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Dall’autobiografia di Omar Sivori: “Cara Juventus .”, scritta nel 1965 in collaborazione con Gian Paolo Ormezzano:

“Quando, nel giugno del 1957, giunsi in aereo alla Malpensa, fui subito caricato su un’automobile che si arrestò soltanto al casello di Novara, sull’autostrada tra Milano e Torino. Lì mi dissero di salire su un’altra macchina, che attendeva. Al volante c’era Umberto Agnelli. “Sono due anni che ti aspettiamo” mi disse lui, sorridendo. “E io aspetto la Juventus da cinque anni”, gli dissi, in uno spagnolo assai facile da capire [.] Sentimentalmente, io ero già della Juventus molto prima di firmare il cartellino. La favola bianconera narratami da Renato Cesarini mi aveva stregato. Quando si erano mossi gli emissari bianconeri, capeggiati da un caro amico, ora scomparso, Carletto Levi, tutto mi era sembrato perfettamente logico, naturale. Io “dovevo” finire alla Juventus. Tre anni prima, Di Stefano era andato al Real Madrid per due milioni di pesos. All’inizio di quell’estate 1957, l’Inter aveva ottenuto Angelillo e il Bologna aveva ottenuto Maschio: per ogni giocatore erano stati pagati cinque milioni di pesos. L’Inter aveva anche cercato di ottenere dal River il mio cartellino. Si era occupato delle trattative un certo Latronico. Le sue offerte erano salite da cinque a sei e poi a sette milioni di pesos, e infine si erano avvicinate alla cifra “folle” che il River, bisognoso di molti soldi per rifare le tribune del suo stadio principale, aveva sparato: dieci milioni di pesos, all’incirca centosessanta milioni di lire, un record per quel tempo. Le manovre dell’Inter si erano bloccate quando, per un intralcio di natura burocratica, stentavo a reperire, presso il Municipio di Cavi di Lavagna, col fragile sistema delle richieste epistolari, i documenti che comprovassero la mia situazione di oriundo. Non appena ritrovai i documenti, trovai anche sulla mia strada la Juventus. Fu lei a sborsare quei dieci milioni ed a me toccò un buonissimo ingaggio”.

Enrique Omar Sivori era nato a San Nicolas de los Arroyos (Argentina) il 2 ottobre 1935 da una famiglia di oriundi. Prima di sbarcare in Italia era già stato campione d’Argentina per un triennio (1955, 1956 e 1957) e con la Seleccion biancoceleste aveva vinto il campionato sudamericano disputato in Perù, assieme a Humberto Maschio e Valentin Angelillo; i loro tifosi li avevano soprannominati “el trio de los angeles con la cara suicia”: l’appellativo ricalcava il titolo di un film del 1938; sembra che così li abbia chiamati per la prima volta un massaggiatore, vedendoli seduti su una panca, stanchi, sudati e infangati al termine di una partita nella quale si erano distinti per la loro abilità e leggerezza nel gioco.

Ma per Sivori in particolare gli appellativi si sprecano:

lui è “el cabezon”, il capoccione, per la folta capigliatura che spiccava sul corpo minuto;

lui è “el gran zurdo”, il grande mancino, per l’eccezionale magico sinistro di cui è dotato;

lui è “cè”, che nel castigliano del sudamerica significa “io”, perché di smisurato, oltre al sinistro, Omar ha anche l’ego. Comincia ogni discorso con “cé”, io.

Omar entra così nella Juventus di Charles e Boniperti, una squadra destinata a diventare un mito. Trova subito nel gigante John il suo ideale complemento, mentre non legherà mai con il secondo.

Charles, grande e grosso, esemplare per correttezza e lealtà, si completa alla perfezione con il ragazzo un po’ gracile ma geniale e diabolicamente perfido venuto dall’Argentina. John apre la via in cui si infila, a stinchi nudi, Sivori, per realizzare uno dei suoi innumerevoli, mai banali, goal.

Con Boniperti invece son subito scintille: costui è abituato a comandare, a far la prima donna (tanto da guadagnarsi il soprannome ‘Marisa’), ma Omar non è per niente portato all’obbedienza.

Sivori diventa subito l’idolo dei tifosi bianconeri e il calciatore preferito da Gianni Agnelli che, per godersi i suoi dribbling tra nugoli di avversari e i suoi tunnel a ripetizione, tralascia anche più di un appuntamento con il jet set; la gelosia di Boniperti monta sempre più, accelerandone probabilmente i tempi del ritiro.

E il 1961 è l’anno del Pallone d’oro per Sivori e dell’addio al calcio giocato per il suo rivale.

Il gioco del Cabezon ha tutto: c’è il genio, c’è la fantasia, c’è l’astuzia, c’è la gioia, c’è il dominio, c’è l’istinto, c’è l’imprevedibilità, c’è l’irrisione, c’è lo spettacolo. Il pallone è il naturale prolungamento del suo piede sinistro, e col pallone fa quello che vuole.

Il sinistro, già, il sinistro. Si racconta che, al momento della presentazione, Omar palleggiò davanti all’Avvocato, che gli disse che, sì, era bravo, ma non sapeva usare il piede destro; per tutta risposta Sivori fece tre quattro giri di campo palleggiando col sinistro senza far cadere il pallone; poi, con la sua istintiva improntitudine, disse all’Avvocato: “Secondo lei, cosa ci dovrei fare con il destro?”

Le sue doti tecniche sono decisamente fuori dal comune, il dribbling è ubriacante, il palleggio sopraffino; gioca con i calzettoni abbassati (“alla cacaiola” li definì Giuanin Brera) e senza parastinchi, quasi a sfidare gli avversari, che poi superava beffardamente con i suoi tunnel.

I suoi detrattori, non potendo criticarlo sul piano della tecnica e del gioco, si attaccano al suo carattere non facile e alla sua indole godereccia.

In effetti Omar ha un caratterino irriverente, provocatore, vendicativo e non sa proprio tenere a freno la lingua; difficile risulta il suo rapporto con gli arbitri, in particolare con il dispotico Concetto Lo Bello, e in 12 anni di permanenza in Italia accumula ben 33 giornate di squalifica.

Per di più in campo non rispetta strategie, non obbedisce a nessuno, agisce sempre di testa sua, vive la gara in prima persona, tiene il pallone come e quanto vuole; ma le sue partite sono spesso memorabili.

