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Si tratta di malattie croniche che hanno in comune alcuni fattori di rischio (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sovrappeso e obesità, sedentarietà) legati, in gran parte, a comportamenti individuali modificabili, che risentono del contesto economico, sociale e ambientale in cui vive e lavora la comunità.

Sabato 23 maggio, in occasione della Wellness Week, i Dipartimenti di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna promuovono a Cesena “Guadagnare Salute In Romagna”, un evento pubblico dedicato al progetto dell’Ausl “GINS Gruppi IN Salute” che, nell’ambito del Programma del Ministero della Salute “Guadagnare salute”, si propone di aiutare i cittadini a fare scelte di salute e contrastare lo sviluppo delle malattie cronico degenerative, attraverso iniziative di socializzazione che prevedono la formazione di cittadini promotori sia della salute a tavola che dell’attività fisica.

L’iniziativa prenderà il via alle ore 9 nella Sala Convegni dell’ospedale Bufalini di Cesena. Si parlerà dei corsi di formazione gratuiti realizzati per “formare” cittadini promotori della salute a tavola e dell’attività fisica, delle iniziative di socializzazione messe in campo, delle abitudini alimentari dei romagnoli e della possibilità per chi mangia fuori casa di consumare un pasto di qualità, gustoso e bilanciato dal punto di vista nutrizionale. L’invito per i cittadini intenzionati a partecipare è di indossare scarpe comode e unirsi alla camminata.

In Romagna le malattie croniche interessano circa un quinto della popolazione nella fascia di età 18 69 anni, una stima che corrisponde a oltre 141mila romagnoli.

Il dato fornito dallo Studio Passi, l’indagine statistica stilata dai Dipartimenti di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna che ha come obiettivo quello di monitorare alcuni aspetti della salute della popolazione di età compresa fra i 18 e i 69 anni è in linea sia con il valore regionale (18,9%) sia con quello nazionale (18%,
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corrispondente a circa 7 milioni di italiani con patologia cronica).

La prevalenza è simile negli uomini e nelle donne (rispettivamente 18,4% e 19%). Sono invece presenti differenze significative per età, con una maggior presenza di patologie croniche nella fascia d’età 50 69 anni sia a livello di Ausl Romagna (30,4%) sia a livello regionale (31,3%). Le patologie croniche indagate dallo studio romagnolo comprendono le malattie respiratorie (bronchite cronica, enfisema, insufficienza respiratoria, asma bronchiale), le malattie cardiovascolari (infarto del miocardio pregresso, ischemia cardiaca, malattie delle coronarie, ictus, ecc), il diabete, i tumori, le malattie epatiche e l’insufficienza renale. Le più diffuse in Romagna, così come nel resto di Italia, sono le malattie respiratorie (7,6%), seguite da quelle cardiovascolari (4,6%) e dai tumori (3,
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9%).

