ugg boots clearance sale Somiglio alle mie scarpe

Me ne sono accorto oggi (che giorno settembre). Ho guardato le pedule morbide, ormai al (viale del) tramonto, con la loro scritta dietro il tallone, discreta e anche evocativa, perch no? Modello “renegade”. Le ho guardate bene: “l volta avevamo detto che era la fine. Avevamo scelto un grande luogo selvaggio. Ricordate? Poi ce l fatta, mi avete indossato anche questa volta.” Loro due mi hanno guardato cos intensamente, intrise di quell assorbita nelle ore tra foreste, pinnacoli e pascoli solitari, camminando come se nuotassi nell Tetide. cos che all ho visto il mio volto nel loro: la stessa espressione pensosa. Assomigliavo a loro.

E ho pensato, che le scarpe non mentono mai. Ero partito al mattino presto per fare ordine nel tumulto di rifiuti mediatici che ogni giorno dobbiamo elaborare. Ma la risposta era l nelle mie scarpe: che consumandosi ti dicono della tua postura. Cio raccontano come sta il tuo corpo. Ovvero, il corpo racconta come sta la mente e anche la tua psiche. S il legame inscindibile. Ma quanti guardano le scarpe? Le scarpe non mentono no. Le ho lasciate l a prendere aria e ho lavato i piedi con l fredda di sorgente. Poi son tornato nel mondo.

Pensando a quell di scoperta, ho visto che non mentiva la scarpa della reporter ungherese, quell mostruoso che sgambetta un padre in fuga con un bambino in braccio; non mentono le scarpe lasciate chiss dove da migliaia di profughi scalzi e neanche quelle di migliaia di persone solidali con loro. Andare scalzi? Camminando? Scherziamo? Troveranno un modo per fermarli, perch i passi e le scarpe non mentono: vanno. Era cos per i black block le avete viste, si, le scarpe dei black block? Gli anfibi, uguali a quelli di chi doveva fermarli. Gli anfibi dell gli anfibi dei marines: gli anfibi in genere a me ricordano il filo spinato.

Non mentono le scarpe dei bambini di quelli morti che vediamo emozionandoci e di quelli morti che non vediamo, emozionandoci lo stesso in barba ai “banalizzatori” di professione che sanno sempre cosa proviamo, cosa pensiamo, cosa vogliamo. Non mentono le scarpe che vedo dal 1980 ogni 2 agosto nelle fotografie della strage di Bologna (ai tempi i black block non li avevano ancora creati: c altre sfumature di nero ben distribuite nei gangli dello stato), oppure le scarpe di quel milione e duecentomila morti nella “guerra contro l e non mentivano le scarpe della Albright nel 1996 quando Lesley Stahl, conduttrice del programma Minutes alla allora ambasciatrice degli USA presso l disse: sentito che mezzo milione di bambini sono morti. Un numero maggiore di quanti bambini morirono ad Hiroshima. Valeva la pena pagare questo prezzo?

“S noi riteniamo che ne sia valso la pena. Chiss che scarpe avevano gli scienziati della Bomba, perch anche quelle non mentono. Le scarpe di chi ogni giorno costruisce armi in Italia, quando torna a casa. Ma ho anche visto le scarpe di Gino Strada, quando dice che non pacifista, ma contro la guerra. Le scarpe di chi lo intervista, spesso sudano: sono piedi non in grado di capire. Perch Perch anche se le inquadrano, sapendo di toccare “la pancia dell (vendendo dunque pi pubblicit oggi non mentono le scarpe di chi sta sui barconi: che magari cadendo in mare, quel peso diventa insopportabile e ti porta sul fondo, nella postura definitiva. Un vero fetish dei media.
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ugg maxene Summer Jamboree XVI a Senigallia

Virgin Radio ha il grande piacere di essere, anche quest partner del Jamboree Festival di Senigallia in scena dal 1 al 9 agosto. A Senigallia, sulla Riviera Adriatica, si sono dati appuntamento da tutto il mondo per la XVI edizione del Summer Jamboree, il Festival Internazionale di musica e cultura dell anni e The hottest rockin holiday on earth!

37 concerti su 3 palchi (il Main Stage al Foro Annonario, il Kraken Stage ai Giardini della Rocca Roveresca e il West Side Stage in Via Carducci oltre al palco dell Party il giorno mercoled 5 agosto e quello del Teatro La Fenice, a pagamento, per la notte del Burlesque di venerd 7) ad ingresso gratuito. 9 giorni che vedranno alternarsi artisti internazionali imperdibili. Bonds divenuto amico di Bruce Springsteen con la sua to Three la hit numero uno del 1961, che per il suo spirito e la sua energia ha colpito gli Usa, per poi ispirare e influenzare un generazione mondiale.

