Biografia di Clemente Susini

Clemente Michelangelo F. Susini1 nacque il 18 dicembre 1754 nel “popolo” di San Lorenzo a Firenze, da Lorenzo e Maria Annunziata Vernaccini, diciassette anni dopo l’estinzione della dinastia dei Medici, regnante Francesco Stefano di Lorena, consorte dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria2

Il giovane Susini avviò presto gli studi artistici, diventando esperto, oltre che nella ceroplastica, nella pittura su vetro, nell’incisione in rame e nella lavorazione della scaiola3. Nel 1771 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti dimostrando un ottimo profitto4; nel 1772 lavorava già nello studio del noto scultore Pompilio Ticcianti (1706 1777)5, quando fu notato da Francesco Piombanti, segretario delle RR Fabbriche, che lo presentò a Felice Fontana6. Questi, che stava allora organizzando, col pieno supporto del Granduca Pietro Leopoldo, l’officina di ceroplastica del Regio e Imperiale Museo di Fisica e Storia Naturale (detto La Specola7), lo assunse come assistente dello scultore livornese Giuseppe Ferrini e aiuto settore.

La tecnica di modellamento delle cere era stata introdotta a Firenze nel 17708 da Bologna, ad opera di Giuseppe Galletti (1738 1819), chirurgo dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova9. Galletti aveva assunto allora lo scultore Ferrini per la realizzazione di alcuni modelli ostetrici e anatomici che erano stati presto notati da Fontana. Nel 1771, quest’ultimo aveva chiesto al Granduca di finanziare un laboratorio di ceroplastica come parte del museo; Pietro Leopoldo fu dapprima contrario all’idea, avendo disgusto per le pratiche settorie, ma alla fine Fontana riuscì a convincerlo argomentando che una raccolta completa di modelli anatomici avrebbe reso superflua la dissezione dei cadaveri10. Come detto sopra, Fontana, esecutore delle prime dissezioni, ingaggiò proprio Ferrini (malgrado le proteste di Galletti), e successivamente il diciannovenne Clemente Susini, in qualità di secondo modellatore e aiuto settore; assunse poi il dissettore Antonio Matteucci e il pittore Claudio Valvani che, almeno inizialmente, realizzò disegni e tabelle esplicative11. Negli anni successivi vennero ingaggiati altri dissettori, modellisti e lavoranti, alcuni dei quali si dedicarono a compiti specifici come il posizionamento dei vasi sanguigni e linfatici e dei nervi12.

La procedura per la realizzazione dei modelli era lunga e complessa13. A differenza delle cere bolognesi che di solito contenevano lo scheletro, i modelli fiorentini ne sono privi.

Nel 1775, all’apertura del Museo ben 486 modelli furono esposti in 137 vetrine disposte in sei grandi sale e corredate di disegni a colori e didascalie. Nello stesso anno il Fontana partì per Londra e Parigi su autorizzazione del Granduca Pietro Leopoldo, allo scopo di stabilire contatti coi più importati musei e circoli scientifici d’Europa e di implementare la collezione di strumenti scientifici del nuovo Museo14. L’attività del laboratorio continuò anche durante i cinque anni di assenza del Fontana e del suo assistente Giovanni Fabbroni, che mantennero una fitta corrispondenza col Granduca e col Direttore pro tempore Giuseppe Pigri, anche al fine di monitorare il lavoro svolto. Al loro ritorno, la produzione dei modelli fu ancora incrementata con l’assunzione di nuovi collaboratori e il diretto coinvolgimento di Pietro Leopoldo che, appassionato di chimica, preparò e mise a punto nuove vernici15.

Nel 1782 Clemente Susini fu nominato modellatore capo in seguito al licenziamento di Ferrini, riconosciuto colpevole di aver truffato il museo per aver sottratto argento alle lamine usate per i modelli16. Secondo la stessa fonte, Susini fu costretto dalle minacciose pressioni di Fontana a testimoniare contro il collega. Anche se non si hanno notizie precise a riguardo, risulta che il Ferrini, trasferitosi alla Corte di Napoli, continuò la sua attività presso la locale Scuola di Ceroplastica fondata da Domenico Cotugno (1736 1822), la terza in Italia dopo quelle di Bologna e Firenze17.

Prima che Ferrini lasciasse Firenze, Susini aveva collaborato con lui nella realizzazione della famosa statua smontabile di donna gravida in grandezza naturale (1,64 metri di lunghezza) nota in seguito col nome di Venere dei Medici. Questa bellissima cera era stata molto apprezzata da Fontana, che aveva gratificato Ferrini e Susini con una elargizione di Lire 266, soldi 13 e denari 418. Tale statua, replicata per lo Josephinun, fu la prima di numerose altre “Veneri” presenti non solo a Vienna ma anche a Budapest, Pavia e Bologna. Diverse imitazioni, tra cui quelle di Antonio Serantoni (1780 1837), spesso chiamate “Florentine Venuses”, vennero esposte nei musei anatomici a pagamento che si diffusero soprattutto nel nord Europa e in Inghilterra fino alla metà del XIX secolo e oltre: è stato detto che tali esibizioni colmarono un vuoto nella società vittoriana di metà Ottocento fornendo nozioni di educazione sessuale e di biologia della riproduzione, all’epoca assolutamente off limits19. Queste Veneri, come anche le figure maschili in posizione michelangiolesca lodate da Canova, corrispondevano in pieno all’intento di Fontana, condiviso dallo stesso Granduca, di istruire non solo gli addetti alle professioni sanitarie ma diffondere al pubblico le conoscenze anatomiche.

Negli anni successivi al 1782, lavorarono per il Museo come dissettori Paolo Mascagni (1755 1815), noto per gli studi sui linfatici, Tommaso Bonicoli (1746 1802) e Filippo Uccelli (1770 1832).