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La globalizzazione dei mercati ha provocato effetti economici complessivi complessi. Il venir meno delle barriere di carattere protezionistico alla libera circolazione delle merci ha alimentato il diffondersi di comportamenti anomali, tra questi figura la dilagante imitazione dei prodotti e dei marchi aziendali di alcuni paesi europei da parte di produttori specialmente dell’area asiatica. Gli effetti negativi di questo fenomeno sono particolarmente preoccupanti per i settori produttivi del cosiddetto “made in Italy “e per i distretti produttivi locali che ne costituiscono l’ossatura portante. 2897). Pi in particolare l’articolo 16 ha introdotto una regolamentazione dell di indicazioni di vendita che presentino il prodotto come interamente realizzato in Italia, quali made in Italy Italia italiano o simili, prevedendo una sanzione penale per l indebito di tali indicazioni di vendita ovvero di segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione.Inoltre stata introdotta una sanzione per la condotta del produttore e del licenziatario che maliziosamente omettano di indicare l estera dei prodotti pur utilizzando marchi naturalmente riconducibili a prodotti italiani, modificando la precedente disciplina in materia. Con riferimento alla norma in esame il Ministero dello sviluppo economico ha emanato una circolare esplicativa. 1441 ter). Pi in particolare sono state previste norme che mirano a rafforzare la tutela della propriet industriale e gli strumenti di lotta alla contraffazione, anche sotto il profilo penale (v. ).Tra le pi significative si ricordano:le sanzioni in caso di mendace indicazione di provenienza o di origine;l’estensione della disciplina delle sotto copertura alle indagini per i delitti di contraffazione.Per quanto riguarda la materia della propriet industriale la legge 99/2009 ha introdotto modifiche al relativo Codice (decreto legislativo 30/2005), incidendo su profili sia di natura sostanziale sia processuale.Per quanto riguarda i profili sostanziali le modifiche riguardano, tra l il diritto di priorit per i brevetti di invenzione e per i modelli di utilit e i limiti alla protezione accordata dal diritto d ai disegni e modelli industriali.Con riferimento ai profili processuali si segnala, tra le altre modifiche, l del riferimento all del rito societario per i procedimenti in materia di propriet industriale e di concorrenza sleale e l delle controversie devolute alle sezioni specializzate.Inoltre la legge ha delegato il Governo ad adottare disposizioni correttive o integrative del richiamato Codice, anche con riferimento ai profili processuali. A tale previsione, acquisiti i pareri parlamentari sullo schema di decreto iniziale (atto n. 228), stata data attuazione con il decreto legislativo 131/2010. 33/2010.I settori del Made in ItalyDurante la XVI legislatura sono state emanate alcune leggi che riguardano specifiche produzioni del made in Italy. 2624) sono state introdotte disposizioni in materia di commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri (anche con riferimento alla riconoscibilit e tutela dei prodotti italiani).In particolare la legge istituisce, in tali settori, un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti, che evidenzi il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione assicurando cos la tracciabilit dei prodotti stessi.Inoltre si consente l dell’indicazione in Italy esclusivamente per i suindicati prodotti (oltre che per i prodotti conciari e del settore dei divani) le cui fasi di lavorazione, come individuate dallo stesso provvedimento, abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano.Infine, si prevedono sanzioni amministrative pecuniarie e il sequestro e la confisca delle merci nel caso di violazione delle disposizioni del provvedimento, che se reiterata o commessa mediante attivit organizzate soggetta a sanzione penale. 2 dicembre 2010 hanno precisato che la legge 55/2010 non pu considerarsi applicabile sino a quando non saranno adottate le necessarie norme attuative previste dall 2 della legge medesima.Con riferimento all’attuazione della legge 55/2010 e alla proposta in sede di Unione europea del marchio di origine obbligatorio per i prodotti importati da paesi extra UE, la X Commissione della Camera nella seduta del 16 novembre 2010 ha approvato il testo unificato (8 00096) delle risoluzioni 7 00411, 7 00426 e 7 00430.La legge 8/2013 ha, poi, dettato le nuove regole per la definizione,
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la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti di cuoio, pelle e pelliccia (Commercio dei prodotti di pelle, cuoio e pelliccia), ove si prevede che, per i prodotti ottenuti da lavorazioni in Paesi esteri che comunque utilizzano la dicitura italiana dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia”, l’etichetta debba indicare lo Stato di provenienza.La Commissione d’inchiesta sulla contraffazioneNella seduta del 13 luglio 2010 la Camera ha approvato, con limitate modifiche, il testo unificato Doc. XXII, n. 12 16 A, istituendo una Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale. Nella seduta del 22 gennaio 2013 stata approvata la relazione conclusiva della Commissione, oltre alla relazione sulla pirateria digitale in rete. Durante la propria attivit la Commissione ha approvato altri documenti:Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare;Relazione sulla contraffazione nel settore del tabacco;Relazione sulla contraffazione nei settori del tessile e della moda.La proposta di regolamento sul Made inUna proposta di regolamento relativa all del paese di origine di alcuni prodotti industriali (come viti, bulloni, utensileria, tubi e rubinetterie, pneumatici, ceramica, tessili) importati da paesi terzi stata presentata dalla Commissione europea il 16 dicembre 2005 (COM(2005)661).La proposta non mai stata discussa dal Consiglio.Il Parlamento europeo in sessione plenaria: in data 11 dicembre 2007, ha adottato una dichiarazione nella quale si ribadiva il diritto dei consumatori europei ad un accesso immediato alle informazioni relative agli acquisti; il 25 novembre 2009 ha votato una il 21 ottobre ha approvato una chiedend che alcuni beni importati da paesi extra UE indichino chiaramente il paese d’origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata, che vengano erogate sanzioni in caso di violazione delle norme e che si utilizzi l’inglese sulle etichette ovunque nell’Unione.Il 23 ottobre 2012 la Commissione europea, nell il programma di lavoro per il 2013, tenendo conto dell che da anni si registrava in Consiglio, ha indicato tra le proposte legislative pendenti da ritirare quella sul in 17 gennaio 2013 il Parlamento europeo in sessione plenaria ha approvato una ulteriore richiede la presentazione da parte della Commissione europea di una nuova proposta legislativa.Proposte UE su sicurezza dei prodottiIl 13 febbraio 2013 la Commissione europea ha presentato due proposte di regolamento sulla sicurezza dei prodotti.
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Nuovo intervento dell a tutela dei consumatori che acquistano sul web prodotti contraffatti di marchi famosi, ritenendoli originali. Con sei distinti provvedimenti l ha intimato ad altrettanti operatori commerciali extra europei di sospendere, entro due giorni dalla comunicazione sul Bollettino settimanale dell pubblicato oggi, ogni attività diretta a diffondere i contenuti di oltre 170 siti Internet che vendono articoli di questo genere. In seguito alle segnalazioni presentate da Adoc e Indicam, l ha accertato che su tali siti vengono offerti prodotti di varia natura. L segnala la vendita di occhiali da sole di note marche, spesso pericolosi e con alcune caratteristiche, come la protezione ai raggi UV e la qualità delle lenti, che non risponderebbero alle effettive caratteristiche dei prodotti offerti; discarpe da passeggio e da ginnastica (messe in vendita con i marchi contraffatti di Nike, Timberland, Gucci, Fendi, Michael Kors), destinate anche ai bambini, in numerosi campioni di calzature importate dalla Cina, fra cui scarpe e scarpine anche per bambini, con percentuali allarmanti di cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena. E ancora si vendono capi di abbigliamento di famose griffe, contaminati in quanto tinti con sostanze chimiche pericolose che possono alterare anche il sistema ormonale dell prodotti di bigiotteria e orologi di gran moda ( Tiffany, Gucci, Fendi, Michael Kors) spacciati per argento e realizzati in una lega rame/zinco con rivestimento galvanico in nichel, composizione metallica che provoca spesso allergie e bruciature. I consumatori vengono tratti in inganno dalla struttura dei siti, predisposti in modo da apparire rivenditori ufficiali dei marchi e dei prodotti pubblicizzati: non solo i nomi, ma anche le immagini e le foto inserite, a fronte di sconti consistenti rispetto ai prezzi ufficiali, tendono a rendere credibili le offerte. Per l e per la grafica, sottolinea ancora l sul web risultano cloni di quelli originali, senza fornire le informazioni prescritte dalla legge sui diritti degli acquirenti in tema di recesso, di ripensamento e di garanzia. Se entro due giorni dalla pubblicazione dei provvedimenti gli operatori non si adegueranno a quanto richiesto, l garante della Concorrenza e del Mercato provvederà con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza a oscurare i 174 siti sul territorio italiano.