In 9 giorni di Festival si susseguiranno straordinari musicisti internazionali tra cui: Bobby Brooks Wilson Usa, Gianni Dall e I Ribelli Ita, Gary Wiggins Usa, The Barnshakers Fin, Linda Gail Lewis Usa, The Backseat Boogie Ita, The Jolly Rockers Ita, Tiki Tweesters Fin, Ondrej Havelka and His Melody Makers Cz, Vik And The Doctors Of Jive Ita, il maestro Vince Tempera Ita, Matthew Lee Ita, Abbey Town Orchestra Ita, The Good Fellas Ita, Denis Mazhukow Rus The Mad Tubes Ita, Cialtrontrio The Big Banda Ita e tante altre band entusiasmanti a cui si aggiungeranno decine di djs set ed altri eventi da mattino a notte inoltrata. E sempre Eve La Plume assieme ad un straordinaria performer nonch presentatrice delle edizioni appena trascorse del Summer Jamboree, Grace Hall, saranno protagoniste venerd 7 agosto del sensualissimo Burlesque Show che per la prima volta popoler gli spazi del Teatro La Fenice. Le due Regine italiane del Burlesque incanteranno il pubblico in quello che non sar soltanto spettacolo da vedere ma anche un Dj set da godere nel Foyer del teatro mentre nella piccola Fenice la proiezioni di film dell Per l sul palco della Fenice anche i 16 elementi della band Ondrej Havelka and His Melody Makers CZ che si alterneranno con il Burlesque Show di Grace Hall e Eve La Plume.

Ritorna anche come da tradizione l Big Hawaiian party sulla spiaggia di velluto di Senigallia (mercoled 5 agosto) dal tramonto all Lungomare Mameli davanti l oasi di mare.

Per tutta la durata del Festival, dal 1 al 9 agosto dalle 18 all di notte sar aperto il Rockin con il pi grande mercatino vintage ( di modernariato e memorabilia, abbigliamento, accessori, dischi in vinile, oggetti ricercati dell cravatte, scarpe e cappelli e moltissimo altro ancora. Aree food beverage, parcheggio di auto d’epoca, Parrucchieria old style, Travel Ink Tatooes, lo studio mobile di tatuaggi di Greg Gregory all del suo magnifico Airstream d’epoca in perfetto stile Fifties che verr a Senigallia nel suo fareweel tour.
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ugg a Stivali Indianini 2011

Se gli UGG vi hanno accompagnato tutto l’inverno, abbandonati per gli Hunter nelle giornate piovose, allora è ufficiale: siete boots addicted. Ragione per cui nel vostro guardaroba non può mancare almeno uno dei tanti modelli di stivali indianini proposti per il 2011. Ispirati alle calzature delle squaw, questi boots sono morbidi, comodi, versatili e dettaglio non trascurabile possono essere indossati anche d’estate perché non fanno sudare il piede. Quelli ‘veri’ infatti sono in pelle, materiale che garantisce una traspirazione ottimale.

Per essere sicure di aggiudicarvi un paio di originali, scegliete quelli di Hector, storico calzolaio indiano di Riccione che si dice è stato il primo a lanciare queste particolari calzature. Cuciti e borchiati rigorosamente a mano, con una suola in speciale materiale resistente e idrorepellente, gli stivali di Hector si distinguono dalle imitazioni per la qualità eccellente e per il logo in cuoio cucito sul tallone con il nome del suo creatore. Disponibili nella versione ‘per tutte le stagioni’ o ‘invernale’, i boots di Hector offrono una varietà di modelli e colori veramente incredibile: al ginocchio, tronchetto, corti, traforati, con frange, borchiati e addirittura in jeans, si aggirano su un prezzo medio di 180 euro.

In alternativa potete optare per la cultosissima linea Karma of Charme, brand che sta diventando un vero e proprio must have per tutte le fashion addicted appassionate di stivali. Questa azienda italiana produce infatti indianini fatti a mano,
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artigianalmente, che stanno spopolando non solo nel Belpaese, ma in tutto il mondo. Riconoscibili per il marchio apposto sul tallone con una specie di ‘doppia etichetta’ sovrapposta, i boots Karma of Charme sono disponibili in diversi modelli e colori e per le più chiccose anche in una linea vintage assolutamente imperdibile, caraterizzata da una particolare lavorazione della pelle che la rende morbida e vissuta. Anche qui il costo oscilla tra i 150 e i 180 euro.