La maggior parte delle dissezioni era modellata sulle illustrazioni pubblicate dai più famosi anatomisti: Fontana, Mascagni, Scarpa, Cotugno e oltre venti europei, tra i quali va ricordato Albinus (1697 1770), celebre per le sue tavole sull’apparato scheletrico muscolare e sui nervi20. Come risulta dalle Filze dei Conti degli archivi di La Specola, dalle affermazioni dell’anatomista Antonio Scarpa e dal fatto che nei modelli sono riprodotte le variazioni anatomiche, tutti i preparati eseguiti a La Specola furono fedelmente copiati dal cadavere21.

Nel laboratorio di ceroplastica il lavoro era assai duro, con un impegno superiore alle 8 ore giornaliere e pessime condizioni ambientali per l’uso di sostanze tossiche quali quelle presenti nei solventi della cera e nelle vernici. Secondo Tumiati, ma non ci sono conferme a proposito, il liquido usato per la conservazione dei cadaveri conteneva arsenico, con serie conseguenze per Susini che ne fu gravemente intossicato22.

Nel 1780, in seguito alla visita a La Specola di Giuseppe II (1741 1790) di Asburgo Lorena, fratello maggiore del Granduca Pietro Leopoldo, in compagnia di Giovanni Alessandro Brambilla (1728 1800), suo chirurgo personale e consigliere, l’imperatore austriaco aveva ordinato un tal numero di modelli che Pietro Leopoldo pose il veto alla richiesta sulla base del fatto che avrebbe interferito con l’attività del Museo23. La commissione fu poi accettata, sia pure molto a malincuore24 dallo stesso Fontana, che organizzò un secondo laboratorio nella propria abitazione, assunse molti collaboratori (oltre 200) e fu coadiuvato da Clemente Susini e da Paolo Mascagni, che ebbe il ruolo di supervisore del progetto. Nel lasso di circa un lustro vennero prodotte ben 1192 cere, che raggiunsero Vienna tra il 1784 e il 178825.

Secondo Lemire, i modelli realizzati con stampi originali, tra cui numerosi i preparati di ostetricia, erano in tutto 150, mentre per i restanti furono utilizzati i calchi conservati a La Specola. Lo stesso autore sostiene che, anche se la collezione viennese appare, a prima vista, più grandiosa e appariscente di quella fiorentina, la qualità dei modelli è, nel complesso, inferiore a quelli di quest’ultima. Ciò è probabilmente dovuto all’insistenza con cui l’Imperatore reclamava la pronta consegna della collezione ed al tempo relativamente breve concesso per completarla26. Inoltre, a causa del clima rigido di Vienna, i modelli si deteriorarono e dovettero subire numerosi restauri. Oggi restano 365 vetrine contenenti 867 modelli, di cui 16 sono figure umane intere27. Le cere furono collocate nella Cesareo Regia medico chirurgica Accademia Josephina, che fu inaugurata il 7 novembre 1785 con una prolusione dal titolo “La preminenza e l’uso della chirurgia” tenuta dal primo direttore Giovanni Alessandro Brambilla. Esse destarono tuttavia reazioni disparate e furono accettate solo parzialmente dall’apparato medico scientifico della Vienna dell’epoca, che ne criticò l’uso nell’educazione medica negando il supporto pubblico alle anatomie artificiali, considerate alla stregua di soggetti di divulgazione popolare piuttosto che strumenti di educazione medico scientifica28.

Dal 1782 al 1785 Susini, sotto la direzione di Mascagni, realizzò diverse statue di linfatici per La Specola che non sono firmate; tra le 12 dello Josephinum, il solo modello 191 presenta l’iscrizione con la sua firma sotto l’ascella sinistra29.

Egli non solo partecipò ai lavori per le cere di Vienna, ma corresse alcuni errori imposti da Mascagni ai ceroplasti per rendere le preparazioni diverse da quelle di Albinus30.

Dal 1784 fu affiancato da un secondo modellatore: il suo allievo Francesco Calenzuoli (1769 1849). In aggiunta ai lavori anatomici, realizzò diverse opere di carattere religioso31 e ritratti di personaggi come il direttore del Museo degli Uffizi Giuseppe Pelli32.

Dal 1799 fu assunto dall’Accademia di Belle Arti di Firenze dove insegnò disegno dal vero e ricoprì l’incarico di esaminatore. Nei quarant’anni di lavoro al Museo, egli effettuò o sovrintese personalmente alla produzione di oltre 2000 modelli.

Oltre alle cere anatomiche per la Specola e per Vienna, Susini produsse altri modelli per commissioni pervenute al Museo, ormai divenuto celebre in tutta Europa33.

Tra di esse, spiccano le due statue di maschio e femmina (scomponibile) con la preparazione dei linfatici, ordinategli da Antonio Scarpa dell’Università di Pavia34, la bellissima testa con preparazione del nervo facciale realizzata nel 1798 per il Museo di Storia Naturale di Parigi35, e la collezione delle cere anatomiche realizzate per Cagliari in collaborazione con l’anatomico sardo Francesco Antonio Boi (1767 1850).

La collezione si compone di sole 23 vetrine per un totale di 78 pezzi e quindi, da un punto di vista quantitativo, non può essere confrontata con le collezioni di La Specola e dello Josephinum, che contengono centinaia di vetrine con oltre un migliaio di esemplari. La sua particolarità risiede nel fatto che le cere di Cagliari rappresentano la maturità artistica di Clemente Susini e il risultato della sua collaborazione con l’anatomista Francesco Antonio Boi36, esecutore delle dissezioni37. Inoltre, tutti i modelli sono originali e alcune preparazioni, che sembrano complementari a quelle di La Specola, illustrano invece ulteriori dettagli anatomici mancanti o meno precisi in quella raccolta38.