Inoltre Omar non ama allenarsi, lo fa svogliatamente, conduce una vita tutt’altro che monastica, mangia quel che gli pare e piace, gioca a carte fin quando decide lui, fuma, beve whisky, si alza tardi e tardi si presenta agli allenamenti; però, sul campo, in condizioni fisiche anche approssimative, fa la differenza, con i suoi gol rubati alle difese, con quella tecnica nel trattamento del pallone e i movimenti zigzaganti che irridono il gioco di forza dei difensori avversari.

Come può un giocatore del genere adattarsi al calcio atletico e salutista di Heriberto Herrera, il paraguagio ‘profeta del movimiento’, chiamato nel 1964 per ridare ordine e disciplina alla Juve, che ormai vive al ritmo di Sivori?

Il calcio di Heriberto, lineare e noioso, sembra fatto apposta per esaltare anche le doti di chi non sa giocare ed è l’antitesi perfetta del gioco ricco di fantasia di Sivori. L’incompatibilità di carattere tra i due ben presto esplode: il ginnasiarca non tollera ritardi e svogliatezze e lo scontro tocca il suo culmine quando Heriberto gli ricorda ripetutamente che è un calciatore come gli altri, ‘come Coramini’. E questo per Sivori è troppo, è intollerabile.

Vince Heriberto e Omar viene ceduto al Napoli ma credo che l’Avvocato abbia vissuto tutto ciò con dispiacere e forse con rabbia; non perdonerà mai l’inflessibile sergente di ferro paraguaiano per averlo praticamente costretto a mandar via un giocatore che tanto amava. Lo scudetto vinto dalla Juve nel 1966 67, all’ultima giornata, ai danni dell’Inter, non esalta più di tanto Agnelli, che poco amava quel tipo di gioco, e non lo nascondeva.

Anche sotto il Vesuvio Omar dà spettacolo, assieme ad Altafini, altro esule di lusso. Ma l’amore per la Juve in questo momento diventa sete di vendetta nei confronti del ‘nemico Heriberto’; la prima volta di Napoli Juve, Sivori, con un’orgogliosa prodezza balistica del suo sinistro, coglie in pieno viso il suo ex tecnico, riempiendolo di fango; e si scatena una rissa.

E sarà un’altra rissa, sempre in un Napoli Juve, a mettere fine alla permanenza del Cabezon in Italia: Heriberto gli mette alle costole il rapido Erminio Favalli che, subito un fallo da Sivori, dà vita ad una sceneggiata che induce l’arbitro Pieroni a espellere il nostro eroe, che non ci sta: e parte la rissa, con botte da orbi tra Panzanato e Salvadore.

Squalificato per sei turni, Omar torna in Argentina e, a 33 anni, appende le scarpe al chiodo.

Ma il suo legame con la Juve non può tramontare e sarà, dal 1994, l’osservatore della società bianconera per il Sud America.

E’ stato anche commentatore per la Rai ma la sua indole poco diplomatica, che lo porta a tranciare giudizi netti e severi, mal si accorda con la prudenza richiesta dalla Tv di Stato.
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FORLI’ Morta una Sapro se ne pu fare un’altra, magari pi sana, ma anche pi moderna.

“In questo momento capisco sia le ragioni di chi teme gli effetti di questo fallimento, sia quelle di chi lo auspicava perch ci sia un passo ulteriore in avanti”, spiega l’economista, che precisa di non voler entrare in merito di una vicenda che dalle pagine dell’economia inevitabilmente presto si trasferir in quelle della cronaca giudiziaria. Cosa accadr ora? Ci sar quel disastro economico che in molti esperti del settore paventano? “In generale una perdita secca di capitale e risorse, che non avvantaggia nessuno in un momento di crisi”.

Continua Ciapetti: “Il fallimento impatter sui soci, gli enti pubblici, attualmente gi indeboliti. Sulle banche, invece, l’effetto sar diverso per chi negli ultimi anni si aperto al capitale esterno. L’effetto sull’economia locale, in generale, potrebbe essere pesante soprattutto perch in coincidenza con una congiuntura dove non c’ crescita economica”. Previsioni pi circostanziate, al momento, potrebbero essere un azzardo.

Ma il direttore di Antares guarda lontano e si domanda: di cosa ha bisogno il territorio per il futuro? “Sapro poteva essere un soggetto moderno quando stata fondata, ma non ha saputo cogliere la grande trasformazione degli ultimi dieci anni. Non si adattata alle velocit del cambiamento”. E si domanda Ciapetti “Sapro poteva essere un’agenzia per lo sviluppo? Se cos era, l’urbanizzazione delle aree industriali solo una delle necessit ma non certo quella che esaurisce l’intera mission, dove per esempio ci doveva essere il rapporto tra impresa e universit l’aprirsi a progetti europei. Sapro non ha avuto nel suo Dna l’apertura all’esterno”.

E secondo l’economista questo che serve oggi: un’agenzia che si prenda in carico lo sviluppo del territorio a tutto tondo. E’ quello che, secondo l’analista, dovrebbe sorgere sulle ceneri di Sapro. “Il salto pi grosso trovare le competenze ad esempio per la progettazione europea, per la capacit di attirare investimenti continua Ciapetti , quello che intendo dire che dobbiamo disancorarci dal terreno”. Per questi obiettivi ci sono risorse umane adeguate? “Siamo messi piuttosto male”, rileva il direttore di Antares, che per cita le esperienze positive di “Cise, Centuria, Rinnova”.

Che siamo queste le basi di una tale agenzia? E che dimensioni dovrebbe avere? “Anche in questo caso bisogna ragionare: deve rimanere limitata alla provincia di Forl oppure ampliarsi ad un territorio pi ampio, come per esempio la Romagna?”, la domanda che lascia aperta l’economista.

R: Forl Sapro. L Ciapetti: “Si faccia un per lo sviluppo”

La proposta fatta da Ciapetti una proposta interessante che per chi capisce qualcosa di sviluppo locale ha fondamenti ben precisi. Lo sviluppo locale va sostenuto e coordinato. Non si tratta di investire nuove risorse, non si deve sperpreare nulla ma di far funzionare meglio quello che c con un buon spirito visionario e con tanta buona volont Ma leggendo qualche “commentucolo” sotto, credo che sia sempre pi facile e comodo sparare sentenze.