Realizzati interamente a mano da maestri calzolai di lunga esperienza sono anche gli Stivali Indianini IR. I modelli possono essere acquistati online sul sito ufficiale, presentano una grande varietà di fattura e colori e l’azienda garantisce una calzata perfetta anche con un scarto di mezzo numero rispetto al proprio. Unica pecca: i prezzi sono comunicati solo al momento dell’ordine, che si effettua inviando una mail di richiesta del modello e della taglia. Tuttavia, considerando la qualità del pellame e la fattura artigianale, un’idea del costo è facile farsela, tenuto anche conto di quanto offre il mercato.

Infine, se siete sempre in cerca di occasioni, date un’occhiata all’outlet online di Tamagnini. Questo brand produce bellissimi indianini di vari modelli e colori che, ab origine, possono costare anche più di 200 euro, ma sul suo sito ha un reparto ‘last price’ che in alcuni casi riserva sorprese interessanti: il modello classico invernale Kaki, per esempio, scontato del 30% viene 136 euro, così come gli M Bruc, che da 218 euro scendono a 152.
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come pulire gli ugg Terapia occupazionale ed economia articolare nelle malattie reumatiche

articolazioni (artrosi) che quelle di origine infiammatoriareumatoide), limitano le persone nella loro mobilità e abilità manuale, provocando conseguentemente una progressiva diminuzione dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana. training alle attività di vita quotidiana

usili ed ortesi.

Che cos’è la protezione articolare?

E’ importante sottolineare che proteggere le articolazioni non significa risparmiarle attraverso l’inattività, bensì acquisire un diverso metodo di lavoro basato su semplici ma indispensabili accorgimenti che oltre a ridurre o evitare il dolore ritardano e magari evitano deformità al polso e alle dita.

Da non dimenticare è il principio per cui attraverso l’impiego corretto e consapevole delle articolazioni un movimento prima faticoso e doloroso diventi possibile grazie ad un equilibrato carico e scarico delle forze.

Per mettere in pratica la protezione articolare è indispensabile conoscere i gesti che provocano deformità:

la mano della persona affetta da artrite reumatoide tende a deformarsi a causa della deviazione radiale del carpo e della conseguente deviazione ulnare delle dita.

La grande maggioranza delle azioni che si svolgono quotidianamente vanno a sollecitare tali deformazioni: basti pensare a quando si afferra un piatto, si apre un barattolo, si usa la forbice o il coltello.

Le dita sono soggette a diverse deformità (chiamate a collo di cigno, a bottoniera, a martello) che rendono difficoltose le prese fini come ad esempio tenere una chiave, allacciare i bottoni, usare una molletta e che se non modificate favoriscono il progredire delle alterazioni delle strutture.

Fare delle

pause: intercalare il lavoro con delle pause permette di salvaguardare le proprie articolazioni; è importante rispettare i propri limiti di affaticabilità.

Portare i pesi il più possibile vicino al corpo e con tutte e due le mani o le

braccia: questo permette di suddividere il carico su più articolazioni.

Non stare in piedi quando si può stare seduti e muoversi di tanto in

tanto: stirare, pulire le verdure, lavare sono attività che possono essere svolte comodamente su una sedia regolabile in altezza e in inclinazione (tipo ufficio)
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ugg fashion Strane storie di mare

Da qualche mese a Bella, il mio paese, la posta non arriva più puntuale come prima. Le bollette si perdono, i giornali anche. Mi sento defraudato, perso. Questa mattina con gioia ho trovato sulla cassapanca all’ingresso due pacchi. Il miracolo è accaduto. In uno da Amazon una crema per i tatuaggi di mio figlio, nell’altro dalla mia amica Daniela Valente due libri di Coccole books. La mia amica ha pubblicato con la sua casa editrice ” Dura la vita di un duro”,” Mamma farfalla”, ” Il libro con le pulci”,” Una vita da somaro”, “Occhio a Marta”. Daniela Valente è stata mia ospite nell’Istituto Comprensivo di Bella(Pz) per le mostre del libro che abbiamo organizzato, per incontrare gli alunni e divertirli con i suoi laboratori di lettura e scrittura. Ha formato gli insegnanti delle scuole della provincia di Potenza sulla lettura, i libri, le storie che fanno crescere. Daniela porta avanti da molti anni con determinazione la sua battaglia per diffondere nelle scuole libri di qualità, per appassionare alla lettura i piccoli, i giovani e quelli che hanno cuore e passione.

