ugg in Element collezione uomo Autunno Inverno 2016

Element presenta la collezione uomo pensata per il prossimo Autunno inverno 2016, che vede un’importante collaborazione con l’acclamato e premiato duo inglese Kai Sunny.

Diventati noti negli ultimi anni grazie al loro lavoro che esplora forme naturali attraverso bellissime e dettagliate immagini ispirate alla natura, la collezione pensata con loro non poteva che ispirarsi al motto di Element ‘Wind Water Fire Earth’, con opere basate sui 4 elementi che sono rappresentati su t shirt, scarpe e tavole.

Altro elemento della collezione è l’Element Perspective Project, conosciuto come la piattaforma fotografica di Element, che è cresciuto fino a diventare una piattaforma artistica in continua evoluzione che mostra i lavori degli Element Brand Advocate, artisti riconosciuti e talenti emergenti. Artisti e fotografi da tutto il mondo si riuniscono ogni stagione per contribuire a formare l’eredità artistica di Element che è iniziata più di 20 anni fa. L’arte creata è mostrata attraverso stampe e tavole, creando una gallery continua di immagini e grafiche avvincenti. Gli Element Perspective Project dell’Autunno 2016 propongono lavori degli Element Advocate Chad Eaton Timber!, French Fred, Brian Gaberman e gli artisti recentemente introdotti Fernando Elvira, Nat Russell, Mason McFee tra gli altri.

La Travel Well collection è costituita dai capi “Essential” rigorosamente “lightweight”. La collezione è composta da giacche e borse ripiegabili e richiudibili disegnate per accompagnarti ovunque. Travel well, travel light! (Viaggia bene, viaggia leggero!)

La Wolfeboro collection continua a proporre giacche classiche e si concentra anche su stili più tecnici sotto l’etichetta ‘Authentech’ di proprietà del marchio, la tecnologia di Element per proteggerti dalle forze della natura. Gli elementi chiave delle giacche Wolfeboro Authentech sono: impermeabilità 5K to 10K, imbottiture in piuma d’oca, 3 strati in 1.

La collezione denim a 5 tasche Element Made To Endure utilizza tessuti filati dai famosi Cone Mills Denim Fabric Suppliers, sinonimo di alta qualità, autenticità e tecnologia. La collezione propone lo stile senza tempo del denim tradizionale a 5 tasche, una parte essenziale dell’abbigliamento moderno con le sue radici ben piantate in un patrimonio vicino al cuore di ogni skateboarder, il “blue collar worker”. Si uniscono cosi le caratteristiche del tradizionale abbigliamento da lavoro in tessuto pesante, costruzione durevole e stile funzionale con l’essenziale modernità della sua elasticità. Per l’Autunno 2016,
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l’Element Flex program è stato esteso da denim e pantaloni a camicie e t shirt. Tutti i prodotti Flex forniscono comfort ed elasticità che non sono solo indispensabili per lo skateboarding ma anche per la vita di tutti i giorni. “Element Flex, ride without restrictions”

Per quanto riguarda gli accessori, la collezione di scarpe, Element Footwear, è costituita da 2 linee differenti, le ‘Element Keep Discovering’ e la ‘Element Emerald Collection’. Entrambi i segmenti integrano la componente Conscious by Nature con l’utilizzo di materiali eco sostenibili e tecniche di produzione come suola in gomma rigenerata, colle a base d’acqua, soletta in EVA rigenerata e confezioni senza colla.

La gamma Element Keep Discovering continua a proporre classiche scarpe da skateboarding e si basa su 3 modelli principali, la Topaz, la Preston e la Darwin tutti e 3 i modelli in diversi materiali e rifiniture adatte ai giorni più freddi. Una nuova aggiunta alla linea è la Mattis, una scarpa vintage che può essere indossata per lo skateboard o meno. Il Discovery Pack propone il modello Preston con fodera in sherpa, lacci da hiking, pelle scamosciata idrorepellente, disponibile in due colorazioni. Il NTV pack, invece, è ispirato agli indiani nativi e propone la Preston in camoscio cerato con rivestimento in tessuto a strisce. Come parte dell’Element Perspectve Project, la linea racchiude 2 stili di scarpe la Topaz C3 e la Preston con fotografie dell’Element Advocate French Fred sia all’interno che sulla confezione. Infine, il Premium Leather pack propone la Preston e la Topaz C3 in pelle con lacci cerati e rivestimento in lana.