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Viviamo in tempi di crisi e ogni Paese tenta di difendere quello che ha, ma che si giungesse al protezionismo dello spogliarello cosa che davvero non mi aspettavo. Almeno fino a quando non ho appreso dal quotidiano canadese Globe and Mail che le autorit di Ottawa hanno deciso di non concedere pi visti d alle spogliarelliste straniere. Quelle che si esibiscono in Canada sono attualmente settecento e, alla scadenza del permesso in corso di validit dovranno fare fagotto e lasciare il Paese, al pari delle escort ufficialmente registrate e delle ragazze che lavorano in centri massaggi (si parla sempre, badate bene, di straniere). La motivazione addotta da Jason Kenney, ministro per l sulla carta pienamente condivisibile: stroncare ogni possibilit di traffico di essere umani e di sfruttamento sessuale alla faccia delle buone intenzioni, le polemiche sono scoppiate immediatamente. Perch soltanto le straniere? Non esistono gli stessi rischi, all del Canada? Non sarebbe pi giusto espletare le opportune indagini e colpire chi sospettata o sospettabile,
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invece di discriminare le straniere in quanto tali? E poi, non forse vero che anche in Canada gli spogliarelli continueranno ad avere un loro pubblico, e che il provvedimento favorisce le locali, dietro il paravento di una causa sacrosanta? Sbaglier ma mi tornato in mente l Sorti del Moralista.