Vi ho detto all’inizio che nel pacco c’erano due libri. Oggi vi parlo del primo ” Strane storie di mare”, illustrato da Antonio Boffa. Il libro di Daniela è uno scrigno ricco di tanti tesori e l’ho divorato, ridendo di gusto e commuovendomi alla fine. Giulia, la protagonista di ” Strane storie di mare” ha nove anni, un papà che la mattina le racconta i suoi sogni, una mamma che dice di non sognare mai e un nonno che le racconta sogni e storie. A Giulia è capitata una tegola enorme sulla testa, i suoi genitori le hanno detto che è in arrivo un fratellino o una sorellina. Giulia si sente persa, ha paura di diventare ” trasparente” per mamma e papà, è sempre più spesso “storta” e solo il nonno che abita con loro, coltiva un orto e la porta in riva al mare, riesce a calmarla con i suoi racconti.

E sono racconti strani quelli del nonno. Sanno di terra, di mare, profumano di pane appena sfornato, di “ciabatte” che si addentano, di pesce fresco venduto in mercati colorati sul lungomare. E così leggendo i racconti di ” Strane storie di mare”con Elvio ho combattuto le formiche a Cerille, un piccolo paese invaso da questi insetti dopo un terremoto,con Ciccio ho amato a Napoli Teresa Boccadifuoco e con lui ho aperto con grande successo la ditta di fuochi artificiali ” Colpo di fulmine”.

Con Salvatore,” l’uomo curvo” ho guidato una seicento tutta ammaccata per le strade del paese, con Rosa la lavandaia sono diventato ” occhi belli”. E intanto Giulia ha dato un nome alla sorellina, ha deciso di chiamarla Rossella. Il suo arrivo l’ha fatta diventare “trasparente”, ma Rossella ama la sorella ed è il suo nome la prima parola che si sforza di pronunciare. Impariamo ad amare di Giulia il suo “paese di mare, dove l’odore di salsedine arriva fin dentro le case e profuma le cose”.

Dal nonno di Giulia impariamo che ” le storie, tutte le storie, sono un poco vere, che pensarle,ascoltarle o raccontarle fa crescere i bambini e rende più felici i grandi.”

Delicato e avvincente, il libro insegna che c’è un tempo per tutto e la nuova sorellina non diminuirà l’amore dei genitori per Giulia, ma lo moltiplicherà e il nonno non se ne andrà mai via per davvero, perché le sue storie continueranno a vivere, proprio come il suo ricordo.

Di questo libro Pino Boero ha scritto: “Il libro di Daniela Valente ci trasporta in un territorio che io ho sempre apprezzato, quello delle “storie incatenate”: mi trovo, quindi, a mio agio nel leggere della casa in riva al mare dove “alla mattina si raccontano i sogni”, della piccola Giulia di nove anni che teme l’arrivo di un fratellino o di una sorellina e del nonno che le racconta storie fantastiche creando, insieme a lei, una sorta di universo, ad un tempo, avventuroso e rassicurante. Il tratto narrativo di Valente è efficace e sicuro come l’implicita “morale” che emerge: il suono stesso dellaparola raccontataè vita, serenità, libertà.”

“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere”, disse il filosofo Michel Foucault e allora cosa c’è di più bello che regalare e magari leggere insieme ai propri figli un buon libro come ” Strane storie di mare” di Daniela Valente.
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Lunedì 16 febbraio alle 21.10 su Rai2 torna Boss in incognito con Costantino della Gherardesca. Protagonista dell’ottava puntata sarà Nenella Impiglia Curzi, membro del consiglio di amministrazione e consigliere delegato alle relazioni esterne di un’azienda calzaturiera, nota a livello internazionale per la produzione di marchi affermati nel mondo della moda. Durante questa settimana di duro lavoro in prima linea, la nostra boss sarà alle prese con il lavoro di tutta la catena produttiva: da addetta al primo mastice nella manovia, a commessa del negozio, dal controllo tomaie, alle riparazioni e al controllo finale. Farà un’esperienza che le consentirà di osservare sul campo criticità e difficoltà, in modo da trovare ancora possibilità per migliorare e ottimizzare la sua azienda e la qualità del lavoro dei dipendenti.