Ispirata sempre dai tre temi principali di Element la Element Emerald Collection propone la Mitake, modello ispirato al trail running e la Donnelly, ispirata a una scarpa da hiking con soletta in phylon, pelle di prima qualità e stile vintage. Un’aggiunta alla linea è la Gibson, modello ispirato dal “desert boot” in pelle o scamosciato, suola in gomma naturale al 100% e dettagli in contrasto come lacci gessati; la Gibson nasce in 4 diverse colorazioni. Un’altra novità è la Bankton, ispirata a uno stivale da lavoro con tomaia in pelle o scamosciata, una suola ultraleggera in phylon e rifiniture in sherpa;
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la Bankton è disponibile in 3 diverse colorazioni.

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sport invernali: tutti;Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni dello Skiforum e la navigazione sarà più veloce (non apparirà più questo messaggio di benvenuto).

Di base sono scarpe studiate per il trail running e il city trail running, per cui le condizioni di utilizzo determinano molto il tipo di calzata ed la tipologia di suola. Anche la presenza o meno della membrana in GTX influenza la scelta della misura, ovviamente non per la lunghezza, ma per quello che è la riduzione del volume.

XA Pro 3D, scarpa con pianta medio larga, io utilizzo una misura in più. La uso per camminare o per qualche trekking tranquillo.

Speedcross 3 GTX, pianta più stretta della precedente, per non sentire compressione al dorso del piede ho preso 1 misura e mezzo in più. Però anche in lunghezza la differenza è minima e non è che abbia ceduto più di tanto.

Salomon S Lab wings, ad esempio ha una calzata molto precisa e di questa ho preso una misura in più.

Mediamente,
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sul mio piede serve sempre una misura in più, il mio piede realmente è un 27.0 che dal size chart sarebbe un 42 2/3.

H dato un’occhiata al sito indicato da cocojambo, che tra l’altro non conoscevo, mi sono dovuto registrare per vedere le offerte. A prescindere da questo che mi fa girare un po’ i maroni, però su certe cose, devo dire, che hanno ottimi prezzi.

Di Salomon meritano le X Scream al 50% di sconto, ce le ho anche io e sono ottime scarpe da utilizzare tutti i giorni in primavera o estate e le X Wind Pro al 40% di sconto. In offerta non c’era altro di particolarmente interessate, forse le Sense Pro, scarpa più tecnica e le Fellraiser,
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che è un carro armato per sentieri fangosi.

ugg evera Alison Moyet

diA poco pi di vent’anni era gi una star di livello internazionale, prima il grande successo con gli Yazoo, quindi la svolta solista. Fuori dal palco, per la vita di Alison Moyet non stata solo rose e fiori. Ecco un ritratto completo dell’artista britannica, vocalist bianca dalle radici profondamente nere

Becoming famous is a really shocking thing

especially when you don’t have aspirations to itTutti amano Alison Moyet. O meglio, arriva un momento nella vita in cui tutti dovrebbero imparare a farlo. Non unicamente per la sua musica, anche se, a giudicare solo dal numero di album venduti, si potrebbero obiettare pi di venticinque milioni di buone ragioni. E nemmeno per la sua voce, quell’inconfondibile contralto blues da sempre motivo di vanto per l’intera industria musicale femminile britannica, sia pure tra luci e qualche ombra. Ma se c’ un momento in cui Alison Moyet ti entra nel cuore quando cominci a curiosare dietro le quinte, e scopri che lontano dai riflettori si nascondono un’esistenza non proprio da popstar consumata e un rapporto col successo piuttosto travagliato, a dispetto di un’invidiabile carriera pi che trentennale. Impossibile, allora, non immedesimarsi nelle sue battaglie per la propria indipendenza artistica e nei tanti disagi personali, legati a una corporatura oversize. Non sono infatti solo le performance sul palco a rubare l’occhio, ma anche la sua taglia. All’apice del successo l’avevamo lasciata in una 22 abbondante (o 54, stando alle misure italiane), erano i tempi di “Don’t Go” e “Love Resurrection”, met anni Ottanta. Oggi la ritroviamo in gran forma, pesa meno della met e indossa una 10 striminzita (pi o meno la nostra 42). “Ho perso sin troppo peso, sto lavorando sodo per rimettere su qualche chilo.”, ci scherza su ma non troppo.

