real ugg boots inaugurata al rettilario del Bioparco l’area delle testuggini di Aldabra 2

(Adnkronos) “La nuova area e’ dotata di ampie vetrate che permettono la visione da parte del pubblico anche durante l’inverno: finora le testuggini di Aldabra del Bioparco, che l’estate sono libere nella voliera attigua alla nuova area, trascorrevano l’inverno in locali di servizio climatizzati non accessibili al pubblico. Una speciale porta basculante ha concluso Giuntarelli permette agli animali di entrare ed uscire a loro piacimento nel giardino evitando la dispersione del calore interno”.

L’area ospita tre testuggini una femmina adulta (peso circa 130 kg) arrivata al Bioparco nel 1985 dallo Zoo di Napoli. L’animale presenta sul guscio una ‘sutura’ in vetroresina, ricordo di un attacco vandalico di uno sconosciuto che la colpi’ con un piccone; si salvo’ da questo atto inqualificabile ma da allora e’ quella che si fa avvicinare meno. Un maschio adulto,
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arrivato negli anni ottanta dalle Seychelles; l’animale soffre di una deformazione congenita agli arti anteriori che lo fa camminare con difficolta’, cio’ non gli ha impedito di crescere notevolmente, grazie alle cure dei keeper del rettilario, tanto che oggi supera i 150 kg di peso.
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ugg 5803 Le reminescenze

Chi non segue il calcio, non sa cosa possa voler dire questa data invece lo segue, ne conosce perfettamente il significato, in particolar modo tifosi laziali e, ahimè, juventini. Quel 14 maggio del 2000 fu il giorno dell penso che nemmeno Noè con la sua arca sarebbe riuscito a sopravvivere a cotanta acqua!!!!!!! Quel giorno, con un mio amico, ex compagno liceale, avemmo la brillante idea di andare allo stadio Renato Curi per festeggiare lo scudetto in quella che avrebbe dovuto essere una mera formalità.

A dire il vero, i biglietti ce li eravamo procurati già da qualche giorno maledetto sia quel giorno!!!!!!! La partita si giocava alle 15, se non ricordo male, e terminò alle 18, più o meno nemmeno una partita di basket con i tempi supplementari sarebbe potuta durare più a lungo.

La nostra avventura, quel giorno, iniziò verso le 10e30. Partimmo da Piazza Signorelli con la mitica Panda, mi pare, 750, color verdolino. C un sole che spaccava le pietre, finestrini abbassati e radio a tutto volume con gli 883, pensate un po Non riuscivamo a contenere ottimismo ed entusiasmo, l di vedere la nostra squadra dal vivo vincere lo scudetto superava qualsiasi altro sentimento.

Ce la prendemmo con calma, arrivammo dopo circa un parcheggiammo nei pressi dello stadio e ci incamminammo verso una delle tante biglietterie. Superati senza problemi i controlli di rito, anche perchè non avevamo e non abbiamo un aspetto delinquenziale, entrammo allo stadio, curva sud, quella riservata ai tifosi ospiti, verso le 12e30. Il sole, ripeto, spaccava le pietre, c ragazzi a torso nudo, c i soliti gruppi organizzati che chiedevano soldi, a dir loro, per la nostra squadra, c padri con figli, gente di tutti i tipi. Al settimo della ripresa il dramma! Su una respinta corta della difesa, il difensore Calori, aretino e tifoso juventino (!), con un destro di chirurgica precisione fece secco l non certo volante. Manco si mosse il numero 1 bianconero, vide questo pallone infilarsi in rete senza nemmeno provare un tuffo sì che se si buttava neanche si faceva male, vista l che c Vani risultarono gli sforzi bianconeri, con un Inzaghi che non toccava un pallone, con un Pessotto vero signore del calcio che restituiva una rimessa laterale che non gli apparteneva, con un Esnaider ed un Kovacevic non dico altro!!
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!!!! E mentre sotto le nubi di Perugia si consumava il dramma sportivo bianconero, sotto un sole cocente, in quel di Roma, il simpatico Inzaghino, fratello di SuperpippA, festeggiava, insieme a tutti i suoi compagni ed al popolo biancoceleste, il tricolore.

E noi due, compagni di sventura, ce ne andammo con la coda fra le gambe e senza ranocchietti nelle scarpe, visto che, insieme ai vestiti, si erano ristrette pure quelle.