ugg boots australia Il candidato Poulidor e le elezioni francesi

Non sono un democristiano e non sono entusiasta degli effetti del bipolarismo nel nostro sistema politico. Non so bene perch dunque, mi sta entusiasmando in questi giorni la clamorosa rimonta nei sondaggi sulle elezioni presidenziali francesi di Fran Bayrou. Tra la destra di Sarkozy e la sinistra della Royal, l ministro democristiano dell che alleva cavalli da corsa sta risalendo: 3 con il 22%, ma se arrivasse al ballottaggio batterebbe sia l sia l

Leggendo un reportage di Bernardo Valli da Marsiglia, sulla Repubblica della scorsa settimana, ho trovato (guarda un po una motivazione sportiva per il mio interesse. Lo sport come categoria della politica:

La conversazione, a pi voci, si svolge nel bar (Le Mistral) di un quartiere popolare, un mese prima delle elezioni presidenziali. Cerco di sapere quel che pensano di Fran Bayrou, l del momento. La reazione immediata. Mi chiedono: ricorda Poupou? Poupou? E chi era? Un cavallo? Un comico? Una canzone? Ma no, no, il corridore, Il ciclista del Tour, Poulidor. Adesso ricordo. Certo, Raymond Poulidor, che negli anni Sessanta tutti chiamavano Poupou. S proprio lui, quello che arrivava sempre a poche ruote dai primi. Mai in testa. Mai una volta che all traguardo si lasciasse alle spalle Jacques Anquetil, il campione dei campioni. Allora, mezzo secolo fa, era un “Poulidor” chi non riusciva mai a vincere, a scuola o sul lavoro, insomma nella vita. Chi si distingueva, ma non troppo, e comunque non eccelleva. Chi non otteneva il primo premio, ma a volte quello di consolazione.

Ma cosa c tutto questo con le elezioni? C eccome! Adesso Poulidor sta arrivando in testa, i primi sono in preda al panico, temono di essere superati da quel gregario, e la Francia stupita segue l con il cuore in gola. Potrebbe essere la rivincita degli eterni secondi. Umiliare i primi sempre stato il sogno degli eterni secondi, dei frustrati, di coloro che si sentono relegati in seconda fila. Sono milioni, e tutti o quasi tifano in questi giorni per il Poulidor della politica, che adesso si chiama Fran Bayrou.

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Il fenomeno delle maree è un fatto curioso: prima la spiaggia è lunga, il mare si vede distante che è quasi una fatica raggiungelo se non fosse che mentre si cammina per avvicinarsi, tra la sabbia e i sassi, si scoprono conchiglie, granchi e alghe e ci si ferma ad ammirali da vicino, nel loro ambiente, solitamente nascosto dall’ acqua . e poi piano piano, il mare copre nuovamente i suoi tesori, come se volesse proteggere da sguardi indiscreti.

Nella Cornovaglia occidentale, poco lontano da Penzance, si trova un isolotto separato solo durante l’ alta marea dalla terraferma da una sottile striscia di mare:St. Michael’s Mount.

Sicuramente il nome vi farà subito pensare al celebre Mont Saint Michel in Normandia (regione settentrionale della Francia) e in effetti una certa somiglianza esiste.

Io lo definirei come la versione in scala del molto più popolare cugino francese, ma non per questo privo di bellezza e fascino. E come molti luoghi della Cornovaglia, anche quest’ isola nasconde una leggenda legata ad un gigante e un cuore nascosto da cercare tra i sassi.

Qui viveva il gigante Cormoran, che terrorizzava gli abitanti dell’ isola rubando loro il bestiame. Le persone disperate offrirono una ricompensa a chi li avrebbe aiutati a liberarsi del gigante e consentire loro di vivere in pace. Nessuno si offrì tranne un giovane ragazzo di nome Jack.

Una notte, mentre il gigante dormiva, Jack si avvicinò al monte. Scavò una profonda fossa su un lato di St Michaels Mount. La mattina dopo suonò il suo corno per svegliare Cormoran. Il gigante arrabbiato corse lungo il lato del monte e finì nella fossa. Jack la riempì rapidamente e in questo modo seppellì il gigante.

Quando si visita St Michaels Mount, sotto le mura del castello vi è una piccol pietra a forma di cuore. Questo è il cuore del gigante. Quando la scoprite mettetevi sul pietra e ascoltate con molta attenzione. Da sotto i piedi si sente il lieve battito del cuore di Cormoran!

Se la marea non é abbastanza bassa, da Marazion c’é un servizio di barche che vi trasporta per qualche sterlina, oppure potete togliervi le scarpe, accorciare i pantaloni e se avete coraggio di camminare nelle fredde acque, potete comunque raggiungerlo a piedi.

Questo luogo ha visto diverse trasformazioni nel corso dei secoli: porto commerciale, monastero, castello fortezza, casa di famiglia.

Oggi non è solo un’isola con un castello, ma un vero e proprio villaggio con negozi, caffè, e anche case dove vivono circa una trentina di persone.

All’interno del castello, al vertice del Monte, c’è la cappella dedicata all’ Arcangelo Gabriele, che dà anche il nome a questo luogo. St. Michael’s Mount è stato un luogo sacro dal 1070, quando è stato dato ai monaci benedettini per l’uso come un monastero e meta di pellegrinaggi.

Ma al di là di miti, leggende e chiese, la bellezza di questo luogoè data soprattutto dagli splendidi panorami della Mount’s Bay, dal piccolo giardino recintato che contiene piante tropicali , le nuovole che creano cromie sempre diverse, ma soprattutto dalla marea che facilita il passaggio, scopre fondali marini e rende la visita speciale.
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