Eco come proprio del nostro tempo, sottolinea come il mescolamento il mix sociale, l’accostamento di diverse compagini sociali, sia espressione del bello contemporaneo, ovvero il ‘politeismo’ cui si deve puntare.

Meno ottimista è apparso Enrico Bertolino, noto uomo dello spettacolo e storico abitante del quartiere popolare Isola di Milano, che si incarica di parlare più che di ‘sviluppo sostenibile’ di ‘sostegno allo sviluppo necessario’.

Riguardo al ‘bello e responsabile’, propone che chi progetta abbia l’obbligo di risiedere almeno 2 anni nella propria opera. Ricorda che a Londra i parcheggi si fanno fuori dalla città, mentre a Milano in centro, inducendo ulteriore traffico.

Dinamiche che hanno portato gli abitanti dell’Isola da ‘isolani a isolati’.

Il suo è un invito accorato a guardare a chi abita prima di fare case, a guardare le persone, le botteghe, l’interscambio sociale, ad una azione che sia rispettosa per chi abita.

Se ne è occupato di fatto negli ultimi due anni, a partire da una ricerca sociologica curata da Makno e dal dott. Abis, dedicata alle modalità di vita degli italiani, e alla contaminazione tra i diversi tipi riconosciuti: fa l’esempio delle casa Bunker e casa forum, definite tali in funzione delle relazioni costituite con l’esterno.

La scommessa della casa a basso costo non è il costo in sè Caltagirone costruisce con 760/mq quanto la qualità e la corrispondenza tra abitante e abitazione, ovvero la qualità dell’abitare.

Così è stato a Cesenatico per una sua azione di architettura partecipata, in cui solo al termine del processo le persone coinvolte hanno rioconosciuto l’opportunità di un azione condivisa: ma la sperimentazione è essenziale.

Il tema dell’energia influenzerà radicalmente il modo di costruire dei prossimi anni. E solo se si fanno queste sperimentazioni, riferendosi al suo progetto della casa da 1.000 /mq, induci il mercato al cambiamento. Ma la strada è lunga.

La sfida è il kit a catalogo per montare ciò che crea la complessità che chi abita vuole, perché nella comunità la responsabilità di costruire passa attraverso la capacità di dialogo.

A geniale chiusura del suo intervento la presentazione di un esperienza di sostenibilità compiuta su un isola della Cornovaglia, Garnisch Island, in cui l’oculata sequenza di impianto di essenze a protezione del suo interno, ne ha fatto nell’arco di 100 anni un giardino tropicale a latitudini improbabili.

Infine Pierre Alain Croset, presidente della giuria del Premio Rivolta, ha raccontato dei criteri di giudizio adottati e della unanimità a premiare il bel progetto Ungherese di Kis Péter pìtészmuterme a Budapest, che in un suo breve intervento ha spiegato come “quando si è poveri si compera solo un paio di scarpe, che sono le migliori”, ma che non sono i soldi a definirne la qualità.

Infine il convegno si conclude con la premiazione del vincitore della seconda edizione del Premio Europeo di Architettura Ugo Rivolta, Kis Péter pìtészmuterme, da parte del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, Daniela Volpi. Vengono premiati inoltre i tre progetti segnalati dalla giuria: Giorgio Macola e Adolfo Zanetti, 48 alloggi a Forte Gazzera (Italia), Javier Terrados Cepeda, 30 social dwellings Conil de la Frontera (Spagna), e Agence Kagan Architecture, 83 appartamenti sociali a Port Saint Martin, Rennes (Francia).
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Qualcuno ha parlato della neve a roma?avete visto foto o video?

Credo che oggi come oggi chi di Roma gi sta odiando profondamente il tema, figuriamoci Walter, del rifugio alpino in trentino quanto bestemmier vedendo una citt paralizzata da 10cm di neve.

Ok, questo non vuole essere un post celebrativo della neve a Roma, anzi. Per lasciatemelo dire, succede ogni 10 anni e quindi un po’ di stupore e divertimento ci stanno.