R: Forl Sapro. L Ciapetti: “Si faccia un per lo sviluppo”

Quando ho letto questa proposta non credevo ai miei occhi. Ma allora non la finiranno mai? La politica ha gi gli strumenti per coordinare lo sviluppo del territorio, e sono strumenti prettamente politici che, se usati senza clientelismi e favoritismi, sono e possono essere il volano di uno sviluppo armonico del territorio. Non c bisogno che questi quattro politicanti rimettano le loro manacce sui soldi. Questo signor Ciapetti conosce gli strumenti urbanistici attualmente vigenti? Ha mai letto il piano di coordinamento provinciale ? Il POC il RUE e compagnia bella? Prima di dire che la nostra classe politica anela allo sviluppo del territorio, ci dica come ci pu avvenire se a monte ci sono norme che ingessano ogni iniziativa. Se si anela allo sviluppo del territorio ci si deve dotare di strumenti semplici e snelli, non si devono mettere in atto forche caudine che scoraggiano e puniscono chi ha iniziative e per realizzarle non ritiene di dover sottostare ai potentati politici. SAPRO,
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l gi detto e lo ripeto, pu essere una grande occasione, ma solo per renderci conto che la politica non pu fare imprenditoria, e tantomeno con i soldi pubblici, pu essere il punto di partenza, non per creare altre SAPRO, ma per rivedere tutte le consociate ancora in essere, che sopravvivono nel sottobosco della nostra politica e dei nostri Enti pubblici, con mille finalit e uno scopo solo, dare una sedia ad un dirigente e quattro segretarie. Signor Ciapetti, i cittadini sono ESASPERATI, perch da una parte assistono a questo scempio di denaro pubblico, e dall subiscono la mentalit Feudataria di questi amministratori che troppo spesso dimostrano di sentirsi i padroni del territorio.

R: Forl Sapro. capire chi evitare e con chi invece avremo un perfetta.” Che faccio, giro in CC ad ANTARES o al curatore fallimentare ? schietto! Guarda che non ci resta, davvero, che prenderla con ironia. La classe dirigente che ha espresso sapro ancora l se ne fai un ne fai un uguale. Ne riparliamo fra 10 anni quando Di Maio, se sar politicamente consolidato, avr un partito che gli somiglia di pi (auguri, davvero !). Chiaro che gli enti locali debbano (anche) pianificare lo sviluppo del territorio ma un conto fare l un conto fare il giocatore. Io penso che il comune sia arbitro, forse lo studioso pensa che debba pure essere giocatore, tutto qui. Le linee generali espresse dall solo “dobbiamo fare cose giuste, evitare di fare cose sbagliate”. Sono d ma mi sembra Rutelli . o l di hARdCORE, scegli tu.

R: Forl Sapro. L Ciapetti: “Si faccia un per lo sviluppo”

Apprezzo che si faccia una proposta, non so valutarla nel dettaglio, ma avverto che la strada giusta nelle sue linee generali: lo sviluppo va guidato e sorretto. E pia illusione credere che tutto ci non serva. I territori pi avanzati hanno soggetti in grado di incentivare la crescita Se Sapro ha avuto una classe dirigente mediocre che l portata al fallimento anche perch probabilmente nata da un background sociale fatto di scarse competenze (come ammettiamolo quello di Forl fatto di gente che ritiene di risolverla tutta parlando il dialetto oppure buttandola sulla derisione dopo 10 secondi. Tutto simpatico, tutto di pancia. Io preferisco ragionare sulle cose. E come al solito dal ragionamento ne beneficieranno tutti, anche quelli che “so tutto io”

R: Forl Sapro. L Ciapetti: “Si faccia un per lo sviluppo”

Uei, a leggere della roba cos poi ci credo ch ti viene da piangere. Dice “Sapro poteva essere un soggetto moderno . ma non ha saputo cogliere la grande trasformazione degli ultimi dieci anni. Non si adattata alle velocit del cambiamento”. “Il salto pi grosso trovare le competenze ad esempio per la progettazione europea”. No, puren, un n un adscors ad cumpetenzi d L un scors ad baiocc, i mi, i tu, quei ad chi lez paroli: quei chi ia strasin e quiei che adess un gne pi T capi ? Ades ciapa so l e tot s pugi e torna a ca a stugi va l ch fett men dan. [Mi scuso profondamente e umilmente con i cultori romagnolisti per l quantomeno malferma del dialetto,
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che so parlare ma non so scrivere. Era solo un tentativo un po rabberciato per rimarcare ed enfatizzare il mio disappunto. Perch quando ho letto le righe ove suggeriva la costruzione di un sapro . la mano mi corsa al revolver .]

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Buonasera Marina, sono un di moda, a casa ho tanti suoi libri guida agli spacci, volevo sapere, visto che Lei e veneziana, se esiste un outlet di Golden Goose vicino a Venezia. La saluto cordialmente, Elisea

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Gerusalemme celebra il 2 anniversario di papa Francesco

GERUSALEMME Per celebrare il secondo anniversario dell di papa Francesco, l’11 marzo 2015 è stata celebrata una Messa, presso il Centro di “Notre Dame” a Gerusalemme. Essa ha coinciso anche con la conclusione dell’incontro di due giorni dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa. Nella sua omelia, il Patriarca mons. Fouad Twal, ha parlato del carisma di questo Papa venuto dal Nuovo Mondo portatore della cultura latina, fatta di calore, di ristrettezze e di spontaneità che in due anni ha conquistato il mondo. Fouad Twal, che non ha mancato di sottolineare la semplicità disarmante di colui che sale sullo stesso autobus di tutti gli altri cardinali e vescovi, che porta da solo la valigetta all’uscita dell e che indossa le scarpe nere ogni giorno e che in due anni ha conquistato il mondo.

Fin dalla sua apparizione sul balcone della Basilica di San Pietro due anni fa, papa Francesco ha continuato a sconvolgere i codici e a toccare i cuori. Lui è il primo papa non europeo della Chiesa cattolica da tredici secoli; è arrivato alla Santa Sede senza portare il pesante fardello della storia dolorosa e complessa dell è stato rapidamente soprannominato “l dei poveri e dei miserabili”, il Papa delle favelas, venuto dal Nuovo Mondo con la cultura latina, fatta di calore, ristrettezze e spontaneità.

Il Patriarca ha parlato della vicinanza e dell traboccante del Santo Padre per i poveri e gli abbandonati. Un amore che deriva senza dubbio dalla sua fedeltà al Vangelo e all di Gesù, ma anche dall personale, che ha vissuto nel suo paese come sacerdote, vescovo e arcivescovo di Buenos Aires. Ha anche raccontato di averlo visitato cinque anni fa, quando era arcivescovo di Buenos Aires, e di essere stato ricevuto modestamente in un piccolo ufficio, e che uscendo dalla sua casa aveva attraversato una vera e propria corte dei miracoli, ossia il cortile della Cattedrale invasa da mendicanti, storpi, disabili e indigenti l’uno più povero dell’altro.