Gente di Basildon

Basildon, contea dell’Essex, anni Settanta.

“In quei giorni essere punk a Basildon poteva essere piuttosto pericoloso ricorda Alison La faccenda si giocava tra clan, c’erano gli skinhead, i Mod, i rocker e i punk. La prima cosa che facevi quando incontravi qualcuno era controllargli i piedi: se aveva scarpe a punta e pantaloni dritti, era dei tuoi, ma se indossavi scarpe o taglio di pantaloni sbagliati, ti prendevi uno schiaffone in mezzo alla strada. In questo io non avevo molti problemi, anche perch ero grande e grossa e venivo da una famiglia di contadini francesi piuttosto aggressiva: mio padre era un vero street fighter, comunicava sbattendo pugni sul tavolo della cucina. Cos non mi lasciavo impressionare, camminavo sempre un passo avanti agli altri ed ero l’istigatrice della mia banda”.

Genevi Alison Jane Moyet nasce il 18 giugno 1961, precisamente a Billericay, un piccolo paesino nell’Essex, da padre francese e madre inglese, ma trascorre infanzia e adolescenza nella vicina Basildon, dove frequenta prima la Markhams Chase Junior School, quindi il Nicholas Comprehensive (oggi James Hornsby School). Qui tra i suoi compagni di classe ci sono due giovanissimi Martin Gore ed Andrew Fletcher (Depeche Mode), oltre a Perry Bamonte, futuro chitarrista dei Cure. Pi tardi, al college, si ritrover fianco a fianco con Paul Webb, bassista dei Talk Talk.

Insomma, che il suo destino fosse in musica lo si capisce sin dai tempi della scuola. Cos a soli sedici anni decide di abbandonare gli studi e comincia a lavorare, prestandosi prima come commessa, poi per una compagnia di cosmetici, quindi come accordatrice di pianoforti. Nel frattempo inizia a cantare con alcune band del circuito locale, siamo a fine anni Settanta, all’epoca si fa chiamare Alf e si esibisce con alcune formazioni del sud Essex. Tra queste, anzitutto i Vandals del chitarrista Robert Marlow, altro ex compagno di scuola (anch’egli arruolato in alcuni progetti embrionali pre Depeche, il migliore amico di Vince Clarke). una band in stile punk rock, la Moyet chiude il trio di back singer insieme alle inseparabili amiche Kim Forey e Sue Paget. Ogni volta assumono un batterista differente e si esibiscono in alcuni pub, hotel o feste all’aperto. “A quei tempi l’unica cosa che mi interessava era il punk, per inteso come modo di vivere, oltre la musica: trovarmi in un gruppo di squilibrati con i quali sentivo di avere maggiori affinit Io ero la pi ribelle, vivevamo in una citt dove non c’era cultura e non avevamo soldi, non c’era molto altro da fare se non ritrovarsi nei parcheggi o nei campi all’aperto a suonare e cantare, pi che altro per intrattenerci. Tutti quanti a Basildon erano in una band, che fossero capaci di suonare uno strumento oppure no. Ecco, era questa la vera gioia del punk”.

Chiuse l’esperienza con i Vandals e la stagione punk, Alison inizia a cantare con gli Screamin’ Ab Dabs. Stavolta si passa al rhythm and blues, la sua voce d’altronde le consente di spaziare con agilit tra diversi generi, e proprio il blues sembra essere in effetti l’indirizzo pi consono al suo accento vocale dai potenti toni bassi, che di qui in avanti diverranno il suo marchio di fabbrica. Subito dopo si unisce ai Vicars per alcune sessioni di prova e infine ai Little Roosters, band glam rock che sta portando in giro dal vivo il suo unico album omonimo (tra l’altro prodotto da Joe Strummer, che ne impreziosisce la studio version suonando il pianoforte in parecchi brani).