I modelli cagliaritani sono stati realizzati nell’officina del Museo di La Specola di Firenze negli anni 1803 1805 e furono commissionati da Carlo Felice di Savoia, viceré di Sardegna, attraverso Boi, che stava trascorrendo un anno sabbatico nella divisione di anatomia dell’ospedale generale (Arcispedale) di Santa Maria Nuova, diretta da Paolo Mascagni. Nei tre anni in cui lavorò con Boi, Susini, non più sotto la tutela del vecchio Direttore, si trovò libero di esprimere finalmente se stesso: Fontana infatti aveva perso interesse nella supervisione dei lavori in cera, perché impegnato nel suo laboratorio privato alla realizzazione dei modelli smontabili in legno ordinatigli da Napoleone Bonaparte39.

un dato di fatto che i modelli di Cagliari siano più realistici40; non comprendono Veneri né figure in posa, ed i volti, veri e propri ritratti, non hanno la “pelle rosea” di quelli di la Specola e dello Josephinum41; inoltre, come accade nei moderni atlanti anatomici, non vengono sottolineati gli aspetti macabri del cadavere. Anche la destinazione sembra essere diversa: per i molti riferimenti all’anatomia clinica, i preparati sembrano essere selezionati per dare agli studenti di medicina le informazioni utili alla loro formazione professionale, piuttosto che per rendere l’anatomia più attraente al pubblico o per educare i cittadini.

Le vetrine hanno un cartellino originale con la data e la firma di Susini: un’attestazione di autenticità assente nelle altre collezioni di cere fiorentine, neppure in quelle acquistate per conto dell’Università di Bologna dallo studio di Susini nel 181042.

Oltre a rappresentare un esempio di come l’anatomia può essere trasfigurata in arte, i modelli di Susini Boi mantengono ancora, due secoli dopo il loro completamento, uno straordinario valore scientifico e didattico43.

Malgrado alcuni riconoscimenti, fu solo nei primi anni del secolo XIX che lo status dei modellisti gradualmente cambiò da quello di artigiani a quello di artisti. Nei primi anni di attività della “Officina di Ceroplastica”44, Fontana considerava i giovani modellisti come strumenti; solo più tardi, grazie soprattutto a Giovanni Fabbroni (1752 1822), ex assistente di Fontana divenuto poi il suo principale rivale e critico, i modellisti, e Susini in particolare, iniziarono a ricevere il giusto riconoscimento del loro ruolo nella realizzazione delle Cere di La Specola45. Tuttavia, Fontana continuò ad essere considerato l’autore dei modelli, come dimostra il dato che, già nel 1848, solo il suo nome viene menzionato nella descrizione della collezione di La Specola fatta da De Renzi46.

Successivamente, quando alla fine del XIX e nella prima metà del XX secolo le cere anatomiche persero gran parte della loro popolarità, Susini divenne addirittura uno sconosciuto47. Ancora oggi, del resto, le cere della Specola vengono associate al nome di Fontana in tutta l’Europa del Nord.

Il primo saggio storico scientifico che riporta nel titolo il nome di Susini come l’autore delle cere fiorentine fu quello di Luigi Castaldi (1890 1945), anatomista dell’Università di Cagliari, scritto nei primi anni ’40 e pubblicato postumo nel 1947. Tale studio, ancora oggi acquistabile dall’editore originario, è largamente citato e molto apprezzato: “questo lavoro non è mai stato superato”, scrive Knoefel48.

Forse è proprio per il fatto di essere conosciute come lavori del Susini e non del celebre Fontana che le cere, considerate opere minori della Scuola Fiorentina49, non vennero alienate da Cagliari.

Nell’ultimo decennio prima della morte Susini, oltre agli impegni presso l’Accademia delle Belle arti e al suo lavoro a La Specola, realizzò molte cere anatomiche nel Suo Gabinetto d’Anatomia, come risulta dalla commissione per le 24 cere acquistate a partire dal 1814 dal Professore Alessandro Moreschi (1771 1826) e tuttora esposte al Museo Luigi Cattaneo di Bologna50.

stata recentemente51 pubblicata la ristampa anastatica dell’originale del 1813 di quello che sembra un listino pubblicitario di 44 pagine del “Gabinetto D’Anatomia Umana e Comparata eseguita in cera dal celebre Sig Clemente Susini” che descrive minutamente XIII tavole e una figura di donna gravida giacente e scomponibile in 16 pezzi. Nove tavole sono di anatomia umana normale, mentre la X dimostra i tre casi più frequenti di gravidanza extrauterina; la XI l’anatomia del baco da seta anche nelle fasi di crisalide e farfalla; la XII i nervi di una testa di vitello”52.

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EDITORIALE di Gabriele Borzillo

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.

Biography of Clemente Susini

Clemente Michelangelo F. Susini1 was the son of Lorenzo Susini and Annunziata Vernaccini, born on December 18, 1754 in the neighborhood of SanLorenzo inFlorence, seventeen years after the end of the Medici dynasty, during the reignof Franois Stefan of Lorraine, spouse of the Empress Maria Theresa of Austria.2

Susini started his studies in art at an early age and became an expert in ceroplastics, but also in glass painting, copper incisions, and manufacture of scagliola.3 In 1771 he enrolled in the Accademia di Belle Arti and was a model student4; in 1772 he was already working in the study of the famous sculptor Pompilio Ticcianti (1706 1777)5,when he was noticed by Francesco Piombanti, Secretary of the Royal Manufacturing, who introduced him to Felice Fontana.6 At the time, Fontana was setting up the ceroplastic workshop of the Regio e Imperiale Museo di Fisicae Storia Naturale (called La Specola7) with the full support of the Grand Duke Peter Leopold, and he hired him as assistant of the Livornese sculptor Giuseppe Ferrini and dissector aid. Peter Leopold was at first against the idea, because of personal aversion for sectorial practices, but then he was convinced by Fontana, who argued that a complete collection of anatomical models would make cadaver dissection useless10. He later hired Antonio Matteucci and the painter Claudio Valvani who, at least at first, made drawings and explicative tables11. In subsequent years more dissectors, modellers, and workers were hired, some of whom took care of specific tasks such as the positioning of blood and lymphatic vessels, and nerves12.