Così, ha continuato il Patriarca, il Santo Padre, che ha vissuto tutta la sua vita di sacerdote, vescovo e arcivescovo in mezzo ai bisognosi, non poteva, una volta eletto, dimenticare il passato e vivere in ricchezza e opulenza al Vaticano. Vuole ricostruire una società più giusta, senza paura di partire proprio dalla Chiesa, “Chiesa povera per i poveri”.

Infine, Sua Beatitudine ha ricordato come, da quando è stato eletto papa, abbia avuto la grazia di incontrarlo diverse volte. A tale proposito ha raccontato un commovente aneddoto: Mentre mi trovavo a Roma il mese scorso, al momento dell delle canonizzazioni, sono stato ospitato presso la Casa “Santa Marta”. Allora ho preso l fino al terzo piano. Al secondo, si apre la porta e con mia sorpresa mi trovo faccia a faccia con il Santo Padre, che accompagnava un arcivescovo argentino all La mia prima reazione è stata di dirgli, in italiano: “Che stai facendo qui?”. Lui mi risponde con un grande sorriso, in arabo: “Al Salam aleikum!!
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!”.

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Siamo proprio in t(h)ema con il thread: non so chi cazzo ci sia ora lassù a comandare in Lancia (Marchionne?), ma è assurdo che stiano facendo morire un marchio tra i più prestigiosi che ci sono in Italia, conosciuto in tutto il mondo. In un intervento non so dove avevo sputato fiele sulla Fiat che stava per andare a scatafascio cambiando nome alla Panda e buttando quasi a mare la Cinquecento della rinascita; con la Lancia è peggio, negli ultimi anni hanno infilato una combo di cazzate che sarebbe da studiarle:

1. Tirare fuori un’ammiraglia tanto coraggiosa quanto controversa nello stile come la Thesis, per poi lasciarla al suo destino, sino a una fine ingloriosa ricordo una assurda campagna promozionale che la paragonava a uno yacht, e se te la compravi ti regalavano il canottino, cioé una Ypsilon. Una scelta suicida.

2. Usare il nome Delta per un bestione come quello lì sopra, che rinnega quello che era la Delta, ovvero butti al cesso un nome e un’identità come la Delta sportiva e dominatrice dei rally, con un design sì raffinato ma leggero come una balenottera azzurra (splendido animale peraltro). Poco successo, altra morte dopo poche vendite e meno di dieci anni di vita del modello.

3. Dopo la Fica del suddetto Marchionne, ecco il vero colpo di genio, tirare fuori tre modelli agli inizi degli anni 10, tre aborti di cui due dai nomi pesantissimi come Thema e Flavia, il terzo è il monvolume Voyager, tutti modelli Chrysler di chiara estrazione USA che con la Lancia non c’hanno nulla a che fare, altri insuccessi pazzeschi, addirittura neanche sapevo che avessero ritirato fuori la Flavia (un coupé cabrio così insulsa che sarebbe da andare a picchiarli), e che tanto nel 2014 sono stati ritirati tutti. Ora, io non ho studiato management, ma come stracazzo è possibile che sia accaduto un disastro simile?

Ora la Lancia si regge solo sulla Ypsilon, che vende piuttosto bene, ma tanto valeva farla uscire a marchio Innocenti, che senso ha tenere in vita questo marchio, che potrebbe valere oro se ben sfruttato? L’unica è sperare in un Tom Ford della situazione, un genio che faccia le cose semplici che piacciono alla gente: auto belle, degne del nome e della storia del marchio, che riportino la Lancia su dove merita. Pia illusione, temo, a meno che qualche tedesco se la compri per un piatto di lenticchie salvo poi farci le montagne di euro.
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Condannato alla lettura S accaduto: un diciassettenne che aveva rubato quattro libri a un antiquario, stato condannato dal giudice alla lettura del Marcovaldo di Calvino, del Sergente nella neve di Rigoni Stern e di altri due libri a scelta. accaduto all’Aquila .

Condannato a leggere per avere rubato dei libri. La decisione del giudice per le udienze preliminari del tribunale dei minorenni dell’Aquila, Federico Eramo, che ha deciso di impartire una lezione a un diciassettenne di Pescara sorpreso a rubare. Per evitare il quasi certo rinvio a giudizio con l’accusa di furto il ragazzo stato “condannato” a leggere quattro opere di narrativa e a chiedere scusa all’antiquario pescarese al quale aveva sottratto quattro volumi molto rari.

Il giudice, che figlio di una bibliotecaria, non si limitato a infliggere la “pena” ma ha indicato anche i titoli di due dei quattro volumi da leggere entro dicembre. Gli altri due saranno scelti a piacere dal condannato. Quelli obbligatori sono Marcovaldo di Italo Calvino e Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern. Il ragazzo dovr anche dimostrare di aver assimilato adeguatamente il contenuto dei due libri.

Ma perch il giudice ha scelto Calvino e Rigoni Stern? libri molto diffusi nelle scuole risponde Federico Eramo e costituiscono un ottimo strumento educativo. Ricordo di aver letto Marcovaldo in giovent e di averlo trovato interessante. Il sergente nella neve, inoltre, un testo in cui l descrive la sofferenza e credo che possa essere d per i giovani. E poi non volevo fargli leggere i volumi che aveva rubato, roba da studiosi Al ragazzo sono stati trovati un codice del Regno delle Due Sicilie, una raccolta di poesie di Carlo Maria Maggi, la Oratio a Papa Urbano VIII e un libro di storia del 1769.

Che tipo di insegnamento potr trarre il giovane dalla lettura di questi libri? una grande considerazione della lettura in genere puntualizza il magistrato poich credo che possa lasciare un segno nell di ognuno. Un furto di libri non pu essere paragonato al furto di motorini. Il giovanotto si render conto che i testi letterari non sono solo merce ma hanno un valore che va al di l di quello commerciale. questo lo spirito della prova A questo stesso sistema si ispirava anche Che Guevara che puniva i suoi luogotenenti Pombo e Urbano obbligandoli a leggere i capolavori della letteratura mondiale. E a leggerli bene.