A. la notte che avrebbe nevicato andato a dormire tardi, non aveva particolarmente sonno, prima di infilarsi sotto le coperte aveva scrutato fra gli spazi della serranda. Niente neve, solo il freddo che attraversava il vetro.

La mattina seguente si era svegliato presto, troppo presto, ultimamente gli succede spesso, alle ore 7 la neve si era posata sulla capitale, faceva un freddo inusuale e il suo cane doveva pisciare.

Maledetta bestia, certe mattine riusciva a tenersela fino alle 11, quella mattina no! doveva pisciare alle 7.

Lui e il cane, che da ora chiameremo solo C. avevano un rapporto strano, amore e odio. cio A. amava il cane, ma il cane amava veramente A.? o forse lo usava solo per andare a spasso, pisciare e mangiare? questo A. se lo chiedeva spesso, chi era il padrone? il padrone quello che non fa un cazzo e guadagna, quindi il padrone sicuramente il cane. Ora perch qualcuno dovrebbe comprarsi un padrone, o adottarlo un mistero che l’umanit non riuscir mai a capire. Tuttavia pieno di cani, e di umani schiavi e di umani padroni anche. e di umani padroni con cani padroni che quindi sono i padroni dei padroni di altri umani con cani padroni.

Insomma una questione troppo complessa da affrontare oggi, parliamo di neve che meglio.

A. si infil i vestiti pi pesanti che aveva, perch nonostante facesse solo 1, il romano deve vestirsi pesante se c’ la neve.

Quindi, canottiera, maglietta a maniche lunghe, camicia di flanella comprata in trentino nel duemilasei, felpa con cappuccio.

Poi sopra ancora: cappotto da neve marca columbia, che usava anche quando facevano 15 gradi, cappello a zuccotto di lana e per finire scarpe da trekking da poveri, pagate 30 euro e decisamente non indicate per la neve e il freddo.

Come vedremo dopo il suo outfit non sar minimamente “stravagante” anzi, quasi triste.

Uscendo di casa il paesaggio era veramente gradevole, ricordando l’ultima nevicata A. sapeva bene che entro pochi minuti tutta la neve candida sarebbe diventata marrone e le macchine cos ben ricoperte sarebbero state presto prese d’assalto da bambini e adulti a caccia di neve fresca e non posata a terra, per farne palle di neve.

Il problema era che nevicava ancora, e quei fiocchi molesti negli occhi e in bocca non erano proprio il massimo.

A. torn a casa, infreddolito e con lui C. svuotato dai suoi bisogni, ormai congelati dentro il cassonetto.

Il resto della giornata A. lo voleva passare a casa, al caldo, limitando al massimo gli spostamenti. ma i suoi fratelli avevano altri programmi, alle 11 si presentarono sotto casa per la “passeggiata sulla neve” idea che ovviamente non aveva avuto nessuno.

Si recarono al vicino parco, letteralmente preso d’assalto da centinaia di persone che probabilmente quest’anno si risparmieranno i soldi della settimana bianca.

Insomma un marasma di outfit accroccati la mattina stessa, che sfilavano insieme in un grottesco carnevale improvvisato.

La cosa bella tuttavia che anche 2 giorni dopo, facendo una passeggiata su via Tuscolana, una via dello shopping non proprio centrale di Roma, A. vide gli stessi Outfit perseverare nonostante la neve si fosse tutta sciolta e il freddo non fosse poi cos pungente.

A tre giorni dalla nevicata, persistono scarpe da trekking e pellicce,

Ma la sorpresa pi bella A. la ebbe tornando a casa e trovando nell’androne il suo vecchio zio novantaseienne, per l’occasione abbigliato con: cappello a coppola da pensionato, piumino attillato color avana scuro probabilmente anni 80 e, sotto dei pantaloni decisamente normali, degli scarponi di pelle nera con lacci rossi di fattura decisamente antica.

A. chiese allo zio delucidazioni sulle vistose calzature.

“li comprai quando andavo a sciare, sono ancora buoni eh!”