The procedure for the realization of models was long andcomplex13. As opposed to the Bolognese wax sculptures that usuallycontained the skeleton, the Florentine ones did not.

When the museum was opened in 1775, 486 models were exhibited in 137 glass cases placed in six great halls, along with drawings and captions. With the patronage and support of the Grand Duke Peter Leopold, that same year Fontana left for London and Paris to establish relationships with the most important museums and scientific circles in Europe and to implement the scientific tool collection of the new museum14. The workshop’s activity continued even in the five years of Fontana and his assistant Giovanni Fabbroni’s absence; they kept corresponding with the Grand Duke and the protempore Director Giuseppe Pigri, also in order to monitor the work. Upon returning, they incremented the production of models by hiring new collaborators and involving Peter Leopold who, as impassionate chemist, prepared and perfected new varnishes15.

In 1782 Clemente Susini was named head modeller, after Ferrini was fired for being found guilty of fraud, having subtracted silver from the plates used for the models16. According to the same source, Susini was forced by Fontana’s threats to testify against the colleague. Even though there are no specific news on the subject, it seems that Ferrini moved to the Court of Naples, where he continued his activity in the School of Ceroplastics founded by Domenico Cotugno (1736 1822), the third in Italy after the ones in Bologna and Florence17.

Before Ferrini left Florence, Susini had collaborated with him in the making of the famous decomposable statue of a life size pregnant woman (1,64 meter tall), later known as “Venere de’ Medici.” This gorgeous statue was much appreciated by Fontana who gave to Ferrini and Susini 266 lire, 13 soldi, and4 denari18. Such statue, replicated for the Josephinumwas the first of many more “Venuses” present not just in Vienna but also in Budapest, Pavia, and Bologna. Several imitations, including Antonio Serantoni’s(1780 1837), often called “Florentine Venuses,” were exhibited and viewed for a fee in anatomical museums that became popular mostly in Northern Europe and in England up until the second half of the nineteenth century and beyond. It has been said that these kind of exhibitions filled a void in nineteenth century Victorian society by offering sexual education and reproductive biology lessons absolutely off limits at the time19. These Venuses, as well as male figures in Michelangelesque poses praised by Canova, well suited Fontana andthe Grand Duke’s intentions of educating not just those destined for the medical profession but also of disseminating anatomical knowledge among the general populace.

In years subsequent to 1782, Paolo Mascagni (1755 1815), known for lymphatic studies, and Tommaso Bonicoli (1746 1802), and Filippo Uccelli (1770 1832) worked for the Museum as dissectors.

Most dissections were modeled after the illustrations published by the most famous anatomists: Fontana, Mascagni, Scarpa, Cotugno, and over twenty European ones, among whom it is worth mentioning Albinus (1697 1770), famous for his tables onskeletal muscular systems and nerves20. As shown in the Filze dei Conti (accounting files) of the archives of La Specola, from the statements by the anatomist Antonio Scarpa and given that the models reproduce anatomical variants, all specimens found in La Specola were faithfully copied from cadavers21.

In the ceroplastics workshop work was hard, taking up well over eight hours a dayin horrible environmental conditions due to the toxicity of substances used, such as those found in wax solvents and varnishes. According to Tumiati, even though the information is not confirmed by other sources, the preservation liquid used on corpses contained arsenic, which had serious consequences for Susini, who got intoxicated22. In about a lustre, 1192 wax models were produced and transported to Vienna between 1784 and 178825.

According to Lemire26, models realized with original molds, among which many obstetrics specimens, were 150, where as the others were made with casts stored at La Specola. That is probably dueto the insistent pressure of the Emperor, who wanted the collection to bedelivered promptly and gave a very strict deadline26. Moreover,because of Vienna’s cold climate, models deteriorated and needed to under go numerous restoration processes. Today there are only 365 glass cases left,containing 867 models, 16 of which are full human figures27. Wax sculptures were placed in the Royal Cesarean Medical Surgical Academy Josephina, which was inaugurated on November 7 1785, with introductory remarks by its first Director Giovanni Alessandro Brambilla, titled “The preeminence and use of surgery.” Reactions were disparate and the Viennese medical scientific community of the time only partially accepted the wax sculptures, considering them spectacles for popular consumption rather than tools for medical scientific education28.

From 1782 to 1785 Susini, under Mascagni’s supervision, produced several lymphatic statues for La Specola that are not signed; among the twelve in the Josephinumonly model 191 bears an inscription with his signature under the left armpit29. Not only did he participate in the creation of the Viennese wax sculptures, but he corrected some of the mistakes that Mascagni imposed on ceroplasts on purpose in order to differentiate his preparations from Albinus’30.

From 1784 on he was flanked by a second modeler, his pupil Francesco Calenzuoli(1769 1849). Aside from anatomical waxes, he also produced religious statues31and portraits of illustrious people, such as the Director of the Uffizi Museum Giuseppe Pelli32.

From 1799 on, he was hired by the Accademia di Belle Arti in Florence, where he taught drawing from live models and administered exams. In the forty years working in the Museum he made or oversaw personally the production of over 2000 models.

Aside from the anatomical wax models for La Specola and Vienna, Susini produced other models commissioned to the Museum, by then famous all over Europe33.

Note worthy among these are the two decomposable statues of a man and a woman with the preparation of lymphatic vases, commissioned by Antonio Scarpa from the University of Pavia34, the beautiful head with the preparation ofthe facial nerve made in 1798 for the Muséum d’Histoire Naturelle in Paris35, and the anatomical wax collection for the Museum in Cagliari with the collaboration of the Sardinian anatomist Francesco Antonio Boi (1767 1850).

The collection is made of only 23 glass cases that host 78 models, therefore, quantitatively, it cannot compare with the one of La Specola and Josephinum,that contain about a hundred cases with about a thousand models. It speculiarity resides in the fact that the Cagliari waxes represent Clemente Susini’s artistic maturity and are the result of his collaboration with the anatomist Francesco Antonio Boi36, who made the dissections37. Moreover, all models are original and some preparations that seem complementary to those of La Specola show, instead, how there are anatomical details missing or less precise in that collection38.