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Una delle malattie piùcomuni che si sono sviluppate in Europa è la celiachia, quest èuna malattia che va a danneggiare l’intestino e dunque l’apparato digerente tenue e lo stomaco in particolare. Sostanzialmente, un celiaco (malato di celiachia) èintollerante agli alimenti dove èpresente il glutine. Il glutine, per chi non lo sapesse, èuna proteina molto comune presente nella maggior parte degli alimenti, precisamente quelli a base di grano, orzo e segale.

Cosa succede alle persone celiache se mangiano glutine? Quello che accade èche vanno a danneggiare i villi intestinali, sostanzialmente il sistema immunitario va a distruggere i villi impedendogli di assorbire le sostanze nutritive e di conseguenza l’assorbimento delle sostanze necessarie ècompromesso.

Ogni soggetto ha un tipo di sintomo differente, quelli piùcomuni sono il gonfiore, la dissenteria, il vomito, il dimagrimento, le feci pallide e la costipazione. Nei bambini, eccezionalmente, si trova un sintomo particolare: l’irritabilità.

La nutrizione, molto importante per la crescita, ècompromessa dalla celiachia e questo comporta un’alta irritabilitàe in alcuni casi puòprovocare ritardo nella crescita, bassa statura e uno sviluppo ritardato dello smalto dentale.

Le persone che sono affette da celiachia potrebbero anche non presentare nessun tipo di segnale, dunque nessun sintomo, ma questo non evita che si presenteranno con il tempo delle problematiche. Quindi èconsigliato fare dei controlli periodici per capire se si soffre dell’intolleranza al glutine.

Cosa possono mangiare i celiaci?

I celiaci possono mangiare degli alimenti privi di glutine, con lo sviluppo di questa malattia che ormai èdiventata abbastanza comune in Europa, èpossibile trovare numerosi ristoranti che sono attrezzati per far fronte a questi problemi.

In alternativa, per chi ama cucinare, esistono delle ricette di tutti i tipi che èpossibile preparare a casa in assoluta comoditàe sicurezza. Per gli amanti dei dolci esistono anche delle preparazioni particolari che sostituiscono gli ingredienti con glutine. Per i golosi vi consigliamo di imparare la ricetta della pasta frolla senza glutine, una preparazione base per tantissimi tipi di dolci.
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Per il 2015/2016 hanno fatto il loro ritorno amarcord, e anche per il prossimo Autunno Inverno 2016/2017 gli stivali e i cuissardes non ci abbandoneranno. Di nuovo altissimi (e coloratissimi!) arrivano alla New York Fashion Week in passerella da Lacoste abbinati a morbidi abiti al ginocchio che avvolgono il corpo con creazioni di maglieria tinteggiata da tonalità naturali, scelte per le calzature da Tibi con stivali color panna e rosa antico. Optano invece per il total black Altuzarra, sia in pelle che in cavallino a motivo geometrico, Creatures of the Wind in versione cavallerizza, Opening Ceremony con cuissardes dal tacco e plateau altissimi e ancora in suède da Stephane Rolland.

Per prepararvi in vista 2017 sfogliate la gallery con tutti i modelli appena visti alle sfilate Autunno Inverno 2016/2017 di New York.
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In origine furono i marinai bretoni: nel 1858, una legge inglobava la maglia a righe nel loro guardaroba, con il nome marinière. In cotone, 21 strisce come le 21vittorie di Napoleone; prodotta esclusivamente da un’azienda manifatturiera della Bretagna, la Saint James (attiva ancora oggi). Queste regole esteticamente severe le hanno impedito di diventare, da subito, un fenomeno di tendenza.