L’incontro con Vince Clarke: nascono gli Yazoo

Stanca di calcare il ristretto triangolo Basildon Southend Convey Island, di cui si nutre la scena pub rock locale, Alison decide di piazzare un’inserzione su Melody Maker alla ricerca di una nuova band che sia ancora una volta di orientamento blues, il suo naturale habitat vocale.

“Female singer looking for a rootsy blues band”.

Cos recita testualmente l’annuncio pubblicato sul magazine musicale. Le risponde Vince Clarke, per quello che lei stessa definir uno straordinario caso di serendipity, ovvero quel curioso scherzo del destino per il quale cerchi una cosa e trovi esattamente l’opposto, nella fattispecie speri di metter su una tranquilla band di rhythm ‘n’ blues e in quattro e quattr’otto ti ritrovi letteralmente scaraventata a Top of the Pops e al numero 2 degli album pi venduti nelle classifiche Uk.

Vince Clarke ha gi una certa esperienza in merito, in quei giorni ha appena lasciato i Depeche Mode, di cui era stato membro co fondatore e per i quali ha scritto i primi tre singoli “Dreaming Of Me”, “New Life” e “Just Can’t Get Enough”. Per ha tenuto conservate nel cassetto le partiture di una ballad inedita: si intitola “Only You” e calza a pennello sulle calde interpretazioni soul della Moyet. La sua etichetta Mute Records ascolta il demo e rimane entusiasta del risultato, cos ne confeziona un singolo che si spinge oltre ogni pi rosea aspettativa.

Siamo nel marzo 1982 e nascono gli Yazoo, duo che per un biennio avr enorme seguito, forte del felice connubio tra un’elettronica semplice ma di sicura riuscita (Clarke) e possenti performance vocali (Moyet). Lo stesso identico schema “sintetizzatori + voce femminile blues” si rivela accoppiata vincente proprio perch inedita nella pur fiorente scena elettro pop del momento: lo ricalcano fedelmente solo gli Eurythmics di Dave Stewart e Annie Lennox, seppur con tempistiche/modalit lievemente differenti.

Nel luglio dello stesso anno gli Yazoo sono nuovamente ai piani alti delle classifiche grazie a una seconda hit intitolata “Don’t Go”, in cui le tipiche sonorit sintetiche del synth pop si sposano a un galvanizzante battito dance, con la calda ugola bluesy della Moyet a creare un contrasto straniante ed efficacissimo. il preludio al loro primo album Upstairs At Eric’s, che esce di l a poco ed un successo annunciato. Il titolo si riferisce ai Blackwing Studios di Eric Radcliffe, dove l’album stato registrato. Vince li frequentava gi ai tempi dei Depeche, li che vide la luce “Speak Spell”, ma anche parecchie altre tra le prime produzioni firmate Mute Records.

Inizialmente concepita come b side di “Only You”, la claustrofobica e trascinante “Situation” invece il terzo singolo, che proietta finalmente i due sul mercato nordamericano: ottengono anche qui una buona accoglienza, ma il nome della band viene ritoccato in Yaz a causa dei dissidi legali con l’etichetta statunitense Yazoo Records.

L’album vanta altri classici della band, tra cui “Bad Connection”, che ricalca l’andatura della depechemodiana “Dreaming Of Me”, tra squilli telefonici e inserti di conversazioni, e “In My Room”, con un curioso utilizzo dello spoken word al servizio di una bizzarra mistura elettro punk, oltre alla delicata ballad “Winter Kills” e alla pi sperimentale “I Before E Except After C”, dove il synth alimenta un clima paranoide, tra sussurri e risate grottesche.

Insomma, l’esordio di quelli da ricordare, il problema che tra i due non esiste alcun tipo di relazione. “Non siamo mai stati amici, eravamo messi l per caso, neanche ci rivolgevamo la parola, n abbiamo mai bevuto una birra insieme”, spiegher Alison. “Vince andava a lavorare in studio al mattino, io invece la sera, spesso si registrava senza nemmeno incontrarsi. Le nostre erano due personalit agli antipodi, io francese aggressiva, lui un inglese sin troppo silenzioso e riservato, passivo, in queste condizioni non c’era gusto neanche a litigare”.