The Cagliari models that were made in the workshop of the Museum La Specolain Florence in the years 1803 1805 were commissioned by Carlo Felice of Savoy, Viceroy of Sardinia, via Boi, who was spending a sabbatical year in the anatomy division of the general hospital (Arcispedale) of Santa Maria Nuova, directed by Paolo Mascagni. In the three years working with Boi, Susini, no longer under the supervision of the old Director, was finally free to express himself: Fontana, in fact, had lost interest in supervising wax works because he was in his private workshop, engaged in fabricating decomposable wooden models commissioned by Napoleon Bonaparte39.

It is a fact that the Cagliari models are more realistic40; they include no Venuses or posing subjects, and faces, veritable portraits, do not have the “pinkish skin” of those at La Specola and Josephinum41. Moreover, as happens in modern anatomical atlases, the macabre aspects of the cadaver are not emphasized. Their purpose seems different as well: the many references to clinical anatomy seem to be selected in order to give medical students information useful for their professional training, rather than to make anatomy more attractive for a general public or to educate citizens.

Glass cases contain original tags dated and signed by Susini an authenticity seal absent from the other collections of Florentine waxes, and even from those bought from the University of Bologna in Susini’s workshop in 181042. Aside from being an example of how anatomy can be turned into art, the Susini Boi models still retain an extraordinary scientific and didactic value,even two centuries later43.

Not with standing some acknowledgments, it is only in the first years of the nineteenth century that the modellists’ status changed from artisan to artist. In the first yearsof activity of the “Ceroplastic Workshop”44, Fontana considered young modellists as instruments; it is only later, mainly thanks to Giovanni Fabbroni (1752 1822), ex assistant of Fontana’s later turned into his mainrival and critic, that modellists, Susini in particular, began to be properly acknowledged for their role in the production of the Wax Sculptures of LaSpecola45. Such study, which can be bought from the original publisher, is widely cited and much appreciated; as Knoefel writes: “this essay has never been surpassed.”48

Perhaps, it is because they were attributed to Susini rather than Fontana, and thus considered as minor works of the Florentine school49, that the wax sculptures in Cagliari were not removed from that city.

Aside from the engagement at the Accademia delle Belle Arti and his work at La Specola, in the last decade before Susini’s death, he produced many anatomical waxes in his Anatomy Study, as proven by the 24 wax sculptures commissioned fro 1814 on by Professor Alessandro Moreschi (1771 1826), still exhibited at the Museo Luigi Cattaneo in Bologna50.

Recently51,the anastatic reprint of the 1813 original of what looks like a 44 page advertising brochure has been published; it bears the title “Gabinetto D’Anatomia Umana e Comparata eseguita in cera dal celebre Sig. Clemente Susini” (Human and Compared Anatomy Study executed in wax by the illustrious Signor Clemente Susini) and it describes minutely thirteen tables and the figure of are clined, pregnant woman decomposable in 16 parts. Nine tables depict human anatomy, while the tenth shows the three most common cases of extra uterinepregnancy; the eleventh shows the anatomy of silk worms, even in the chrysalis and butterfly stages; the twelfth the nerves of a veal’s head52.

In the final years of his life, Susini’s health was compromised by a chronic disease; his economic situation was equally precarious, as shown by the fact that, after his death on September 22 1814, the Grand Duke Ferdinand III granted his widow, Rosa Pieralli, a sustenance pension, recognizing the workdone in forty years at the Museum. Of his three sons, only Angiolo survived himby two years; the premature death of his sons was possibly caused by contagion,since their father had contracted tuberculosis in the unhealthy environment of LaSpecola53.

After his death, Susini was remembered in an anonymous obituary notice that appeared on the Gazzetta di Firenze on October 15 1814 and in a Latin inscription placed on the marble of his tombstone in the Cloister of Santissima Annunziata in Florence by Count Girolamo Bardi, then Director of the Museum. Both texts are quoted in full by Castaldi, who also relays in translation the Latin inscription written by Bardi: “He surpassed all wax modellers and he won’t be surpassed in posterity”54.

Bruxelles e Girona low cost

Sistemati gli zaini in camera, prendiamo la metro e in poche fermate siamo nei pressi del Petit Sablon.

La giornata grigia ma non fa molto freddo, la citt per completamente diversa da come l lasciata la scorsa estate. Visitiamo la bella chiesa del Petit Sablon e passiamo al Grand Sablon dove visitiamo l chiesa ed il quartiere circostante. Laddove sorgeva a suo tempo un carinissimo mercatino d ora c un semplice parcheggio, mentre le viuzze dove in estate c i tavolini all erano semideserte con gran parte degli esercizi addirittura chiusi.

Proseguiamo verso la Piazza Reale ed il Palazzo Reale, attraversando il parco sino a giungere alla cattedrale che ci fermiamo a visitare. Si prosegue in direzione della Gallerie du Roi ma con la coda dell occhio il nostro Ivan intravede LA MORTE SUBITE un localino gi adocchiato sul web, ma trovato quasi per caso.

Ci sediamo ed ordiniamo 7 birre diverse affinch ciascuno di noi potesse avere gi un idea di ci che ci aspettava. Il locale caratteristico e carino, la birra fantastica. A parte il nome poco invitante questo locale lo consigliamo vivamente.

Qualcuno gi mezzo lucido ma tra risate e qualche capogiro si prosegue per la Gallerie du Roi, dove ammiriamo le bellissime vetrine ornate di cioccolati. In centro c per fortuna qualcuno che passeggia, ma noi precipitiamo in un altro locale per il secondo giro di birra. La qualit non la stessa del precedente ma per scaldarci un po va pi che bene. Superata la Grand Place ci incamminiamo verso il Manneken Pis che per passa in secondo piano dal momento che proprio di fronte alla misera statuetta espongono dei gaufres di tutto rispetto.