La sua azienda, che ha sede nelle Marche e che è stata fondata da suo marito,
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Renato Curzi, produce in un anno 220.000 paia di scarpe, distribuisce i suoi prodotti con una rete di vendita in 900 negozi multibrand e due Factory Store, con show room diretti a Milano, Roma e Parigi, e vanta una forza lavoro di 95 dipendenti diretti e la collaborazione di altre aziende con circa 200 addetti. La mission dell’azienda è quella di “creare prodotti dalla forte identità, italiani per spirito e internazionali per appeal, unendo passione artigiana, cura del dettaglio,
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invenzione industriale e sprezzo delle convenzioni”.

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Buongiorno, per esigenze lavorative devo vestirmi sempre elegante, e ho sempre indossato le classiche scarpe da uomo con il piccolo tacco in cuoio duro. Dopo aver avuto in trauma al ginocchio e il conseguente intervento, tornato alla vita normale, mi sono posto il dubbio sulla eccessiva rigidit di quelle calzature, e ho comprato un mocassino con una sottile suola gommata (che respira) e con un tacco impercettibile.

Oggi per caso mi sono imbattuto in alcuni articoli sui tacchi,
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e ho un po’ di confusione.

esiste una sola regola per la scelta delle scarpe: che siano comode!

Non voglio assolutamente sminuire la sua richiesta, tutt’altro. In realt non esiste la scarpa perfetta, ma ogni piede ha necessit della sua scarpa in base alla conformazione. Per tal motivo la scarpa larga d’avanti ottima per chi ha un avampiede con qualche problema (alluce valgo per esempio), la scarpa con il tacco va bene per chi soffre di tendinite dell’Achille, la scarpa con sostegno della volta pu esser utile per le metatarsalgia e cos via.
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ugg sparkle Stivali Love Moschino

Love Moschino è una delle tre linee del fashion brand italiano Moschino, la più spumeggiante, sbarazzina ed eccentrica e anche quella più democratica, i prezzi sono leggermente più bassi e quindi alla portata di tutti! Ogni anno Rossella Jardini ci propone collezioni fashion e irresistibili in cui trionfano i colori, la femminilità e moltissima ironia, uno stile davvero unico che noi di Pinkblog amiamo alla follia!

Per la stagione autunno inverno 2013 2014 Rossella Jardini ci propone una brillante linea di stivali della linea Love Moschino, accessori glamour e simpatici perfetti per chi vuole colorare la stagione fredda con qualcosa di allegro e brillante.

Gli stivali Love Moschino della collezione autunno inverno 2023 2014 sono molto simpatici, abbiamo modelli in pelle, in tela, con il tacco o flat, alti, bassi ecc. Tra i modelli più belli ci sono i boots in stile UGG che la griffe impreziosisce da disegnini, loghi, cuoricini e anche con una texture trapuntata a forma di cuoricini. Bellissimi anche i rain boots da pioggia e i modelli più classici in pelle decorati con una catenella con i charms a forma di cuoricini o con le letterine della parola Love. Se cercate degli stivaletti per la vita di tutti i giorni Moschino ci propone dei modelli in pelle nera, molto sobri e chic, ma anche gli stivaletti bassi decorati con catenelle, charm e borchiette.

I prezzi sono abbastanza democratici: i modelli da neve vanno dai 125 ai 139,00 euro, quelli in stile UGG si aggirano sui 180 200,00 euro, quelli classici in pelle partono dai 150,00 euro e arrivano a 170,00 euro. I modelli bassi invece vanno dai 137 ai 283,00 euro.
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Ho voluto dare un titolo un po pomposo a questa discussione che vorrei avviare, anche se mi sembra, dalla lettura che sto facendo dei precedenti dibattiti del forum, di avere molto poco da insegnare a quasi tutti i partecipanti più regolari. Colgo anche l’occasione di complimentarmi per l’ottima preparazione media dei simpatizzanti (o militanti che siano) di battaglia. Fine della sviolinata.

Dopo aver letto l’articolo consigliatomi sulla decadenza del capitalismo, e la piattaforma di battaglia, sono stato colpito, tra le altre cose, da una questione: voi dite che la decadenza del sistema capitalista inizia con la grande guerra. Individuate comunque almeno nel periodo del secondo dopoguerra, l’inizio di un nuovo ciclo di espansione economica che si traduce in una fase controrivoluzionaria che rende velleitario qualunque tentativo di rovesciamento dello stato borghese. Fin quì nulla o quasi da eccepire.