Probabilmente l’ultima volta che quei graziosi e giganti scarponi avevano visto la neve, non solo esisteva ancora l’unione sovietica, era ancora vivo Aldo Moro, e Paolo VI ancora era Papa.
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Chi è in cerca di idee regalo di San Valentino per lei troverà certamente pane per i suoi denti. Vi capiamo, state tranquilli, comprendiamo che non è sempre facile accontentarla, capire i suoi gusti, intuire ciò che desidera e soprattutto ciò che non vuole. Ma non basta il pensiero? No, non siate stupidi, a lei non basterà mai un pensiero, nemmeno quando è la sua stessa bocca a pronunciare queste parole. A ogni donna fa piacere ricevere qualcosa, quindi ciò che conta non è che sia un prodotto di tendenza o che sia super costoso ma semplicemente che avete fatto qualcosa per lei. Per stupirla. Certo,
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se poi centrate l’obiettivo, le cose si faranno molto più facili per voi

Tra i regali di San Valentino per lei che siamo sicuri potrebbero davvero farla impazzire vi suggeriamo le deliziose borse di Michael Kors, che negli ultimi tempi si trovano in cima alla lista dei desideri delle appassionate di moda. A proposito di bags, un buon consiglio è anche quello di optare per un modello tracolla, come le bandoliere di Zara, le scatoline rigide di Gucci o anche le borse di Furla. Se è una persona sportiva potreste donarle qualcosa che abbia a che fare con il fitness, come il tappetino da yoga di Nike, una maglia sportiva con scritte ironiche o un crop top da indossare quando va a correre. Se invece si tratta di una ragazza molto raffinata e impostata, vi consigliamo di donarle dei sandali in pelle o delle ballerine lace up glitterate.
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MESSAGGERIE BACCO CATANIA: Tulone, Reina 1, Pizzichini 5, Torre, Finoli 3, Arena, Sideri 10, Spampinato (L), Bonacic 22, Razzetto 2, De Santis 14, Chillemi, Pricoco (L). Coach: Rigano.

EMMA VILLAS SIENA: Fabroni 5, Bargi 2, Spadavecchia 8, Vedovotto 19, Gradi, Giovi (L), Ferreira 8, Graziani, Braga 1, Nemec, Pochini (L),
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Di Tommaso, Fedrizzi 12, Melo 2. Coach: Bagnoli.

SIENA. Si chiude con una brutta sconfitta a Catania il girone di andata di Siena. La squadra di coach Bagnoli vince il primo set ma poi si fa rimontare da un team siciliano che è stato guidato dallo schiacciatore cileno Bonacic.

Primo set E’ verso la metà del primo set che la squadra di coach Bruno Bagnoli cerca il primo allungo, portandosi sul 10 14 con la battuta vincente di Ferreira che arriva dopo un errore al servizio del palleggiatore catanese Finoli. Anche la ricezione degli ospiti funziona bene. L’opposto portoghese è “on fire” e va ancora a segno, poco dopo che Fabroni si era fatto apprezzare per un bel punto ottenuto di secondo tocco. Siena raggiunge il +5 con un pallone messo a terra da Michele Fedrizzi. E la Emma Villas non si ferma qui perché Vedovotto e un ace di Fedrizzi dilatano ancora il divario: è infatti +6 per gli ospiti sul 14 20. Guidata da Dusan Bonacic e con Finoli al turno di servizio la Messaggerie Bacco Catania in pochi istanti dimezza lo svantaggio portandosi sul 3: 17 20. Vedovotto però interrompe il periodo negativo e fa fare un nuovo passo in avanti a Siena. Coach Bagnoli inserisce Simone Di Tommaso in battuta. Quando Sideri spedisce out la Emma Villas si trova assai vicina alla conquista del primo parziale. Ferreira riesce a realizzare un altro ace, l’errore di Chillemi dà a Siena la conquista del primo parziale per 19 25. E’ stato positivo l’approccio e quindi buona la prova dei senesi fino a questo momento.