Il gruppo si lascia andare e si concede vari mattoni, con doppia panna montata + noci + nutella + pezzi di banana a sviluppo verticale, quasi quasi pi alti del Manneken Pis. C addirittura chi se lo fa cadere a terr vabb non si sa come, distrugge una scarpa (dice di essersi incastrato da qualche parte quindi bisogna rimediare ed acquistarne un altro paio e proprio mentre entriamo ed usciamo dai negozi scoviamo il Tempio della Birra, uno store per veri intendindori.

Qui Moreno si lascia andare acquistando quanto di pi alcolico si trovi sul mercato e, dal momento che i liquidi non possono essere portati a bordo dell si decide di consumare in loco, anzi per strada.

L della bottiglia avviene in maniera rudimentale con l di un a m di cavatappi, con tappo che salta via in mezzo all folla.

I bicchieri non esistono, ma ci mettiamo veramente pochi problemi Sardegna diciamo Bruncu Iniziamo a cercare qualcosa per la cena attraversando un paio di volte la Roue de Bouckers e mandando al diavolo i ristoratori che in ogni modo, in maniera invadente cercavano di portarci dentro il loro locale. Uno addirittura continuava a ripetere SIETE ITALIANI EH CAVALLO la nostra risposta in lingua sarda (come in genere avviene dopo che si pronuncia il nome dell stata in CODDIDI per ben due volte. Chi sardo mi capisce al volo, chi non sardo magari pu immaginare

Inizialmente orientati su Chez Leon, ma visti i prezzi abbiamo ripiegato per un men moules, frites e birra a 10 a Les Vieux Colombiers: alla fine ci siamo cascati. Le cozze erano in putrefazione, l di marcio che fuoriusciva dai piatti non lo auguro neanche al mio peggior nemico. Lasciamo tutto l purtroppo paghiamo 10 per non aver mangiato n bevuto (anche la birra e le patatine facevano veramente pena).

Biraghi e Bianchetti sicuri

Weekend dedicato alle Nazionali quello appena passato, cos gran parte della trib dei giovani interisti in prestito alle rispettive squadre si ritrovata agli ordini di Di Biagio per giocare contro la Germania. Rivitalizzati Bardi e Biraghi, anche Bianchetti fornisce un prestazione in azzurro. Di basso profilo invece il match di Longo e Crisetig: i due giocatori in prestito al Cagliari non brillano e in particolare l non riesce pi ad affinare il senso del gol che tanto l contraddistinto quando vestita la maglia dell Primavera. In Serie B si gioca, ma Garritano reduce dalle fatiche dell Under 20 e Bessa ha solo gli ultimi istanti di match nella vittoria del suo Bologna. Non utilizzato Belloni, mentre all Khrin e Spendlhofer sono fermi come i rispettivi campionati.

Promossi (+): Bardi, Biraghi, Bianchetti.

Partita: Italia Germania (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 tolto dalla naftalina da Di Biagio dopo le tante panchine al Chievo, Biraghi gioca un partita, dimostrando di avere personalit e di valere una maglia da titolare nella squadra del Chievo. Speriamo che Maran abbia visto la partita.

25. Francesco Bardi (Livorno, 18 gennaio 1992)

Partita: Italia Germania 2 2 (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 come il compagno, Bardi torna titolare in Nazionale e sfodera un prestazione, difendendo la porta azzurra con personalit e determinazione. Sembra davvero sprecato come secondo di Bizzarri.

9. Samuele Longo (Valdobbiadene, 12 gennaio 1992)

Partita: Italia Germania 2 2 (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 niente, il gol proprio non arriva per bomberino Longo. Subentrato nella partita contro i tedeschi, ha l giusta per segnare, ma il suo tiro da due passi si stampa sulla traversa. Come al solito, presente nella costruzione del gioco e corre tantissimo, ma non riesce mai a finalizzare.

4. Lorenzo Crisetig (Cividale del Friuli, 20 gennaio 1993)

Partita: Italia Germania 2 2 (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 serata difficile per Crisetig. Leitner e Malli lo prendono spesso in mezzo e lui va in affanno, dimostrando di soffrire i centrocampisti pi fisici di lui. Si riprende nel finale del primo tempo e poi ad inizio ripresa, quando gioca come sa, ma viene sostituito da Cataldi al 63

94. Marco Benassi (Modena, 8 settembre 1994)

Partita: Italia Germania 2 2 (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 entra al 74 al posto di Batocchio, corre molto come al solito e combatte a centrocampo. Assiste al gol di Verdi e poi al rigore trasformato da Leitner.

5. Matteo Bianchetti (Como, 17 marzo 1993)

Partita: Italia Germania 2 2 (Bittencourt 55 Leitner rig. 85 Trotta 40 Verdi 77 il centrale in prestito allo Spezia gioca una grande partita contro la Germania, dando segnali incoraggianti a Di Biagio e, di conseguenza, anche all Vince il duello con Volland e si afferma come sicurezza del reparto centrale. Per l U21, Bianchetti c

22. Raffaele Di Gennaro (Saronno, 3 ottobre 1993)

Partita: Frosinone Latina (rinviata)

Commento: Il rinvio del match arrivato a causa della decisione della Corte federale che si espressa sul ricorso presentato dalla societ ciociara confermando la chiusura della tribuna centrale e dei distinti. La societ canarina aveva presentato ricorso dopo i provvedimenti del giudice sportivo per i fatti avvenuti nella gara casalinga con l finita 3 3 con polemiche e tensioni.

18. Niccol Belloni (Massa Carrara, 10 luglio 1994)

Partita: Bari Pro Vercelli 1 0 (54 Bellomo)

23. Daniel Bessa (San Paolo, 14 gennaio 1993)

Partita: Bologna Livorno 2 0 (61 Oikonomou 81 Sansone )

Commento: per Bessa solo gli ultimi minuti di partita nella buona vittoria del Bologna contro il Livorno. Il centrocampista di scuola Inter entra al posto di un ottimo Zuculini per gestire il risultato dal 85 a fine partita. Nessun rischio e qualche pallone toccato, nulla di pi Il Bologna torna a vincere al Dall dopo pi di due mesi: i 3 punti casalinghi mancavano dal 19 gennaio.