La questione che pongo , alcuni di voi, ci scommetto, hanno già capito è la seguente: può già dirsi concluso un ciclo che vede tuttora una crescita dell’economia mondiale superiore al 5%? Che vede in atto una crescita del numero dei lavoratori salariati a ritmi, in valore assoluto, mai visti nella storia, e consistenti anche in termini relativi? Che trova, da parte del grande capitale, enormi sbocchi dove sfruttare questi nuovi salariati con saldi di profitto ancora eccellenti?

secondo me ragionevole pensare che ci sia ancora in atto un ciclo di espansione, e che questo terminerà solo con la piena maturazione capitalista delle potenze asiatiche oggi in grande crescita, e con la conseguente stagnazione del mercato mondiale.

Vorrei sapere cosa ne pensate.

visto che ci sei rimasto male, perché hai creduto, equivocando, che snobbassi la tua domanda (mi riferisco a un altro post, di un’altra pagina) provo a buttare giù qualcosa, anche se ma lo dico giusto per informazione delle questioni da te sollevate dovresti trovar traccia in altre pagine (o come caspita si chiamano).

La prima osservazione sfiora il meccanicismo, nel senso che quasi sempre, nella storia, le epoche sono controrivoluzionarie, tranne rare eccezioni, dovute, certamente, a crisi profonde del sistema che hanno la loro radice nella “merda economica”, come diceva Marx. Ciò non significa che nei periodi in cui il capitalismo attraversa una fase di prosperità i rivoluzionari cessino di essere tali, denunciando, criticando, lottando per quanto possono, va da sé il e contro il sistema e i suoi puntelli, tra cui, non da ultimi!, il sindacato. Questo implica, per es., che il rivoluzionario non sostiene il sindacato, non cerca di conquistarne la direzione, non ne condivide le pesanti responsabilità antioperaie ricoprendo ruoli di direzione medio bassi (per ora). Non abbraccia, in poche parole, la teoria e la pratica opportunistiche, tipiche, per es., della socialdemocrazia classica, dei due tempi: custodiamo i prinicipi per un futuro certo, ma molto lontano, però adesso la situazione non è rivoluzionaria, per cui. opportunismo a volontà. Naturalmente, una situazione è rivoluzionaria non solo perché la società traballa dalle fondamenta, ma perché c’è un partito comunista che ha acquisito la possibilità di influenzare e dirigere POLITICAMENTE le masse con una condotta, da sempre, non opportunista.

Che ci sia una parte del mondo in forte crescita, è evidente.

Ma questa crescita è il contraltare della “decrescita” nel “centro” del capitale, da cui fuoriescono masse enormi di capitali perché non trovano adeguate occasioni di valorizzazione. Le nazioni in crescita partono da livelli molto arretrati rispetto al “centro” e dunque i ritmi di sviluppo economico di certe aree non devomno stupire.

Quelle aree esportano buona parte delle loro merci negli USA (vedi la Cina), i quali possono permettersi un così elevato livello di consumo solo perché vivono sui debiti e possono permettersi di vivere sui debiti grazie al ruolo egemonico del dollaro sul mercato mondiale (in pratica, al parassitismo), sostenuto naturalmenete dalla più tremenda macchina bellica della storia. Che i saggi del profitto siano eccellenti è una questione tutta da discutere, perché, secondo parecchi dati, se è vero che negli anni ’90 c’è stata una ripresa del saggio del profitto, è anche vero che questi profitti non sono stati destinati all’accumulazione ma alla speculazione finaziaria, appunto perché, nell’insieme, i saggi continuano a essere non soddisfacenti.

Ciao Zazza, qui mi fermo, perché di carne al fuoco ce n’è parecchia.

Andiamo per ordine. I ritmi di crescita delle aree asiatiche non stupiscono certo. E’ però inevitabile considerare che i capitali che fuoriescono dal “centro”, verso questi paesi emergenti forniscono ad Europa e USA ossigeno per procrastinare una crisi di sovrapproduzione che altrimenti si manifesterebbe gia ora, anzi si sarebbe manifestata già da tempo in maniera più evidente. I saldi di profitto in Cina ed in India sono ottimi e non penso ci sia discussione su questo. Basta pensare quanto costa alla nike produrre un paio di scarpe a taiwan(se non sbaglio), e vedere poi quanto ci ricavano vendendole a te e a me. L’andrei anch’io ad aprire una fabbrichetta. E poi dove li prenderebbero senno i cinesi tutti quei soldi per comprare titoli USA? Ma queste sono banalità.