Secondo set Catania inizia con buono piglio il secondo set. Sul 4 2 coach Bagnoli richiama in panchina Ferreira e manda in campo Martin Nemec. Bargi sfrutta la situazione dopo che gli etnei si erano difesi strenuamente su un bell’attacco di Vedovotto. Ma gli etnei, sospinti dall’opposto De Santis e dallo schiacciatore cileno Bonacic (che ha le scarpe di colore differente) vanno ora a mille. I senesi si disuniscono per pochi istanti e si ritrovano sul 7: 12 5. Bagnoli inserisce Melo. E Siena in questo momento reagisce. Con una serie di ottime difese e con un muro che si fa valere gli ospiti tornano sul 2. Il punteggio va ad elastico perché gli etnei volano sul 19 14 ma Siena non ci sta e guidata proprio dal brasiliano Melo e da Vedovotto piazza un parziale a propria volta ritornando sul 2. La gara è divertente e adesso gli attacchi producono buone cose. Peccato per la schiacciata out di Nemec che porta al 21 17. E Siena sbaglia anche al servizio, prima con Fabroni e poi con Fedrizzi in frangenti caldissimi della sfida. Non servono quindi molto le schiacciate vincenti dello stesso Fedrizzi, di Spadavecchia e di Vedovotto. Il bel pallone che Finoli serve in mezzo a Razzetto dà il set point ai catanesi, l’occasione non viene fallita da Bonacic il cui ace vale il 25 21 con cui si chiude il secondo parziale.

Terzo set La Messaggerie Bacco è una squadra molto forte al servizio, lo si sa. Finoli conferma questa caratteristica in avvio di terzo parziale. Siena invece non sta servendo bene, la ricezione dei locali è buona e positivo è il contrattacco. Bonacic è scatenato ed è complicato per i senesi difendere. Anche Sideri trova buone cose, con un mani out del muro biancoblu che vale il 4 3. Lo stesso Sideri poco dopo è autore di un’azione praticamente in fotocopia: ancora mani del muro senese e pallone fuori: è 6 3. Quando il vento sembra spingere dalla parte dei catanesi Siena reagisce. In campo da opposto c’è Ferreira, ed è lui l’autore del punto che vale il 9 9. Nella formazione locale è invece Bonacic il giocatore più in forma e che si sta mettendo maggiormente in mostra. E’ il solito cileno a mettere a terra il 12 11. Bene anche Spadavecchia che pareggia subito dopo. Lo schiacciatore sudamericano è scatenato e al suo turno di battuta Catania arriva sul +4: 17 13. Se Bonacic guida i catanesi è Vedovotto a condurre i suoi. Dal 18 14 anche per qualche errore della squadra allenata da Gianpietro Rigano il punteggio si trasforma in poco sul 18 18. Ma c’è ancora il break dei locali, con Siena che non attacca bene e con un errore pesante di Ferreira che porta sul 22 19. Bagnoli mette dentro Braga, mentre Vedovotto schiaccia per il 22 20. L’errore commesso stavolta da Bonacic illude Siena, ma Fabroni sbaglia la battuta: 23 21. E chi realizza l’ultimo punto del terzo set? Ancora Bonacic: 25 23, Catania si porta in vantaggio per due set ad uno. Per la Emma Villas la situazione si fa difficile.

Quarto set Gli etnei ora provano a chiuderla. Bene la squadra di coach Rigano va anche nel quarto parziale, ma Siena deve mettere in campo tutte le energie che ha. Il primo vantaggio dei senesi in questo parziale arriva con il 9 10, vantaggio vanificato dal solito Bonacic. Ancora il cileno a segno, mentre Siena pareggia al centro con Bargi. Pizzichini marca il quindicesimo punto dei suoi, è +2 per Catania: 15 13. Il finale di quarto set si gioca punto a punto: il diagonale di De Santis è positivo così come la successiva schiacciata sopra alle mani del muro di Bonacic. Ferreira viene murato dagli etnei ed è 20 17. L’opposto portoghese riesce a riscattarsi poco dopo con un bel pallonetto. Ma la sua prova è discontinua: il suo servizio finisce oltre la linea di fondo campo, Catania arriva a quota 21 punti. Tra i senesi Filippo Vedovotto non ci sta e segna ancora un altro punto,
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il suo diciannovesimo in questa gara. Ma anche lo schiacciatore veneto sbaglia la battuta. Un’azione confusionaria porta al 25 20 con cui la Messaggerie Bacco Catania si aggiudica il match per 3 1.