Per farla entrare nell’immaginario femminile come oggetto del desiderio, simbolo di un’eleganza rilassata e (solo all’apparenza) noncurante, ci vuole una come Mademoiselle Coco, che, la inserisce nella sua collezione nautica del 1917, ad identificare una certa borghesia francese che amava passare le estati in Riviera, abbinandola a blazer e short.

Poi, le righe presero una piega sensuale addosso a Brigitte Bardot, mollemente sdraiata sulle spiagge della Costa Azzurra; furono molto sofisticate nell’interpretazione che ne ha dato Audrey Hepburn sul set di Funny Face ma anche ribelli, con l’avvento degli anni Sessanta e poi della beat generation, della Factory e delle it girl come Edie Sedgwick, o, più tardi, di Blondie.

Le righe hanno vissuto innumerevoli interpretazioni e restyling, ma la loro versione che ancora oggi affascina di più uomini e donne è quella originale, languida, acerba ma sexy, sussurrata ma ammiccante. E in questa stagione si declina in nuance pop: su shorts e su zeppe in rafia, t shirt e maglioni, cappelli alla marinaretta e vestiti dal fascino vintage.
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(Sile650 Jan 6 2011, 03 PM)

O anche “abbandono i sacchetti in giro, a terra, nei parchi, tanto sono biodegradabili.” . Piuttosto voglio sottolineare che la legge un bug purtroppo ce l sono esclusi e pertanto ancora “legali” i sacchettini usa e getta che si usano al supermercato al banco della frutta e verdura. Avrebbero potuto imporre che anche quelli fossero realizati in mater bi o similari.

Mi trovo completamente d con Giulio.

Quelli sarebbero dovuti essere i primi da eliminare e da sostituire con i biodegradabili.poi ti voglio vedere cosa succede se per errore si schiaccia della frutta, specialmente d quando è bella matura.

E poi: il sacchetto della spesa (parlo sempre di quelli biodegradabili) lo puoi al limite riutilizzare per spese successive, ma quello della frutta? Una volta che ci hai appiccicato sopra il biglietto del prezzo, come fai a riutilizzarlo per acquisti successivi? Io personalmente non lo potrei utilizzare neanche per l dal momento che qui a Milano l non si raccoglie.

Da noi i sacchetti per la differenziata li distribuisce GRATUITAMENTE una cooperativa che poi provvede al ritiro porta a porta.

Al supermercato i sacchetti bio costano 5 centesimi(tanto quanto i vecchi sacchetti),semmai dovrebbero provvedere a far si che abbiano una resistenza maggiore.

A questo punto se uno decide:

1)non voglio fare la raccolta differenziata

2)non voglio usare i sacchetti bio

3)voglio abbandonare i sacchetti nel mare,lago,fiume ecc ecc

Cosa possiamo fare se non cercare con il tempo di creare una coscienza ambientalista che scardini certe brutte abitudini.

Occorre dare tempo a tutti per cambiare le vecchie abitudini,senza diventare “integralisti”,la politica di un passo alla volta porta sempre a buoni risultati.

Abbiamo iniziato con i sacchetti per la spesa,bene è un passo avanti,poi verra il turno dei “sacchettini”per frutta e verdura.

Non ho ben capito il tuo discorso. Io non lo riutilizzerei, lo userei per il biologico al massimo. E quelli che ci sono adesso sono si di plastica, ma una plastica scadente che si rompe subito, e non riesco a riutilizzarli nè per la spesa (si rompono) nè per la spazzatura (sono troppo piccoli). Quindi dato che quelli attuali non si riutilizzano (o d tu li riutilizzi, ma qui dobbiamo considerare la maggioranza delle persone e sappiamo tutti che quei tipi di sacchetti piccoli, non resistenti ecc sono i primi ad essere buttati, mentre già i sacchetti più grandi di plastica della spesa molti li riutilizzano), insomma tanto vale farli biodegradabili almeno quelli così se si buttano si biodegradano, sennò si utilizzano per il biologico. poi ti voglio vedere cosa succede se per errore si schiaccia della frutta, specialmente d quando è bella matura.