Per quanto riguarda la speculazione finanziaria, non so molto. Mi vien da pensare che siano tante le imprese non abbastanza grandi da andare a produrre in Asia. E comunque nella seconda metà degli anni 90′ c’è stata la cosidetta bolla finanziaria. Tutto quello che investivi in borsa sembrava raddoppiare di valore in un baleno. Quindi perche rischiare i tuoi soldi in giro per il mondo, avrà pensato qualcuno? Era la rendita finanziaria ad essere alta in maniera innaturale. Infatti non è durato.

Comunque intendiamoci. Su queste questioni nessuno ha la verità in tasca. Di certo Le dimensioni di un ipotetica esplosione economica dell’Africa non sono paragonabili a ciò che vediamo oggi in Asia. Senza contare che il mercato cinese ed indiano riescono ad assorbire gli investimenti europei e degli USA. Ma quando saranno queste quattro potenze continentali assieme più magari Russia e Brasile a dover cercare degli sbocchi per i loro capitali, la coperta comincerà a diventare corta, e scusa se te lo dico ma è paradossale pensare di risolvere la situazione con un ipotetica ascesa di qualche potenza africana.

Tra l’altro tu stesso hai parlato della formidabile macchina bellica americana. Ma quando la Cina sorpasserà economicamente gli USA e di ciò chiederà il conto dal punto di vista dell’influenza politica sui mercati mondiali.

Non c’è bisogno di proseguire. In questo momento una tale situazione di scontro non è in atto. La contesa a livello mondiale si acuirà probabilmente con queste tempistiche.

Da ultimo una considerazione e la richiesta di ulteriori chiarimenti.

Oggi le masse proletarie non si muovono più di tanto, e preferiscono starsene a casa al calduccio a scegliere il meno peggio di turno guardando “porta a porta”. Tutt’al più qualche sciopero parziale con intenti rivendicativi e mai nulla di veramenta sovversivo. Fin qui siamo d’accordo, correggetemi se sbaglio. Questo vuol dire che siamo ancora in pieno periodo controrivoluzionario, o che le condizioni per far qualcosa di buono già ci sono ma i salariati non riescono ancora a recepirle? Secondo me è buona la prima. Voi come la pensate?

Vabbè. Vi ho annoiati abbastanza. Ora vado a fare un po’ di baldoria visto che la morosa mi lascia in libera uscita.

Saluti internazionalisti a Smirnov e a tutti gli altri.

comincio dall’ultimo post. Sì, nonostante i colpi che la borghesia ha inflitto e non è certo finita qui al proletariato, quest’ultimo, finora, se ne sta sostanzialmente buono e incassa colpi su colpi senza rispondere adeguatamente (o almeno provarci). Perché? Ci sono due ordini di motivazioni. Uno, che, evidentemente, esistono ancora delle riserve, per così dire, che in qualche modo riescono ad attutire i colpi più pesanti, senza contare che una delle mazzate più dure è “spalmata” nel tempo: mi riferisco, ovviamente, alle pensioni.

Due, stiamo scontando e sconteremo chissà per quanto tempo ancora gli incalcolaibili effetti negativi dello stalinismo: non solo la caduta dell’URSS ha “dimostrato” (secondo la martellante propaganda borghese) che il “comunismo” era una ripugnante bufala, ma che non può esserci alternativa al capitalismo. Inoltre, sono praticamente ottant’anni che i gruppi che si sforzano di rimanere coerenti coi principi della lotta di classe e del comunismo non adulterato, sono estranei alla classe, per cui non riescono a incidere politicamente in modo significativo su di essa. Come dicevo ieri, perché la situazione sia rivoluzionaria non basta la presenza di una profonda crisi di sistema, ma occorre la presenza di un partito comunista a cui le masse guardino come referente politico.

Indubbiamente gli investimenti massicci in Asia, in Europa centro orientale e un po’ in tutto il mondo sono una controtendenza alla caduta del saggio medio del profitto, il vero motore della crisi, di cui la sovrapporduzione è una manifestazione e aiutano il capitalismo mondiale a tirare avanti la baracca, ma, non possono invertire la tendenza di fondo, benché possono rallentarla, appunto.