Oltre tutto, le diverse ambizioni/orientamenti artistici portano subito a una frattura insanabile tra i due. Clarke infatti, da buon maestro dell’elettro pop ha tutta l’intenzione di proseguire il suo cammino sui dancefloor, tra melodie a presa rapida e canzonette orecchiabili; alla Moyet, invece, il successo non interessa proprio. “Volevo provare qualcosa di pi profondo, impegnato, personale. Diventare famosa era gi stata di per s un’esperienza scioccante”, aggiunger Alison, che a onor del vero in parecchie interviste rilasciate anni dopo terr comunque a ringraziare il collega, senza il quale. “Senza di lui ammetter candidamente non mi troverei dove mi trovo adesso”.

Ad ogni modo, viste le pressioni e gli accordi presi con la label, i due sono al lavoro insieme ancora qualche mese, cos a fine anno viene pubblicato l’Ep The Other Side Of Love/Ode To Boy e nel luglio 1983 ecco, infine, il loro secondo e ultimo album You And Me Both, dal titolo altamente ironico sul loro status di separati in casa.

L’album riesce non solo a bissare il successo del precedente, ma si spinge addirittura oltre, raggiungendo il numero uno nelle classifiche Uk degli album pi venduti, trainato dal bel singolo “Nobody’s Diary”, altra prodezza della Moyet, che si strugge nei suoi tormenti sentimentali mentre Clarke ricama le sue suadenti trame di synth.

La formula quella dell’esordio: jingle facili, sapientemente pennellati da Clarke e le straordinarie performance vocali della Moyet, che scrive anche la met dei testi, tra cui quello della stessa “Nobody’s Diary”, oltre ad “Anyone”, “And On” e all’intensa “Good Times”, dove la vocalist regala una delle sue interpretazioni pi aggressive. Vince firma invece la pi personale “Happy People”, dedicata al Partito Liberale nel quale all’epoca militava la madre, senza peraltro mai prendere posizione. Alison, per si rifiuter di cantarla, cos per la prima e unica volta, la voce principale in un brano degli Yazoo sar quella di Clarke.

Insomma, la tensione tra i due alle stelle, e in queste condizioni il risultato ottenuto ancor pi sorprendente, se si pensa che You And Me Both fu scritto e prodotto in fretta e furia, ma del resto un momento storico in cui basta davvero poco a far scoccare la scintilla e qualunque cosa uscita dai synth sembra sprizzare un sound nuovo, originale, interessante. Oltre tutto, lo scioglimento del duo era stato annunciato pubblicamente ancor prima dell’uscita dell’album, di cui “Nobody’s Diary” rimarr l’unico singolo estratto.

Terminata la promozione del disco, la storia degli Yazoo si chiude con buona pace di entrambi, dopo diciotto mesi di convivenza forzata. Proseguiranno ognuno per la propria strada senza troppi rimpianti, ciascuno rincorrendo il proprio stile e credo artistico. Per un altro scherzo del destino, stavolta sar Vince Clarke a pubblicare un annuncio su Melody Maker, alla ricerca di un nuovo cantante: gli risponder un rivenditore di scarpe da donna col pallino del canto, un certo Andy Bell, suo vecchio fan. I due inaugureranno un fortunato sodalizio artistico che negli anni a venire li vedr ospiti fissi delle chart britanniche. Ma questa un’altra storia, quella degli Erasure. Quella di Alison Moyet, invece, si incammina lungo i binari di una altrettanto longeva quanto felice avventura solista, che la vedr convertirsi in una delle vocalist pi ricercate e di maggior appeal del panorama internazionale.
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ugg uk sale Paolo Ferrarese confermato presidente di Confagricoltura Verona