38. Luca Garritano (Cosenza, 11 febbraio 1994)

Partita: Modena Varese 1 1 (68 Granoche , 38 Borghese)

Commento: l reduce dall infrasettimanale con la Nazionale under 20 e, nonostante la maglia da titolare, gioca una partita lenta e sciupa anche una ghiottissima occasione per segnare a tu per tu con lo strepitoso Perrucchini, autore di una prestazione fantastica tra i pali del Varese. Sostituito al 60 non partecipa al forcing finale dei rossoblu.

calcione a Balotelli ed espulsione Video

Follia di Francesco Totti. Un gesto antisportivo, un fallo cattivo, con l’aggravante dell’atteggiamento da bullo di quartiere che va a schernire l’avversario a terra dopo averlo scalciato senza ragione. Siamo al 43 minuto del secondo tempo di Inter Roma, finale di Coppa Italia. I giallorossi sono sotto e cercano di recuperare, hanno ancora poco per sperare di riagguantare i nerazzurri, ma da ormai 5 minuti sembrano non avere più la speranza di impensierire l’Inter.

Da troppo i giallorossi sono caduti nella trappola del fallo sistematico sui ragazzi di Mourinho a cui non riescono a togliere il pallone in maniera pulita, sono saltanti i nervi. Già 20 minuti prima Totti aveva mostrato il suo nervosismo andando a colpire in maniera punitiva Milito che gli aveva rubato palla a suo parere in maniera irregolare rimediando un giallo che era un classico arancione. In una situazione del genere, il Capitano, l’uomo più carismatico ha due alternative: provare a prendere per mano la squadra o perdere la testa guidando i compagni ad una vendetta fatta di calci e gioco violento.

Francesco Totti sceglie questa seconda alternativa, nonostante in tribuna ci fosse quel Marcello Lippi che spera di portarlo al Mondiale per usarlo come arma in più della sua nazionale. Taddei era appena entrato duro su Thiago Motta, la palla finisce a Balotelli che porta il pallone verso il fondo, ci sono due giocatori giallorossi a pressarlo, Totti lo insegue e con inusitata violenza lo colpisce alle spalle. L’interista cade al suolo, Rizzoli si avvicina, ma Totti non è ancora contento e colpisce Balotelli con la punta della scarpa sulla testa quasi a zittirlo.

Bisogna avere pi concretezza

Al termine del match contro l Gian Piero Gasperini, allenatore dell arriva ai microfoni di Premium Sport per un primo commento della prestazione dei suoi uomini, usciti sconfitti da San Siro:

Comunque un buon primo tempo dell Cosa ha fatto la differenza nella ripresa? Icardi risposta semplice?

“S ma anche pi credibile. L ha tante risorse, quando non riesce a trovare la via del gol sa usare i calci piazzati. Poi si fatta pi difficile, ma globalmente abbiamo fatto un gara. Certo, devi essere pi concreto quando hai le occasioni”.

Il bottino di quest la soddisfa?

“S buono per le nostre potenzialit Abbiamo fatto ottime prestazioni come oggi, siamo un gruppo molto numeroso e questo sar il nostro campionato. Dobbiamo stare attenti perch in Serie A da dietro pu sempre arrivare qualcuno”.

In fase di non possesso Papu Gomez nel primo tempo stato poco disponibile?

“Posso dire che nel primo tempo abbiamo avuto una buona supremazia nel gioco, mancando nelle occasioni anche se ci sono state situazioni pericolose, recuperando palloni alti che potevamo concretizzare meglio. Gomez e Ilicic hanno fatto bene la loro parte, ma contro la difesa dell non mai facile. Nervoso dopo il cambio? Chiaro che andare in svantaggio in quel momento ci ha reso le cose pi difficili, ma penso che abbiamo fatto bene considerando il valore dell Non possiamo rimanere sulla sconfitta, perdere con l ci pu stare. Questa prestazione ci deve dare forza per il match di gioved in Europa League e poi luned col Benevento”.

L League incide nel rendimento in campionato?

“Potrebbe aggiungere. Sono due competizioni diverse e non si possono fare paragoni con l scorso, siamo una squadra molto diversa. Le nostre potenzialit sono diversee forse gli avversari sono pi competitivi, l fin a meno dieci da noi l scorso; difficile che si ripeta”.

Dove vorrebbe lo slancio dopo questa sconfitta?

“In campionato e in Coppa. Gioved pu essere decisiva perch potremmo pensare all a febbraio, in campionato ovvio che gi luned dobbiamo migliorare la nostra classifica che in linea con altre”.

Perch Petagna a gara in corso?

“Ha giocato Ilicic con Kurtic e Gomez”.

11:30 GDS CENA DI NATALE: PRESENTE ZHANG JR, THOHIR IN FORSE 11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CL, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.

calze da uomo e unisex

I dettagli fanno la differenza in un look: una maglietta bianca e un paio di jeans, se accessoriati nel modo giusto, possono essere più originali di qualunque stampa o taglio particolare di tessuto, così come il classico little black dress, il tubino nero, è solitamente la base da impreziosire come sbizzarrendosi su una tela.

Calze e calzini fanno parte di quegli accessori cui si rivolge maggiormente l’attenzione quando si tratta di interpretare un look classico: negli ultimi anni si è assistito ad un fiorire di fantasie sui collant da donna, ma il meglio è stato spesso presentato proprio nelle collezioni dedicate agli uomini, ricche di righe e riquadri jacquard che si intravedono tra la fine del pantalone e l’inizio della scarpa.

Questa particolare attenzione al “dettaglio calzino” muove la creatività del marchio americano Nice Laundry, nato dalla fantasia di Ricky Choi e Phil Moldavski dopo anni di riunioni in ufficio con uomini che indossavano, a detta di Choi, solo banali calzini bianchi sportivi.