Giustamente, siccome il capitalismo non è un sistema statico ma dinamico per eccellenza(in realtà, nessuna formazione sociale “storica” è assolutamente statica, se non altro perché deve confrontarsi con altre formazioni sociali) ciò provoca continuamente dei cambiamenti e degli sconvolgimenti: come hai detto tu, andando a investire in Cina si faranno grossi profitti, ma allo stesso tempo si dà la possibilità al Celste Impero di rafforzarsi economicamente e quindi militarmente. Che però la Russia e gli altri paesi riescano a raggiungere i livelli della Gremania o del Giappone, beh, su questo ho dei dubbi.

L’appropriazione parassitaria e lo sviluppo della rendita finanziaria, possono avere delle punte parossistiche, ma sono una caratteristica permanente del capitalismo entrato nella sua fase storica imperialista: come dicevo ieri, gli USA stanno in piedi grazie a questo e assorbono gran parte delle merci cinesi; e allora ritorniamo al punto di partenza.

il capitalismo è in crisi e la prova è che attacca ogni giorno le condizioni di vita e lavoro di milioni di persone; la tanto chiaccherata Precarietà, lo scippo del Tfr, le pensioni da fame del futuro e disastri ambientali piccoli e grnadi sotto gli occhi di tutti ogni giorno cosa sono altrimenti ??

Il capitalismo in espansione è quello che può elargire conquiste migliorative delle condizioni di ivta, certo diopo lotte anche dure. Era quello x restare terra terra della famiglia monoreddito ( anni ’50/’60) che si comprava la casa con 1 stipendio, aveva un lavoro a tempo indeterminato, la sanità ed altri servizi più o meno gratuiti, e pensava che la generazione successiva allargasse tali conquiste. ( ovvio che c’erano lotte,anch edure e nn era tutto rose e fiori era la prospettiva generazionale future ad esser positiva ).

Oggi nn c’è nulla di tutto ciò, anzi. Nn si riece a neppure a lottare x mantenere lo staus quo. E’ un arretramento continuo.

La classe nn risponde, certo. 30 anni di pace sociale hanno prodotto disastri nelle coscienze ( senza contare gli 80 di controrivoluzione ovvio.)L’ammortizzatore sociale famiglia scricchiola, ma funziona ancora ( anche se nn so hai notato che negli ultimi 10 anni soli le “tragedie familiari” su cui speculano i tg sono aumentate del 100%.). In Francia,
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nel cuore della “ricca europa” dove il Welfare passa attreverso lo Stato in meno di una anno hai visto la rivolta delle banlieu e la potente lotta contro il Cpe. Lotte x nn farsi fottere il futuro o x disperazione verso il presente senza prospettive.

new ugg boots Spaccata da Bertoldo calzature a Campodarsego

Colpo grosso questa notte da Bertoldo calzature in via Antoniana a Campodarsego, visitato da un commando di 6 ladri incappucciati a bordo di due auto e un furgone, usato in retromarcia come ariete per infrangere un vetro “antisfondamento” da 7 metri per 3.

2 FALSI ALLARME PRIMA DEL COLPO. A notare i malviventi i residenti che abitano al di sopra del grande negozio di scarpe e che hanno trascorso una notte insonne. Prima infatti della spaccata vera e propria alle 3.45, i ladri aveva gi fatto scattare l per ben due volte: alle 11.30 e all L Far scaricare le bombole di gas fumogeno che entrano in funzione assieme alla sirena.

RAZZIA DI SCARPE GRIFFATE. La prima volta, alle 11.30, delle persone di passaggio che si sono preoccupate nel vedere fuoriuscire il fumo hanno anche allertato i vigili del fuoco, intervenuti sul posto. La seconda, all sono intervenuti solo i vigilantes ai quali il sistema di allarme collegato. Al terzo, non pi per falso allarme,
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i ladri sono entrati in azione per davvero, abbattendo la vetrata e portandosi via centinaia di paia di scarpe delle marche pi costose come Tod e Hogan.

IL TITOLARE. Ingenti i danni nonch il bottino. Si parla di circa 100mila euro di refurtiva, ma il titolare, Renzo Bertoldo, precisa: “Dobbiamo ancora finire di codificare tutte le scarpe e confrontarle con l nella foga poi i ladri hanno portato via anche scarpe singole. Sembra comunque che sapessero benissimo come muoversi, dove andare a prendere le scarpe pi costose. Non abbiamo magazzino, abbiamo tutte le scatole a vista. Hanno fatto il disastro in negozio, la vetrata che si rotta all ha causato danni mostruosi. Purtroppo siamo abbonati ai ladri, anche se erano 3 anni che non subivamo pi furti grazie al sistema di allarme con fumogeni che avevamo installato”.
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