Sar Paolo Ferrarese a guidare anche per i prossimi quattro anni Confagricoltura Verona, che conta oltre 2.000 imprese associate. La sua conferma stata espressa all nell scaligera, che si svolta il 28 aprile nell Antica Dimora del Turco di San Giorgio in Salici. L intitolata modo diverso di intendere la filiera in agricoltura ha visto una grande partecipazione di esponenti politici e del mondo dell che sono intervenuti sui temi diventati ormai improcrastinabili della ricerca e della necessit che ci sia un raccordo sempre pi puntuale tra il mondo agricolo e l

ricerca il caposaldo per poter fornire all agricolo i mezzi per poter fare al meglio il proprio mestiere ha detto Ferrarese, introducendo la giornata . La politica ha il compito di recepire le nuove opportunit della conoscenza scientifica traducendole in leggi, che forniscano gli strumenti operativi alle imprese agricole. C un cortocircuito tra ricerca e politica che va sanato, anche mediante una comunicazione seria e approfondita

Sul tema non ha avuto mezze misure Giordano Veronesi, premiato con la targa al merito 2017 per l apporto che il suo gruppo ha dato alla zootecnia e ai mangimi. Imprenditore del gruppo agroalimentare omonimo che raggruppa marchi come Aia e Negroni, fatturato 2015 di oltre 2,8 miliardi, 20.000 collaboratori, Veronesi ha rimarcato come suo padre, di una famiglia di mugnai, sia riuscito a costruire una grande impresa grazie alla creativit e all italiani hanno fatto grandi cose imparando dagli altri e progredendo ha detto , ma adesso il Paese fermo e non vuole pi pensare di andare avanti. In giro per il mondo c gente che produce 280 quintali per ettaro di granella di mais e noi, che potremmo accedere a queste nuove sementi molto produttive, non lo vogliamo fare. Il ministero dell ha bloccato anche la sperimentazione in campo. L di Verona ha una facolt di biotecnologie che altri si sognano, con dei tesori nelle serre, ma non si possono neanche sperimentare in campo perch si rischia di andare in galera. Ma vi rendete conto? Questo non un Paese serio, ma di citrulli Abbiamo perso l Siamo con la pancia piena. E con la pancia piena finiremo a pulire le scarpe agli indiani e ai cinesi

Mario Pezzotti, vicerettore dell di Verona, con delega alla ricerca, ha ricordato i pesanti condizionamenti della politica su qualsiasi lavoro di ricerca: altri Paesi del mondo la ricerca promossa attraverso bandi liberi, ai quali tutti possono partecipare ha detto . La ricerca agraria della nostra universit non seconda a nessuno, ma la differenza la fa la politica. Da 20 anni studiamo il genoma della vite e utilizziamo strumenti di ricerca molto avanzati, conosciuti da tutto il mondo vitivinicolo, ma adesso il tempo di trovare forme di collaborazione tra i diversi attori che diano sbocchi proficui al nostro lavoro

politici devono render conto agli elettori gli ha risposto l regionale veneto all Giuseppe Pan e il nostro programma elettorale, con il quale siamo stati eletti, non era favorevole agli Ogm. Per chiaro che la ricerca scientifica deve andare avanti. Come Regione Veneto stiamo promuovendo la ricerca sulle viti resistenti e guardiamo con favore a nuove tecniche come la cisgenetica. In merito ai finanziamenti ritengo giusto che debbano essere dati in modo mirato. Ci sono molte ricerche sepolte nei cassetti, che non hanno avuto seguito, per le quali sono stati sprecati molti contributi regionali ed europei

Le conclusioni sono state affidate a Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura: ragione Veronesi quando dice che il Paese fermo ha sottolineato e lo dimostra il Pil dello 0,7 per cento. La nostra associazione agricola l a rappresentare gli imprenditori che tutti i giorni rischiano in proprio, si confrontano con i mercati, pensano come dover competere con gli imprenditori degli altri Paesi. Ma ci vuole tanto coraggio in Italia a fare gli imprenditori, quando le tasse e i costi sono maggiori rispetto agli altri Paesi

Nel corso dell sono stati premiati i dipendenti Marco Bertoldi e Aldo Luca Caramori per i 25 anni di servizio prestato all Infine sono stati resi noti i nomi dei componenti della nuova giunta di Confagricoltura Verona, che sono: Umberto Parodi, Mauro Mantovani, Sara Pasetto, Riccardo Artegiani, Nicola Codognola, Luigi Caprara, Alberto De Togni, Pietro Spellini, Antonio Cesari e Lorenzo Massignan.
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