La fondazione di Nice Laundry avviene ad Aprile 2013 con una startup su Kickstarter per la raccolta fondi necessaria ad avviare la produzione e una filosofia che si può riassumere in due parole chiave: unisex e riciclabile.

I calzini di Nice Laundry sono prodotti in Corea del Sud in una piccola fabbrica per mantenere i costi molto contenuti. L’idea vincente del marchio è stata la scelta di vendere solo online, con uno staff minimo di gestione, e a pacchi di sei paia di calzini originalissimi alla modica cifra di 39 dollari (circa 36 euro, escluse le spese di spedizione e la dogana extra Stati Uniti che potrebbero far lievitare il prezzo).

Le tipologie di stampa e colore sono suddivise in sei pacchetti speciali da 6 paia ciascuno Chief, Dreamer, Exec, Ladies Man, Visionary, Wild Child con la possibilità di cumulare le tipologie di scelta a seconda dei gusti: Exec e Chief sono naturalmente i più basici, dedicati a chi non ama troppo discostarsi dal classico, mentre chi ama le stampe e preferisce osare può dedicarsi a Wild Child e Ladies Man, decisamente più particolari.

I sei tipi di calzini di Nice Laundry

Indecisi su quali regalare? Ci sono anche delle comode Gift Card di importi differenti a seconda delle esigenze personali, oppure si può fare la follia e acquistare per 99 dollari il set completo della collezione, con 18 paia di calzini da scoprire.

Ciò che anima principalmente Nice Laundry, però, è l’ecosostenibilità: l’azienda collabora con una compagnia che si occupa del riciclo di tessuti usati. Il programma di riciclo è facilissimo: si segnalano quante paia di calzini vecchi si debbano riciclare e si inviano, gratuitamente, a Nice Laundry, che provvede a mandarli al riciclo; una larga parte delle fibre tessili viene riutilizzata, contribuendo ad un minore impatto sull’ambiente. Purtroppo e per ora è valido solamente negli Stati Uniti, ma l’idea è veramente notevole.

Per acquistare i calzini di Nice Laundry potere andare direttamente sul sito e dedicarvi allo shopping unisex: la taglia unica calza perfettamente i numeri più classici da uomo, mentre da donna si calcola dal 38 in su.

biz Gradimento e Info

La Nostra Storia inizia da esperienze di vita differenti che un giorno, incontrandosi, hanno scoperto una nell’altra un linguaggio comune. La passione per le scarpe e per le sfide; l’amore per la creativit e per tutte le forme d’espressione artistica; la curiosit hanno dato vita a Vlad : un progetto che vuole sperimentare; vuole dare una nuova visione del fashion e della moda. . . liberi da regole e dettami nell’ obiettivo di poter realizzare e creare le nostre collezioni. L’E commerce delle scarpe di Venezia

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La Nostra Storia inizia da esperienze di vita differenti che un giorno, incontrandosi, hanno scoperto una nell un linguaggio comune. La passione per le scarpe e per le sfide; l per la creativit e per tutte le forme d artistica; la curiosit hanno dato vita a Vlad : un progetto che vuole sperimentare; vuole dare una nuova visione del fashion e della moda. liberi da regole e dettami nell obiettivo di poter realizzare e creare le nostre collezioni. L delle scarpe di Venezia

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Cambiasso fa il Chivu nella difesa a tre

Tre, il numero perfetto. Tre partite con la difesa a tre, tre gol rifilati questa sera al Neftchi, tre punti conquistati in ognuna di queste gare. Stramaccioni propone fin da subito un inedito 3 5 2 con Cambiasso al centro della difesa affiancato da Silvestre e Juan. Modulo che cambia a seconda delle fase di gioco, diventando spesso e volentieri un 3 5 1 1 con Coutinho che si abbassa spesso e volentieri tra centrocampo e attacco per cucire gioco. L nerazzurro riesce perfettamente nell di creare superiorit numerica a centrocampo, grazie alle linee di gioco propiziate dall posizionamento degli esterni. Mudingayi fa da scudo ai tre difensori, mentre Obi e Guar ci mettono la giusta potenza e contrastano egregiamente un centrocampo azero, fin troppo labile.

In assenza di Chivu, ottime indicazioni da Cambiasso. L imposta bene da dietro l dando possibilit agli altri suoi due compagni di reparto di allargarsi creando pi soluzioni di passaggio. Le qualit tecnico tattiche dell Real Madrid mettono l nelle condizioni di ripartire sempre palla a terra, ma al momento stesso di subire poco quando il Neftchi gioca in profondit Ottimo il lavoro di Pereira e Jonathan, che seppur non sempre perfetti palla al piede, riescono a interpretare nel migliore dei modi ci che gli era stato chiesto dall ovvero proporsi in maniera costante nelle due fasi di gioco.

La mobilit di Coutinho si rivela l nella manica di Stramaccioni. Grazie al brasiliano, l riesce a trovarsi in superiorit numerica anche quando parte schiacciata. Il giovane n.7 nerazzurro quando parte palla al piede manda in tilt tutta l tattica degli avversari. Avversari tecnicamente troppo modesti per poter palleggiare e proporre gioco, meno pronti fisicamente di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia. L va a nozze: tanto possesso, molti inserimenti da parte dei centrocampisti (quelli che sono mancati nelle ultime gare), e ritmi mai fin troppo elevati.

Guar monumentale quando recupera palloni e si propone con regolarit in fase offensiva, dove propizia tre reti su tre. Ultima nota su Livaja: il giovane attaccante croato fa tanto lavoro sporco. Poche iniziative palla al piede, ma movimenti e appoggi preziosi per il compagno di reparto Coutinho. Stramaccioni ha avuto anche modo di far esordire il giovane Garritano. Insomma, l nodo adesso resta proprio il viaggio.

11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CHAMPIONS, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.