Nel caso del giovane pescarese sar il giudice stesso a vigilare sull lettura: che la lettura sia stata approfondita conclude Eramo altrimenti il ragazzo verr processato Il diciassettenne dovr chiedere scusa al derubato ed evitare cattive compagnie. Per questo sar tenuto sotto controllo da un assistente sociale.(Da La Repubblica) Maria Allo

Un autore da avvicinare nel periodo post adolescenza inizio giovinezza? Calvino s forse

Non cerco una sintesi, non si pu ridurre la letteratura. La letteratura parla per s non in s con tutto il portato di evidenti paradossi e reciproche ripetizioni. Chi copia chi comunque arduo da stabilire, quello che si pu fare pi agevolmente delimitare stili e aggregare generi. In questo Calvino non si discosta molto da quello che altri autori hanno fatto. Tendenzialmente orientato a raccontare in uno stile epico, non pu essere tuttavia considerato un autore fantastico perch manca di effettiva inventiva nella ri configurazione e codifica di universi alternativi. Riscrive epicamente le gesta quotidiane, e questo gi letteratura, ma non inventa niente.

Calvino non un autore totale, un genio della realt ri costruita, quelli a cui vorresti telefonare per parlarci come diceva il giovane Holden (che non c nulla con Baricco, come sappiamo), ma un autore di formazione di quelli che leggi per entrare in un certo mondo, quello dei grandi. Ti d le chiavi per vedere in un certo modo, sottostando categoricamente al portato stilistico del primo dopoguerra.

Colto, raffinato, un uomo di immagine: senza dubbio. Un autore che non pu essere considerato senza considerare la sua vita di intellettuale organico impegnato nella costruzione di un modello culturale preciso.

Poi, improvvisamente, venendo a mancare la spinta dal basso, leggasi rivoluzione (alla quale fra l non si pu pensare che lui stesso credesse), il modello culturale della sinistra italiana come conduttore di cambiamenti totali, piombato in una convalescenza lunga tutti gli anni 70 e 80.

Il progetto ripartito, con i disinganni del caso e con prospettive diverse, con gli anni 90 per poi arenarsi di nuovo di fronte ad una recrudescenza del rampantismo da un lato e alla limitatezza degli orizzonti dall (non mi riferisco alla sinistra di governo: a buon intenditore Fissato a sommi capi il contesto, necessario scavare nella produzione di Calvino per cercare di classificarlo, perch capirlo non poi cos difficile.

Calvino secondo me, un po il Bukowski della letteratura italiana. Poco originale in tutto, fortemente ancorato su standard che altri hanno introdotto non pu essere considerato geniale ma ottimo s Come Bukowski una lettura da avvicinare nel periodo post adolescenza inizio giovinezza, diciamo dai diciassette ai vent’anni. Dopo i vent’anni, se cogli in quelle pagine emozioni formidabili, vuol dire che sei ancora un po immaturo ma rispettabilissimo. Se non senti nulla di particolarmente significativo ma ti orienti nelle metafore e sorridi al grottesco, vuol dire che cominci a capire qualcosa.

Se non provi nulla di tutto ci ma analizzi con parsimonia ogni ovviet probabilmente ti stai avviando ad una carriera da critico letterario ma non che sei poi tanto simpatico.

La costruzione del prodotto editoriale di successo sempre programmata con intelligenza. Dopo tutto Calvino stesso ad ammettere che il su primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, stato scritto in venticinque giorni su invito di Pavese, dopo l da parte della Einaudi.

In questo il Calvino narratore s esemplare per stile ma nel contempo poco incline all’innovazione. Inserito in un quadro gi fatto, partecipe di un progetto: costruisce il prodotto con la sapienza dell ma non con la genialit dell Un po Bukowski che al di l del maledettismo cronico (peraltro ereditato e riprodotto) di certa letteratura americana, non fa altro che rileggere Miller e adattarlo agli anni 60. Indice di poca perseveranza verso l il fatto che si chiude nel mondo alcolico senza sondare quello degli stupefacenti che in quegli anni spopolano. Anche lui si muove in un modello.

Il passo seguente per Calvino la trilogia composta dagli acclamati Il barone rampante, Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente. una saga ben orchestrata, con chiari tentativi di indottrinamento ideologico che per appare troppo lunga e alla fine stanca. Dopo aver finito il terzo romanzo sullo stesso genere, sei da un lato contento per non essere uscito del tutto dal contesto dell dei racconti ma dall lato ti accorgi che qualcosa manca. come un amore giovanile durato troppo che diventa noioso nel momento in cui i giovani amanti vogliono fingersi grandi accasandosi rispettivamente e presentandosi alle famiglie. S rimane l ma qualcosa sfuma irrimediabilmente.

Secondo me bastava un solo romanzo del genere, senza voler strafare con la trilogia, che irrimediabilmente appare come un’imposizione di mercato.

Meglio sarebbe stato fermarsi in tempo, come un grande di quel periodo ha effettivamente fatto. Il Paolo Monelli delle Scarpe al sole (Cappelli, Bologna, 1921) l che, accostato a Calvino, fa vedere come le cose potevano andare. Non a caso questo giornalista quasi miope si impone con un bellissimo romanzo di guerra (la prima guerra mondiale) per poi rifuggire la logica del prodotto editoriale ripetibile e ritornare al giornalismo. L di riconoscere di non aver altro da dire su quegli argomenti ne fa un apprezzabile, quanto bistrattato, maestro del Novecento. Calvino lo cita a proposito delle olimpiadi di Helsinki del 1956 ma solo in considerazione del fatto che si tratta di un ottimo giornalista.

La produzione saggistica conferma l dell inquadrato in un modello ben definito. Collezione di sabbia e Lezioni americane sono sintesi ben congeniate e riproducono sensazioni condivisibili. Non peccano in nulla in quanto a critica ragionata e spunto di riflessione sul contemporaneo, frutti anche questi dell’appartenenza a un contesto che si propone un Preferisco, fra tutti, il posteriore Eremita a Parigi, che, per uno strano gioco editoriale, racchiude il Diario americano. un esempio efficace di come scrivere di s e forse per s Non per un pubblico identificato e fedele.

Analizzando l degli anni 50 attraverso poche pagine Calvino offre una lettura illuminante dell americana e del mondo culturale del periodo beat. Punta il dito con distacco e seleziona il buono che c in un mondo che riconosce, con una punta di malinconia, come pi avanzato del nostro dal punto di vista dell culturale.

Sorvolo su Palomar. Non riesco a trovarvi nulla di interessante se non il pezzo sui formaggi francesi, per ovvi motivi di simpatia gastronomica.

I racconti, secondo me, sono la pi bella prova letteraria di Calvino. Non mi piace Marcovaldo, troppo didattico. Sono invece sempre affascinato dalle varie raccolte, ripubblicate negli Oscar negli anni successivi alla scomparsa dell Semplici ed efficaci disegnano mondi godibili. Sembrano l frutto di una fatica giovanile. Anche qui si ritrova il tentativo epico della descrizione ma essendo prodotti corti, rendono meglio.

vero che rielaborano spesso gli esempi di autori stranieri pi efficaci e grandi dello stesso Calvino ma, bagnati nel contesto del modello culturale della sinistra istituzionale, ritrovano vigore e non mancano di spunti originali.