Quelli che ho provato io si rompono spesso e se ho la fortuna di non farli rompere durante il tragitto a casa, non rischio con il secondo utilizzo. Infatti adesso prima finirò di utilizzare i sacchetti Esselunga che ho (molto resistenti) e poi comprerò le sporte di tela o di plastica riciclata.
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L’inverno sta bussando alla porta ed è fondamentale farsi trovare preparati al grande freddo. In Italia ormai l’inverno è rigido ed è necessario adottare un abbigliamento confortevole ed efficace per proteggerci dalle fredde giornate. Solitamente la prima cosa che ci viene in mente quando facciamo riferimento al freddo sono i piedi. Impossibile andare in giro, specialmente nelle zone di montagna e alta quota, con un paio di scarpette di ginnastica. Sarebbe realmente rischioso.

La soluzione per evitare ogni inconveniente è l’acquisto di un paio di stivali da neve. Sul mercato ci sono moltissimi modelli di stivali da neve, adatti sia per la città e quindi per la vita di tutti i giorni, sia per la montagna, quando si parte in settimana bianca. Per i modelli femminili la scelta è vasta.

La gran parte delle donne preferisce quelli con la pelliccia interna, comodi e caldi. Gli Australian UGG sono la passione di tutte. Anche per questa stagione le grandi passerelle lo propongono per la stagione invernale. Ovviamente,
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se non volete spendere molto, ci sono modelli molto simili a questi a costi minori. Killah, The North Face sono marche semplici da trovare e non eccessivamente costose. I modelli sono disponibili per sia per uomo e donna.

Per la settimana bianca, invece, serve uno stivale da neve più tecnico e sicuro. Adatto per lunghe camminate e utile per sopportare le basse temperature che si raggiungono in alta quota. Quechua è un marchio che offre molte soluzioni e modelli accattivanti per uomo, donna e bambini, facilmente trovabile presso i rivenditori autorizzati e i grandi negozi Decathlon.
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Vivisezione o antivivisezione? Un dibattito attuale che ha una genesi inaspettatamente antica, in grado di appassionare un anziano Charles Darwin e di mobilitare scienziati, medici, scrittori, donne e uomini dell’alta società vittoriana. Le petizioni avverse alla fisiologia sperimentale, l’istituzione di una Royal Commission sulla vivisezione e l’approvazione della prima legge sulla Crudeltà contro gli animali sono alcuni degli elementi che animarono il dibattito su etica e politica nel Parlamento, nelle strade, nelle riviste e nei quotidiani, i luoghi del contrasto e della battaglia culturale. Tanto che nel 1881 le parole di Darwin e gli esperimenti pubblici su due scimmie del dottor Ferrier divennero la causa scatenante di vivaci confronti e manifestazioni. La traduzione di questa raccolta di scritti è un’opportunità per il pubblico di lingua italiana di rivivere il dinamismo culturale di quei tempi e un inedito Charles Darwin;
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pagine a tratti irriverenti che potranno avvicinare il lettore al tema della vivisezione, così come ai nodi tematici che da esso si dipanano fino ai giorni nostri.

Charles Darwin (1809 1882) grazie alla teoria dell’evoluzione biologica per selezione naturale è il simbolo della più importante rivoluzione scientifica e filosofica dell’Ottocento. Tra le sue opere più note: Viaggio di un naturalista intorno al mondo (1839), L’origine delle specie (1859), L’origine dell’uomo (1871), L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali (1872), Le piante insettivore (1875) e L’azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale (1882). Buona parte degli scritti sulla vivisezione è conservata nel fondo dedicato allo scienziato inglese presso la Cambridge University Library.

Alessio Cazzaniga è laureato in Filosofia con una tesi su Unamuno, frequenta il dottorato di ricerca in Scienze umanistiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, lavorando sull’impatto della natura americana sulla scienza spagnola tra ‘500 e ‘600. Si occupa di filosofia e di storia della scienza in ambito iberico. Ha pubblicato El ltimo juego de don Quijote (2012, 8 Annuario della Società di studi su Cervantes).

Fabio Esposito è studioso di storia,
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collabora con diversi istituti e fondazioni nazionali ed è membro del collettivo Equipe Sperimentale di Storia con cui ha realizzato Riprendiamo (dal) la Costituzione (2007) ed Emilia rossa 1946 1991 (2012). Ha pubblicato vari contributi in opere collettive e ha collaborato all’edizione del volume di Darwin L’azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale (2012).