Torno per al punto di partenza. Li ho goduti a vent’anni, non dopo. Pi che altro li ho usati per entrare in un mondo, anche se diverso da quello immaginato dalla retorica di sinistra di quegli anni, che corrisponde all adulta vissuta in questi anni.

Per entrarvi non mi sono pentito di aver utilizzato Calvino e Bukowski, come del resto Hemingway, Marquez, Conrad, London e altri. Poi, scavando, da lettore pi maturo, ho avvicinato altri.
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Vivere il tuo Working Holiday in Australia con un pensiero in meno

Trovare lavoro in Australia potrebbe essere la parte più facile del tuo anno sabbatico perchè Australianboard ti organizza tutto prima ancora di partire.

Se ancora non hai compiuto 31 anni puoi usufruire di un visto chiamato Working holiday visa che significa Visto Vacanza Lavoro, sempre se non ne hai già usufuito nel passato. Questo visto dura un anno e durante il soggiorno consente viaggiare in ogni luogo dell’Australia e di frequentare corsi di studio della durata massima di 4 mesi, un corso di inglese è senza dubbio la scelta migliore per chi non è in grado di sostenere una fluente conversazione. Ti consente anche di lavorare legalmente.

Per i ragazzi tra i 18 e i 31 anni spesso è la soluzione migliore per visitare l’Australia, per scoprirla in ogni suo aspetto e rendere la tua esperienza nel Down Under completa, indimenticabile e soprattutto. economicamente sostenibile!

Ricorda inoltre che questo visto è possibile usufruirne solo una volta nella vita, è quindi molto importante farsi trovare pronti per ottenere il massimo da questa esperienza.

Tuttavia è possibile rinnovarlo per un’altro anno lavorando legalmente in settori specifici in determinate aree considerate regionali. In molti considerano la possibilità di lavorare in fattorie (in inglese “Farm”) per la raccolta della frutta o l’allevamento di animali, ma non sono le uniche opportunità disponibili.

Ma sei davvero pronto per affrontare il mercato del lavoro in Australia?

Il Working Holiday Visa è un visto concesso solo a determinate nazioni al mondo, fortunatamente l’Italia è tra queste, ma questo non significa affatto che pochi i ragazzi ne usufruiscono ogni anno.

Proprio perchè questo tipo di visto offre diversi vantaggi, come ad esempioconsente di rimanere un anno,l’opportunità di lavorare in Australia, opportunità concessa a non molti visti per l’Australia,e soprattutto rispecchiando una delle età più comuni dei viaggiatori internazionali (18 30 Anni), è uno dei visti più richiesti.

Pensate che ogni anno in Australia atterrano circa 15 mila nuovi ragazzi italiani in possesso del visto Working Holiday Visa, ed è soltanto la sesta nazione al mondo per il numero di Working Holiday rilasciati, dopo Inghilterra, Francia e Germania.

Gli italiani partono per l’Australia svantaggiati rispetto agli altri europei per dei motivi molto importanti:

L’Italia è la nazione Europea con uno dei più bassi livelli di conoscenza della lingua inglese, è tra le ultime posizioni a livello europeo e l’ultima tra i paesi che hanno accesso al Working holiday visa.

Gli Italiani, a causa della mancata conoscenza della lingua inglese spesso trovano difficoltà a svolgere le operazioni più comuni per farsi trovare preparati per il mercato del lavoro in Australia, come ad esempio ad aprire un conto corrente, ottenere il numero fiscale (tax file number), affrontare un colloquio di lavoro in Inglese, o addirittura scrivere il proprio CV correttamente e secondo lo standard anglosassone, prendersi una sim card australiana, o trovare un alloggio che non sia un ostello.

Non sanno dove e come trovare un lavoro in Australia per mantenersi durante il loro Working holiday visa.

Tu devi solo farti trovare pronto, lascia agli altri il lavoro di trovarti un lavoro!

Come ti aiuta Australianboard in tutto questo?

Invece che fornire una semplice bacheca di offerte lavorative disponibili, lasciando a te fase più difficile che è quelladi cercare e proporti, lascia fare al nostro partnerquesto lavoro, tu pensa a goderti l’Australia con serenità, come dovrebbe essere per un ragazzo con il Working holiday visa!.

Da più di 8 anni assistiamo i ragazzi con questo tipo di visto, creando un pacchetto di servizi che non solo ti aiuteranno meglio a sfruttare il tuo visto Vacanza Lavoro, ma ti permetteranno di essere preparato per il mondo del lavoro Australiano.

Il servizio di ricerca lavoro include:

A volte è possibile ricevere offerte lavorative della durata di un mese, 3 mesi o 6 mesi, ma la maggioranza delle posizioni offerte sono casual per un paio di giorni, questa modalità unita all’elevata offerta ti consente di stabilire settimana per settimana quanti giorni vuoi lavorare e quanti ne vuoi liberi. Ad esempio potrai scegliere di lavorare solo 3 giorni accettando le offerte che vorrai e avere il resto della settimana libero per andare in spiaggia, o dedicarti allo studio della lingua inglese o alla ricerca di un lavoro in posizioni più specializzate e magari trovare il tuo sponsor.

Le offerte di lavoro spaziano in diversi campi, da operai in catene di produzione all’interno di aziende, magazzinieri, operai di cantiere, staff di assistenza in ufficio, staff per servire alcolici, bartender, ragazze/i immagine, inscatolamento/impacchettamento materiali, trasporti, traslochi, carico e scarico merci, receptionist o call center staff. sono poche le offerte di lavoro nel campo della ristorazione ed è un fattore positivo se non si vuole lavorare in ristoranti come fa la maggioranza dei ragazzi con il Working Holiday Visa.

Al tuo arrivo ti verrà fatto un orientamento che comprende un mini colloquio conoscitivo per capire, insieme a te, che tipo di lavoro ti piacerebbe svolgere e quello che proprio non vuoi fare, valutando al contempo il tuo livello di inglese e disponibilità, cercando di delineare il tuo profilo inserendoti nel loro database.

Ti verrà anche insegnato come fare il tuo CV, come presentarsi ad un colloquio di lavoro, rispondere alle domande frequenti e come comportarsi in un ambiente di lavoro anglosassone, come accedere al loro portale, aggiornare il tuo profilo e trovare le offerte lavorative.
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OrganigrammaStoriaCarte FederaliComunicazioni FederaliAntidoping e tutela sanitariaAmministrazioneMappa del sitoGare d’AppaltoNotizie ConvenzioniContattiCampioni di tutti i tempiAmministrazione TrasparenteCentro OlimpicoTesseramentoAffiliazione TesseramentoNorme e modulistica Affiliazioni e TesseramentiPolizza AssicurativaClassifica Società Sportive con più di 100 atleti tesseratiAzzurriGiustizia SportivaMarketingSponsor e Promozioni per i TesseratiAd Odette Giuffrida non interessa vincere l Olimpico e neanche il Mondiale, il suo sogno quello di rimanere nella storia del judo; per questo vuole vincere 10 Olimpiadi e 10 Campionati del Mondo perch vuole che sia ricordata per la gioia che prova nel salire sul tatami, per la bellezza del gesto, per la tecnica che vuole affinare. Vuole che le persone si ricordino di lei per il suo judo e per l che prova per questa disciplina che l rapita quando ancora era una bambina e che le ha segnato la strada. Ha provato a praticare diversi sport come ginnastica ritmica, danza classica e nuoto ma a sei anni ha scelto di fare judo solo perch vedeva che il fratello era sempre felice ogni volta che tornava dalla palestra. E dal momento in cui ha tolto le scarpe non pi scesa dal tatami. judo era nel mio destino. Dai 7 ai 12 anni non ho mai perso un incontro, quindi mi divertivo, vincevo, non potevo chiedere di pi Da quando aveva 10 anni inizia a frequentare la palestra tutti i giorni ed presente in pi turni, da quello dei bambini a quello degli adulti, senza mai stancarsi. Quando cresce vince i suoi primi campionati italiani e inizia il giro della nazionale, cominciando proprio dai cadetti. quel momento ho capito, consapevolmente, che il judo doveva essere la mia vita. Volevo fare quello e basta La sua perseveranza la porta a vincere un Europeo, l Europea per i cadetti, un secondo posto ai mondiali Si allena sempre, ogni giorno e, anche se non fa judo, esegue esercizi di preparazione atletica; comunque sa che deve migliorarsi perch la sua performance deve essere sempre al top. Veleno il suo soprannome, perch non stava mai ferma, faceva judo, saltava, correva, si divertiva. Ma Veleno le si addice per contrasto. Amante degli animali ha avuto in dono dai nonni un coniglio tutto bianco con gli occhi neri che ha chiamato Neve, al quale era molto affezionata; ascolta tutta la musica anche non avendo un genere di preferenza, ma le sue canzoni preferite sono corri dei Gemelli Diversi, che sono anche il suo gruppo preferito e Hall of fame (The Script). Vede moltissimi film, quando pu e ne ama altrettanti, ma quelli che la fanno riflettere sui valori della vita sono quelli che preferisce. appassionata di fotografia e conta presto di fare un bel corso perch vuole far vedere cosa sogna con i suoi occhi.
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ugg stivali prezzo PCOS or Polycystic Ovarian Syndrome Awareness

WEAR TEAL but most especially let’s eat healthy not processed foods or adulterated foods! Advocate for the syndrome that is trying to trap our womanhood but dare to scoop it! Unconventional treatment will try to save those precious ovaries that are designed for its miracle design. Ovaries are Creator’s designed not just only for babies but for our whole being of a woman’s balancing hormones! Got it? Disclaimer: Any medical advice that may represent here on this curating topic, please consult your physician or great alternatives (yes, never rely on one doctor’s opinion). Both the physical and mental spheres of the patient are thoroughly investigated while prescribing the Homeopathic medicine. The complete cure of PCOS is a time consuming process and it cannot be expected in a few days. It requires complete observation regarding the change of symptoms in the patient and frequent clinical follow ups.

Top Homeopathic remedies for Polycystic Ovarian SyndromeSepia: Best Homeopathic remedy for cure of PCOS

Sepia occupies the top position among the Homeopathic medicines for treatment for Polycystic Ovarian Syndrome. The menstrual symptom for Homeopathic remedy Sepia is late and scanty menses. In most of the cases, this is accompanied by bearing down sensations in the pelvic region. The ovaries remain enlarged with fluid filled cysts in them. Homeopathic medicine Sepia acts very efficiently to regulate the menstrual cycle to appear at the proper expected time. Sepia can also be considered to treat infertility cases due to PCOS. Abnormal hair growth on the face, especially on upper lips, can also be well controlled withHomeopathic medicine Sepia. Other general symptoms to look for before taking Sepia are sensitivity to cold air, mental irritability, and indifferent behaviour towards loved ones.

Pulsatilla: Homeopathic medicine for suppressed menses for long duration

Pulsatillais a natural Homeopathic medicine for treating PCOS. It is especially beneficial for treating PCOS cases in females who suffer from suppressed periods for a long duration. In women requiring Pulsatilla, the periods when they appear remain very scanty and extremely painful. Homeopathic medicine Pulsatilla removes the obstacles that cause the periods to be suppressed and the periods start to flow normally. Homeopathic remedy Pulsatilla increases the bodys power and directs its path towards removing the obstacle, thus re establishing the menstrual flow. Pulsatilla is of great help for young girls at puberty who suffer from PCOS with irregular periods. The physical general symptoms to consider for using Pulsatilla include the total absence of thirst and a desire for cool open air. Open air overall seems to provide relief to the patient. And in the mental sphere, the significant features to take note of are mild, sensitive nature with weeping tendencies. Such a woman weeps at the slightest instance and feels somewhat better when given consolation.

Calcarea Carb: Homeopathic medicine for prolonged and profuse periods

Calcarea Carb, a natural Homeopathic medicine,
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is of great help in the treatment of PCOS and is particularly suited when a woman with PCOS suffers from profuse periods that are prolonged more than the usual duration. The women with PCOS facing the problem of weight gain and obesity are also the candidates requiring Calcarea Carb. Homeopathic medicine Calcarea Carb helps such women in reducing the excessive weight gain very efficiently. There are a few physical general symptoms to look out for while choosing to take Calcarea Carb. The first is excessive sweating on the head.

Natrum Mur: Homeopathic cure for PCOS with irregular and suppressed menstrual cycles

Natrum Mur is a very beneficial Homeopathic medicine to treat women with PCOS who have irregular and suppressed menstrual cycles. Natrum Mur benefits most women by regularising their menstrual cycles. Homeopathic medicine Natrum Mur should also be considered for women with difficulty in conception due to PCOS. The important symptoms to look out for while using Natrum Mur are excessively hot sensation, aversion to heat of sun and craving for extra salt in the diet. The mental picture that needs to be considered includes reserved nature of patient, weeping spells especially when alone and worsening of symptoms when sympathy is offered.

Thuja Occidentalis: Homeopathic treatment for retarded menstrual flow

Thuja is a Homeopathic medicine that is considered of great help in PCOS treatment. Thuja is a very efficient Homeopathic medicine and its use is called for when a woman suffers from retarded menstrual flow with multiple cysts in ovaries. Thuja has the innate ability to dissolve abnormal growth or accumulation anywhere in the body. Thus, it has the supreme power to dissolve cysts also. Most women requiring Thuja have cystic growths more pronounced in the left side ovary. Thuja is also of great help in treatment of extreme hair growth on unusual parts in women due to hormonal imbalance.

Pulsatilla, Kali Carb and Senecio: Homeopathic medicines for suppressed or absent menses

Homeopathic medicines Pulsatilla, Kali Carb and Senecio worksuccessfully in re establishing the menses that have been absent. Pulsatilla is the top Homeopathic medicine for most cases of suppressed menses and proves successful in bringing back the menstrual period. Homeopathic remedy Kali Carb is a very beneficial medicine when the menses are suppressed altogether for several months. Senecio is the ideal Homeopathic medicine when the menses are suppressed but the woman feels that menses are about to come. In such cases, the complaints related to menses are present like heaviness or pain in pelvis region and nausea, but the menstrual flow is absent.

Homeopathic treatment for scanty and short duration of periods in PCOS

The problem of scanty menses can be treated with Homeopathic medicines Pulsatilla, Sepia and Senecio. The short duration of periods may vary from a few hours to one or two days. Several natural Homeopathic medicines are present to tackle this condition. For menses remaining only for a few hours, Homeopathic medicines Euphrasia, Coccus Cacti and Psorinum are of great help. Natrum Mur, Pulsatilla and Sepia are the top polycystic ovarian syndrome medication in homeopathy. Women can benefit with the use of any of these medicines depending upon the constitution. Please remember, regularising the menstrual cycle is not an overnight issue. It takes a lot of patience and time to bring about a change.

Homeopathic treatment for polycystic ovarian syndrome for reducing excessive hair growth in women with PCOS

Homeopathic medicines can be very useful to decrease abnormal hair growth in women suffering from PCOS. The remedies used in Homeopathy are all natural medicines that are given internally without any external application. Homeopathic medicine Sepia is preferred if there is hair growth on upper lips. For hair growth on chin, Homeopathic medicine Oleum Jecoris Aselli is of great help. Thuja is a Homeopathic cure of great help for excessive hair growth anywhere on the body,be it the face or arms and legs.

Homeopathic medicines Sulphur and Silicea for treating acne or pimples in PCOS

Both Sulphur and Silicea are equally helpful Homeopathic medicines for treating acne in women with PCOS. Sulphur brings about excellent results in most cases of acne. The acne may be painful or may itch in persons requiring Homeopathic medicine Sulphur. Silicea is to be considered when theacne contains pusand they are deep rooted.

Homeopathic medicines for dealing with obesity in women due to PCOS

The best Homeopathic medicines for treating obesity are Calcarea Carb, Graphites and Ammonium Carb. Which of these medicines to take is chosen as per the case demands.
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ugg au OndaRossa a Crack fumetti dirompenti

mostra del collettivo psichedelico Malleus, esponente di spicco della Poster Art contemporanea internazionale

finalmente a Crack l’eclettico Tommi Musturi insieme agli artisti finlandesi di Kutikuti, il “solletico” del Nord d’Europao per la prima volta in Italia, dal Libano, la rivista di fumetti internazionale Samandal, rappresentata da uno dei fondatori: Lena Merhej

sbarca al festival Mineshaft insieme all’autrice Nina Bunjevac, nuova stella underground del fumetto mondiale

la netzine SuccoAcido presenta The Light Confuses, 48 lavori degli artisti: Danilo Milosev (Wostok), Alessandro Rivoir, Daniel Kutter, Thomas (radi) Kahl, Johanna Marie Fugger, Marco Castagnetto, curator Marion Weber ancora dalla Serbia l’artista Vuk Palibrk

dopo cinque anni di assenza i Milk and Vodka dalla Svizzera

dalla Svezia torna Kolik Frlag con le mostre: INFERNO di Fabian Goranson, le serigrafie di Marcus Nyblom, Prlor och Patroner di Loka Kanarp e le mostre di Karl Johnsson e Martina Bergsj

dalla Croazia la rivista irriverente Komikaze partecipa con Ivana Armanini e Anna Ehrlemark

da Galago la fumettista Coco Moodysson

Wormgod collaborative art project di Matias Elftorp (Piracy is Liberation and Dystopia). E Johan Jergner Ekervik autore del report a fumetti di CRACK ON

Il ritorno del gruppo, dalle visioni distopiche, Les Dernier Cri, Craoman e Frères Guedin questa volta accompagnati da pape Paquito Bolino

mostra dei portoghesi di Chili Com Carne

i progetti degli studenti della Umea Academy Of Fine Arts

ON SITE INSTALLATION HATE istallazione di Emma Rendell, curator Sarah Kim

GIUDA Geographical Institute Of Unconventional Drawing Arts mostra della rivista italiana, decadente e romantica

dopo LA MINISTRONZA (edizioni Grrretic) il miniscandaloso fumetto di Alessio Spataro LA MINISTRONZA 2 con la prefazione di Vincino e interventi di moltissimi supporter fumettisti.

dopo il volume di Lamette: “Guida illustrata al frastuono più atroce” vol I e II, presente in mostra, esce a CRACK: GILETTE, Illustre guida al suono più audace (una co produzione Epoc Ero Uroi e Lamette Comics)

Milano Noir e Giald Agenzia X edizioni

Dai bassifondi della città, una nuova generazione di artisti e autori prende parola su una Milano allo sbando. Testi, racconti orali, fotografie, disegni, fumetti, canzoni e immagini in movimento all’insegna dei due colori. In queste pagine si racconta come da 34 anni sia possibile l’esistenza di questo luogo, di come, nel relazionarsi ad esso, le articolazioni dell’amministrazione cittadina, (consigli di zona, assessorati ecc.) abbiano dovuto ascoltare e prendere atto di tutte le istanze che venivano dal basso, annullare, sospendere o rinviare l’applicazione delle procedure securitarie ed emergenziali provenienti dall’alto.

Racconto finito dentro l’inchiesta Rewind della magistratura torinese

contro la tre giorni di mobilitazione contro il G8 University Summit tenutasi a Torino nel maggio 2009
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